Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che... rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

venerdì 26 maggio 2017

Dai ragazzi: parlaci dell'amore, della morte e della speranza.

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Mi piace condividere con genitori e adulti in genere, nonni magari! le impressioni riportate dagli incontri con i ragazzi della scuola secondaria di primo grado, che hanno letto il mio ultimo libro "Dall'altra parte del mondo Storia di Vera e Trysa" (vedi recensioni post precedenti) 
Ci siamo incontrati a suon di musica, classica e blues, per parlarne,  per rivivere alcuni momenti di questo romanzo che a loro è piaciuto e ne sono felice.
L'amico David Conati cantautore e scrittore, uno dei miei preferiti! lo aveva previsto: incontrali si immedesimeranno! Così è stato.

Parlare con loro dell'avventura, dei sogni e dei desideri, dell'amore, della sofferenza e della morte è stato così semplice e ho avvertito chiaramente in loro una grande sete di sentirsi dire le cose così come stanno, di essere portati a un livello più su, a volare alto, come si dice!
Beh, la vicenda romantica fra la violinista Vera e il Marini del libro era faccenda seria davvero e tutti tifavano per questa coppia e hanno protestato con me, esigendo il proseguo della vicenda, cosa già suggeritami ad altri livelli...



Ma la loro protesta si è scontrata poi con la morte di Trysa.
E non proprio immediata, ma consapevole e bella, grazie al lavoro delle insegnanti, è stata la ricerca di soluzioni, di ragione di senso e di speranza:
"Nulla di ciò che si fa per amore va perduto"
E che dire del Vento del Crepuscolo?
Compreso appieno il significato possibile di questo personaggio, curioso e potente.
Come nelle migliori narrative di formazione!
Ho ballato volentieri con loro e l'invito a saper fare sacrifici e fatiche è passato forte e condiviso... nessuno ha protestato, anzi...! 
Grandi ragazzi! A volerlo vedere  abbiamo nelle nostre case potenziali eroi di tutti i giorni. Basta crederci!

Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto di  Roberta Sinico e Loretta Doro

domenica 21 maggio 2017

Bocciatura o no?

                                         
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In "Spinocchio", di recente edizione, don Mazzi ci ricorda le grandi possibilità di una gioventù spesso inascoltata ma soprattutto depredata del dialogo, della relazione attraverso cui passa la fiducia in se stessi e la fiducia nella vita, in una vita buona per cui lavorare, studiare e lottare.
Don Mazzi invita i destinatari di questo libro, gli educatori in generale, a fermarsi, a provare empatia per i ragazzi, i bambini, a giocarsi per loro guardando oltre gli schemi, i pregiudizi, le pigrizie mentali. A credere in loro, come la migliore psicologia e tanta pedagogia ci insegnano!

Ho ripensato alle parole di Don Mazzi quando ho sentito di nuovo le preoccupazioni di alcuni insegnanti, riguardanti la necessità di bocciare alunni o studenti.
Al di là dell'opportunità o meno di questa decisione, è comunque vincente pensare ogni bambino, ogni ragazzo, come chi ha potenzialità enormi, in settori diversi, nelle sfere più disparate.

Possiamo dire di un bambino che non cambierà mai? Che non potrà mai dare il meglio di sè? 
Quanti personaggi illustri del mondo delle scienze, dell'arte e del pensiero... hanno avuto valutazioni durissime nel loro percorso scolastico? Per poi con coraggio rifiorire e vedere trasformata la loro vita.
Perchè dovremmo costringere un bambino a continuare a  sentirsi inadeguato, senza trovare e dare strategie di recupero, prove di fiducia e di valorizzazione? Cosa ci guadagniamo noi e cosa guadagna questo uomo di domani a sentirlo fallito e spento già dalle aule scolastiche che dovrebbero essere fucina di  coraggio, ripresa, futuro?

Ripartire da una visione comprensibilmente difficile forse, purtroppo non scontata nella scuola, di fiducia nell'uomo e nella vita (es. Montessori), in una scuola giusta (es. Don Milani) porterebbe vantaggi umani e non solo!!! Allora lavoriamo nonostante tutto e sempre perchè ... "Tutti i bambini devono essere felici" come titola un  bellissimo libro, sul maestro Paolo Limonta. Ma questa è un'altra storia vera  di un insegnante felice, che condividerò  presto con voi!

Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it

foto da La Repubblica



venerdì 19 maggio 2017

In aiuto alle vittime del bullismo e ai bulli.



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Un disegno di legge approvato finalmente dopo un iter lungo e laborioso per dare strumenti alle vittime di bullismo, ma anche ai bulli, che sono ugualmente il problema a monte di questa forma ignobile di violenza. Ora sanno, e nessuno potrà sminuire, la gravità del loro atto.
E forse a monte vi sono famiglie che vanno aiutate a prevenire.

Molti hanno lavorato per questo iter, in particolare la senatrice Elena Ferrara, che ha vissuto da vicino i drammi legati a questa violenza e si è impegnata in questo cammino legislativo.

Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto
del fenomeno del cyberbullismo

Art. 1. Finalità e definizioni
1. La presente legge si pone l'obiettivo di contrastare il fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione e tutela nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti.
...

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00990787.pdf
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I punti fondamentali di questa legge riguardano:

  • il riconoscimento del reato
  • la possibilità di denuncia da parte del minore
  • l'ammonimento da parte del questore per i bulli, alla presenza dei genitori
  • la formazione a scuola degli studenti e degli alunni
  • la formazione di docenti referenti in ogni istituto a garanzia della prevenzione e dell'attenzione serrata ai fenomeni
  • un tavolo di lavoro interministeriale,  a cui siederanno anche associazioni impegnate nella difesa e nella prevenzione.
Approfondimenti:
http://www.corrierecomunicazioni.it/digital/47314_cyberbullismo-ok-definitivo-alla-legge-ecco-le-novita.htm

ADESSO BASTA! Anche gli studenti si sono dati da fare. Pronti a raccogliere la sfida tutte le scuole!
(http://ischool.startupitalia.eu/news/51986-20160220-ma-basta-bullismo-lecce)


Pubblicato da Annamaria Gatti
foto da Il Giornale

giovedì 18 maggio 2017

A PROPOSITO DI REGOLE: FAR BENE CONVIENE, PAROLA DI UFFABARUFFA!

Strano come la strega, aspirante fata, resista al tempo! E nuove generazioni scoprono e inseguono ancora Uffabaruffa. Ne sono felice!

Caro bambino, cara bambina, anche tu qualche volta fai fatica a riconoscere e a seguire le regole che ti danno i genitori? Anche tu qualche volta dici o pensi: uffa!!! Senti qui cosa capita ad una amica speciale! Forse, come altri bambini la conosci già...
UFFABARUFFA è il personaggio, protagonista di due simpatici libri per bambini, che si scontra con il desiderio di fare bene, mentre dovrebbe comportarsi male... come si addice ad una streghetta. Inoltre ha una passione inconciliabile con il suo stato di strega: ama il mare e fare i castelli di sabbia con i bambini...suoi amici.
Uffabaruffa ha anche un problema: si chiama scuola. Certo, si è diplomata strega di terza categoria, ma che fatica! Troppo buona e pasticciona per fare la strega. “Perchè non fai la fata?” Le chiede un bambino, nel corso delle sue avventure. A Uffabaruffa sembra un'idea geniale! Ma non così al Gran Consiglio delle streghe, con a capo Pungente, la strega più velenosa di un serpente, che le chiede il conto: “Sei stata capace di fare la strega come si deve? NO???”
"...Uffabaruffa cominciava a sentire puzza di grossi guai, mentre cercava di ricordare se mai le fosse capitato di far piangere qualcuno. No, proprio mai. Ci aveva provato, ma la situazione le sfuggiva sempre di mano perchè era una strega che si commuoveva facilmente. Perciò raccolse tutto il suo coraggio e cercò di difendersi, con quel buon senso che nessuna delle streghe presenti aveva mai posseduto.
Si rivolse al Gran Consiglio e disse: -Ci ho pensato: insomma, che gusto c'è a mangiar i bambini, a trasformare le principesse in cigni e a fare altre stramberie? E' soddisfatta la strega che ha avvelenato Biancaneve? No! Ed è contenta quella che ha imprigionato Hansel e Gretel? Neppure.
E io perchè dovrei essere così sciocca da fare lo stesso?"
Da "UFFABARUFFA COME SEI BUFFA" di Annamaria Gatti, disegni di Laura Cortini, Città Nuova, Roma 3^ed. 2001, pag. 26-27.




mercoledì 17 maggio 2017

Storie (convincenti o meno) anche per scegliere che donne diventare. Una sfida consapevole!

