Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che... rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

venerdì 31 ottobre 2014

Uffabaruffa: leggere per difenderli, internet e dintorni 1°

Uffabaruffa-colpisce-ancora-Annamaria-Gatti-Citta-Nuova-I-colori-del-mondo



Incontrare bambini che leggono e vogliono leggere è sempre un'esperienza molto gratificante. Il personaggio di Uffabaruffa (nel logo di questo blog) attrae e piace ancora, se non di più, col passare del tempo. Dovrei dedicare più forze a dialogare con i bambini, scolaresche "assetate" d'esperienze (incredibile ma vero...)
Loro, il nostro futuro, sono un campo arato e da seminare di bellezza e bontà: ne vale la pena, come recita la nostra strega/fata.

In una sera come questa poi, direi che sottolineare e partecipare la bellezza ( a fronte della bruttezza dell'halloween di turno, io la penso così...) segna un solco ben definito e un messaggio chiaro.
Scusate ma non possso fare a meno di riportare l'ansia di un bambino di 8 anni, una confidenza di ieri: "Mi fanno così paura i morti viventi" tema della festicciola organizzata per questa sera dal gruppetto di amichetti, forse con adulti al seguito (?!). Io preferisco pensare che domani è la festa dei buoni che ci hanno rpeceduto su questa terra, e sono tanti!

Per questo vi (e mi) regalo una delle pagine del mio libro "UFFBARUFFA COLPISCE ANCORA"  2004 (dagli otto anni), seguito del più famoso e premiato "UFFBARUFFA COME SEI BUFFA"  III ed.2001 con le illustrazioni indovinatissime di Laura Cortini.

Uffabaruffa, strega divenuta fata per saggia convenienza (...le streghe con la loro cattiveria finiscono tutte male e io perchè dovrei fare lo stesso?), sventa l'attacco informatico delle streghe che vogliono distruggere i bambini e le fate con pasticche e polverine... A cadere saranno le streghe, per espressa volontà dei miei lettori di allora (oggi cresciutelli ormai...) anzi di più... le streghe accedendo al fattore buono di internet si trasformeranno in bellissime e piacevolissime persone...
A sognare non si sbaglia mai.

....
da pag. 53 a pag 58. 
(Stonata è la strega che si è finta bambina per carpire il segreto delle fate ai bambini amici di Uffabaruffa. Uffabaruffa è la voce narrante in prima persona delle sue avventure perchè dice "... non mi fido troppo di questa ...scrittrice...")
RIUSCIRA’ STONATA A INGANNARE I BAMBINI?
Ecco qui  come è andato l’incontro di Stonata con gli ingenui bambini, che in lei vedono solo una

piccola bambina di nome Stefania. Non sanno invece che è lì per catturare i segreti delle fate.


