Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.
Visualizzazione post con etichetta imparare la gentilezza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta imparare la gentilezza. Mostra tutti i post

sabato 14 giugno 2025

Favola terzo episodio. Il cavaliere Enea e la scoperta della regola d’oro.

 Ecco la continuazione dell'esperienza di Enea 

che diventerà cavaliere solo se avrà saputo fare le scelte giuste. 

Dedico questa favola a Willy barbaramente ucciso 

mentre voleva difendere  un amico e portare la pace.

Willy ora è un vero cavaliere. 

Omicidio Willy, ecco i risultati dell'autopsia “ucciso per i colpi violenti  su diverse parti del corpo” 


fonte:  Città Nuova Settembre   favola di Annamaria Gatti

illustrazione di Eleonora Moretti 

Il castello degli apprendisti cavalieri era una severa  dimora, poca luce e  rumori sinistri popolavano le stanze “Avete paura del buio? Avete paura delle novità?” chiedeva il Grande Maestro.

“No” rispondevano gli apprendisti “noi sappiamo cavarcela bene. Andiamo finalmente a cacciare draghi?”

“Nulla del genere,  la prossima prova sarà liberare dalla torre il gran borbottone.”

I giovani si guardarono e scoppiarono in una sonora risata. Il  Maestro  li lasciò ridere, poi aggiunse: “Vedrete, non è un tipo piacevole, buona fortuna!”

 Un ululato acutissimo proveniente dalle scale della torre li fece rabbrividire.  Dopo un veloce “pari o dispari” stabilirono l’ordine dei tentativi. “Parto!” disse il primo un po’ titubante “sarò velocissimo”. Infatti velocissimo… ritornò contrariato: “Beh pensateci voi, è così brontolone che non lo sopporto. E poi ho il cuore in gola: c’erano ombre strane lungo la scala!”

Si sentirono ruggiti raccapriccianti e tutti si guardarono preoccupati. Comunque, anche il secondo tornò solo: “E’ insopportabile! E’ un maleducato, non gli va bene niente!”

Il terzo si fece coraggio, salì guardingo ed entrò. Gli  promise mari e monti, poi lo prese in giro pesantemente e iniziò anche a minacciarlo se non fosse partito con lui. Il borbottone si accucciò in un angolo e, spaventato, non si mosse più. Anche il giovane tornò giù tremante di paura e di rabbia.

Era il turno di Enea. Strana prova: sembrava un giochetto e invece…

Entrò nella cella della torre. Borbottone,  un omino ossuto,  vestito elegantemente, ma sgradevole a vedersi, stava lamentandosi:  “Nessuno mi  capisce, mi chiudono qui perché brontolo sempre,  questa torre è una prigione! Voglio tornare a casa, giocherò con i nipotini anche se mi tireranno la barba, prometto, non brontolerò più…”

Enea era sempre là seduto ad ascoltare.

L’omino lo guardò. Enea lo guardò.

L’omino  gli sorrise. Enea gli sorrise.

“Sei venuto a liberarmi?” gli chiese.

“Beh, se vuoi sì. Se io fossi nei tuoi panni, mi farebbe piacere che qualcuno mi ascoltasse e mi capisse.”

“Amico,  hai fatto con me quello che vorresti fosse fatto a te, quindi hai superato la prova. Ora vengo.”

La scala era ripida, ma il Borbottone la scese in fretta fino a sbattere contro il barbone del Gran Maestro.

“Ullallah! Ecco trovato il cavaliere che ha scoperto la regola d’oro.” Esclamò il Maestro, osservando curioso il borbottone.

“Me ne vado Maestro, hai trovato il tuo apprendista in gamba. Io torno a casa e… venite a trovarmi ragazzi ma non bevete tutto il mio sidro e non mangiatemi tutto il cinghiale e poi non lasciate le armi sparse nel cortile e poi… e poi…”

“Sì, sì signore… abbiamo capito!” urlarono in coro tutti. Che razza di brontolone, questo borbottone!

 E anche gli altri giovanotti impararono che è meglio fare agli altri quel che vorresti fosse fatto a te.                                      

pubblicato da Annamaria Gatti

illustrazione  A Willy di Kitoshi Kimmo,  da Frosinone Today.

 

 

 

 

 

 

mercoledì 4 ottobre 2023

San Francesco inventa il Presepe. Storia per un Natale di pace: L’ ARMA PIU’ FORTE

Questa Storia è la quinta puntata  delle vicende di Enea, un giovane apprendista cavaliere medioevale, che scopre i pass... per diventare un valente cavaliere. In questo cammino fa un' esperienza straordinaria, là dove storia e fantasia si incontrano, creando anche un' occasione per ripensare al Natale, ma quello vero appunto, degno di un cavaliere, degno dell'Umanità. (Le puntate sono state pubblicate sul periodico Città Nuova 2020/2021) 


fonte:  Città Nuova, Roma,  gennaio 2021             (elaborazione)

racconto di Annamaria Gatti  illustrazione di Eleonora Moretti


MA INSOMMA QUANDO ENEA DIVENTERA’ CAVALIERE? Mi chiedo. 