Libro Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie. Ediz. a colori Francesca Cavallo , Elena Favilli 0



Elena Favilli Francesca Cavallo

Traduzione  Loredana Baldinucci
STORIE DELLA BUONANOTTE PER BAMBINE RIBELLI
100 VITE DI DONNE STRAORDINARIE
Illustratrici varie da tutto il mondo
Mondadori

Recensione di Annamaria Gatti
FONTE: Città Nuova, maggio 2017
(e integrazione)

Mondadori  ha cavalcato un cavallo vincente. Un libro con questa storia è vincente di suo e io sono orgogliosa di averlo avuto fra le mani. Nato per le bambine è utile strumento di conoscenza e riflessione per tutti i maschi. 

Scritto  da donne in gamba,  narra di donne eccellenti, o almeno così pare, con una storia di quelle che rasentano la fantascienza, ma che oggi trovano sempre più realizzazione, in un mondo diverso da sempre. Infatti il libro nasce negli States da una crowdfunding colossale  da più di un milione di dollari. In Italia sarebbe un miraggio per ora.

Le autrici italiane vivono in California,  Elena è una   imprenditrice e giornalista, Francesca è regista e scrittrice. Hanno fondato un laboratorio di innovazione dei media per  l’infanzia, e meritano, oltre ad alcuni premi, la nostra curiosità e l’approfondimento. E la mia simpatia.

...Poi scorro i nomi delle donne presentate e parecchie sono mie conoscenze che apprezzo e molto, altre sono conoscenze che non reputo proprio eccellenti… Perdonate, sono stata una ragazza ribelle e molte esperienze maturate negli anni della contestazione giovanile sessantottina mi sono rimaste appiccicate addosso e mi rendono alquanto esigente...

“C’era una volta una bambina di nome….”
 Cominciano così  quasi tutte le presentazioni e di ciascuna donna o giovanissima, proveniente dai più disparati mondi ed interessi, la piratessa o la regina,  la scienziata o la first lady americana, la giudice o l’artista, la motociclista o l’aviatrice, la spia o la reporter, la sportiva o l’educatrice…
Solo un dubbio: che ci fa in questa raccolta di 100 vite straordinarie la storia del bambino, che oggi ha circa 10 anni,  che si sente bambina e che ottiene il vestitino e le scarpette rosa? 

Lascio ai lettori che vorranno avvicinarsi a un libro  scoprire i  nomi delle prescelte. E di annotarsi tutti quelli che mancano, donne che  hanno decisamente segnato la società e l’evoluzione del ruolo della donna per il loro coraggio e la loro determinazione. La mia critica, se così può essere definita, è ovvia: il mondo femminile ha collezionato così tante figure immense che era ovvio che un libro non potesse che essere riduttivo, forse il primo di una raccolta ragionata di donne di grandezza umana e spirituale, molto vicini alla quotidianità, a volerle cercare con il fiuto giornalistico.

I ritratti  sono frutto ben riuscito e  corale di molte illustratrici, le citazioni per ogni donna presentata sono perle da raccogliere e che regalerei in una collana a tutte le bambine, ribelli anzichenò, perché trovino la forza in se stesse di fare  scelte libere da condizionamenti e imposizioni più o meno culturali, spesso tragiche.

lunedì 1 maggio 2017

MAMME A CASA PER LA FESTA: FAVOLA O REALTA'?





















A grande richiesta un rientro:
MAMMA A RIPOSO!
Caro direttore,
mi lasci a casa la mamma per il giorno della sua festa?

di Annamaria Gatti
fonte: Città Nuova 2010
illustrazione: sempre di Eleonora Moretti!

