Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

venerdì 15 giugno 2018

Ogni "orco" è stato un bambino. Aiutiamo i bambini a diventare forti.

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Dal video "I mercoledì della lettura. O come Orco" della Professoressa Daniela Lucangeli, di cui ho già pubblicato altri contributi video.

Alla professoressa Lucangeli giunge un messaggio forte di un detenuto. Un "orco". 
A lei  chiede, nel suo immenso dolore, di divulgare un messaggio: prima di diventare un "orco" tutti sono stati bambini. Aiutate i bambini  a diventare forti abbastanza per non diventare "orchi".

L'appello è fortissimo e collaboriamo a divulgarlo.

"Prima di "mostrificarsi",  abbiamo a disposizione un tempo per farli diventare più forti, nutrendo il bambino e togliendo  alimenti alla mente degli orchi".
Una responsabilità grandissima per ciascuno di noi. 

https://www.facebook.com/danielalucangeliofficial/videos/1694243483990597/

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto da Polo Apprendimento

Ascolto attivo e bambini 1


Ripropongo, su richiesta, due post riguardanti l'ascolto attivo. In effetti la scelta di formarsi in questa strategia comunicativa presenta molti vantaggi anche nella pratica educativa e favorisce il benessere della persona.


Miryam chiede qualche informazione sintetica sull'ascolto attivo.
Immagino che lo pensi esercitato con i bambini.


Quante volte avrete sperimentato l'ascolto attivo nella sua modalità più spontanea, in alcune persone particolarmente empatiche e attente alle relazioni personali!
Infatti è semplicemente una modalità per affrontare i problemi, per appianare la strada alla relazione soddisfacente e gratificante. Chi lo esercita quotidianamente, oltre a studiarlo o ad apprenderlo, ha anche delle abilità personali.
Ma tutti lo possono imparare! Anzi è auspicabile che diventi una prassi, se lo si vive con soddisfazione. anche se spesso per molti non è immediato. Spesso richiede un buon autocontrollo!!!
Due i cardini su cui si fonda: accogliere l'altro tenendo conto di ciò che pensa e vive e avere fiducia nelle possibilità di soluzione dei problemi e del disagio provato e procurato.

Non è ascoltare passivamente il bambino...
"Coloro che sono stati ascoltati “attivamente” maturano sotto il profilo emotivo, si aprono all’esperienza, stanno meno sulla difensiva, diventano più accettanti e meno autoritari".(Carl Rogers-David E. Russell  in Un rivoluzionario silenzioso, La Meridiana, 2006)

Il bambino con l'ascolto attivo vede aprirsi delle possibilità di conoscersi, di pensarsi positivo, di accogliersi, perchè si sente accolto. Innanzitutto.
Anche chi ascolta cambia in meglio: si fa più attento all'altro, si accorge di molti elementi di cui non si era accorto.

Proviamo a fare qualche esempio raccolto dalla vita quotidiana?

Alla prossima!


pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
Illustrazione di Walter Kostner

sabato 9 giugno 2018

E' finita la scuola. Io amo la scuola

Immagine correlata



L'entusiasmo per i circa 700 bambini e ragazzi all'uscita da scuola era palpabile.
Nelle espressioni un po' stanche degli insegnanti, c'era l'ultimo guizzo di attenzione: consegnare i bambini ai genitori o ai nonni in sicurezza.
Gesti di sempre.
Gesti consueti,  ma importanti che scolorano le polemiche e le avversità in cui questa scuola si dibatte, e spesso non per colpa di chi la scuola la fa. 


Qualcuno scappa... finalmente alleggerito di un peso!
Qualcuno abbraccia l'insegnante e i compagni. 
Qualcuno si commuove.
I genitori si danno appuntamenti per ritrovarsi.
Qualcuno dalla scuola secondaria si intrufola e va a salutare la maestra della primaria. Una festa negli occhi.

