Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che... rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

martedì 25 luglio 2017

Sono a disagio, aiutami! Paolo, oppositivo e provocatore?

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Bentrovati, ripropongo, viste le segnalazioni,  il terzo appuntamento sulla provocazione: i segnali dei bambini, come leggerli?
Avevo anticipato che avremmo cercato di leggere insieme i segnali che Paolo manda ai suoi genitori e agli educatori.
Partiamo.
Paolo ha 8 anni.
I genitori e gli insegnanti sono preoccupati. In qualche momento è capitato che gettassero la classica spugna: irrecuperabile. Anche le terapie psicologiche sembrava a loro che  non avessero dato frutto. 
Così avevano abbandonato il percorso, troppo presto... e avevano navigato al buio.

Cosa fa o non fa Paolo?
O A scuola e a casa provoca adulti e  soprattutto coetanei con gesti, accuse, frasi indisponenti;

O si nasconde, si isola spesso, si nasconde sotto tavoli o sedie se è in un contesto sociale, non se è solo a casa;
O sembra sempre distratto ma…
ascolta sempre tutto  e riferisce con puntualità esasperante,
   destando talvolta l'ammirazione degli adulti e dei compagni;
anticipa  i contenuti talvolta in modo indisciplinato, a scuola ottiene ottimi risultati; 
accusa tutti, prevarica e ostacola gli altri compagni, appena può li svalorizza;
rabbia e disperazione sono la caratteristica più evidente delle sue relazioni, i suoi occhi spesso si riempiono di lacrime e di tristezza;
fugge da una stanza, dall'aula se qualcosa non gli viene permesso, se gli si pongono dei limiti, se lo si corregge direttamente e pubblicamente.

PAOLO  HA UN DISTURBO DELLA CONDOTTA?
Paolo soffre per un disagio che va letto con competenza e lungimiranza.
Nei suoi segnali, molto inquietanti e chiari, possiamo leggere messaggi che potrebbero essere risolutivi per individuare la terapia e soprattutto la bonifica delle risposte ambientali degli educatori. Abbiamo saputo  inoltre che vi sono problemi di salute, che necessitano di approfondimenti clinici.
Ad un'analisi oggettiva delle osservazioni dei comportamenti di Paolo si sono rilevati questi interessanti messaggi precisi, che hanno trovato riscontro nei numerosi step di osservazione: 
VEDI QUANTE COSE SO FARE E CONOSCO?
VALORIZZAMI PER FAVORE, VEDI CHE SOFFRO...
O QUALCHE VOLTA MI SENTO MALE, AIUTAMI MI SENTO IN ANSIA
AIUTAMI A INTERIORIZZARE MODELLI BUONI DI GESTIONE DELLA MIA ANSIA
SE MI AIUTI E SEI CALMO TU IO SONO CAPACE DI STARE CON GLI ALTRI
RASSICURAMI, DIMMI CHE MI ACCETTI COME SONO, STAI CON ME
CONTIENIMI QUANDO NON RIESCO A CAPIRMI E SCAPPO DA ME
FAMMI FARE ESPERIENZE BUONE DI RELAZIONE
NON PRETENDERE DA ME CHE IO SIA (TROPPO) GRANDE E PERFETTO
FIDATI DI ME, IO VOGLIO FIDARMI DI TE, MA FAMMELO CAPIRE SEMPRE, OGNI VOLTA CHE STO MALE.

Risultati:

1)A Paolo è stata diagnosticata una malattia genetica di malassorbimento che lo obbliga a una dieta particolare.
2) E' inserito in un percorso psicoterapeutico, con laboratori a gruppi, attività sportiva. 
3) I genitori e gli insegnanti sono supportati dallo psicologo che li accompagna nella gestione del comportamento con strategie educative e verifica periodicamente gli obiettivi fissati.

 Leggere e comprendere i segnali inviati da Paolo è stato fondamentale nella determinazione dei suoi reali bisogni e nell'aiuto.

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto dal film: Mamma ho perso l'aereo

giovedì 13 luglio 2017

Compiti per le vacanze estive? Una pianta e un pesce rosso.

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Compiti per le vacanze estive?
I genitori ringraziano tutti quei docenti che hanno colto appieno il senso dei compiti soprattutto estivi: restituire ai ragazzi il valore della disponibilità, dell'impegno a fare, del saper so-stare con famiglia, nonni e amici, del rendersi finalmente solidali a tempo pieno, del prendersi cura di qualcuno o qualcosa... di saper ascoltare, osservare, gustare la vita attraverso esperienze di vicinanza. E leggere... leggere...leggere... ed essere testimoni.

Proverbiali sono alcune liste ormai celebri di compiti davvero alternativi e di senso, ma quella della professoressa Margherita C., tornata in Calabria dopo anni di glorioso insegnamento in Veneto, resta una consegna interessante ed estremamente sintetica.