Era stato deciso così, per la festa della mamma, a sorpresa. I tre bambini avrebbero pulito casa, papà avrebbe fatto la spesa e poi insieme avrebbero preparato i piatti preferiti della mamma: era o non era la sua festa?
Ma qualcosa non era andata dritta.
Oh bella! Domenica devo lavorare!”
Eh no, mamma, non dirmi che è vero! Non puoi lavorare quel giorno!” esclamarono i tre dell'apocalisse...
Beh, il lavoro è lavoro e devo fare il mio dovere! Questo lo capite.”
Una strizzatina d'occhio del più grande e tutti erano tornati in silenzio.
Certo, certo mamma! Figurati se non lo capiamo!”
Bravi bambini miei!”
Ma la vendetta era ormai nell'aria.
Facevano lavorare la mamma di domenica, il giorno della sua festa?
Bene, avrebbero fatto loro qualcosa per capovolgere la sorte.
Alla seduta di guerra c'erano tutti e tre.
Io propongo di far scivolare la mamma, così si sloga una caviglia e sta a casa!”
Ma cosa dici! Vuoi buscarti dieci giorni senza merenda?”
Meglio telefonare facendo la voce del direttore e dirle che c'è stato un cambiamento!”
Anche per questo è previsto un bel castigo, lo sai”
Scriviamo una protesta... anzi una richiesta scritta per bene...da grandi!”
I grandi mi pare non scrivono ...per bene, scrivono da arrabbiati!”
Appunto noi lo faremo da gente come si deve: così ci ascolterà”
Chi?”
Il direttore del supermercato.”
La lettera in un battibaleno era pronta:
Gentile direttore,
la nostra mamma dovrebbe lavorare il giorno della sua festa, ma dobbiamo chiederle di giustificarla, perchè quel giorno ha un appuntamento con la nostra sorpresa. E noi siamo la sua famiglia. E la sua famiglia è più importante di tutte le altre cose. Le chiediamo perciò, con tutta la nostra gentilezza possibile, perchè non vogliamo mica arrabbiarci, di non farla lavorare quel giorno, altrimenti noi che facciamo? Con quale mamma festeggiamo?
Siamo sicuri che lei capirà la nostra lettera e non ci farà sgridare, anzi la mamma, non dovrebbe proprio sapere che le abbiamo scritto, altrimenti che sorpresa sarebbe?
Ci piacerebbe conoscerla prima o poi. Meglio dopo la festa a sorpresa così le raccontiamo come è andata.
Luca, Pietro e Marco
P.S. Anche il papà non dovrebbe sapere niente della nostra giustificazione, meglio fare la sorpresa a tutti e due!
Infatti, due giorni dopo, alla vigilia della festa, la mamma è tornata a casa raggiante: “La direzione ha chiuso il servizio la domenica, che strano! Però sono così felice di poter stare a casa quel giorno!”
Anche noi mamma!” avevano gridato eccitati i bambini.
E' ora che capiscano che i genitori devono trascorrere il tempo con i loro figli!” aveva aggiunto il papà pensoso.
Una cosa che non capisco però è questa: il direttore ha convocato solo me e mi ha pregato di portare i miei figli in sede il giorno dopo. Abbiamo un appuntamento con lui all' uscita da scuola...”
I bambini erano già volati fuori a prendersela con il pallone. Meglio non sentire i commenti di quell'invito, meglio non dare l'impressione di essere un po', solo un pochino, preoccupati!

sabato 22 aprile 2017

Città Nuova: recensione di Aurelio Molè

Sono grata ad Aurelio Molè per questa recensione, di notevole spessore, sul mensile Città Nuova di Aprile.




"Un racconto di formazione è la storia dell’amicizia tra Vera e Trysa che superano insieme la linea d’ombra che li separa dall’età adulta. È una zona di confine, un passaggio che conserva ancora elementi dell’adolescenza e dell’infanzia, che saranno sublimati e superati con la lontananza e il distacco che genera un nuovo approdo a una più ampia consapevolezza di sé, del mondo e di relazioni più piene.
Annamaria Gatti, psicologa e scrittrice, vaglia la gamma dei sentimenti di Vera e Trysa attraverso le loro scoperte, i primi innamoramenti, la loro amicizia, la forte passione condivisa per la musica e il violino.
Lo stupore è una delle note di questo racconto, evidente nell’invenzione di un vero e proprio personaggio, il Vento del crepuscolo, che fa da cassa di risonanza di suoni e rumori della vita reale che si riverberano nell’anima delle protagoniste.