"Anche quest'anno è finito... quale la cosa bella che ricordi?"
"Tante nonna, tante...non saprei scegliere."
"E una cosa triste che ricordi?"
"Nessuna... !"
Il sorriso sereno mi scende giù nell'animo come balsamo. 
In fondo mi sento sempre una maestra e mi fa piacere vedere occhi sorridenti di un bambino.

Fuori, sui media e i social la bufera sui valori imperversa. 
Qualcuno prova a dare indicazioni per la scuola,  che nessuno del settore prende in considerazione,  ma che danno la misura  del disagio che esiste a comprendere che la scuola è relazione profonda. 

Spero  che il Ministero appena insediato faccia il possibile per il bene di questa istituzione e tutti  si rendano conto di dover lavorare per questi uomini di domani e già oggi attenti e pronti ad imparare sull'esempio.

Intanto questi bambini crescono, i genitori faticano e si spendono per la loro buona crescita, e dovrebbero farlo sempre con molta consapevolezza e farsi aiutare dove non si riesce bene, tanti insegnanti fanno bene il loro dovere...  La loro è e deve essere una professione altamente qualificata. 

Molto c'è da fare per garantire che i  bambini abbiano ovunque e sempre ciò che l'infanzia e la fanciullezza meritano, ma intanto  la scuola vive, palpita, accompagna, può risanare e deve riscattare. 
E insegnare per me e per tanti è la più bella professione del mondo.

Pubblicata da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto da mammeoggi.it

giovedì 31 maggio 2018

Favola per i bambini che attendono un fratellino o una sorellina

E' nata quindi, questa meraviglia, Tommy!
A te, a voi questa favola...Perchè questa è un'esperienza incredibilmente bella.
Credici, piccolo bambino, promosso a fratello maggiore!
E se qualche volta è difficile, perchè ti senti in pericolo e temi di perdere mamma,  perchè questa novità che hai aspettato tanto è più grande e strarodinaria di quel che ti aspettavi, stai certo: è la vita buona che ti aiuta a crescere.
Stai sicuro che mamma e papà sono tuoi alleati e compagni in questo cammino nuovo e che, anche se qualche volta osservi con un po' di sorpresa questo stravolgimento della tua vita, l'amore loro cresce sempre di più e ti confermano che tu sei e diventi sempre un capolavoro.




ASPETTANDO SORELLINA

favola di Annamaria Gatti
illustrazione di Eleonora Moretti
fonte: Città Nuova, giugno 2018

Tommy è molto orgoglioso di poter dire ai suoi amici della scuola: “Tra poco nasce per me una sorellina!”
“Io ho un fratellino più piccolo appena nato e dorme sempre” aggiunge Luca.
“Ah beh…” informa Irene, “io invece ho due fratelli gemelli  e hanno sempre fame.”
Tommy è proprio curioso: com’è questa sorellina che sta aspettando? Con tanti capelli e gli occhi scuri? Pensa: chissà se le piace fare i tuffi in piscina o ascoltare le storie di pirati e di cavalieri? Forse a lei piacerà giocare anche a costruzioni o a  “mamma casetta”,  pensava Tommy.

Ora la mamma si sta riposando e Tommy pian piano si avvicina al divano:
“Ehi sorellina! Come ti va oggi? Oggi in compagnia di Gigi, ho costruito la savana con tutti gli animali!”
Qualche movimento aveva annunciato che sì, sorellina era sveglia,  e stava piroettando nella pancia ormai grande della mamma.
“Mamma…” aveva chiesto Tommy, “lei mi sente vero? E riconosce la mia voce!”
“Sì, sorellina ti sente e ha già imparato che tu sei il suo fratellino: sente quando parli, ridi, piangi e …ops!... quando urli, perché vuoi fare qualcosa che non si può!”
“Oh oh… sorellina non farci caso. Io ti aspetto per giocare, ti insegnerò molte cose, anzi tantissime!  Poi ti difenderò sempre.”
“Meno male ci sei tu” aveva sospirato la mamma, “lei è proprio una bambina fortunata!”
Un’altra capriola e mamma aveva sorriso. “Lei è d’accordo!”