"PRENDITI CURA DEL PESCIOLINO ROSSO 
E DELLA PIANTA IN VASO 
CHE TI CONSEGNO"

Va da sè che accudire un cosino minuscolo e silenzioso, fragilissimo, dalla grande capacità di ascoltare senza ribattere, ma dall'intenso sguardo interrogativo, non è cosa facile per adolescenti inquieti.
Nè è scontato il fatto di riportare a scuola, a settembre, una pianta in vita, magari fiorita, nonostante la siccità, la noia e la pessima volontà che caratterizza alcuni giorni di una torrida estate.
Si dirà: è il minimo che potrebbe fare una giovanotto o una signorina, oltre a rimboccarsi le maniche lavorando un po'.
Vero.
Ma il messaggio che passa ha molti altri significati reconditi e che raggiungono quello strato intellettivo ed emotivo che risveglia resilienza e autostima, oltre che stima e affetto per la prof.
Allora leggere i libri preferiti e annotare sul diario di bordo, che il o la prof. non ti obbliga a redigere, ma lo aspetta, e lo fai per te e poi glielo farai leggere a settembre... diventa una esigenza viscerale per sentirsi vivi e partecipi di quel che lui o lei dice essere l'esistenza.

Ah! La prof. in questione alla domanda di quali risultati ha rilevato a settembre dopo tale consegna precisa che "tornano con la pianta fiorita e il pesciolino che ha un nome proprio".
E in questi casi solitamente, nel giro di qualche giorno, il ripasso è soddisfacente e generale. Con un occhio al Flanders o al Nemo di turno. AH!

Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto Acquarofilia facile

sabato 1 luglio 2017

Vita a Charlie

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Com'è difficile spiegare a un bambino 
perchè Charlie  Gard deve morire.
 Forse è impossibile spiegare che  
se hai una malattia grave 
e non hai speranze di guarire, 
devi morire.
Chiede: "Chi lo dice?"
Già, chi lo dice?
Uomini, medici? Scienziati? Giuristi?
"Ma è vivo adesso questo bambino?"
Vivo, con una macchina per  respirare.
"Ha un papà o una mamma?"
Entrambi, che lo vogliono curare.
"Perchè lo uccidono?"
Perchè non potrà mai guarire.
"Sicuri?"
No.
"Dio potrebbe guarirlo col tempo..."
Chissà, ma forse gli vorrebbero negare questo miracolo.
Ma le sue strade sono inimmaginabili.
"E cosa fa adesso il suo angelo custode?"
Lo accompagna, sempre.
Ciao Charlie, perdonaci.

Pubblicato da Annamaria
foto da Matte da leggere


domenica 25 giugno 2017

Hai letto e amato i libri di UFFABARUFFA?

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Hai letto ed amato Uffabaruffa o la strega/fata è stata protagonista delle serate con i tuoi figli o nipoti? 
Hai letto anche il seguito?
Quanti bambini incontrati in questi 20 anni!!! 
Tradotti in spagnolo e coreano.
Uffabaruffa è anche un musical in Argentina...


Leggi qui cosa ho ricevuto di recente! 
Bello condividere un ricordo buono e bello! Son così felice di aver contribuito a coccole, risate, tenerezze e soprattutto pensieri positivi e tosti!


Annamaria buona sera! 
Ci siamo conosciute al comitato biblioteca di ... qualche anno fa... Le scrivo per dirle che solo ora ho scoperto una cosa che mi ha illuminata. 
Sa... quelle cose che ti passano sotto gli occhi e nemmeno te ne accorgi per anni. 
Poi di punto in bianco osservi bene, oltre la cortina dell'abitudine, e noti un nome o un particolare. 
Mi è appena capitato con un libro che quando ero piccola ho amato tanto, letto e riletto e che ora stavo valutando di riproporre nei laboratori estivi (ndr:per bambini) che proporrò...
Così all'improvviso ho letto il nome dell'autrice, sono cose cui naturalmente da bambina non ci fai caso, cose che non memorizzi. Non avevo mai curiosato sulla sua pagina (ndr: web) e non avevo mai collegato pur avendole parlato di persona la volta che è venuta da noi... 
Ho conosciuto l'autrice di uno dei miei libri preferiti d'infanzia e me la sono fatta scappare! 
Beh graizie, grazie per le risate, le coccole e le ore trascorse leggendo di quella buffa piccola strega!
                                             C. S.
                                                                     ndr: lettrice di Uffabaruffa diventata grande!
pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it

domenica 18 giugno 2017

Ius soli: benvenuti ragazzi italiani.

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Buon senso e analisi ci fanno riflettere su questo "ius soli" che i ragazzi attendono, e attendiamo noi che vorremmo vedere riconosciuta una realtà ovvia: "...vivo e studio e lavoro in Italia, magari ci sono nato o nata..."
Ho trascorso molti anni nella scuola, crescendo e formandomi, lavorando per l'inclusione di tutti i bambini. Di ogni bambino, anche di quelli non italiani che cominciavano ad arrivare nelle nostre comunità.
La scuola buona sa includere tutti, sa offrire speranza, sa infondere coraggio di fronte alle difficoltà e fiducia. I bravi docenti fanno la buona scuola, la fanno gli appassionati della bellezza educativa, la fanno le leggi e i provvedimenti a vantaggio della popolazione scolastica e delle famiglie tutte.
Allora sentirsi italiani è un felice dovere e un diritto per una vita buona.

Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
Foto donnaclik

giovedì 15 giugno 2017

Un libro per l'estate dei ragazzi: "Uffabaruffa colpisce ancora". streghe, fate, divertimento, avventura, vita buona

Uffabaruffa colpisce ancora


Alla fine del precendente libro “Uffabaruffa come sei buffa” Uffabaruffa, strega di terza categoria, era stata felicemente (per lei) declassata a fata, finalmente libera di giocare con i bambini, farli ridere sulla spiaggia e mangiare con loro il gelato al pistacchio, il suo preferito. 
Ma un’improvvisa minaccia si profila all’orizzonte: le streghe, capitanate dalla malvagia Pungente, stanno complottando un attacco al mondo delle fate… 
Riuscirà Uffabaruffa con i suoi amici e il fedele cane Buc e del gatto Pepe, gatto da streghe, a salvare il regno delle fate? 
E quali armi userà? Con quali alleati? 
Perchè il pericolo corre sul web?
Ma davvero il pericolo per i ragazzi e le fate può correre in internet?
Ecco come difendersi!
Età di lettura: dagli 8 anni.

Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it

lunedì 12 giugno 2017

Un libro, un ritorno per genitori ed educatori.ATTENTI AI BAMBINI

Copertina del libro Attenti ai bambini!



Un grazie allo staff dell'Editrice Effatà e in particolare a Gabriella Segarelli per aver creduto simpaticamente in questo progetto. Un vivissimo ringraziamento ad Ezio Aceti per la prefazione: diretta, vera, commovente, piccola lezione magistrale.

https://editrice.effata.it/libro/9788874029600/attenti-ai-bambini/

Attenti ai bambini!

100 consigli per mamma e papà

di Annamaria Gatti
I nostri splendidi bambini entusiasmano, provocano, interrogano, commuovono, coinvolgono, ci educano, richiedono attenzione…
L’autrice raccoglie in brevi e scandite pagine alcuni temi di interesse (opposizione, ruoli genitoriali, tempi, regole, scuola, timidezza, autostima, autonomia, ascolto…) per i genitori, ben consapevole che proprio loro, spesso sfiniti da notti insonni e sfibranti corse quotidiane, nutrono sì la voglia di confrontarsi e documentarsi sulla loro esperienza, ma in forma lieve, accattivante, empatica e, se possibile, divertente. Ecco allora queste cento “pillole”, da assumersi con gradualità, senza fretta, per volersi bene e rinnovare la speranza e il coraggio di fare della genitorialità un dono reciproco, un’esperienza profondamente umana. Allora attenti ai bambini… che col ditino puntato sul domani ci chiedono: «Quale futuro mi stai preparando?». E chinano gli occhi sulle nostre mani affaticate, ma pronte a ricominciare.
Benedetti bambini, 
quando riescono a scardinare sicurezze d’acciaio 
e a disegnare sulla sabbia 
la carezza di un desiderio.
Collana: .



sabato 10 giugno 2017

Una penna che scrive i compiti per le vacanze. Una favola di Gianni Rodari.

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Ho intercettato una favola del grande maestro Gianni Rodari che non conoscevo.
Forse l'avrò incontrata nella mia lunga carriera di maestra e altro, ma non la ricordavo proprio, finchè l'ho scovata nella raccolta  "Tra i banchi" (Ed. Einaudi). 
Mi sembrava una favoletta simpaticamente intrigante, soprattutto per un forte sospetto sull'opportunità dei classici "compiti per le vacanze" che caratterizza il mio sentire, mentre ho in gran simpatia per Diari di Bordo, letture e giochi...
L'ho letta a Matteo, in procinto di frequentare la quarta classe.
Si è divertito ma poi ha commentato con noncuranza: così il protagonista non ha imparato  niente...
Ops! Ho sbagliato qualcosa?

UN REGALO PER LE VACANZE
di Gianni Rodari

Mario ebbe in dono, alla fine dell'anno scolastico, una penna per fare i compiti delle vacanze.
"Io volevo la bicicletta" si lamentava Mario con il babbo.
"Aspetta a piagnucolare" gli rispondeva il babbo, "non hai ancora visto di che penna si tratta".
Qualche settimana dopo, Mario si decise, di malavoglia, a cominciare i compiti per le vacanze.
"Che disdetta", pensava risolvendo un problema, "per tutto l'anno il maestro mi ha dato per compito temi, problemi, operazioni e disegni. Per le vacanze avrebbe ben potuto darmi degli altri compiti. Per esempio: compito del lunedì, scalare una pianta di ciliege e fare una bella sorpacciata; compito del martedì, giocare una partita di calcio finchè si cade a terra stanchi morti: compito del mercoledì, fare una bella passeggiata nei boschi e dormire sotto la tenda. Invece no, eccomi qui a fare divisioni e sottrazioni".
Proprio in quel momento la penna ebbe un guizzo, e si mise a correre rapidamente sui quadretti della prima pagina del quaderno.
"Che cosa ti salta in testa" esclamò Mario. Era una cosa meravigliosa: la penna correva, correva da sola, ed in un attimo il problema fu risolto, le risposte scritte in bella calligrafia. Soltanto allora la penna si quietò e si sdraiò sul tavolino, come se fosse stanca e avesse voglia di dormire.
.....