Se solo avessi pensato che a qualcuno fosse venuto in mente di intrufolarsi nel gruppo dei bambini miei amici, mi sarei data da fare per organizzare qualche bello scherzetto… E invece…
Stonata ha fatto una capatina alla biblioteca  e dopo alcune ricerche è riuscita a trovare la magia giusta per trasformarsi  in una graziosissima bimbetta, con una manciata di lentiggini e due adorabili treccioline. Poi ha anche sussurrato:
“Dunque… cosa  portava sempre con sé quella stramba di Uffabaruffa? Secchiello, paletta, setaccio e formelle… ecco ora ho tutto, devo solo spiegare il mio inganno agli spiritelli della falsa foresta e … il gioco è fatto!”
E guardandosi allo specchio si è accorta di aver fatto proprio un buon lavoro. Solo nello sguardo le restava quella luce cattiva che la caratterizzava.
Ah, se l’avessi vista o se l’avessi sentita parlare… se Buc fosse stato in spiaggia quel giorno, certamente io e il cane  l’avremmo riconosciuta. Ma Stonata è arrivata in un bel pomeriggio luminoso e fresco, mentre io non c’ero e invece i bambini sì, erano tutti lì in spiaggia, intenti al gioco delle biglie su un percorso attorno alla torre costruita il giorno prima e rimasta, chissà come, intatta.
“Mi fate giocare per piacere?” ha chiesto Stonata.
“Certo, come ti chiami?” ha chiesto Tonio.
“Sto… ehm… Stefania” ha risposto Stonata
“Ciao Stefania, vieni… prenditi le biglie blu.”
“Che bella torre! Chi vi ha insegnato a costruire così bene?” ha chiesto Stonata-Stefania.
“Oh, beh, ci ha insegnato tutto una persona speciale!”
“Un maestro?”
“No no… una fata.”
“Una fata?”
“Sì, una fata speciale.”
“Ma le fate esistono davvero?”
“Sì, esistono, esistono! Anche Dodo non ci credeva….ma poi…”
“E chi è Dodo?”
“Dodo è il nostro amico. E’ fortissimo con il computer…”
“Sapete usare  il computer?”
“Sì, un poco, ma… te l’ho detto, lui è veramente bravo, il migliore! Ha anche una e.mail, che io so a memoria, senti: dodo@sbam!.alt
“Fa ridere… ma tu dicevi delle fate, che esistono davvero… e fanno gli incantesimi, sono proprio invincibili?” ha chiesto l’intrigante Stonata-Stefania.
“Certo fanno gli incantesimi e sono invincibili” continuava a rispondere Tonio.
“No, Tonio, lo sai che non sono proprio invincibili… Hanno un punto debole…” ha corretto ingenuamente Luisa.
“Davvero e quale?” ha chiesto la strega, che non pensava di giungere così in fretta alla verità.
Tonio era un po’ sorpreso da tanta curiosità e,  presentendo il pericolo, ha osservato con fermezza:
“Zitta Luisa, a lei non interessa certo come vincere il mondo delle fate.”
“Oh no” si è precipitata a confermare la bambina-strega, “io amo molto le fate, perciò se avete un segreto potete dirmelo…Sono o non sono una bambina come voi? Insomma : qual è il loro punto debole?”
Prima che Tonio potesse intervenire, Lucia ha spiegato:
“Non bisogna distruggere la bontà nel mondo. Soprattutto nei bambini, perché proprio così gli incantesimi non si potranno più avverare.”
“Davvero? Allora dobbiamo essere buoni!”
“Sì, buoni e veri, dobbiamo essere buoni ed essere … noi stessi!”
“Ma…” ha chiesto ancora Stonata-Stefania, “siamo sicuri che sia proprio così?”
“Certo, ce lo ha rivelato Uffabaruffa, la nostra fata…”
Ormai il pasticcio era fatto, Tonio l’ha  guardata negli occhi e si è accorto di sentirsi inquieto, così ha detto:
“Tu però devi prometterci di non raccontare a nessuno questo segreto. Se le streghe dovessero conoscerlo…sarebbero guai!!”
“Non ti preoccupare, non ti preoccupare…!” ha ripetuto Stonata, fingendo di provare molto interesse per il gioco delle biglie, per evitare qualsiasi domanda…
Però ogni volta che vinceva una biglia ripeteva mentalmente:
“Uffabaruffa, questa volta sei perduta!”
Ah, se fossi andata in spiaggia quel giorno, l’avrei riconosciuta e avrei scoperto l’inganno!!! Per mille pizzette!!!

                                 ...il seguito al prossimo post!






 



giovedì 23 ottobre 2014

Classe prima e dintorni

   
                  