“Sbrigati sorellina ad arrivare, qui ormai fa caldo, il sole illumina le ortensie e le rose  del giardino e il buio viene che è quasi l’ora di andarsene a dormire. Senti le onde del mare che sciacquano la spiaggia e il fringuello che canta? Lo sente anche lei,  vero mamma?”

Ma all’improvviso un turbine aveva scosso la tranquilla aria di casa: sorellina era sobbalzata e  aveva fatto molte altre capriole.
Cosa era accaduto? Nulla di importante: era entrato papà che, con il suo vocione da baritono, salutando come il vecchio pirata Barbanera, aveva risvegliato tutti.
“CO-SA FA LA  MIA   CIUR-MA? DO-VE  SO-NO   I    MIEI  TRE    TE-SO-RI  NA-SCO-STI?”
“Papà, la ciurma stava aspettando i tuoi ordini” aveva risposto Tommy, brandendo un  binocolo di cartone e plastica colorata. “Ma cosa farà sorellina quando nascerà? Le faremo vedere il mare, le onde le ha già sentite e anche il vento che soffia da est e i miei ordini: sono io il suo capitano!”

Sorellina  non dava cenni di risposta e Tommy cominciava a preoccuparsi. Ma la mamma aveva spiegato che sorellina ora aveva bisogno di riposare e se ne stava placida a dormire, sognando avventure e il momento di tarda primavera  in cui avrebbe finalmente visto brillare gli occhi di  Tommy, il suo fratellino. E nel sonno sorellina aveva sorriso, succhiandosi il pollice.


mercoledì 23 maggio 2018

L come linguaggio e i bambini. I mercoledì di Lucangeli

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La cronaca oggi ci ha somministrato gli ennesimi arresti per violenze sui bambini a scuola, da parte di insegnanti a cui vengono  invece affidati con fiducia dai genitori.
Sono fatti di una gravità inaudita che hanno suscitato reazioni forti, in tutti i settori, di persone che si indignano e si ribellano a queste situazioni.
Nello stesso mondo molti lavorano con passione e serietà per accompagnare i bambini all'età adulta.

"Da alcune settimane la professoressa Daniela Lucangeli lascia su Facebook contributi di grande interesse e fruibilità, è un appuntamento con cadenza  settimanale lieve, una manciata di minuti (6/7),  ma così intenso da suscitare commenti entusiasti di insegnanti o genitori: sono i "MERCOLEDI' DELLA LETTURA".

Curiosità
Oggi, dopo sole 7 ore dalla pubblicazione  le condivisioni sono circa 980. 

Daniela Lucangeli è Ordinaria di Psicologia dello Sviluppo (e molto altro) presso l'Università di Padova, è docente di chiarissima fama, molto seguita nel mondo accademico, educativo e scolastico. (vedi CV in http://www.unipd.it/prorettrice-continuita-formativa-scuola-universita-lavoro). 

I suoi numerosissimi interventi, che in parte si ritrovano anche  in video sul web, hanno a mio parere due caratteristiche fondamentali: una grande autorevolezza scientifica, a cui si accompagna una attenzione speciale e una capacità empatica  entusiasmante, sempre autenticamente dalla parte dei  bambini e dei ragazzi. Soprattutto quelli con  disturbi dell'apprendimento, ma non solo!


Oggi ci parla di linguaggio. Come sempre non aspettatevi una breve esposizione scontata, ma pochi minuti per aprire la mente su un tema così pregnante.
Buon ascolto!


https://www.facebook.com/danielalucangeliofficial/videos/1687367651344847/UzpfSTE2NjAyNzEzNTE6MTAyMTQxNjcxNjIzMjcyNzI/

pubblicato da Annamaria Gatti
foto da unica.it

martedì 22 maggio 2018

Il giorno in cui signora Aria partì. Recensione dalla parte dei bambini.

