Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

venerdì 16 novembre 2018

Un nuovo libro: IO AMO LA SCUOLA Come insegnare e star bene in classe

Io amo la scuola




Annamaria Gatti Annamaria Giarolo

Io amo la scuola 
Come insegnare e star bene in classe

prefazione del Prof. Cesare Cornoldi

Edizioni La Meridiana
(dalla quarta di copertina del libro)

In questo libro si parla di “Scuola” nel senso di istituzione scolastica e del lavoro dell’insegnante considerato, per sua natura, tra i più logoranti.

Le autrici, due docenti da anni impegnate, per lavoro e per passione, nell’istituzione scolastica una come pedagogista e l’altra come psicologa dell’età evolutiva, partono dalla convinzione sperimentata che nella Scuola i punti di debolezza siano convertibili in risorse.

Il libro è un punto di “ristoro” nella vita complessa e spesso dura di chi insegna ed educa. Incrocia dubbi e sorrisi, affetti e lacerazioni che l’insegnare in classe inevitabilmente comporta. Ma anche dà fondamenti di lettura del disagio e concrete indicazioni di metodologie di lavoro e di intervento.

L’intero percorso è suddiviso in dieci temi che spesso sono i nodi che appaiono irrisolvibili proprio a chi sta dentro la Scuola: da “i ragazzi non sono più quelli di una volta” a “non c’è tempo per fare tutto”, da “il problema sono le famiglie” a “quest’aula è troppo piccola”, passando per “non ho più l’età per insegnare”. 

Le autrici, grazie alla loro esperienza, li affrontano in maniera così chiara e concreta che al lettore, se è insegnante, sembrerà proprio di trovarsi a sperimentare quei momenti di disagio già vissuti.  Questa volta però sarà accompagnato ad affrontarli con la consapevolezza che è possibile ribaltare anche ciò che appare ineluttabile nella Scuola.

Un libro rivolto dunque a tutti gli insegnanti che vogliano recuperare le emozioni positive della magnifica professione che è l’insegnamento.



pubblicato da Annamaria Gatti


martedì 13 novembre 2018

UNA SCUOLA CHE PIACE 2

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Spendersi per una scuola che piace significa preparare un' esperienza che fa bene anche agli insegnanti, che fa stare bene tutti.
Non che questo sia facile, nè privo di rischi e fatiche, ma indubbiamente è fonte di benessere.

L'allarme è lanciato da più parti e da tempo. Occorre generalizzare formare e diffondere una scuola rispettosa dei bambini di questi tempi, che sono cambiati decisamente anche in termini pedagogico-didattici e verso il cambiamento si dirigono diffuse sperimentazioni. Ma non basta. Permangono spesso solo lezioni frontali, compiti a casa, studio mnemonico e decontestualizzato, in un clima  spesso oltremodo competitivo.  La scuola qui fallisce il suo ruolo primario.

Un salto di qualità lo fanno le scuole che mettono al centro la scuola come comunità di apprendimento, come auspica Daniele Novara , pedagogista e formatore molto conosciuto per il suo impegno del mondo educativo, fondatore e direttore del Centro Psico Pedagogico per la gestione dei conflitti di Piacenza, con sede anche a Milano. 

Nel suo libro "Cambiare la scuola si può"  riafferma la necessità che  la scuola sia  comunità di apprendimento, dove si impara fra compagni, si fanno domande, si sperimenta in laboratorio, si ricerca nella natura, si sbaglia, e ci si diverte, ci si consulta con l'insegnante che dirige sì i lavori in corso, lasciando che siano i bambini i protagonisti del loro apprendimento.

https://cppp.it/chi-siamo/elenco/l-istituto

“Cambiare la scuola si può”, il nuovo libro di Daniele Novara
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pubblicato da Annamaria Gatti 
foto da loschermo.it

UNA SCUOLA CHE APPASSIONA SI PUO' FARE 1

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Mi hanno fatto una domanda: non ci sono più i bambini di una volta, che ne pensi? Parliamone.

I bambini di sempre hanno bisogni essenziali:  sentirsi incontrati, accolti, accompagnati, fare esperienza del  rispetto e dell’amore per la loro crescita, la loro vita, i limiti e i pregi che l'infanzia custodisce.

E’ un onore lavorare per i bambini e con  i bambini. Ieri come oggi. E' necessario conoscere l’infanzia e i processi dell’adolescenza, partendo proprio dalla consapevolezza che possono trovare le risorse in se stessi,  se vengono messi nelle condizioni di trovare fiducia e attenzione e se vengono messi nella condizione di imparare con passione.


