Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

sabato 27 aprile 2019

Favola di primavera


LA RICERCA DI PETTIROSSO
di Annamaria Gatti

fonte: Città Nuova, Aprile 2019
Illustrazione: by Eleonora Moretti, sempre originali!


Non era rimasto nulla sul ramo quell’inverno.
Il vento gelido del Nord si era portato via proprio tutto e il giardino era spoglio come un triste sorriso.
Il pettirosso invano cercava qualcosa.
La gazza bianca e nera gracchiava:
“Cosa cerchi pettirosso?”
“ Un segno.”
“Un segno di cosa?”
“Di vita.”
“Però…” aveva osato la gazza, ma l’uccellino era già volato via.
Poi qualcosa aveva attirato la sua attenzione. Nell’angolo più lontano e nascosto, qualche  puntolino bianco scombinava la zolla scura.
“Ma insomma… vuoi uscire anche tu o devo tirarti fuori io?” stava brontolando uno dei puntolini bianchi.
“Brr… mi pare non sia ancora l’ora, davvero…”
Pettirosso planò sulla pietra vicina e fece una cantatina: ecco la vita! L’aveva trovata.
“Chi canta?” chiese il puntolino nascosto.
“Esci dai… è un pettirosso, incredulo!” lo incitò il vicino di zolla.
Risultati immagini per immagine pettirosso“Un pettirosso? Allora vengo, vengo… mi piace!”
“Oh finalmente ti sei deciso. Grazie pettirosso, il fratellino aveva bisogno di un aiuto.”
“Aveva paura forse?”
“Sai pettirosso, per  rinascere ogni fine inverno ci vuole sempre un po’ di coraggio. Il buio, il silenzio e il freddo ti congelano anche i pensieri gioiosi, ma noi bucaneve siamo forti. Sappiamo che bisogna andare su, su ,su… sbucare dalla terra dura e guardare il cielo, che diventerà luminoso.”
Pettirosso era felice. Sapeva che occorreva cercare e che avrebbe trovato la vita che rinasce, rinasce con forza, con tenacia, guardando sempre avanti, in alto.
«E certo che, se qualcuno la cerca, la vita non solo fiorisce, ma sa anche esplodere!», gracchiò la gazza pensierosa e tornò con un volo elegante sul suo ramo.
E aveva ragione!

pubblicato da Annamaria
foto da Pettirosso

domenica 21 aprile 2019

Un Amico non solo per il Natale o la Pasqua.

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Pasqua

A tutti i bambini e  a tutti i ragazzi.
Un Amico disposto a dare tutto per te.
Gesù.
Che risorge
Ogni giorno
Ogni sussulto
Ogni momento
Qualsiasi sia il tuo sorriso
Il tuo pianto
Il tuo respiro
Lui è lì
Con te.

Video "La Pecorella smarrita  e ritrovata" 
il link qui sotto, due minuti di verità e poesia. 
Video relativi a la pecorella smarrita youtube

Buona Pasqua! 
da Annamaria e da tutti coloro che collaborano a questa pagina


pubblicato da annamaria gatti
dipinto di Vogel



lunedì 15 aprile 2019

L'inclusione fa bene a tutti. Domande e risposte in un libro di Fogarolo e Onger .





Inclusione scolastica: domande e risposte - Libri - Erickson
Flavio Fogarolo               Giancarlo Onger
INCLUSIONE SCOLASTICA:
 DOMANDE E RISPOSTE
Erickson
Trento, 2018
Recensione di Annamaria Gatti

INCLUSIONE? 
Parola di incalcolabile valore etico, civile e sociale. 
Fa rima con BUONA SCUOLA, ma anche con  giustizia, benessere,  felicità. Serenità.

Duecento domande e duecento risposte a genitori e insegnanti sulle annose questioni che riguardano la qualità dell'inclusione in presenza di complessità o disabilità. L'inclusione  però non è un obiettivo speciale: dove stanno bene tutti, là  ha raggiunto la sua realizzazione.
O comunque dove tutti lavorano in concerto per realizzarla. Non stiamo parlando di lontani idealismi, ma di concretezza.
E' interessante infatti sapere che la proposta dell'opera trova le sue origini nel gruppo Facebook nato nel 2014, Normativa Inclusione , ad oggi con ben 24.328  membri (https://www.facebook.com/groups/1500673850185239/). Da quelle "pagine" ecco quindi una selezione ordinata per argomenti di quesiti e risposte autorevoli, un momento di condivisione e di aiuto.