Il giorno in cui Signora Aria partì libro di Versace Graziano

Graziano Versace
IL GIORNO IN CUI SIGNORA ARIA PARTI'
Città Nuova, 2018

Recensione di Annamaria Gatti

Il "giorno" in cui la Signora Aria partì è il momento in cui Matilde, sorellina di Luca, un convincente io narrante, non ha più bisogno di questo femminile personaggio immaginario e lo lascia andare. 
E' un momento magico e  solenne, che vede riunita tutta la famiglia accanto a un binario di un  ipotetico treno in partenza. E sembra al lettore che quel vagone si porti via il dolore della separazione e della precarietà affettiva, pur colmata in parte, per i due bambini, da un padre creativo e trafficone, a suo modo amorevole e comunque fuori dagli schemi.

La difesa dell'invisibile compagna, esercitata dalla bambina di fronte alla preoccupata curiosità della nonna e della mamma, è un riuscito tentativo narrativo di dare lettura del dolore dell'assenza materna e della sua evoluzione.
Dopo aver constatato  tutta la fragilità della mamma dinnanzi al rifiuto della figlioletta di riconoscerla, Matilde scoprirà  un fatto straordinario: una Signora Aria davvero è esistita nel passato di Matilde! Era cantata nella filastrocca che la madre le sussurrava da piccolissima e che nessuno in famiglia ricordava.  Ma la figlioletta sì!

Signora Aria è/era per Matilde la mamma tanto desiderata, che non se ne è mai andata perchè trattenuta dalla fantasia e dal bisogno di amore, riversato in quella signora tanto irreale quanto presente.
"Non stava accadendo nulla di vero, 
ma Signora Aria lo era...
 Si era personificata per aiutare Matilde;  
per aiutarla a reggere il peso di quei giorni vissuti su un filo traballante
 fino a che non eravamo rientrati nella vita di mamma. 
E il fatto che fossimo tutt'e quattro lì era un monito 
a proseguire su quella strada..."

Nel romanzo trova spazio anche un motocarro, il mitico  Ape, pieno di libri da vendere, un padre scrittore strampalato, delicate fantasie narrative sullo sfondo della terra calabrese, 
Altri temi importanti si affacciano in queste pagine di Graziano Versace, già autore conosciuto, da scoprire in una lettura spedita ed essenziale.
E' questo un romanzo definito di formazione. E' comunque un tenero sguardo alla famiglia in difficoltà e alle innumerevoli  risorse insite nei suoi componenti. Ma anche un invito implicito a prendere sul serio i bambini e la loro capacità di leggere la vita con occhi di misericordia e di  pura fantasia.

Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it





martedì 15 maggio 2018

Mamme: volete togliere la fatica ai figli? E poi succede che...

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Franco Nembrini educatore, insegnante, fondatore di scuole e scrittore, ci regala 34 puntate su TV2000 sulla bellezza dell'educare e ci affascina.

Oggi la parola su cui dialogare era FATICA.
Quella dei bambini e dei ragazzi, dei figli.

E se per non far fare fatica ai figli ci si sostituisce o si spianano le strade, o non si permettono esperienze di fatica, ecco le conseguenze: davanti alla vita che manda le prove sono perennemente impreparati e cadono, stramazzano e si distruggono, o protestano e tiranneggiano.
Di chi la colpa? Dei genitori. Si dice.

Delle madri soprattutto, si dice, che se vuoi volare alto te lo impediscono perchè ti farai male... e dei padri che non supportano le madri e latitano. Aggiungo io.

La fatica ti raggiunge nella vita, sempre, perchè devi giocarti bene la vita. I bambini vogliono provarsi e fare fatica, riuscire e dimostrare di essere in grado di farcela. Togliere la fatica è togliere il respiro. Schiacciare.

Fatica fisica.
Fatica spirituale, morale, psicologica.

Penso a mio nipote che fin dai 6 anni non voleva che lo aiutassi a portare lo zaino scolastico pesante: no grazie, nonna. Ok!
La prossima volta vi racconto dell'uovo di aquila capitato nel pollaio. Nembrini è molto convincente nel racconto.


pubblicato da Annamaria Gatti
foto da jovenessaa.com.ar