(La storia di Gianni Rodari non è finita...Come continuerà e come finirà?)

Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it

Foto da Famiglia Cristiana
illustr. www.grupoeditorialnovoconceito.com

venerdì 2 giugno 2017

Sulla tragica pratica del "blue whale challenge". La polizia Postale ai genitori e ai ragazzi. Ai docenti.


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Da Orizzontescuola.it
E’ importante che anche i docenti e coloro che lavorano a stretto contatto con gli adolescenti leggano con attenzione i consigli della Polizia Postale.
Stiamo parlando del blue whale challenge, una discussa pratica che sembrerebbe provenire dalla Russia che viene proposta come una sfida in cui un così detto “curatore” manipola la volontà e suggestiona i ragazzi sino ad indurli, attraverso una serie di 50 azioni, al suicidio.
La Polizia Postale indica una serie di consigli pratici per i genitori e i ragazzi.
Indispensabile il dialogo e la formazione sui temi della sicurezza.
• Il Blue Whale è una pratica che può suggestionare i ragazzi ed indurli progressivamente a compiere atti di autolesionismo, azioni pericolose (sporgersi da palazzi, cornicioni, finestre etc) sino ad arrivare al suicidio. Questa suggestione può essere operata dalla volontà di un adulto che aggancia via web e induce la vittima alla progressione nelle 50 tappe della pratica oppure da gruppi whatsapp o sui social nei quali i ragazzi si confrontano sulle varie tappe, si fomentano reciprocamente, si incitano a progredire nelle azioni pericolose previste dalla pratica, mantenendo gli adulti significativi ostinatamente all’oscuro;
• Aumentate il dialogo sui temi della sicurezza in rete: parlate con i ragazzi di quello che i media dicono e cercate di far esprimere loro un’opinione su questo fenomeno;
• Prestate attenzione a cambiamenti repentini di rendimento scolastico, socializzazione, ritmo sonno veglia: alcuni passi prevedono di autoinfliggersi ferite, di svegliarsi alle 4,20 del mattino per vedere video horror, ascoltare musica triste.
• Se avete il sospetto che vostro figlio frequenti spazi web sulla Balena Blu-Blue Whale parlatene senza esprimere giudizi, senza drammatizzare né sminuire: può capitare che quello che agli adulti sembra “roba da ragazzi” per i ragazzi sia determinante;
• Se vostro figlio/a vi racconta che c’è un compagno/a che partecipa alla sfida Balena Blue-Blue-Whale, non esitate a comunicarlo ai genitori del ragazzo se avete un rapporto confidenziale, o alla scuola se non conoscete la famiglia; se non siete in grado di identificare con certezza il ragazzo/a in pericolo recatevi presso un ufficio di Polizia o segnalate i fatti a www.commissariatodips.it ;
AI RAGAZZI:
• Nessuna sfida con uno sconosciuto può mettere in discussione il valore della tua vita: segnala chi cerca di indurti a farti del male, a compiere autolesionismo, ad uccidere animali, a rinunciare alla vita su  www.commissariatodips.it;
• Ricorda che anche se ti sei lasciato convincere a compiere alcuni passi della pratica Blue Whale non sei obbligato a proseguire: parlane con qualcuno, chiedi aiuto, chi ti chiede ulteriori prove cerca solo di dimostrare che ha potere su di te;
• Se conosci un coetaneo che dice di essere una balena Blu-blue whale parlane con un adulto: potrebbe essere vittima di una manipolazione psicologica e il tuo aiuto potrebbe farlo uscire dalla solitudine e dalla sofferenza;
• Se qualcuno ti ha detto di essere un “curatore” per la sfida Blue Whales-Balena Blu sappi che potrebbe averlo proposto ad altri bambini e ragazzi: parlane con qualcuno di cui ti fidi e segnala subito chi cerca di manipolare e indurre dolore e sofferenza ai più piccoli a  www.commissariatodips.it ;
• Se sei stato aggiunto a gruppi whatsapp, Facebook, Istagram, Twitter o altri social che parlano delle azioni della Balena Blu-Blue Whale parlane con i tuoi genitori o segnalalo subito su www.commissariatodips.it 

Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto: da Donna Moderna

venerdì 26 maggio 2017

Dai ragazzi: parlaci dell'amore, della morte e della speranza.