Ed è in questa quotidianità che si calano gli autori, Flavio Fogarolo e Giancarlo Onger,  di grande esperienza e apprezzati per i loro  percorsi accademici e professionali e le concrete  proposte per la qualità dell'integrazione incentrate, non solo su opere e strumenti di lavoro, ma precisamente "chi fa, perchè, come e cosa" per bambini e ragazzi a scuola, con assoluta attenzione  alla normativa.  Punto nodale essenziale.
Ecco allora alcuni degli appuntamenti visitati:
  • la personalizzazione della valutazione
  • il ruolo degli insegnanti di classe e di sostegno
  • la redazione del PDP
  • il tempo scuola
  • la frequenza scolastica
  • inclusione e BES  (Bisogni Educativi Speciali)
  • l'intervento per alunni  con problemi di comportamento
  • gli interventi disciplinari nella disabilità
  • il diritto all'informazione
  • l'accesso ai documenti
  • l'uso improprio dell'aula di sostegno 
  • le visite di istruzione
  • la validità del titolo di studio...
Dalla quarta di copertina:
Il testo più aggiornato per conoscere diritti e doveri di alunni, scuola e famiglie"




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martedì 9 aprile 2019

Alleanza educativa scuola - famiglia: una risorsa indispensabile. 3°

Io amo la scuola
Dal libro 
IO AMO LA  SCUOLA
COME INSEGNARE E STARE BENE IN CLASSE
A. Gatti - A. Giarolo
Edizioni La Meridiana

Nei post precedenti abbiamo condiviso alcuni passaggi 
del capitolo relativo alla 
relazione  genitori- insegnanti 
e all' importanza della collaborazione. 
Qui ora qualche riflessione per individuare alcuni 
punto di forza nella comunicazione dei docenti.

Immagine correlata



"Le frasi utili (per instaurare una relazione efficace):
-          Iniziamo insieme una nuova avventura e sarà un bel viaggio!”: si tratta di condividere un percorso che non riguarda soltanto l’apprendimento di contenuti ma soprattutto l’acquisizione di competenze in un progetto che vede il formarsi della persona.

-          “Insieme ce la faremo!”: la buona riuscita della progettazione educativa e didattica è legata ad una collaborazione che preveda il riconoscimento reciproco nel rispetto dei diversi ruoli.

-          Non ci spaventano le difficoltà”: far comprendere che le fatiche degli alunni sono fisiologiche e il loro superamento permette di costruire insieme percorsi efficaci.

-          “Imparare è difficile e serve tempo, pazienza e serenità”: non si deve pensare di capovolgere il mondo in un’unica giornata scolastica ma ogni progresso è fatto di piccoli passi quotidiani, di risultati anche minimi che spingono sempre verso l’acquisizione di nuove competenze e nuove autonomie.

Le frasi da evitare (per non allontanare i genitori dalla scuola):
-          “Dimenticatevi di tutto: ora esiste solo la scuola!”: la scuola è ‘solo’ una delle istituzioni educative e tutto ciò che è extra-scuola va valorizzato e sostenuto, fa parte del ‘Progetto di vita’.

-          “Dovete insegnare l’educazione ai vostri figli!”: l’aspetto educativo riguarda anche la scuola che, essendo un contesto sociale complesso, presenta dinamiche relazionali diverse da quelle familiari.

-          “La scuola non può fare tutto da sola, dovete darvi da fare anche voi!”: la collaborazione è indispensabile ma non è scontata, essa va sostenuta e guidata dall’insegnante con indicazioni precise alle famiglie.

-          “I vostri figli sono maleducati e non ascoltano!”: generalizzare è inutile perché ogni genitore tende a pensare che il proprio figlio si comporti bene e che quindi si tratti del figlio di altri; se si riscontrano situazioni comportamentali che richiedono un intervento sul singolo alunno è preferibile parlare in privato con i genitori interessati oppure stabilire insieme regole di comportamento da utilizzare sia a scuola che a casa.

-          I vostri figli possono fare di più ma non si impegnano”: sostenere la motivazione è una delle necessità scolastiche e i genitori spesso pensano che, se i propri figli non si impegnano, ciò è dovuto anche ad uno scarso interessamento verso la scuola. Conviene condividere con loro la poca motivazione e decidere come poter rendere importante e significativo il lavoro scolastico.

-          “I genitori non devono intromettersi”: la presenza dei genitori è sempre un punto di forza, si tratta semmai di stabilire i confini e i ruoli di ogni partecipazione utilizzando quella professionalità che permette di motivare coerentemente scelte e decisioni oltre che di sostenere il lavoro e l’impegno di tutti."

https://www.lameridiana.it/io-amo-la-scuola.html

Pubblicato da Annamaria Gatti
foto da La forza della squadra

lunedì 8 aprile 2019

Alleanza educativa scuola - famiglia: una risorsa indispensabile. 2°

Immagine correlata
Avevamo presentato l'introduzione del capitolo riguardante le famiglie

Io amo la scuola
dal libro
IO AMO LA SCUOLA 
Come insegnare e stare bene in classe 
Editrice La Meridiana
Annamaria Gatti e Annamaria Giarolo


... creare alleanza educativa impone scelte di qualità e poi...

