Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.
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martedì 17 ottobre 2023

Paolina fiordiloto, favola per capirsi con tenacia e speranza

 PAOLINA FIORDILOTO


di Annamaria Gatti

illustrazione di Eleonora Moretti

fonte: Città Nuova, luglio 2021

L’orsetta Paolina vive nel villaggio vicino al bosco e proprio questa estate  è arrivato lì un nuovo amico, Sandro.

“Paolina che musetto triste hai”  dice un giorno la mamma, accarezzandole le orecchie.

“Sì, sono molto triste, ma siamo anche arrabbiati,  vero orsobimbo?”  risponde  Paolina rivolgendosi al suo inseparabile orso di peluche. “Ho fatto un dispetto a Sandro e adesso ho il cuore che mi fa male.”

“Tanto male?"

“Tantissimo male.”

Papà orso ascolta e la invita:  “Allora vieni con me…”

Paolina lo segue con il suo orsobimbo sulle  spalle.

Cammina e zampetta,  arrivano ad uno stagno.

Tutti e due lo guardano incantati,  perché è ricoperto di fiori di loto, eleganti e brillanti, con le sfumature rosa.

“Che bei fiori papà!”

“Sono fiori di loto” spiega papà orso.

Restano in silenzio e Paolina piange un poco.

“Sono sbagliata papà? Sandro  ha pianto per causa mia. Se qualcuno mi fa un dispetto anch’ io ci sto male. ”

“Si rimedia, Paolina, guarda i fiori di loto.”

Papà resta in silenzio un po’,  poi continua: “Paolina i fiori di loto nascono da un seme durissimo, che solo se viene cullato dal fango e dall’acqua,  piano piano,  molto lentamente germoglia e fa nascere il più bel fiore dello stagno.”

“Davvero papà? Il fiore di loto è bellissimo davvero. Sembra una stella!”

“Ci vuole il fango, l’acqua,  il tempo e i colpi che scalfiscono il seme duro e far fiorire una stella così.”

“Papà, cosa vuoi dirmi?”

“Ci vuole il tempo, un po’ di sofferenza e la pazienza di accoglierci come siamo, anche con i nostri brutti momenti, se vogliamo che non siano inutili e  poi si trasformino in bellissime cose, per noi e per gli altri. Perdonati Paolina e non ci pensare più.”

“Potrei diventare anch’io un fiore di loto, allora.”

Papà la guarda a lungo e sorride. La figlia prosegue:

“ Quando sentirò che il mio seme si apre,  inviterò Sandro per la merenda, papà.” 

Prende in braccio l’orsetto e lo culla un po’, poi gli chiede:

“Orsobimbo ti è passata la rabbia? Sì??? Anche a me. Vado subito a chiamare il mio nuovo amico!”

“Buona idea, Paolina fiordiloto!”

E tutti e due tornano al villaggio in un battibaleno.

Ora i fiori di loto dello stagno sorridono al sole…  Più splendenti che mai.


Pubblicata da Annamaria Gatti

gatti54@yahoo.it


giovedì 28 aprile 2022

Rivedere il webinar "Come aiutare gli adolescenti a pensare il futuro tra lockdown e immagini della guerra"


"L'immagine usata da Diego Miscioscia è stata chiara.
I ragazzi e le ragazze erano come quei fiori che stanno per sbocciare e poi arriva il gelo e blocca la fioritura.
Questo ha fatto la pandemia su di loro. Li ha mortificati.
La guerra su quel fiore reciso può fare il resto a meno che non lavoriamo sulla 'speranza che si basa non sulla certezza del risultato ma sulla possibilità del risultato'.
Ci sono delle buone premesse che caratterizzano questa generazione e su queste premesse si può lavorare per inverare quella 'democrazia affettiva' di cui parlava Franco Fornari.
Siamo tornati oggi a riflettere su codice paterno e materno che in questa guerra generano immaginari e abbiamo riscoperto la forza riparatrice del codice fraterno.
Un webinar intenso e prezioso. Chi volesse vederlo può farlo iscrivendosi a https://bit.ly/iscrizione_webinar2704" Elvira Zaccagnino direttrice de La Meridiana



https://www.youtube.com/watch?v=6aawY3LG-r4

Un altro momento forte e di ricerca di risposte in giorni grevi anche per gli adulti.