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto di Simonetta - incontro con alcune classi di scuola secondaria di Montebello. VI

mercoledì 19 aprile 2017

Recensione del libro di Annamaria Gatti "Dall'altra parte del mondo - Storia di Vera e Trysa"

Annamaria Gatti - Dall’altra parte del mondo Storia di Vera e Trysa

Pubblico dalla pagina dell'Editore Aletti.
Un bell'articolo di #LinoZonin per il #GiornalediVicenza, del 20 marzo 2017 sul #romanzo "Dall'altra parte del mondo - Storia di Vera e Trysa" (Aletti Editore) di #AnnamariaGatti
Nel suo ultimo libro di #narrativa, Dall'altra parte del mondo - Storia di Vera e Trysa" (Aletti Editore), la scrittrice Annamaria Gatti alza leggermente il tiro. Destinatari dell'opera non sono più i bambini, ai quali aveva finora dedicato alcune fiabe ricavate dalle sue esperienze di insegnante e di psicologa, ma i cosiddetti "giovani adulti", una categoria nella quale il mondo editoriale inserisce la fascia di età che coincide con l'adolescenza ma che poi si allarga fino a comprendere praticamente la totalità dei lettori.
La tenera vicenda narrata da Gatti è infatti adatta a incontrare i gusti più vari perché parla direttamente al cuore di tutti e lo fa con una forma espressiva raffinata e di gradevolissima lettura.
Vera e Trysa sono due ragazze che si conoscono da sempre e condividono esperienze, entusiasmi e delusioni tipici della loro età. Entrambe amano la #musica, frequentano il conservatorio e suonano il #violino; entrambe si affacciano alla vita piene di speranza. Improvvisamente un terzo personaggio, tanto misterioso quanto influente, attraversa le loro giovani vite e le separa. Una delle due dovrà andarsene "dall'altra parte del mondo" e il distacco avrà il dolore di uno strappo, anche perché la nuova destinazione si rivelerà ben presto essere una metafora dell'esistenza e porterà con se un inatteso carico di sofferenza. Sarà la musica, il farmaco capace di curare la ferita e di aprire nuove prospettive di crescita.
Leggendo il libro si percepisce tutta la conoscenza maturata dall'autrice nel mondo della scuola, al quale, oltre alle fiabe, ha dedicato alcuni preziosi manuali di approfondimento didattico e psicologico. Nata a Lodi, vive da anni a Lonigo con la famiglia. Ha pubblicato Effetà, Erickson, Giunti e per La città della speranza. Collabora con alcune riviste, in particolare da anni scrive per il periodico "Città Nuova". E' autrice del blog di psicologia "Infanzia".
In quest'ultima opera si diverte a usare la forma narrativa per seminare piccole perle di saggezza che indicano una via che si può percorrere per affrontare con consapevolezza, ma senza drammi, anche le più ardue prove che la vita ci pone davanti.
#separazione #ilmondodegliadolescenti #adolescenza #libro #leggere#amicizia GetHashtags.com

lunedì 17 aprile 2017

Sul regista di "Braccialetti Rossi" e i suoi attori

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Lo ammetto, non ho mai seguito questa miniserie televisiva, ma mi sono giunti echi del suo successo. 
Siamo abituati ai successi tv, format che non sempre purtroppo sono di buona fattura e spesso presentano contenuti di dubbio valore.

Per questo, leggendo la bella intervista di Giuseppe Distefano sul mensile cartaceo  "Città Nuova" (on line su  https://www.cittanuova.it/), ho apprezzato il taglio e le risposte del regista Giacomo Campiotti. Certo! In TV ci sono anche ottimi programmi e ottime realizzazioni,  in termini artistici e contenutistici. 

