Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.
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venerdì 15 novembre 2019

Un libro premiato, senza parole, ma che meraviglia chi sa ancora meravigliarsi: CLOWN


Clown. Ediz. a colori - Quentin Blake - copertina
CLOWN
 di QUENTIN BLAKE
CARMELOZAMPA EDITORE
Recensione di Annamaria Gatti
fonte: Città Nuova Novembre 2019

Clown è un racconto atteso da tempo in Italia.  
L’autore,  Quentin Blake,  è illustratore e scrittore inglese di fama mondiale,  noto anche come illustratore per i libri di Roald Dahl. Questo album di interessante formato è  un Premio Andersen 2019, per la storia di questo pupazzo che innamora, taglia, scalfisce, trasforma, gioca con la vita e la verità. 
Risultati immagini per clown immagini quentin blake

Un clown gettato come immondizia, in un quartiere ricco, prende vita e, rifiutato dagli adulti, ma non dai bambini che lo trovano casualmente, si ritrova in un quartiere di emarginazione e di degrado.
Porterà una ventata di speranza e di  fiducia, semplicemente accompagnando le fatiche di una bambina, condividendo le sue preoccupazioni e il suo desiderio di cura e attenzione.

Il finale sarà un epilogo commovente e verissimo, tutto solo con le illustrazioni  dalla matita di Quentin Blake, un maestro dell’immagine, delle emozioni e della comunicazione.
Un premio Andersen come miglior libro senza parole, ma ricco di umanità.
Perché la vita non ha bisogno di molte parole per coniugare l’Amore.

lunedì 13 maggio 2019

Tema : i compiti per le vacanze estive. Programmare per tempo.

Immagine correlata

Ogni anno è la stessa musica: i compiti delle vacanze estive. 

Vacanze sono giorni di riposo.
Vacanze sono giorni per fare esperienze diverse. 
Per stare con i propri familiari. 
Qualche volta sono tempi difficili per chi ha difficoltà famigliari. 
Teniamo presente queste considerazioni per favore.

E le madri si passano le informazioni. (Ho visto raramente  i padri preoccuparsi dei compiti, qualcuno è volonteroso ed entra in empatia con i soggetti del caso).
C'è chi sorride comprensiva, chi si spaventa, chi fa quattro calcoli e pianifica. Chi alza gli occhi al cielo. E basta.

Poi ci sono i docenti che devono assegnarli. E il discorso torna al senso del compito personale, alla sua opportunità ed efficacia, ma soprattutto alla sua modalità e quantità.
Quel che è certo è che anche i compiti delle vacanze debbono essere  a misura bambino o ragazzo, motivanti, interessanti, creativi, individualizzabili... alternativi anche!
(Io chiederei anche ai ragazzi come preferirebbero consolidare le loro abilità... ne uscirebbero delle belle)

Possiamo fare un decalogo guida? Proviamoci noi docenti nei nostri team.
  • Dopo aver fatto il conto dei giorni di vacanza, calcoliamo il lavoro che abbiamo intenzione di svolgere nel periodo di vacanza, libero tempo quindi, e chiediamo ai nostri studenti lo stesso impegno temporale. (ad. E. Confalonieri. Compiti a casa, in Psicologia e scuola 5/2019, pag,28/33)
  • Proponiamo compiti creativi, adeguati all'età, agli interessi personali e stimolanti all'autonomia. 
  • Se accompagneremo i compiti con "emozioni calde" (anche qui, la warm cognition ci aiuta) avremo un impatto positivo.
  • ...libri da leggere,  diario di bordo con approfondimenti anche multimediali di esperienze, visite a musei e affini o ambienti, o a persone significative (anche i nonni...), concerti, cinema, teatro,  parchi, campi estivi... con relativi investimenti nei vari ambiti (storico-scientifico-geografico-matematico).
  • E i ragazzi che non possono essere autonomi per diverse ragioni?  Accetteremo e valorizzeremo quel che potranno fare?
  • Quindi prepariamo per tempo strutture flessibili e indicazioni anche personalizzate, soprattutto per alunni con bisogni educativi speciali.
  • Non assegneremo  pagine di studio e lavori per completare il programma, iniziativa scorretta e inutile.
  • Lasceremo loro la possibilità di scegliere i tempi e gli step, dentro i quali scelgano: ambiti di lavoro e modalità di esecuzione e visualizzazione dei risultati del loro lavoro.
  • Programmiamo che li correggeremo tutti (in team possiamo dividere il lavoro), così che sappiano che lavoreranno e avranno un nostro riscontro, magari di condivisione e apprezzamento o di aiuto.
  • Felici  vacanze... a tutti!