L'editrice La Meridiana ancora una volta si fa promotrice di buone prassi e di condivisione, favorendo sempre la fruizione dell'incontro.

 Il webinar in diretta di ieri sera è reperibile a questo link.

E' stato un momento di verità, ma anche di speranza con Diego Miscioscia psicologo e psicoterapeuta del Minotauro che è stato appunto chiaro e autorevole. Troviamo qui suggerimenti e spunti per aiutare gli adolescenti ad attraversare questo tempo complesso della loro età. 

Da condividere!

Pubblicato da Annamaria Gatti


martedì 1 febbraio 2022

Tagesmutter, l'asilo nido a casa: l'esempio virtuoso della Calabria

           


"Cinque paia di pantofoline colorate sistemate all’ingresso. I riscaldamenti accesi già da qualche ora. In cucina il profumo buono di una ciambella appena sfornata. Comincia così, molto presto, la giornata di lavoro di Erminia: madre single, due figli appena adolescenti, professione tagesmutter. Letteralmente “mamma di giorno”, ma la definizione non chiarisce il complesso mosaico di compiti e competenze di queste professioniste riconosciute dal Ministero dello Sviluppo economico..."

Comincia così un articolo che mi ha riportato indietro negli anni, quando a Cosenza sono stata per alcuni incontri di formazione per genitori e per ...TAGESMUTTER  e lì ho incontrato proprio  Erminia, ma anche Margherita, pedagogista e formatrice, anime delle tagesmutter calabresi, riunite e coordinate in una cooperativa, le Tagesmutter Domus della cooperativa “La Terra”.

Gli incontri mi hanno entusiasmato: persone attente ed entusiaste, con progetti a cui dare passione e preparazione seria. E' bello trovare chi investe in relazioni, in attenzione educativa e che si pone molte domande a cui trovare insieme le risposte più corrette e rispettose, alla luce delle guide del calibro di Montessori o di Pikler.  L'aria poi che ho respirato era proprio quella dell' apertura, della complicità, per lavorare al meglio con quello che di più prezioso abbiamo: l'infanzia.

Per queste donne, che ho avuto modo di apprezzare e... sì, di ammirare per la determinazione nel perseguire i loro obiettivi e il loro inserimento nel mondo educativo, e quindi per la professionalità sempre in divenire, prendere un aereo e seguire al nord i momenti preparatori di questo progetto di offerta di un servizio molto importante, è stato naturale negli anni.

E negli anni si sono delineati i binari sui quali far scorrere il treno dell'innovazione nel servizio di qualità pedagogica, fino al riconoscimento. Questo articolo è interessante perchè credo vada conosciuto e valorizzato proprio questo sforzo, questo contributo che i genitori apprezzano e che non risponde appieno, purtroppo, nell'offerta alle  numerose domande. Infatti

"...All’albo nazionale delle tagesmutter in tempi di Covid molte famiglie hanno cercato una soluzione alternativa alle strutture pubbliche ma i micronidi delle tagesmutter sono ancora molto pochi al sud, questo nonostante la Calabria sia un esempio virtuoso in Italia. La Regione è infatti l’unica ad aver disciplinato le tagesmutter"

A questo link sarà possibile accedere alle informazioni su questa realtà,

https://icalabresi.it/fatti/tagesmutter-asilo-nido-casa-calabria-sold-out/

Pubblicato da Annamaria Gatti

Foto da I Calabresi

Tagesmutter, l'asilo nido a casa

mercoledì 26 gennaio 2022

GENITORI OLTRE LA PANDEMIA ULTIMO STEP: UNA RELAZIONE VIVA

 

Paola Canna è l'autrice di questo 11° step di GENTORI OLTRE LA PANDEMIA, e il suo contributo è così profondo e forte che lo pubblico con immensa gratitudine e un velo di commozione, al pensiero di quanti doni questo percorso ha generato. La ringrazio ancora per la professionalità e l'amore riposto in questi post.