E VOI COSA PENSATE?

Il nostro aspirante cavaliere doveva scoprire ancora un paio di cose. Quindi restiamo in attesa e qualcosa accadra’. Infatti… “Un lupo sta infestando la regione. Divora pecore e agnelli, ferisce uomini donne e bambini, una vera calamità.” Aveva esclamato il Gran Maestro rivolgendosi ai suoi apprendisti che, gridando “EHIHA-OOO!” radunarono le loro armi e partirono, come sempre!

Enea, Marillo, Giangiacomo e Norberto prontamente raggiunsero galoppando la radura dietro al borgo infestato dalla feroce bestia: tutti erano serrati in casa e non c’era nessun segno di vita.

“Tocca a noi!” esclamò Marillo.

“Dobbiamo trovare il feroce lupo! Insieme lo accerchieremo e lo uccideremo” aveva aggiunto trionfante Norberto.

Il “tutti per uno,  uno per tutti” di Enea era stato condiviso, con  soddisfazione del Gran Maestro.

Scesero da cavallo e insieme seguirono Enea che si era avviato. I giovani si muovevano con cautela fra i cespugli e gli alberi secolari, senza far rumore.

Ma del lupo nemmeno l’ombra. Solo in lontananza un mormorio. C’era qualcosa di insolito in quel silenzio.

Poi all’improvviso ecco, sotto una quercia…

Un piccolo frate stava “conversando” con il lupo, grosso e minaccioso. Enea si preparò a difendere l’ uomo, ma poi si fermò.

“Ehi, il lupo si accovaccia ai suoi piedi” bisbigliò, “si fa accarezzare e ora lo segue mansueto. Che miracolo è mai questo?”

“Seguiamolo da lontano” propose Giangiacomo allarmato. E lo seguirono per molte ore,  fino ad un  villaggio sperduto sui monti, sempre con il lupo accanto. Come un fidato cagnolino.

E giungeva la notte.

MA… CHE CI FANNO QUATTRO APPRENDISTI CAVALIERI DIETRO A UN FRATICELLO CON UN LUPACCHIONE AL SEGUITO? MISTERO.

Erano giunti ad una stalla. Fu allora che il fraticello si rivolse ai quattro giovani che non pensavano di essere stati scoperti:

“Avete avuto una bella costanza, miei giovani amici. Non vi ha fatto paura la fatica e siete arrivati fin qui con me. Bravi, siete coraggiosi, volete arrivare in fondo al vostro compito.  Se volete ora potete riposarvi. So cosa cercate. Non temete:  fratello lupo ora sa che attende il cibo dagli uomini, senza più aggredire nessuno. Io ora però ho molto da fare. Devo aiutare il mio amico Giovanni signore di Greccio a fare un presepe.”

E si mise ad aiutare un uomo dai nobili vestiti e  che stava preparando qualcosa in quella stalla. Ma cosa? Mentre il lupo si scaldava al fuocherello, acceso in un angolo.

Un invito al riposo come quello però convinse i quattro stanchissimi giovanotti a gettarsi sul primo pagliericcio lì vicino,  dove consumarono finalmente un sonno ristoratore.

Per poco però perché nel bel mezzo dei sogni, ecco rumori e sospiri ed esclamazioni di stupore:  “Possibile a Greccio? In una stalla?”

“Eppure è accaduto,  corri, il Bambino è apparso fra le  braccia di frate Francesco. Un miracolo di certo!”

“Francesco,  l’amico del nobile Giovanni di Greccio?”

“Sì, lui il frate di Assisi, che ha placato il lupo feroce a Gubbio, ha preparato un Presepe e il Bambino Gesù è apparso fra la paglia, proprio come 1223 anni fa a Betlemme!” 

Enea e i suoi compagni balzarono in piedi e,  prese le armi e pronti a difendere qualcuno che fosse  in pericolo,  si sporsero verso l’entrata della  capanna.

Nel bel mezzo della stalla ecco alcune pecorelle, un asino e un bue, qualche pastore,  una donna, un uomo e accanto a loro il frate con un lupo accovacciato ai suoi piedi e accanto a un agnello candido.

“Vedi anche tu quello che vedo io?” chiese Norberto ad Enea.

“Sì” rispose Enea. E basta, tanto era emozionato.

Il frate aveva qualcosa di incredibile in braccio:  un neonato, che di più belli mai ne avevano visto uno.

“Com’è luminoso, com’è bello il Bambino” sussurrò Enea.

Fu in quel momento che il fraticello si rivolse a Enea e ai suoi compagni:

“Guardate, Gesù nato in una stalla 1223 anni fa ora si fa dono per voi, uomini e donne e bambini e cavalieri, perché ammiriate la forza e l’arma più potente della terra: l’Amore.” Enea non riusciva a distogliere gli occhi dallo sguardo del Bambino che gli sorrideva.