pubblicato da Annamaria Gatti
foto da: AIFemminile.com

sabato 5 gennaio 2019

Io amo la scuola: vi raccontiamo di noi

Io amo la scuola  

Sfoglia il libro  e scrivi la tua opinione sul link: 
https://www.lameridiana.it/io-amo-la-scuola.ht

PRESENTAZIONE DELLE AUTRICI
Siamo due insegnanti da anni impegnate, per lavoro e per passione, nell’istituzione scolastica. In questo contesto abbiamo condiviso esperienze, difficoltà, approfondimenti  e momenti di crescita, personale e professionale,  nel campo dell’educazione e della didattica.
 Con le competenze di pedagogista e di psicologa dell’età evolutiva, abbiamo attraversato le riforme scolastiche, constatando che molta “buona scuola”, con le sue “buone prassi” e la passione di tanti insegnanti, avevano costituito in effetti il tessuto su cui costruire i provvedimenti normativi più interessanti ed efficaci. Abbiamo anche sofferto quando la scuola è stata privata di alcune importanti occasioni di qualificazione, trovando in questi eventi motivi di maggiore impegno e ricerca, a difesa del valori e degli obiettivi pedagogici condivisi.
Nel corso delle nostre carriere, con altri colleghi abbiamo collaborato, con rigore, umiltà e apertura cooperativa, all’ottimizzazione delle risorse per l’attuazione di progetti in favore dei bambini e dei ragazzi, trasversalmente dall’infanzia alla secondaria di primo grado.
Questo il fine ultimo di ogni azione, provvedimento, legge, progetto: fare della scuola uno strumento di inclusione, di valorizzazione per collaborare a costruire le donne e gli uomini di domani, ciascuno con le proprie abilità, le competenze, i punti di forza e i propri sogni. Siamo sempre partite dalla convinzione sperimentata che i punti di debolezza siano funzionali e convertibili in risorse.
Il nostro lavoro vuol essere un momento positivo, un punto di “ristoro” nella vita complessa e spesso dura di chi insegna ed educa: gli insegnanti.  Vuole incrociare dubbi e sorrisi, affetti e lacerazioni che questo ruolo comporta, inevitabilmente. Ma anche dare fondamenti di lettura del disagio e concrete indicazioni di metodologie di lavoro e di intervento.
L’intero percorso è suddiviso in 10 temi inerenti alla pratica scolastica, ognuno di essi è affrontato attraverso tre modalità:

  1. Qual è il problema?
-        Qui la tematica viene evidenziata con una simpatica parte introduttiva, nella quale è possibile riconoscersi, e con la successiva individuazione dei punti di forza e di debolezza del sistema.

  1. Un aiuto in più: sintesi per chiarire e approfondire
-        Uno schema di sintesi di ogni singolo tema, per facilitare la consultazione: si tratta di un “bigino” di facile consultazione,  per un efficace inquadramento delle informazioni pedagogico-didattiche e normative, funzionali ad un ulteriore approfondimento.

  1. A scuola con la maestra Laura
- Una parte narrativa che racconta come viene vissuto sul campo ogni tema, partendo dall’esperienza della maestra Laura, un personaggio di fantasia, in cui però molti insegnanti si riconosceranno e, speriamo, si arricchiscano di opportunità.
In questo lavoro ci ha accompagnato la presenza a scuola di giovani insegnanti, motivati e ricchi di ideali, desiderosi di stare con i ragazzi, non avari di fatiche e di studio e seriamente impegnati a sperimentare e a ricercare nuove modalità a favore di un benessere che dalle pareti scolastiche possa estendersi ad un reale progetto di vita.
A loro, e a tutti coloro che prenderanno in mano queste pagine, dedichiamo il nostro lavoro che consideriamo una piacevole, se pur molto seria, esperienza.
È stato anche per noi un viaggio affascinante, a volte divertente, altre sicuramente più impegnativo, all’interno del sistema scolastico: ci ha guidate la convinzione che esso costituisca il cardine su cui la nostra società fonda il “prendersi cura” delle generazioni future.
Quanto non è stato possibile inserire tra le pagine di questo percorso, verrà trattato, 
come un work in progress, nelle pagine dei social dedicati.