Ultimo step: UNA RELAZIONE VIVA

"Se nel 2020 avevamo vissuto il fenomeno della Pandemia e dell’isolamento sociale. Quest’anno abbiamo risentito tutti, grandi e piccoli, dei suoi effetti. 

Il trauma sociale della Pandemia è stato un megafono potente delle nostre paure, delle incertezze, delle angosce, delle preoccupazioni, delle ansie... il vaso di Pandora delle nostre emozioni più profonde è stato scoperchiato!

Ci siamo chiesti: come poter essere genitori di questo tempo che vanno “oltre la Pandemia”?

 Attraverso 11 step abbiamo visto la relazione con i propri figli come: scoperta, ascolto, valorizzazione, sguardo, condivisione, confronto, consiglio ecc. 

Oggi, più di altri tempi, i genitori devono diventare esperti nel saper accogliere, ascoltare, affrontare, comprendere fino a “contenere” le EMOZIONI dei propri figli, proprio come grandi argini riescono a contenere e a dirigere ampi e impetuosi corsi d’acqua. 

Ma per essere “genitori di presenza” serve essere “presenti a se stessi” ovvero mettersi in gioco, sperimentarsi, conoscere e ascoltare le proprie emozioni, come abbiamo invitato attraverso gli “Esperimenti”. La condivisione emotiva attraverso la relazione genitori-figli sarà l’antidoto di questo tempo che permetterà ai figli di non sentirsi soli e di trovare le miglior risorse in se stessi per affrontare la vita.

E quando ci si scopre di aver sbagliato, di sentire il profumo amaro del fallimento, o il senso di solitudine, perfino la rabbia per l’incomprensione e l’incomunicabilità con il proprio figlio o figlia….?

 “Avere fede non significa non avere momenti difficili, ma avere la forza di affrontarli sapendo che non siamo soli” (Papa Francesco),  questo sia il nostro più caro augurio per il 2022! 

Lo scoraggiamento e la delusione, ingredienti frequenti nella relazione con un figlio, non prendano mai il sopravvento, non rimangano l’ultima parola o la conclusione di un momento difficile o critico. Il genitore post-pandemia è il genitore della fiducia, l’adulto che continua a credere nella Relazione con il proprio figlio o figlia, perché essa, come ogni elemento vivo, avrà sempre la capacità di generare qualcosa di nuovo, di bello e di vero anche quando dovesse emergere da  macerie.

AUGURI allora, cari genitori e un ringraziamento speciale a questo Blog e ad Annamaria Gatti che dall’amicizia e dalla stima reciproca è nata questa rubrica che abbiamo la fiducia possa essere stata letta e seguita da tanti. 

Buon 2022 !"

Un invito a leggere, a ritornare sugli step precedenti che sono stati appuntamenti mensili,  e a sperimentare le grandi possibilità che ciascun genitore ha per rendere l'avventura e la responsabilità educativa un' occasione straordinaria di vita buona per i figli e per se stessi.

Come sempre scriveteci in privato vostre esperienze, chiarimenti, osservazioni e  richieste. 

drssa.paolacanna@gmail.com 

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pubblicato da Annamaria Gatti

foto da P.C.

domenica 14 novembre 2021

GENITORI OLTRE LA PANDEMIA 10° STEP. PARLIAMO DI EMOZIONI


 

   
Piccoli passi, piccole cose che danno senso al nostro cercare e allora...
 vedi quel che non avevi notato prima spesso un dono

Cari genitori, un' intervista alla psicologa Chiara Spatola,  che si occupa di   Psicoterapia comportamentale e cognitiva, ha stimolato la dott.sa Canna ed io ad affrontare per voi e con voi, in questo appuntamento, il tema delle emozioni e quanto queste interagiscano con le prassi della funzione  genitoriale,
L' intervista alla dott.ssa Spatola è fruibile a questo indirizzo: https://www.marcovigorelli.org/il-ruolo-delle-emozioni/

Potete ora e qui  prendere visione del percorso di questo decimo step con la consueta scaletta. 