Poi Gesù gli indicò il lupo accoccolato ai piedi di Francesco. L’amore può davvero tutto sembrava gli sussurrasse: anche trasformare un cuore feroce, in un cuore capace di pace.

Giangiacomo era stupito e il suo  sguardo incontrò quello commosso  del Gran Maestro,  che dal fondo della stalla si era inchinato a tanto splendore.

Marillo era silenzioso, con una mano sul cuore,  Norberto stendeva il suo mantello davanti a Francesco mentre  Enea posava la sua spada ai piedi del Bimbo e capirono che il cammino degli aspiranti cavalieri stava per concludersi.


 

 

 

martedì 19 ottobre 2021

Ancora una storia di Paolina... aiutarsi conviene


  Paolina…aiutarsi conviene

                                                      di Annamaria Gatti

                                            illustrazione di Eleonora Moretti

                                    fonte: Città Nuova, Roma,  Settembre 2021

 

“Vieni ad esplorare il bosco con me e il mio orsobimbo?” aveva proposto  Paolina a Sandro, suo nuovo amico.

 “Sì,  vengo con te!” le aveva risposto l’orsetto,  che era arrivato da poco nel villaggio ed era felice di aver trovato un’amica.

Il bosco era profumato di resina e forse avrebbero trovato qualche ape disposta a barattare un po’ di miele, per un aiuto a trovare fiori di acacia da succhiare.

Ma ad un certo punto Paolina si era immobilizzata.

 “Fermo lì” Paolina aveva esaminato con prudenza un arnese. 

Era una trappola per topi, piccola,  nascosta vicino alla capanna del taglialegna,  ma ora ben visibile, perché luccicava ad un raggio di sole.

 “Giriamo alla larga, la vedi la trappola?”

“Sei in gamba Paolina!”  E proseguirono l’esplorazione.

 Invece delle api poco dopo incontrarono Toppy, topolino coraggioso, sempre in cerca di avventure.

“Ciao Toppy, lui è Sandro” aveva gridato Paolina.

“Ciao Sandroooooooo…” aveva confermato Toppy, filando via come una saetta.

“Fermati Toppy! Ti stai avvicinando alla trappola nascosta vicino alla capanna!” gli aveva urlato Paolina. 

“Ops! Ero diretto proprio là. Il taglialegna ha portato del formaggio stagionato, andavo a controllare… Grazie, mi hai salvato la vita.”

“Di nulla, era mio dovere.”

Ma Sandro aveva incalzato: “Perché lo hai avvisato? Che ti importa se finisce nella trappola?”

Paolina si fermò pensierosa... già, perchè? Poi sicura spiegò:

“Quando si vive nel bosco aiutarsi è importante, dicono mamma e papà. E fare qualcosa per gli altri  aiuta anche noi a  stare bene, dice nonno Baldo, non ci pensi?”

“No, ma mi piace questa cosa del pensare all’altro…  Attentaaaaa!”

E Sandro aveva spinto in là Paolina, spaventando anche l’orso bimbo di pezza, che portava sulle spalle.

 “Cavolo, era proprio una cacca di cervo! Meno male non ci sono finita dentro!”

 E risero come matti. Anche gli abeti e i faggi presero a frusciare divertiti.  I fulvi  scoiattoli  squittirono in coro.  E le cinciallegre cinerine presero a svolazzare cantando allegramente per la sorpresa.


 

venerdì 15 novembre 2019

Un libro premiato, senza parole, ma che meraviglia chi sa ancora meravigliarsi: CLOWN


Clown. Ediz. a colori - Quentin Blake - copertina
CLOWN
 di QUENTIN BLAKE
CARMELOZAMPA EDITORE
Recensione di Annamaria Gatti
fonte: Città Nuova Novembre 2019

Clown è un racconto atteso da tempo in Italia.  
L’autore,  Quentin Blake,  è illustratore e scrittore inglese di fama mondiale,  noto anche come illustratore per i libri di Roald Dahl. Questo album di interessante formato è  un Premio Andersen 2019, per la storia di questo pupazzo che innamora, taglia, scalfisce, trasforma, gioca con la vita e la verità. 
Risultati immagini per clown immagini quentin blake

Un clown gettato come immondizia, in un quartiere ricco, prende vita e, rifiutato dagli adulti, ma non dai bambini che lo trovano casualmente, si ritrova in un quartiere di emarginazione e di degrado.
Porterà una ventata di speranza e di  fiducia, semplicemente accompagnando le fatiche di una bambina, condividendo le sue preoccupazioni e il suo desiderio di cura e attenzione.

Il finale sarà un epilogo commovente e verissimo, tutto solo con le illustrazioni  dalla matita di Quentin Blake, un maestro dell’immagine, delle emozioni e della comunicazione.
Un premio Andersen come miglior libro senza parole, ma ricco di umanità.
Perché la vita non ha bisogno di molte parole per coniugare l’Amore.