Ciao, 
             sono un bambino di sei anni compiuti  e faccio la prima classe. 
E non ho ancora imparato che si dice "frequento" la prima classe... 
E' passato ormai un mese e devo dire che è stato bello incominciare. 
Non mi pesa tanto alzarmi, vestirmi e  prepararmi per uscire. 
L'unica cosa che vorrei è avere qui con me mamma e papà sempre al mattino per fare colazione insieme: deve essere bellissimo...
Mamma mi mette lo zaino sulle spalle e io vado a scuola e mi sento importante! Lei dice che devo diventare forte: per questo non me lo porta lei , lo zaino... E vuole che mi allaccio da solo le scarpe. Sono molto fiero della mia mamma! E lei di me, lo so!
Comunque quando arrivo le maestre sono sempre sorridenti. 
E questo mi piace molto. 
Una volta ho sentito dire che non sarà  sempre facile per loro accogliere così i bambini, perchè anche le maestre hanno le loro patate bollenti (mangeranno solo patate? o cosa vuol dire?) 
Mi piace l'intervallo: si gioca in cortile, ma mi piacciono anche altre cose che prendo molto sul serio. 
Ho tre maestre e un maestro: niente male! Cambio visi e classe, per seguire le lezioni. Papà mi ha detto che fanno così anche all'università. 
Mi piacciono tutte le materie, ma preferisco andare in palestra e ascoltare storie. 
Non mi piace incollare le schede: meno male le mie maestre  ne usano poche! Dicono che la scuola non è una scheda, che bisogna scrivere e disegnare, pensare molto ed essere felici delle nostre pagine costruite da soli, anche se facciamo meno cose e  secondo me hanno ragione!
Le maestre dicono anche che non importa se uno non scrive benissimo o fa qualche pasticcio: l'importante è che comprenda, si  corregga e partecipi alla lezione, abbia curiosità e voglia di imparare. E sia felice. Poi le cose matureranno, dicono. 
E se lo dicono loro vuol dire che è vero, dice la mamma che ha molta fiducia nelle maestre.
Questa cosa della felicità mi fa un po' pensare. Vorrei che tutti siano felici.
Però devo dire che mi piace quando lavoriamo, ritagliamo, incolliamo, modelliamo e costruiamo! Impareremo anche a nuotare in piscina: io però sono già capace e potrò mostrare al mio amico Andrea che sono come  un piccolo delfino!
Andrea potrà stare in acqua comodo comodo, su un materassino. Andrea non può camminare, però per noi è l'amico migliore che ci sia. 
Adesso vado, la maestra ci porta in palestra: la mia scuola preferita! Andrea ride un sacco in palestra, si diverte e anch'io. Tutti si divertono a stare insieme.
Ah! Dimenticavo di dirvi che qui mi insegnano a  leggere e scrivere... Vi farò sapere qualcosa di questa nuova avventura.

pubblicato da Annamaria
Illustrazione di Laura Cortini 
da:  "Uffabaruffa come sei buffa" ,  Annamaria Gatti,  Città Nuova Editrice

lunedì 6 ottobre 2014

Prendere coraggio insieme: storia di Ondina

di Annamaria Gatti
Illustrazione (come sempre poeticamente affascinante) di Eleonora Moretti

fonte: Città Nuova


C’era una volta una farfalla colorata, bellissima con le sue ali blu e con le sfumature gialle.

La farfalla si chiamava Ondina perchè amava il mare e spesso, quando c’era bonaccia, se ne andava a chiacchierare con le onde che lei vedeva forti, decise, capace di superare anche le bufere.

Ondina invece era delicata e molte cose le facevano paura.

Paura del venticello, che poteva strapazzarla di qui e di là, paura del buio, perchè non vedeva dove posava le zampette, paura della pioggia che le impediva di vedere...


Ondina quel giorno non se lo aspettava proprio quel messaggio, portato da un cardellino:

Vieni a trovarmi, ho bisogno di te. Subito.”

Era la Farfalla Regina. E doveva andare.

Cominciò a tremare e così andò dalle onde del mare per ragionarci su e trovare conforto.

Dunque come può chiedermi questo la Regina? Lo sa che sono paurosa e che vivo bene senza troppi scossoni!”.

Però ha chiamato proprio te, non altri, forse vuole dirti qualcosa di importante!”

Già, ma il viaggio è lungo per me e temo di trovare qualche difficoltà...”

Mai cominci il viaggio, mai saprai se sei capace, mai saprai cosa vuole da te la Regina!” sussurrarono le onde, “è giunto il momento di trovare il coraggio in te e partire!”

...E come?”

Con la nostra fiducia. Noi siamo certe,” cantarono le onde al soffio del vento “che tu riuscirai a fare grandi cose, prova ad avere fiducia, a non scoraggiarti e a ripartire ancora una volta”.


Ondina fece qualche voletto sempre più deciso. Trattenne un momento il respiro e sentì che quelle parole le facevano bene.

Svolazzò ancora intorno, poi aprì le ali e con una piroetta disse:

VVVVVAI! Parto sì, però voi mi accompagnate un pochino!”

E si diresse verso sud, dove l’apettava la Farfalla Regina.

Le onde del mare sciacquarono un bel po’ intorno al voletto di Ondina e poi si addormentarono serene, sognando il ritorno glorioso di Ondina.

Chissà come sarà finita la sua storia...