Non mi sto contraddicendo. In effetti non sempre un programma validissimo ottiene il successo sperato... e viceversa. 

Ebbene, leggere gli obiettivi e il lavoro che ha sostenuto le scelte di questo regista,  padre di 5 figli,  pedagogo e "profondo esperto di umanità",  mi ha sorpreso positivamente. 

I ragazzi che hanno lavorato con Giacomo Campiotti sono stati seguiti con attenzione: preparati e "incontrati", hanno fatto esperienza di umanità, di collaborazione, in stretto contatto con le famiglie, per proporre valori, vivendoli anche concretamente sul set e sperimentando relazioni forti e vere. 

"Il lavoro di preparazione è iniziato quando li ho scelti, ma  anche prima, cercando di fare in modo che, al di là del risultato,  fosse un'esperienza profonda di vita. ...Io cerco di dare voce a personaggi positivi, con dei valori da trasmettere".

Non secondaria la guida morale che il regista si è preso responsabilmente in merito all'approccio alla notorietà, che altrimenti rischia di creare forti esperienze di disagio nel presente e nel futuro ai giovanissimi attori.

Un' occasione per i genitori, di dialogo anche con i propri figli, che amano questa miniserie TV,  sempre con l'intento di costruire forti fattori di protezione educativa. Una occasione per riflettere e siano sempre vigili davanti alle proposte fatte ai figli, magari allettanti, di visibilità e di guadagno, in un meccanismo che stritola velocemente chi non è forte,  sorretto da idealità e difeso appunto da adulti responsabili. 


pubblicato da Annamaria Gatti
foto da Wikitesti

venerdì 7 aprile 2017

Curare con l'educazione. Famiglia e scuola si riprendano i ruoli educativi.

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Mi piace l'approccio di Daniele Novara oggi sul quotidiano Avvenire, che motiva il  convegno milanese di domani "Curare con l'educazione. Come evitare l'eccesso di medicalizzazione psichiatrica dei bambini e dei ragazzi" organizzato dal CPP, Centro psicopedagogico per l'educazione e la gestione dei conflitti.

L'Istat segnala che nella scuola sono:
  • raddoppiate le certificazioni di disabilità, legge 104
  • quadruplicati i DSA legge 170/2010
  • aumentati i BES bisogni educativi speciali.
Un bambino su 4 in ogni classe è portatore di una diagnosi.
Gli screening nelle scuole poi facilitano la prassi di invio allo specialista, che può giungere alla certificazione (anche gli specialisti devono essere preparati a non medicalizzare?).

Io sono una psicologa e una psicopedagogista che ha curato per molti anni progetti di prevenzione del disagio nella scuola. 
Abbiamo per decenni lavorato perchè venissero riconosciuti i bisogni del bambini e del ragazzo, anche con screening e approccio alle difficoltà di apprendimento, socioaffettive e di inclusione.
Le problematiche sono molte e avrebbero bisogno di essere approfondite: intanto diciamo che  la scuola ha bisogno di risorse pedagogiche e psicologiche che accompagnino gli insegnanti, non certo alla medicalizzazione, ma senz'altro a ritrovare la forza del loro intervento educativo.
Se negli anni molti invii sono stati dettati da volontà di capire come aiutare i bambini in una società, come afferma Novara, sempre più complessa e "innaturale" per la crescita serena psicoaffettiva dei bambini stessi,  oggi l'invito a riprendere educare con professionalità e coerenza educativa mi pare vincente. Gli strumenti e le metodologie ci sono e sono efficaci. La diagnosi è l'ultima spiaggia, ma anche uno strumento importante, da usare con molta attenzione, creando una vera alleanza educativa con la famiglia.
Riconosco inoltre l'importanza della preoccupazione espressa dal pedagogista: troppe "famiglie emotive, nervose, con scarsissima coesione educativa fra i genitori stessi"... 
Malattia dell'educazione, è vero! 
Allora aiutiamo anche  i genitori a ritrovare le forze buone in loro stessi, "rimuovere le proprie carenze educative, ripristinando i basilari minimi", la fiducia che i bambini hanno i loro tempi, senza confondere la loro immaturità con la patologia, e occorre seguirli con infinita pazienza e con coraggio educativo e con un progetto in testa e nel cuore, senza rinunciare ai propri ruoli.
pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto dreamstimer



sabato 1 aprile 2017

I segnali dei bambini 5: Laura demotivata, distratta,diversa, help.