Abbiamo coscienza che sono il frutto di questa nostra società in evoluzione: possiamo esimerci dal considerare questo aspetto? Possiamo fare scuola come qualche decennio fa?  Possiamo pensare che ragazzi di oggi possano vivere, conoscere, studiare e crescere come quelli di una volta? 

Lo sanno bene i maestri e i professori  illuminati e anche loro alla ricerca e vi sono docenti davvero capaci di interpretare questa evoluzione. E di viverla come una opportunità.  Tutti gli insegnanti dovrebbero essere messi nelle condizioni di formarsi, perchè la lezione frontale non è più efficace oggi, perché l’intelligenza emotiva e quella cognitiva interagiscono strettamente… Perché occorre avere strumenti idonei per mettere i bambini e i ragazzi nelle condizioni di imparare con la gioia di farlo e di condividere con i compagni di percorso le scoperte e le difficoltà. 

I genitori sensibili e appassionati ringraziano,  mentre vivono con apprensione la realtà di una scuola quando è spenta, dormiente, demotivante e ignara o incredula davanti ai temi più forti,  e neppure così recenti, delle ricerche sull'apprendimento.

Alla prossima! 
(continua)




pubblicato da Annamaria Gatti
Foto da Mindomo

domenica 4 novembre 2018

Amal bambina yemenita

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Amal oggi non va a scuola.
E' morta di fame,  in un campo profughi.
Una fame rabbiosa, incalzante, feroce, incurabile...
Il suo paese vive una guerra devastante. Assurda e crudele. Che uccide, avvelena, bombarda...
Una moltitudine di bambini sono stati uccisi da ordigni prodotti anche in Italia.

Amal  aveva sette anni.
Come le nostre Maria, Lucia, Paola, Federica  che domani andranno a scuola. 
Amal vuol dire "speranza".
Amal invece non potrà più  andare a scuola.

I nostri bambini sì. 
Insegniamo loro la speranza. 
Diciamo loro che a scuola si va anche per Amal. 
Si ama la vita che pulsa a scuola.
Per onorare quegli occhi sperduti e dolenti.

Diciamo che tanti bambini desidererebbero andare a scuola. 
Senza bombe. 
Senza fame.
Senza dolore.
E magari insegniamo con l'esempio ad aiutare chi  soffre.
Parliamo il linguaggio umano della solidarietà.

Amal nel cuore.
Anche degli insegnanti che hanno l'onore di camminare con l'infanzia.
Con rispetto.
Con devozione.
Amal nel cuore.


pubblicato da Annamaria Gatti
foto ANSA.it

lunedì 29 ottobre 2018

Bambini adottati a scuola. Un convegno di "formazione", ricco di indicazioni pratiche




Il  convegno di Padova del 27 ottobre, organizzato dal CIAI VENETO in una suggestiva cornice comunale,  ha avuto una buona adesione (oltre 120 i partecipanti) e un'offerta molto qualificata, anche  a giudizio degli intervistati.
Il CIAI (http://www.ciai.it/) ha una  lunga e solida  storia nel  mondo degli aiuti all'infanzia  e, in questo caso, dell'adozione internazionale in particolare, come ricordato dalla Presidente Nazionale Paola Crestani.
La sua presenza in molti Paesi del mondo per proteggere, favorire benessere e inclusione, e il suo ruolo di promotore di buone prassi in un campo decisamente complesso e a tutti i livelli culturali e istituzionali,  ne fa un referente autorevole.
Il CIAI inoltre ha collaborato alla promozione delle "Linee Guida per il diritto allo studio dei minori adottati" http://www.istruzione.it/allegati/2014/prot7443_14_all1.pdf un coraggioso passo che può essere validissimo aiuto alla scuola, già  impegnata su molti fronti nell'accompagnamento degli studenti e alunni con bisogni educativi speciali (BES). 


Immagine incorporata

I presenti,  docenti di ogni ordine e grado di scuola, operatori del settore, psicologi e genitori, hanno visto riconosciute le problematiche, le attese e le buone prassi, anche in uno scambio di esperienze utili a creare sinergie con le istituzioni, gli specialisti e i servizi. 

