Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che... rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

venerdì 29 luglio 2016

Figli forti 2. Capaci di compassione. Appello anche ai docenti.

Seconda (solo in ordine di tempo) brevissima riflessione che trovate ampliata in altri post precendenti con le etichette indicate qui a lato.


Se vuoi che i tuoi figli crescano forti, educali alla compassione.
Non rubare loro la capacità di empatia, così spiccata da piccoli.
Non permettere che tv, web e tecnologie, se asservite alla logica del consumo, sostituiscano in loro ciò che semini. 
Accostali alla bellezza dell'arte e della cultura.

Insegna loro con la vita di tutti i giorni la compassione e la condivisione, verso i famigliari, gli amici, gli anziani nonni, la natura.., 
Non perdere l'occasione di crescerli così forti.

Vi segnalo  l'intervento di oggi di Luigino Bruni su Avvenire. 

http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/Anoressia-di-compassione-Nuova-cura-dei-sentimenti-.aspx

Mi piace soprattutto il suo richiamo alla scuola, perchè è vero e decisivo in molti casi.
Provate a ripensare a quanti insegnanti hanno fatto o non fatto la differenza nella vostra vita!
Scrivetemi. 
Pubblicherò.
Buon cammino!

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto da www.24emilia.com



lunedì 25 luglio 2016

Figli forti. Capaci di attendere.



Spesso in questo blog hanno trovato spazio la riflessione e l'esperienza di tutti i giorni che pongono attenzione massima ai fattori che favoriscono la crescita di bambini, ragazzi, giovani, uomini e donne forti, capaci di resilienza e di affrontare le difficoltà della vita senza rinunciare a se stessi e ai valori che con loro vanno condivisi e soprattutto testimoniati.


Un'insegnante appassionata, Chiara Ruffin,  mi manda questa breve considerazione condivisa, che giunge in un momento assai difficile, in cui spesso le domande dei ragazzi (che noi speriamo si pongano e sollecitino in altri) trovano risposte complesse, che, come al solito, più che le parole, come sempre, vogliono gesti di vita vera. 



"Se non abituiamo i bambini all'attesa, alle piccole frustrazioni a stare da soli senza sentirsi soli, a cavarsela nei tempi morti, a tirare fuori la creatività e il desiderio si rischia di  produrre adolescenti incapaci di sopportare le più piccole frustrazioni, le più lievi sensazioni disturbanti, come per esempio due ore di ozio... 
E se non riescono a contenere e a riempire tempi così brevi , figuriamoci gli obiettivi della vita, i progetti e i desideri che proprio perchè tali implicano l'attesa, l'impegno, la dilazione, il futuro,
Il volere tutto e subito di numerosi adolescenti, affonda le radici proprio in questa difficoltà..."


E loro ci interrogano, sempre. E implorano risposte.


pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it

foto: www.abruzzosviluppo.it

domenica 10 luglio 2016

Un romanzo breve: l'amicizia di due giovani oltre la morte.


Sono felice di condividere con voi del blog INFANZIA la pubblicazione del mio nuovo libro:
Annamaria Gatti - Dall’altra parte del mondo Storia di Vera e Trysa

DALL'ALTRA PARTE DEL MONDO 
STORIA DI VERA E TRYSA

Dedico questo romanzo breve agli adolescenti in particolare, ma anche a tutti coloro, giovani e adulti, che sanno emozionarsi e godere della bellezza dell'amicizia, della vita che scorre ricca di doni e di prove da superare per diventare uomini e donne forti. 
Prossimamente avrò il piacere di pubblicare un'intervista che spero possa farvi partecipi così delle motivazioni e dei contenuti di  questo mio nuovo lavoro.

Estratto

Vera e Trysa sono due giovani che condividono, tra avventure e divertimento,  una forte passione per la musica ed il violino.
Attorno a loro si muovono amici, innamorati, compagni di conservatorio e un  personaggio misterioso e fantastico, ma determinante soprattutto quando una  di loro dovrà andare molto lontano.
Un romanzo ricco di empatia e umanità, dove il valore della vera amicizia resiste oltre le difficoltà e supera il tempo, lo spazio e la separazione, nella certezza che ciò che è fatto per amore resta per sempre.