"Tutto torna a favore di tutti:

-          delle famiglie che avvertono la considerazione per il loro ruolo di genitori e non si sentono esclusi;
-          degli alunni che vivono la condivisione scuola-famiglia come un tutt’uno nel quale essi possono coltivare il loro mondo affettivo ricco di emozioni, sentimenti, fantasia e soprattutto di vita autentica e significativa;
-          dei docenti che possono vivere una dimensione lavorativa così importante in un quadro di serenità che può facilitare la complessità delle scelte.
Esperienza insegna che laddove vi è armonia e condivisione anche la professionalità si esprime al meglio. Ed è necessario che sia così, soprattutto nella variegata composizione del mondo scolastico che, sappiamo, riflette ampiamente le vicissitudini sociali e i cambiamenti turbolenti ai quali ognuno di noi è sottoposto, dentro e fuori le mura scolastiche.
E dentro la complessità merita un accenno anche la relazione con le famiglie degli alunni che di bisogni ne hanno di veramente speciali.

Nessuno vorrebbe mai misurarsi con il fallimento, meno che mai con quello dei propri figli, ed è su questo registro che il docente deve coltivare la relazione scuola-famiglia quando si trova di fronte a bisogni educativi speciali:
-          far sentire empaticamente la vicinanza della scuola al vissuto del genitore;
-          aiutare nell’accettazione della condizione di necessità e favorire la presa in carico;
-          esprimere solidarietà con la fatica e la sofferenza;
-          condividere un piano di azione dove le parti in causa sanno bene cosa fare ed eventualmente indirizzare verso altre fonti la ricerca di aiuto;
-          valutare in itinere il percorso mettendo in atto competenze trasversali per il raggiungimento degli obiettivi minimi previsti dal piano.

È molto importante per dei genitori che vivono l’esperienza della disabilità, sentirsi accolti sia nelle difficoltà che nella soddisfazione legata alle faticose conquiste, al superamento degli ostacoli, al raggiungimento di obiettivi insperati. I genitori di bambini con disabilità grave hanno bisogno di tutto il sostegno possibile nel tempo giusto: devono sentirsi abili e competenti per accompagnare i loro figli nel modo migliore. Gli educatori che si accostano a questi genitori non devono entrare in competizione affettiva con loro quanto piuttosto considerarli educatori insostituibili. La scuola, così come gli altri enti educativi, può farsi portatrice di una cultura di aiuto e comprensione che apra la strada ad un progetto di vita adeguato e coerente con le capacità, abilità, competenze del soggetto affetto da disabilità.

Le famiglie sono una risorsa: non è uno slogan ma una necessità della quale la scuola non può che cercare di sfruttarne, quotidianamente, le potenzialità."

Al prossimo appuntamento:  quali le frasi da non dire e quali quelle utili all'alleanza scuola-famiglia?




pubblicato da Annamaria Gatti
foto da zigzagmom

giovedì 4 aprile 2019

Alleanza educativa scuola - famiglia: una risorsa indispensabile. 1°

 Un contributo dal libro:
IO AMO LA SCUOLA  
Come insegnare e stare bene in classe     

Io amo la scuola
                          
di Annamaria Gatti   e Annamaria Giarolo
La Meridiana

                        Il problema sono le famiglie” 


“Nemmeno le famiglie sono più quelle di una volta! ...

....Una volta le famiglie erano alleate della scuola, ora sono i nostri nemici! Per non parlare del fatto che c’è sempre qualche genitore che vorrebbe insegnarci il nostro mestiere: quale metodo usare per leggere e scrivere, come insegnare le divisioni, quali strumenti usare per aiutare gli alunni a studiare e quali voti dare. Le famiglie sono davvero il problema!”

Eh sì, relazione difficile e complicata quella con i genitori degli alunni! Eppure essi fanno parte del loro contesto di vita e, a pieno titolo, hanno l’ultima parola sui loro figli. La nostra Costituzione sancisce il diritto all’esistenza della famiglia e dà ai genitori il diritto/dovere alle cure dei figli e alle necessità da mettere in atto per la tutela, la salute e il benessere al suo interno.