Si è respirata la vita reale di tutti i giorni, le attese e le sofferenze, i sogni che accompagnano un percorso, difficile ed emozionante, come quelle dell'adozione, per le famiglie e soprattutto per questi bambini. La scuola si inserisce come bellissima opportunità, come un desiderio di normalità e di riscatto dalla sofferenza, dal buio e dalla violenza. Spesso l'inclusione è complessa e va preparata, ci ricordano i relatori, anche con la conoscenza dei fattori, dei punti di forza e di debolezza che caratterizzano questa esperienza radicale, che però è particolare, ogni adozione e ogni bambino adottato è una realtà a sè.

Conoscere poi serve a vivere con serenità anche le difficoltà che sorgono, inevitabilmente, ma che possono diventare, con gli aiuti giusti, opportunità. Non si risolvono tutte le criticità in  brevissimo tempo!  Serve pazienza e competenza, consapevolezza e riferimenti autorevoli: se  il bambino adottato vive una buona esperienza di inclusione,  tutti i bambini di quella classe vivono bene. E anche gli insegnanti.

Apprezzati i vari interventi istituzionali e professionali e vicini alla quotidianità educativa: inclusione, disagio, difficoltà di apprendimento,  interazioni con i servizi territoriali di supporto. A questo proposito si è sottolineato che la Regione Veneto è stata  virtuosa in questo settore, permettendo che l'adozione possa essere seguita per tre anni dall'equipe predisposta nel settore sociale, anzichè un anno, come previsto da legislazione nazionale, garantendo quindi maggiore assistenza e ottenendo risultati  migliori per ragazzi e famiglie. E prevenendo successivi interventi, spesso impegnativi in tutti i sensi, per il ragazzo, per la famiglia e per la comunità

Poter leggere le difficoltà che accompagnano gli insegnanti  dei ragazzi adottati,  è stato assicurarsi che vivere bene l'adozione a scuola... si può! Occorre documentarsi, raccogliere aiuto e riconoscimento che la scuola è davvero un grande dono, un'occasione imperdibile di crescita e di maturazione per tutti.

pubblicato da annamaria gatti
gatti54@yahoo.it

foto di A. Gatti




sabato 20 ottobre 2018

Bambini adottati e scuola. Criticità e prassi. Convegno CIAI

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vedi chiaramente locandina nel sito 
http://www.ciai.it/wp-content/uploads/2018/09/CONVEGNO-SCUOLA-PD-27-OTT-1.pdf

L’adozione va a scuola
L’inserimento scolastico dei bambini adottati raccontato agli insegnanti
L’ingresso a scuola rappresenta per ogni bambino un momento molto importante e delicato.
Per i bambini adottati, che hanno generalmente vissuto esperienze dolorose e una storia difficile, l’inserimento e la frequenza a scuola si arricchiscono di complessità specifiche: spesso, rispetto ai loro coetanei non adottati, possono presentare difficoltà relazionali e di apprendimento. La scuola può dare un significativo contributo nel facilitare l’integrazione ed una crescita armonica. È in questo ambito che i bambini fanno esperienza di un quotidiano confronto che richiede diverse capacità (cognitive, emotive, relazionali), necessarie per assicurare una buona socializzazione con i pari e con gli adulti e la costruzione di rapporti gratificanti.
CIAI, propone quest’occasione di confronto e riflessione sulle difficoltà dell’inserimento e della frequenza scolastica dei bambini e dei ragazzi che hanno alle spalle un percorso di adozione, con particolare attenzione alle buone prassi e alle indicazioni fornite dalle Linee guida del Ministero.
La partecipazione è gratuita previa iscrizione a veneto@ciai.it
Destinatari
Insegnanti e operatori (psicologi, educatori, pedagogisti, neuropsichiatri infantili…)

Sede
Sala Fornace Carotta
Via Siracusa 61, Padova


http://www.ciai.it/wp-content/uploads/2018/09/CONVEGNO-SCUOLA-PD-27-OTT-1.pdf

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it

domenica 14 ottobre 2018

Regalami un lunedì di speranza


Regalami un lunedì di speranza.
Sono un bambino come tanti.
Guardami negli occhi
e sorridimi. Raccontami 
di un sole che sorge sempre 
e di una nuvola che presto scompare
dietro la scia di un aereo silenzioso.
In un abbraccio tenero e forte
assicurami che sarai qui con me 
quando tornerà il buio.
Regalami un lunedì di speranza.
Pubblicato da Annamaria Gatti
foto di Annamaria