Buona lettura!

  • Breve riflessione
  • Esperimento
  • Condivisioni,  libere domande a cui la dott.ssa Canna ed io risponderemo individualmente.

10° STEP: "SENTIRSI" GENITORI 

"Noi essere umani siamo costantemente immersi in un flusso di emozioni, anche se spesso non ne siamo del tutto consapevoli. Ci accorgiamo delle emozioni solo quando sono particolarmente intense. Spesso, poi, ad attirare la nostra attenzione sono soprattutto le emozioni spiacevoli, che vorremmo subito controllare o eliminare dalla nostra vita. Questa fretta di liberarci delle emozioni scomode può portarci a volte ad agire in modo impulsivo, perdendo di vista ciò che ci sta più a cuore". (da intervista C. Spatola)

Le emozioni invece sono molto importanti perché, ci ricorda la dott.ssa Spatola …“ rendono più consapevoli dei propri vissuti. Ad esempio, se un genitore capisce di essere troppo stanco e nervoso al rientro dal lavoro, può essere utile fare un piccolo esercizio di respirazione per ritrovare l’equilibrio e la calma, prima di entrare in casa e incontrare la propria famiglia. Può apparire banale, ma è qualcosa che può fare la differenza. Affinché questa abitudine entri nel proprio repertorio di comportamenti, di solito occorre un po’ di allenamento. Quando siamo immersi nella frenesia del fare, perdiamo spesso contatto con le nostre emozioni. Esse rimangono così sotto la superficie della consapevolezza e ci influenzano facendoci diventare reattivi, come una molla pronta a scattare. Se invece siamo sensibili e compassionevoli nei confronti di noi stessi, possiamo prenderci cura delle nostre emozioni, senza dover per forza arrivare al limite". (idem)

E' importante raggiungere quindi l'obiettivo di armonizzare il nostro dentro con il fuori,  le nostre emozioni con la nostra capacità di relazione.

“ ...due dimensioni: quella interiore e quella relazionale. Più sono in grado di conoscere e comprendere me stesso e le mie emozioni, più sarò in grado di comprendere le emozioni dell’altro, mediante l’empatia. E viceversa.

Oggi i bambini e gli adolescenti, come d’altronde anche gli adulti, sono abituati a ritmi molto intensi. Nelle pause tra un’attività e l’altra, c’è spesso un tablet, una TV o uno smartphone disponibile ad intrattenerli. In questo modo non si abituano a stare in contatto con se stessi,  a riflettere, a sviluppare la consapevolezza di sé e delle proprie emozioni. D’altra parte anche le capacità relazionali ed empatiche spesso non vengono allenate adeguatamente” (idem)

 

Su questo tema ora proponiamo il consueto ESPERIMENTO per i genitori, per sviluppare capacità di ascolto delle proprie e altrui emozioni:

  • State vicino a vostro/a figlio/a quando ha un problema: rabbia, paura del buio, rifiuto di eseguire i compiti; preoccupazione per una interrogazione imminente, delusione per una litigata tra amiche o amici… cercate di stare lì con lui/lei  in ascolto delle sue emozioni e di instaurare un dialogo. 
  • Alla fine di quel momento quando la situazione vi sembra più serena, isolatevi e cercate di riflettere rispondendo subito a queste domande:

-        che emozioni ho visto e ho sentito in mio figlio (rabbia, nervoso, preoccupazione, ansia , paura, scoraggiamento…)

-        Con quale atteggiamento ed emozione ho reagito io alla sua manifestazione emotiva (sfuggo, mi sento preoccupato, ansia,  rifiuto, nego, sminuisco ecc …)


Rientrare in se stessi, rivedersi con serenità e un certo distacco può davvero cambiare, a piccoli step, le nostre relazioni educative. Un passo per volta. E se lo facciamo anche scrivendo, prendendo appunti,  avremo anche un apporto pratico utile a fermare emozioni e sensazioni. 

Buona scoperta!

Come sempre scriveteci in privato vostre esperienze, chiarimenti, osservazioni e  richieste.