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Mi piace condividere con genitori e adulti in genere, nonni magari! le impressioni riportate dagli incontri con i ragazzi della scuola secondaria di primo grado, che hanno letto il mio ultimo libro "Dall'altra parte del mondo Storia di Vera e Trysa" (vedi recensioni post precedenti) 
Ci siamo incontrati a suon di musica, classica e blues, per parlarne,  per rivivere alcuni momenti di questo romanzo che a loro è piaciuto e ne sono felice.
L'amico David Conati cantautore e scrittore, uno dei miei preferiti! lo aveva previsto: incontrali si immedesimeranno! Così è stato.

Parlare con loro dell'avventura, dei sogni e dei desideri, dell'amore, della sofferenza e della morte è stato così semplice e ho avvertito chiaramente in loro una grande sete di sentirsi dire le cose così come stanno, di essere portati a un livello più su, a volare alto, come si dice!
Beh, la vicenda romantica fra la violinista Vera e il Marini del libro era faccenda seria davvero e tutti tifavano per questa coppia e hanno protestato con me, esigendo il proseguo della vicenda, cosa già suggeritami ad altri livelli...



Ma la loro protesta si è scontrata poi con la morte di Trysa.
E non proprio immediata, ma consapevole e bella, grazie al lavoro delle insegnanti, è stata la ricerca di soluzioni, di ragione di senso e di speranza:
"Nulla di ciò che si fa per amore va perduto"
E che dire del Vento del Crepuscolo?
Compreso appieno il significato possibile di questo personaggio, curioso e potente.
Come nelle migliori narrative di formazione!
Ho ballato volentieri con loro e l'invito a saper fare sacrifici e fatiche è passato forte e condiviso... nessuno ha protestato, anzi...! 
Grandi ragazzi! A volerlo vedere  abbiamo nelle nostre case potenziali eroi di tutti i giorni. Basta crederci!

Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto di  Roberta Sinico e Loretta Doro

domenica 21 maggio 2017

Bocciatura o no?

                                         
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In "Spinocchio", di recente edizione, don Mazzi ci ricorda le grandi possibilità di una gioventù spesso inascoltata ma soprattutto depredata del dialogo, della relazione attraverso cui passa la fiducia in se stessi e la fiducia nella vita, in una vita buona per cui lavorare, studiare e lottare.
Don Mazzi invita i destinatari di questo libro, gli educatori in generale, a fermarsi, a provare empatia per i ragazzi, i bambini, a giocarsi per loro guardando oltre gli schemi, i pregiudizi, le pigrizie mentali. A credere in loro, come la migliore psicologia e tanta pedagogia ci insegnano!

Ho ripensato alle parole di Don Mazzi quando ho sentito di nuovo le preoccupazioni di alcuni insegnanti, riguardanti la necessità di bocciare alunni o studenti.
Al di là dell'opportunità o meno di questa decisione, è comunque vincente pensare ogni bambino, ogni ragazzo, come chi ha potenzialità enormi, in settori diversi, nelle sfere più disparate.

Possiamo dire di un bambino che non cambierà mai? Che non potrà mai dare il meglio di sè? 
Quanti personaggi illustri del mondo delle scienze, dell'arte e del pensiero... hanno avuto valutazioni durissime nel loro percorso scolastico? Per poi con coraggio rifiorire e vedere trasformata la loro vita.
Perchè dovremmo costringere un bambino a continuare a  sentirsi inadeguato, senza trovare e dare strategie di recupero, prove di fiducia e di valorizzazione? Cosa ci guadagniamo noi e cosa guadagna questo uomo di domani a sentirlo fallito e spento già dalle aule scolastiche che dovrebbero essere fucina di  coraggio, ripresa, futuro?

Ripartire da una visione comprensibilmente difficile forse, purtroppo non scontata nella scuola, di fiducia nell'uomo e nella vita (es. Montessori), in una scuola giusta (es. Don Milani) porterebbe vantaggi umani e non solo!!! Allora lavoriamo nonostante tutto e sempre perchè ... "Tutti i bambini devono essere felici" come titola un  bellissimo libro, sul maestro Paolo Limonta. Ma questa è un'altra storia vera  di un insegnante felice, che condividerò  presto con voi!

Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it

foto da La Repubblica



venerdì 19 maggio 2017

In aiuto alle vittime del bullismo e ai bulli.



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Un disegno di legge approvato finalmente dopo un iter lungo e laborioso per dare strumenti alle vittime di bullismo, ma anche ai bulli, che sono ugualmente il problema a monte di questa forma ignobile di violenza. Ora sanno, e nessuno potrà sminuire, la gravità del loro atto.
E forse a monte vi sono famiglie che vanno aiutate a prevenire.

Molti hanno lavorato per questo iter, in particolare la senatrice Elena Ferrara, che ha vissuto da vicino i drammi legati a questa violenza e si è impegnata in questo cammino legislativo.

Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto
del fenomeno del cyberbullismo

Art. 1. Finalità e definizioni
1. La presente legge si pone l'obiettivo di contrastare il fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione e tutela nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti.
...

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00990787.pdf
Risultati immagini per immagini cyberbullismo
I punti fondamentali di questa legge riguardano:

  • il riconoscimento del reato
  • la possibilità di denuncia da parte del minore
  • l'ammonimento da parte del questore per i bulli, alla presenza dei genitori
  • la formazione a scuola degli studenti e degli alunni
  • la formazione di docenti referenti in ogni istituto a garanzia della prevenzione e dell'attenzione serrata ai fenomeni
  • un tavolo di lavoro interministeriale,  a cui siederanno anche associazioni impegnate nella difesa e nella prevenzione.
Approfondimenti:
http://www.corrierecomunicazioni.it/digital/47314_cyberbullismo-ok-definitivo-alla-legge-ecco-le-novita.htm

ADESSO BASTA! Anche gli studenti si sono dati da fare. Pronti a raccogliere la sfida tutte le scuole!
(http://ischool.startupitalia.eu/news/51986-20160220-ma-basta-bullismo-lecce)


Pubblicato da Annamaria Gatti
foto da Il Giornale

giovedì 18 maggio 2017

A PROPOSITO DI REGOLE: FAR BENE CONVIENE, PAROLA DI UFFABARUFFA!

Strano come la strega, aspirante fata, resista al tempo! E nuove generazioni scoprono e inseguono ancora Uffabaruffa. Ne sono felice!

Caro bambino, cara bambina, anche tu qualche volta fai fatica a riconoscere e a seguire le regole che ti danno i genitori? Anche tu qualche volta dici o pensi: uffa!!! Senti qui cosa capita ad una amica speciale! Forse, come altri bambini la conosci già...
UFFABARUFFA è il personaggio, protagonista di due simpatici libri per bambini, che si scontra con il desiderio di fare bene, mentre dovrebbe comportarsi male... come si addice ad una streghetta. Inoltre ha una passione inconciliabile con il suo stato di strega: ama il mare e fare i castelli di sabbia con i bambini...suoi amici.
Uffabaruffa ha anche un problema: si chiama scuola. Certo, si è diplomata strega di terza categoria, ma che fatica! Troppo buona e pasticciona per fare la strega. “Perchè non fai la fata?” Le chiede un bambino, nel corso delle sue avventure. A Uffabaruffa sembra un'idea geniale! Ma non così al Gran Consiglio delle streghe, con a capo Pungente, la strega più velenosa di un serpente, che le chiede il conto: “Sei stata capace di fare la strega come si deve? NO???”
"...Uffabaruffa cominciava a sentire puzza di grossi guai, mentre cercava di ricordare se mai le fosse capitato di far piangere qualcuno. No, proprio mai. Ci aveva provato, ma la situazione le sfuggiva sempre di mano perchè era una strega che si commuoveva facilmente. Perciò raccolse tutto il suo coraggio e cercò di difendersi, con quel buon senso che nessuna delle streghe presenti aveva mai posseduto.
Si rivolse al Gran Consiglio e disse: -Ci ho pensato: insomma, che gusto c'è a mangiar i bambini, a trasformare le principesse in cigni e a fare altre stramberie? E' soddisfatta la strega che ha avvelenato Biancaneve? No! Ed è contenta quella che ha imprigionato Hansel e Gretel? Neppure.
E io perchè dovrei essere così sciocca da fare lo stesso?"
Da "UFFABARUFFA COME SEI BUFFA" di Annamaria Gatti, disegni di Laura Cortini, Città Nuova, Roma 3^ed. 2001, pag. 26-27.




mercoledì 17 maggio 2017

Storie (convincenti o meno) anche per scegliere che donne diventare. Una sfida consapevole!

Libro Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie. Ediz. a colori Francesca Cavallo , Elena Favilli 0



Elena Favilli Francesca Cavallo

Traduzione  Loredana Baldinucci
STORIE DELLA BUONANOTTE PER BAMBINE RIBELLI
100 VITE DI DONNE STRAORDINARIE
Illustratrici varie da tutto il mondo
Mondadori

Recensione di Annamaria Gatti
FONTE: Città Nuova, maggio 2017
(e integrazione)

Mondadori  ha cavalcato un cavallo vincente. Un libro con questa storia è vincente di suo e io sono orgogliosa di averlo avuto fra le mani. Nato per le bambine è utile strumento di conoscenza e riflessione per tutti i maschi. 

Scritto  da donne in gamba,  narra di donne eccellenti, o almeno così pare, con una storia di quelle che rasentano la fantascienza, ma che oggi trovano sempre più realizzazione, in un mondo diverso da sempre. Infatti il libro nasce negli States da una crowdfunding colossale  da più di un milione di dollari. In Italia sarebbe un miraggio per ora.