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Laura manda i suoi segnali, lo abbiamo visto nel post precedente e l'impegno degli adulti è quello di fare posto alla sua comunicazione.
In sintesi significa osservare con attenzione e mettersi nella disposizione di imparare, per conoscere e poter dare un aiuto.
Significa anche osservare e ricostruire il mondo che l'accompagna, conoscere il sistema in cui vive, lavorare di empatia.
E una raccolta dati onesta rileva le problematiche relazionali attraversate dai genitori, di cui Laura si sente responsabile. Sono bastati alcuni seri litigi e, di più, silenzi inusuali, messaggi analogici del "non voglio parlare con te, tu non esisti perchè mi fai soffrire" riferiti nella coppia dei genitori, che hanno incrinato le certezze affettive della bambina.
Laura, la bambina di 9 anni brava e fonte di soddisfazioni in ogni campo, ha visto sbiadire il mondo attorno e la fragilità ha frenato ogni suo passo.
Di qui i segnali da leggere:
distratta, demotivata, insicura, troppo protettiva, triste... 
Laura stava cercando modalità per dire:
STO VIVENDO  MALE QUESTO MOMENTO
DAMMI CHIAREZZA
AIUTAMI A TROVARE LE PAROLE PER DIRE LA MIA SOFFERENZA
ABBI PAZIENZA CON ME IN QUESTI GIORNI DIFFICILI
STAMMI VICINO  
CONDIVIDI CON ME I MOMENTI
DIMMI CHE NON E’ COLPA MIA SE I MIEI GENITORI SONO TRISTI E PREOCCUPATI
RIPETIMELO  
AIUTAMI A RIPRENDERE FIDUCIA

Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto www.bambinoinforma,it

mercoledì 29 marzo 2017

I segnali dei bambini 4: Laura svogliata, distratta, diversa, help!

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Molte potrebbero essere le ragioni dei segnali che Laura invia ai suoi genitori, con garbo e senza strepito, ma ugualmente inquietanti, visto il pregresso del vissuto di questa bambina. I genitori hanno messo in atto una serie di strategie, le hanno anche parlato, per chiederle le ragioni di alcuni comportamenti non usuali e questo ha creato un clima pesante e poco sereno che ha allarmato Laura, peggiorando le cose.
Ecco in sintesi  il quadro tracciato dai genitori.
Brillante ed empatica Laura , da poche settimane appare:
svogliata e  distratta, preferisce la tv, che solitamente non l'attira molto,
a scuola non si applica più come sempre,
non frequenta più volentieri gli allenamenti di basket, sport in cui è molto apprezzata, per spirito di squadra
è più silenziosa e riservata in casa, poco espansiva,

non litiga neppure più con la sorellina, ma ha verso di lei un comportamento protettivo.
Come leggere i segnali che Laura invia ai suoi genitori e ai suoi insegnanti e cosa fare?
Al prossimo post.
Pubblicato da Annamaria Gatti
Illustrazione:  Quino

lunedì 27 marzo 2017

Parlare ai bambini della Resurrezione

Ripubblico su richiesta.
Non abbiamo dubbi di comunicare e far provare ai nostri bambini la resurrezione: loro la comprendono molto meglio di noi, per quel naturale "livello alto" da cui provengono,  verso cui tendono e a cui aspirano prima che noi adulti  spegniamo in loro la Luce e li catapultiamo brutalmente su questa vecchia, amata Terra...

Comunichiamo loro che la morte è stata vinta, che il male è stato sconfitto, che le persone di buona volontà sono serene e nel loro cuore viene conservata "quella" Luce... Che non sono solo parole, ma sono fatti di tutti i giorni. Ci saranno grati per questa forza comunicata e vissuta.