La cosa buona è proprio che i genitori, consegnando il loro figlio all’Istituzione Scolastica, compiono un atto di riconoscimento formale e importante: ‘Ti affidiamo nostro figlio, il bene più prezioso che abbiamo!’. E l’atto non è di poco conto, anche se talvolta, gli operatori della scuola, se lo dimenticano. Dentro casa i figli sono piccoli re e piccole regine (a volte, purtroppo, anche dei tiranni, ma questa è un’altra storia!) e rappresentano il coronamento di un sogno d’amore. Il momento dell’ingresso a scuola segna un passaggio importante per la loro crescita e la loro autonomia: ogni insegnante sa quanto sono timorosi gli sguardi dei genitori all’ingresso della Scuola Primaria e come, poi, col passare degli anni scolastici se ne allontanino dimostrando quasi un pacato disinteresse.
Ma il bambino torna ogni giorno nel proprio contesto familiare e in esso determina il suo futuro: scelte di vita, di crescita, di autonomia, di relazioni, di cultura e di insegnamento. La scuola incide, senza dubbio, ma il timone lo regge la famiglia.

Tutto questo per tener presente, sempre, che ‘i nostri alunni non sono figli nostri’ e che la responsabilità educativa che si svolge all’interno dello spazio-tempo scolastico non può evitare di fare i conti con l’istituzione fondamentale della società: la famiglia.

È pur vero che spesso se ne patisce l’intrusione così come se ne vedono troppo nitidamente le pecche. Ma il lavoro dell’insegnante, professionale e preparato, deve continuare a svolgersi in quello spazio-tempo educativo che gli è dato e rimanere strettamente dentro gli ambiti di competenza (va precisato che in questo contesto non si intende far riferimento a quelle situazioni, a volte drammatiche, dove si consumano abusi, maltrattamenti, sofferenze dei quali si avverte la presenza e per i quali è necessario far segnalazione alle autorità competenti).
Che dire allora del rapporto con la famiglia? Va coltivato, protetto, alimentato per condividerne le scelte, così come va limitato nelle intrusioni con motivazioni adeguate e convincenti sulle scelte pedagogiche e didattiche dei professionisti della scuola.
Attenzione a non cadere nella trappola della giustificazione: spesso l’insegnante tende a giustificare le scelte, anche didattiche e metodologiche, del proprio lavoro esponendosi a discussioni sugli interventi effettuati con pro e contro che vengono espressi dai genitori e possono minare la credibilità del docente.
È qui che l’insegnante si gioca buona parte della sua credibilità professionale!

All’inizio di ogni nuovo anno scolastico vengono indette le assemblee di classe a cui partecipano i genitori degli alunni. Spesso tali incontri sono vissuti dai docenti come un impegno in più della cui efficacia non si vedono i frutti e, dai genitori, come un momento ‘noioso’ a cui non possono sottrarsi per il bene dei loro figli. A volte sono gli stessi insegnanti a rendere l’incontro altamente demotivante quando lo utilizzano per lanciare accuse alle famiglie sulla mancata cura nella gestione della ‘cosa’ scolastica.

Eppure sono proprie queste le occasioni che possono diventare una grande opportunità per un percorso educativo condiviso e la creazione di una relazione scuola-famiglia efficace e serena perché fondata su un rapporto di fiducia reciproca.

Come fare allora e, soprattutto, come gestire le assemblee affinché diventino veri trampolini di lancio per la collaborazione tra le diverse istituzione educative della nostra società?

Fin dal primo incontro, assembleare, il compito del team docente sarà quello di:

  • -             motivare con argomentazioni forti sul piano culturale e scientifico, nonché al passo con i tempi, le scelte metodologiche;
  • -          rassicurare sulla bontà del percorso di apprendimento e sulla necessità di mettere in atto tutte le azioni che portano ogni alunno al massimo delle sue potenzialità;
  • -       rendere partecipi e complici i genitori delle piccole strategie messe in atto per aumentare la motivazione all’apprendimento degli alunni;
  • -          condividere le preoccupazioni sulla crescita personale e sociale dei figli, sulla necessità di coltivare buoni sentimenti e di acquisire le competenze relazionali utili a star bene con se stessi e con gli altri;
  • -          evidenziare tutto il proprio interesse a quanto si sta facendo, anche con umiltà e generosità, disposti a tener conto di ogni osservazione e di ogni necessità;
  • -          rendersi disponibile a incontrare i genitori ogni qualvolta vi sia la richiesta, l’urgenza e la necessità;
  • -          presentare un team docente coeso che ha effettuato ‘a monte’ delle scelte pedagogico-didattiche e che le ha condivide al proprio interno pur mantenendo distinte le professionalità ma anche le personalità di ognuno;
  • -          fornire comunicazioni organizzative chiare e puntuali;
  • -          fare della collaborazione scuola-famiglia il punto di riferimento per ogni iniziativa, nel rispetto dei ruoli e delle competenze di ciascuno.
Tutto torna a favore di tutti...
-          
 Altre indicazioni utili al tema, al prossimo appuntamento.

Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it