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pubblicato da annamaria gatti
foto di Cristina  Guarda
foto da Città Nuova

lunedì 27 settembre 2021

GENITORI OLTRE LA PANDEMIA 8: MAMMA CHE ANSIA!

 


Cari genitori,  ecco l'ottavo step, che nel blog segue la presentazione  di un libretto interessante firmato da  Rachel Brian "MAMMA CHE ANSIA!"

Abbiamo ormai iniziato un nuovo anno sociale e scolastico, un avvio "pieno di incognite e di ansia, abbiamo bisogno di essere, e "stare",  forti e motivati", scrivevamo lo scorso mese. Genitori e insegnanti pare siano stati bravi, bambini e ragazzi anche! Questa la sensazione non supportata da statistiche, ma solo dall'esperienza e dalla consultazione di informazioni. Certo  nei ragazzi soprattutto si registrano in questi mesi parecchie complicazioni anche di natura emozionale, quali un'ansia diffusa, talvolta penalizzante la vita sociale e scolastica. Parliamone.

Anche in questo contributo  riproponiamo  l'iter già sperimentato:

  • breve riflessione
  • esperimento
  • commenti, libere condivisioni o domande, a cui la dottoressa Paola Canna ed io risponderemo individualmente.            

 Buona lettura!

 


                                                          dal libro "Mamma che ansia!"

8° STEP: ANSIA E DINTORNI di Annamaria Gatti

Con l'ansia facciamo i conti tutti i giorni. Non sempre ne siamo consapevoli. L'ansia pervade subdolamente le nostre giornate.  E  la notiamo purtroppo spesso in crescente misura anche nei nostri figli, che pagano un prezzo alto a questa pandemia: ansia di incontrare i propri compagni, di non riuscire a scuola, di non piacere o di non valere agli occhi degli altri, di venire escluso...   E ci si interroga: come trovare soluzioni efficaci e applicabili?

La dott.ssa Canna che ci guida a migliorare la relazione genitori e figli, ci ricorda per prima cosa che l'importante è saper so-stare con i figli,  far sentire la nostra vicinanza, l'ascolto e la fiducia. Fermarsi per "respirare" insieme la loro ansia, senza spaventarsi o proporre soluzioni da noi preconfezionate, dare ascolto alle parole per descrivere questa ansia,  compagna scomoda, eppure talvolta salutare, per comunicare un grande messaggio di promozione: puoi farcela... 

Occorre quindi rinforzare le proprie radici, per essere forti nella tempesta, che le difficoltà generano e che l'ansia rende turbinosa e talvolta ingestibile, per esempio a causa di conflitti sul lavoro o in famiglia, impegni lavorativi eccessivi, problemi di salute di un famigliare... Ricordiamo: 

  • ansia  è un sistema d'allarme che  può diventare davvero utile
  • ma può dare problemi
  • va riconosciuta in tutte le sue manifestazioni
  • e sapere che più spesso non è pericolosa 
  • ma devi aver cura di te

 In alcuni post successivi in questo blog  illustreremo alcuni "strumenti" utili finalizzati a ritrovare l'equilibrio...

Ora, come di consueto,  tentiamo un ESPERIMENTO

Questa volta l'esperimento avrà i genitori come protagonisti assoluti.  Perchè poi vi sia una buona  ricaduta sui figli sarà necessario dedicare un tempo più sostanzioso all'allenamento. Ma siamo certe che ce la farete!

Scegli una esperienza quotidiana anche banale che solitamente ti crea ansia (insonnia, batticuore, preoccupazione, tensione, nervosismo...)

  • Fermati,  scegli di accoglierla e affrontarla
  • pensaci:  è proprio generata da un fatto reale? o lontano o presupposto?
  • In quel momento cura il tuo benessere fisico  (forse non bevi da    ore                                                                                                                  o devi riposare e  rilassarti?)
  • Respira  profondamente per alcuni minuti
  • fermati e percepisci cosa senti con i tuoi sensi
  • può essere anche il momento di parlare di quel che ti preoccupa
  • il fatto ansiogeno potrebbe prendere contorni più netti e di minore impatto

Bene, fatta questa esperienza, è possibile sentirsi più liberi di offrire un tempo di ascolto e di condivisione più rilassato comunicando ai ragazzi fiducia ed empatia per  trovare in sè la soluzione di alcune difficoltà che generano ansia. Potrebbe passare il messaggio analogico: "Sono stato ascoltato, atteso, "guardato" per quello che sono e per questo posso farcela."