Le autrici italiane vivono in California,  Elena è una   imprenditrice e giornalista, Francesca è regista e scrittrice. Hanno fondato un laboratorio di innovazione dei media per  l’infanzia, e meritano, oltre ad alcuni premi, la nostra curiosità e l’approfondimento. E la mia simpatia.

...Poi scorro i nomi delle donne presentate e parecchie sono mie conoscenze che apprezzo e molto, altre sono conoscenze che non reputo proprio eccellenti… Perdonate, sono stata una ragazza ribelle e molte esperienze maturate negli anni della contestazione giovanile sessantottina mi sono rimaste appiccicate addosso e mi rendono alquanto esigente...

“C’era una volta una bambina di nome….”
 Cominciano così  quasi tutte le presentazioni e di ciascuna donna o giovanissima, proveniente dai più disparati mondi ed interessi, la piratessa o la regina,  la scienziata o la first lady americana, la giudice o l’artista, la motociclista o l’aviatrice, la spia o la reporter, la sportiva o l’educatrice…
Solo un dubbio: che ci fa in questa raccolta di 100 vite straordinarie la storia del bambino, che oggi ha circa 10 anni,  che si sente bambina e che ottiene il vestitino e le scarpette rosa? 

Lascio ai lettori che vorranno avvicinarsi a un libro  scoprire i  nomi delle prescelte. E di annotarsi tutti quelli che mancano, donne che  hanno decisamente segnato la società e l’evoluzione del ruolo della donna per il loro coraggio e la loro determinazione. La mia critica, se così può essere definita, è ovvia: il mondo femminile ha collezionato così tante figure immense che era ovvio che un libro non potesse che essere riduttivo, forse il primo di una raccolta ragionata di donne di grandezza umana e spirituale, molto vicini alla quotidianità, a volerle cercare con il fiuto giornalistico.

I ritratti  sono frutto ben riuscito e  corale di molte illustratrici, le citazioni per ogni donna presentata sono perle da raccogliere e che regalerei in una collana a tutte le bambine, ribelli anzichenò, perché trovino la forza in se stesse di fare  scelte libere da condizionamenti e imposizioni più o meno culturali, spesso tragiche.

lunedì 1 maggio 2017

MAMME A CASA PER LA FESTA: FAVOLA O REALTA'?





















A grande richiesta un rientro:
MAMMA A RIPOSO!
Caro direttore,
mi lasci a casa la mamma per il giorno della sua festa?

di Annamaria Gatti
fonte: Città Nuova 2010
illustrazione: sempre di Eleonora Moretti!

Era stato deciso così, per la festa della mamma, a sorpresa. I tre bambini avrebbero pulito casa, papà avrebbe fatto la spesa e poi insieme avrebbero preparato i piatti preferiti della mamma: era o non era la sua festa?
Ma qualcosa non era andata dritta.
Oh bella! Domenica devo lavorare!”
Eh no, mamma, non dirmi che è vero! Non puoi lavorare quel giorno!” esclamarono i tre dell'apocalisse...
Beh, il lavoro è lavoro e devo fare il mio dovere! Questo lo capite.”
Una strizzatina d'occhio del più grande e tutti erano tornati in silenzio.
Certo, certo mamma! Figurati se non lo capiamo!”
Bravi bambini miei!”
Ma la vendetta era ormai nell'aria.
Facevano lavorare la mamma di domenica, il giorno della sua festa?
Bene, avrebbero fatto loro qualcosa per capovolgere la sorte.
Alla seduta di guerra c'erano tutti e tre.
Io propongo di far scivolare la mamma, così si sloga una caviglia e sta a casa!”
Ma cosa dici! Vuoi buscarti dieci giorni senza merenda?”
Meglio telefonare facendo la voce del direttore e dirle che c'è stato un cambiamento!”
Anche per questo è previsto un bel castigo, lo sai”
Scriviamo una protesta... anzi una richiesta scritta per bene...da grandi!”
I grandi mi pare non scrivono ...per bene, scrivono da arrabbiati!”
Appunto noi lo faremo da gente come si deve: così ci ascolterà”
Chi?”
Il direttore del supermercato.”
La lettera in un battibaleno era pronta:
Gentile direttore,
la nostra mamma dovrebbe lavorare il giorno della sua festa, ma dobbiamo chiederle di giustificarla, perchè quel giorno ha un appuntamento con la nostra sorpresa. E noi siamo la sua famiglia. E la sua famiglia è più importante di tutte le altre cose. Le chiediamo perciò, con tutta la nostra gentilezza possibile, perchè non vogliamo mica arrabbiarci, di non farla lavorare quel giorno, altrimenti noi che facciamo? Con quale mamma festeggiamo?
Siamo sicuri che lei capirà la nostra lettera e non ci farà sgridare, anzi la mamma, non dovrebbe proprio sapere che le abbiamo scritto, altrimenti che sorpresa sarebbe?
Ci piacerebbe conoscerla prima o poi. Meglio dopo la festa a sorpresa così le raccontiamo come è andata.
Luca, Pietro e Marco
P.S. Anche il papà non dovrebbe sapere niente della nostra giustificazione, meglio fare la sorpresa a tutti e due!
Infatti, due giorni dopo, alla vigilia della festa, la mamma è tornata a casa raggiante: “La direzione ha chiuso il servizio la domenica, che strano! Però sono così felice di poter stare a casa quel giorno!”
Anche noi mamma!” avevano gridato eccitati i bambini.
E' ora che capiscano che i genitori devono trascorrere il tempo con i loro figli!” aveva aggiunto il papà pensoso.
Una cosa che non capisco però è questa: il direttore ha convocato solo me e mi ha pregato di portare i miei figli in sede il giorno dopo. Abbiamo un appuntamento con lui all' uscita da scuola...”
I bambini erano già volati fuori a prendersela con il pallone. Meglio non sentire i commenti di quell'invito, meglio non dare l'impressione di essere un po', solo un pochino, preoccupati!