(da Io amo la scuola, pag. 11-12)

pubblicato da Annamaria Gatti 
gatti54@yahoo.it

giovedì 26 aprile 2018

UNA PROPOSTA DI FELICITA' PER I NOSTRI FIGLI

Immagine correlata




Un gioco da fare a scuola?  
In famiglia,  per imparare a stare bene insieme?
A catechismo?
Alla festa di compleanno?
Vedete voi! Scrivetemi!


Un gruppo di 50 persone stava frequentando un seminario. Improvvisamente l’oratore si fermò e decise di fare un’attività di gruppo. 

Iniziò a dare un palloncino a ciascuno dei 50 seminaristi. 

Ad ognuno fu chiesto di scrivere con un pennarello il proprio nome su di esso. Poi tutti i palloncini furono raccolti e messi in un’altra stanza.


Una volta riempita la stanza di palloncini, l’oratore chiese ai 50 seminaristi di rientrare dentro e trovare il palloncino col proprio nome entro 5 minuti. 

La scena fu questa: tutti erano freneticamente alla ricerca del palloncino col proprio nome, ognuno si scontrava con l’altro, spinte, gomitate….nella stanza regnava il caos totale!
Allo scadere dei 5 minuti nessuno riuscì a trovare il proprio palloncino.


Vista la prova fallimentare ad ognuno di loro fu chiesto di raccogliere un palloncino qualsiasi e darlo alla persona che aveva scritto il nome su di esso. 


In pochissimi minuti tutti avevano in mano 
il proprio palloncino!

A questo punto l’oratore disse: Questo è esattamente ciò che sta accadendo nella nostra vita. 
Tutti siamo alla ricerca frenetica della felicità…giriamo come delle trottole, ma non riusciamo a trovarla.



La nostra felicità sta nella felicità delle altre persone. Rendete loro felici e avrete la vostra felicità.

E’ questo lo scopo della vita umana.


Fonte: sconosciuta su facebook
Se qualcuno ne conosce i riferimenti è pregato di fornirla a questo blogger
gatti54@yahoo.it

foto: da betharram.it

lunedì 12 giugno 2017

Un libro, un ritorno per genitori ed educatori.ATTENTI AI BAMBINI

Copertina del libro Attenti ai bambini!



Un grazie allo staff dell'Editrice Effatà e in particolare a Gabriella Segarelli per aver creduto simpaticamente in questo progetto. Un vivissimo ringraziamento ad Ezio Aceti per la prefazione: diretta, vera, commovente, piccola lezione magistrale.

https://editrice.effata.it/libro/9788874029600/attenti-ai-bambini/

Attenti ai bambini!

100 consigli per mamma e papà

di Annamaria Gatti
I nostri splendidi bambini entusiasmano, provocano, interrogano, commuovono, coinvolgono, ci educano, richiedono attenzione…
L’autrice raccoglie in brevi e scandite pagine alcuni temi di interesse (opposizione, ruoli genitoriali, tempi, regole, scuola, timidezza, autostima, autonomia, ascolto…) per i genitori, ben consapevole che proprio loro, spesso sfiniti da notti insonni e sfibranti corse quotidiane, nutrono sì la voglia di confrontarsi e documentarsi sulla loro esperienza, ma in forma lieve, accattivante, empatica e, se possibile, divertente. Ecco allora queste cento “pillole”, da assumersi con gradualità, senza fretta, per volersi bene e rinnovare la speranza e il coraggio di fare della genitorialità un dono reciproco, un’esperienza profondamente umana. Allora attenti ai bambini… che col ditino puntato sul domani ci chiedono: «Quale futuro mi stai preparando?». E chinano gli occhi sulle nostre mani affaticate, ma pronte a ricominciare.
Benedetti bambini, 
quando riescono a scardinare sicurezze d’acciaio 
e a disegnare sulla sabbia 
la carezza di un desiderio.
Collana: .



sabato 8 agosto 2015

Alle mamme affaticate... una buona notizia!