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it






giovedì 7 luglio 2016

DUE RAZZE E' MEGLIO DI UNA! Favola per questi giorni tristi

 L'ennesimo omicidio.  Giorni tristi per tutti. Per chi uccide, per chi muore, per chi resta solo, per chi condanna e per chi cerca scuse, per chi non capisce, per coloro che, smarriti o codardi, fingono di non sentire e di non vedere.

I bambini no, loro ci penetrano e ci guardano, ascoltano, i nostri ragazzi assorbono, più che dalle parole, dai gesti e dal comportamento.  Ieri un ragazzino ha intimorito un piccolino di due anni affrontandolo, forse per gioco? No, per cattiva abitudine alla prepotenza.  Il piccolo ha pianto e non ha voluto più avvicinarsi al più grande. Istinto di sopravvivenza?

Con costanza e pazienza insegniamo, ma soprattutto viviamo in coerenza,   il rispetto per i più deboli, per il diverso, per tutti. Avremo fatto il nostro dovere. I fatti di questi giorni devono essere motivo per riaffermare i valori della libertà e della solidarietà. Che non vanno mai  in vacanza.
Oggi ripropongo la favola:
DUE RAZZE  E' MEGLIO DI UNA!

Illustrazione di Eleonora Moretti

 di Annamaria Gatti
illustrazione di Eleonora Moretti
Fonte Città Nuova
Mila la piccola cagnolina bianca annusava tutto nel prato: fieno appena tagliato, fiori e terra ancora  inzuppata dalla pioggia. Sentiva l'odore dei topi devastatori del prato ed era molto preoccupata.
Si fermò solo per chiedere al “fruscio” che aveva udito dietro di sè:
“Che ci fai tu qui? Questo è il mio prato!”
“Non lo sapevo, scusa tanto, sono nuovo di qui...”
Rispose il gatto Scatto, infastidito da quell'arroganza e con la coda irrigidita da quell'accoglienza.
Mila lo guardò con un moto di dispetto: un intruso e per di più di razza diversa!
“Però questo prato piace anche a me” brontolò il gattone seguendo con il muso un upupa che stendeva le ali e la corona verso le nuvole.
Mila, che aveva studiato lo sfogo del felino, provò a spaventarlo con un salto di controllo.
Scatto però non si mosse di un pelo.
“Potremmo viverci tutte e due nel prato” disse.
Mila abbaiò seccata, poi però si fermò un momento.
“Non sono sicura che mi piacerebbe però...”
“Però?”
“Ma tu cosa sai fare?”
“Mangio, dormo, inseguo le prede, gioco...e mi difendo dai prepotenti.”
In quel momento qualcosa scivolò rapidissima accanto a loro.
Scatto fece un balzo e miagolando a tutta voce la inseguì fino a che la cosa si tuffò nel ruscello e non si vide più.
“Sono i topi devastatori e stanno rovinando il prato. Tu non ne hai paura!” constatò Mila.
“Beh, loro sono la mia specialità” bonfonchiò Scatto pensando: non vede che sono un gatto?
Poi aggiunse:
“Perchè io resti  dobbiamo provare a conoscerci meglio, vedi, io conosco tanti cani, ma sono diversi uno dall'altro, così dovrei capire meglio come sei tu, cosa ti piace fare, in che cosa sei un campione...”
Mila pensò che era stanca di controllare topi in solitudine, se avesse avuto un amico, anche se di razza diversa, sarebbe stata una vita più simpatica. In più il gatto aveva ragione.”
“Va bene, io mi chiamo Mila. Puoi restare per conoscerci a patto che mi aiuti a difendere il campo dai topi devastatori che rosicchiano le radici buone.”
“Affare fatto, io mi chiamo Scatto e puoi fidarti di me, vedrai!”
Mila e Scatto, a code ritte, si avviarono verso il ruscello che delimitava il prato.
E una coda era più lunga, ma l'altra era più grossa, eh eh!
Una  razza è meglio di una, come uniti si vince e che sia tutti per uno e uno per tutti!