sabato 22 aprile 2017

Città Nuova: recensione di Aurelio Molè

Sono grata ad Aurelio Molè per questa recensione, di notevole spessore, sul mensile Città Nuova di Aprile.




"Un racconto di formazione è la storia dell’amicizia tra Vera e Trysa che superano insieme la linea d’ombra che li separa dall’età adulta. È una zona di confine, un passaggio che conserva ancora elementi dell’adolescenza e dell’infanzia, che saranno sublimati e superati con la lontananza e il distacco che genera un nuovo approdo a una più ampia consapevolezza di sé, del mondo e di relazioni più piene.
Annamaria Gatti, psicologa e scrittrice, vaglia la gamma dei sentimenti di Vera e Trysa attraverso le loro scoperte, i primi innamoramenti, la loro amicizia, la forte passione condivisa per la musica e il violino.
Lo stupore è una delle note di questo racconto, evidente nell’invenzione di un vero e proprio personaggio, il Vento del crepuscolo, che fa da cassa di risonanza di suoni e rumori della vita reale che si riverberano nell’anima delle protagoniste.

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto di Simonetta - incontro con alcune classi di scuola secondaria di Montebello. VI

mercoledì 19 aprile 2017

Recensione del libro di Annamaria Gatti "Dall'altra parte del mondo - Storia di Vera e Trysa"

Annamaria Gatti - Dall’altra parte del mondo Storia di Vera e Trysa

Pubblico dalla pagina dell'Editore Aletti.
Un bell'articolo di #LinoZonin per il #GiornalediVicenza, del 20 marzo 2017 sul #romanzo "Dall'altra parte del mondo - Storia di Vera e Trysa" (Aletti Editore) di #AnnamariaGatti
Nel suo ultimo libro di #narrativa, Dall'altra parte del mondo - Storia di Vera e Trysa" (Aletti Editore), la scrittrice Annamaria Gatti alza leggermente il tiro. Destinatari dell'opera non sono più i bambini, ai quali aveva finora dedicato alcune fiabe ricavate dalle sue esperienze di insegnante e di psicologa, ma i cosiddetti "giovani adulti", una categoria nella quale il mondo editoriale inserisce la fascia di età che coincide con l'adolescenza ma che poi si allarga fino a comprendere praticamente la totalità dei lettori.
La tenera vicenda narrata da Gatti è infatti adatta a incontrare i gusti più vari perché parla direttamente al cuore di tutti e lo fa con una forma espressiva raffinata e di gradevolissima lettura.
Vera e Trysa sono due ragazze che si conoscono da sempre e condividono esperienze, entusiasmi e delusioni tipici della loro età. Entrambe amano la #musica, frequentano il conservatorio e suonano il #violino; entrambe si affacciano alla vita piene di speranza. Improvvisamente un terzo personaggio, tanto misterioso quanto influente, attraversa le loro giovani vite e le separa. Una delle due dovrà andarsene "dall'altra parte del mondo" e il distacco avrà il dolore di uno strappo, anche perché la nuova destinazione si rivelerà ben presto essere una metafora dell'esistenza e porterà con se un inatteso carico di sofferenza. Sarà la musica, il farmaco capace di curare la ferita e di aprire nuove prospettive di crescita.
Leggendo il libro si percepisce tutta la conoscenza maturata dall'autrice nel mondo della scuola, al quale, oltre alle fiabe, ha dedicato alcuni preziosi manuali di approfondimento didattico e psicologico. Nata a Lodi, vive da anni a Lonigo con la famiglia. Ha pubblicato Effetà, Erickson, Giunti e per La città della speranza. Collabora con alcune riviste, in particolare da anni scrive per il periodico "Città Nuova". E' autrice del blog di psicologia "Infanzia".
In quest'ultima opera si diverte a usare la forma narrativa per seminare piccole perle di saggezza che indicano una via che si può percorrere per affrontare con consapevolezza, ma senza drammi, anche le più ardue prove che la vita ci pone davanti.
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