 Ora un ulteriore aiuto potrebbe giungere dalla verbalizzazione dell'esperienza, registrate per iscritto:

  1.  come mi sento quando vedo mio figlio/mia figlia così?
  2. Qual è la preoccupazione più forte che mi assale?
  3. Cosa mi ha aiutato a stare nell'ascolto?
Questo ulteriore metacognizione aiuta la prassi e il feedback! Anche questa volta: buona avventura! Al prossimo mese!

Come sempre scriveteci in privato vostre esperienze, chiarimenti, osservazioni e  richieste.

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foto da : viaCialdini

mercoledì 21 aprile 2021

Genitori oltre la pandemia 3: capaci di ascolto

 Ecco un altro appuntamento,  che accompagna i genitori ...oltre la preoccupazione di questo tempo complesso. Il terzo contributo rivisita l'iter già sperimentato il mese scorso: 

  • breve riflessione
  • esperimento
  • commenti, libere condivisioni o domande, a cui la dottoressa Canna ed io risponderemo individualmente.
Buona lettura!


Esperimento... quanti tipi di bellissimi fiori di campo osservi? 
Cosa potresti sentire al frusciare della brezza?

Terzo Step -  L'ascolto
In questo contributo semplicemente ci riprendiamo il diritto di stupirci.
Ogni gesto, ogni sguardo, ogni tono della voce nostro e dei nostri figli ha un senso profondo e occorre leggere i messaggi che vengono comunicati attraverso questi veicoli comunicativi.

Certo occorre per questo  un impegno a rinunciare alla fretta, costante compagna della vita quotidiana, forse mitigata per molti  in tempo di covid, ma spesso entrata come assunto comportamentale.
La comunicazione analogica non verbale racconta molto del nostro vissuto, delle emozioni, delle criticità, ma va accolta, conosciuta, conquistata forse... con una pratica, fra altre competenze,  che fa dell'attenzione e della consapevolezza  di sè,  un valido sostegno, favorendo la qualificazione  dell'ascolto, della relazione, dello stile educativo e quindi dell'efficacia genitoriale.
Fermiamoci ad osservare, non  a guardare,  ma ad osservare intenzionalmente gesti, ad ascoltare le parole dette e a far nostre quelle non dette, ma narrate da sguardo e gesti. Magari favorendo abbracci che ansia e fretta non c'era spesso  il tempo di donare e di accogliere.

Esperimento
Usiamo intanto per questo step una piccola strategia che fa parte  dell'ascolto attivo.
Fermiamoci fisicamente durante qualche momento della giornata a osservare.
Registriamo nella mente e nel cuore emozioni percepite e altri agiti dei nostri figli.
Poi utilizziamo l'ascolto attivo.
A nostro figlio o a nostra figlia, rimandiamo l'emozione o il sentimento o l'esperienza che leggiamo in quel momento:
"Vedo che sei preoccupata in  questo momento."
"Che bello, sei proprio felice di fare questa cosa."
"Ti vedo pensieroso..."
"La tua voce mi dice che hai paura di qualcosa..."
"Sei proprio arrabbiato ora..."

Non è facile tenere questo atteggiamento, ma ogni qual volta si esercita l'ascolto attivo di cui questo punto è  un esercizio iniziale, ci sono riscontri positivi di desiderio di essere ascoltati e compresi, di essere incontrati ...sostando.

Scriveteci le vostre esperienze o le vostre osservazioni, vi risponderemo come sempre in privato. 
Trovate alcuni post esperienziali sull'esercizio dell' ascolto attivo in questo blog.
Buon cammino!
Annamaria Gatti

                    gatti54@yahoo.it                drss.paolacanna@gmail.com

pubblicato da A. Gatti
foto da m.l.d.zompo.com