 


Paola risponde all'invito di scriverci le buone notizie della vita, partito dal post precedente.
Anche questa buona notizia  riguarda la famiglia, in particolare la fatica/gioia di essere mamma. 
Un'altra amica,  sempre in risposta all'invito, ci comunica la gioia di vedere una coppia unita da 25 anni  e aspettiamo la sua storia in proposito (vedi commento al post)...

Come sempre le madri s'imbattono nella realtà di gestire  con fatica fisica i ritmi del sonno/veglia di bambini piccoli. Non è secondario intraprendere una giornata di impegni  familiari e lavorativi con notti insonni al seguito! Ecco allora  un incoraggiamento personalissimo.

"Cara Annamaria, che bella notizia e sorpresa !!! Ti ringrazio di questa dedica affettuosa, con tanto di abbraccio virtuale !
Ecco la mia bella notizia !
Il mio terzo bimbo (che ha poco più di un anno) ha iniziato da alcuni giorni a dormire tutta la notte, senza alcun risveglio !
Questa novità mi ha fatto ri-gustare il riposo non interrotto della notte, un'esperienza che si rischia di dare per scontato...Come quando prendi una malattia e poi guarisci e allora ti accorgi di quanto bello sia "stare bene".
Con questa bella e personale notizia, approfitto per salutare e incoraggiare tante mamme affaticate: con il tempo e le cure ogni bimbo troverà il proprio naturale equilibrio, non perdiamo mai la fiducia nella capacità di "crescita" dei nostri figli "
 

Avere fiducia nelle proprie abilità di madri, trasmettere serenità senza perdersi d'animo, rispettare i tempi dei bambini, senza far mancare la giusta attenzione,  condividere le difficoltà o i momenti di smarrimento, confrontarsi sulle strategie di intervento e sui progetti educativi, sono prassi vincenti. 
La solitudine fa male ai bambini, alle mamme e alla coppia!  
Grazie a Paola per l'illuminato fiducioso e molto realistico pensiero!

pubblicato da annamaria gatti
gatti54@yahoo.it
immagine di  C. M. Schulz

domenica 23 giugno 2013

Preoccupazioni e stress

 
Uno psicologo insegna ai suoi studenti come gestire lo stress…
Prende un bicchiere d'acqua e si avvia per la stanza, in silenzio… Tutti si aspettano una doman
da tipo - è mezzo pieno o mezzo vuoto?

 
 
Ad un certo punto si ferma, alza il bicchiere e chiede ai suoi studenti: " Quanto è pesante questo bicchiere d'acqua?"
Meravigliati, gli studenti  danno risposte tra 250 e 500 g


Lo psicologo risponde che  il peso assoluto non importa…
Importa quanto tempo lo tieni alzato…
Un minuto - nessun problema…
Un'ora - un braccio dolorante…
Un giorno - paralizza il braccio…
In ognuno di questi tre casi il peso del bicchiere non cambia.
 
Cambia solo il tempo,
più il tempo passa,
più diventa pesante…
 
Lo stress e le preoccupazioni della vita sono come il bicchiere d'acqua…
Se si pensa di meno a loro  non succede quasi nulla.
Se si pensa di più  il cuore inizia a far male…
Se stai pensando a loro per tutto il tempo  paralizzano la tua mente ... non puoi fare più nulla.
Ecco perché è importante alleviare lo stress…
...
Torniamo allo psicologo: "Se iniziamo a pensarci più volte durante la giornata, la nostra mente inizia ad essere stanca e nervosa. Se pensiamo continuamente alle nostre preoccupazioni, la nostra mente si paralizza.” ...
“Per ritrovare la serenità" dice "dovete imparare a lasciare andare stress e preoccupazioni. Dovete imparare a dedicare loro il minor tempo possibile, focalizzando la vostra attenzione su ciò che volete e non su ciò che non volete. Dovete imparare a mettere giù il bicchiere d’acqua.”
 In sintesi:
Quando arrivi a casa la sera, lascia fuori le tue preoccupazioni … Non portarle con te durante la notte…
Metti giù il bicchiere!!!
 
testo e foto da facebook
illustrazione di Schulz
pubblicato da Annamaria