Dal libro "Una mamma di Galilea. Il rosario narrato ai bambini" di Annamaria Gatti ed. Effatà
Copertina del libro Una mamma di Galilea

LA RISURREZIONE DI GESU'

Dio aveva permesso che il suo diletto figlio morisse per salvare tutti gli uomini dal buio del peccato e perchè aprissero i loro occhi alla legge e all'amore del Signore. Quanto doveva avere patito nel vedere le sofferenze di Gesù. Ma  all'amore di  Dio tutto è possibile!
Quella mattina presto le donne camminavano silenziose per il sentiero: Gesù era morto ed era stato sepolto nel sepolcro. Tutte le speranze erano svanite, la tristezza aveva invaso il loro cuore. Nonostante ciò Maria di Magdala e l'altra Maria  si accingevano a visitare il sepolcro, per affetto e rispetto verso Gesù .
Una preoccupazione le accompagnava e si chiedevano:
“Come potremo spostare la pesante pietra?”
“Forse  qualcuno ci aiuterà...” osservò  alla fine Maria  Maddalena, piena di speranza.
Quando arrivarono però la pietra era già stata fatta rotolare e c'era lì un angelo del Signore, con un vestito candido come la neve. Sembrava che stesse aspettandole.
Lì per lì si spaventarono,  ma l'angelo le tranquillizzò e  disse loro:
“Non abbiate paura, so che cercate Gesù il crocifisso, ma Lui non è più qui.  E' risorto, vi ricordate? L'aveva detto! Venite, venite  a vedere il luogo dove è stato sepolto, vedete? E' vuoto! E poi, presto! Andate ad avvisare i suoi discepoli! Dite loro che ora Gesù  è in Galilea e là lo rivedrete finalmente!”
Le donne partirono subito per avvertire i discepoli della grande novità!

Erano così esultanti e commosse che  non smettevano un momento di parlare dell'angelo e della resurrezione miracolosa di Gesù!

pubblicato da Annamaria Gatti 
foto digilander.libero.it

sabato 25 marzo 2017

I segnali dei ragazzi: torturatori bambini

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Da anni il bambino, poi ragazzo, subiva le angherie e le torture dei coetanei.
Non riusciamo neppure a pensare a cosa sia stata la vita di questo ragazzo. Gridiamo all'orrore come se fosse nostro figlio o nipote o studente.
Ora immagino per lui, e i suoi genitori, un percorso faticoso di ripresa della propria umanità ferita.
E gli altri?  Qualche scusante per questi "poco più che bambini" aggressori, senza la sensibilità umana che ci contraddistingue dall'istinto? 
Ci fanno la stessa pena,  sgomenti li pensiamo adulti e non riusciamo a staccare la mente dalla parola: prevenire.

Come si previene, cari genitori?

Educando, condividendo, accompagnando da vicino, scegliendo, dando strumenti protettivi.
Ce lo ricorda oggi su Avvenire  anche Don Praticiello. Lo fa ricordando Chiara Lubich e Don Bosco, due educatori per eccellenza.
E' la fatica che va permessa, non evitata ai figli, è l'educazione con... la testimonianza, che più dalle opere imparano che non dalle parole. E' il rispetto dei valori grandi, e la tenacia, il sacrificio e la rinuncia per raggiungere mete alte.
Non togliamo ai nostri figli la fatica di arrivare, non derubiamoli della gioia di farcela da soli, di impegnarsi, di combattere la buona battaglia.
Stiamo loro vicinissimi, diamo loro strumenti, ma già fin dalla nascita!!! Non aspettiamo quando è troppo tardi, non presentiamo la vita come una facile discesa. Non lo sarà mai! Indichiamo loro il cielo e vette alte e pure. Là devono fissare lo sguardo, là sognare un futuro buono e grande.
Non difendiamoli quando non lo meritano, diciamo la verità o avremo ingannato loro, noi stessi, l'uomo e di questo ci chiederanno il conto. 
E sarà oneroso e drammatico.
Ma poi stiamo loro vicini e accompagnamoli.
Questi giovanissimi hanno ora una vita da recuperare e non sarà facile.

(vedi anche i post:  Autonomia, Fortezza, I segnali dei bambini, Professione genitore,  Adolescenza)

pubblicato da Annamaria Gatti
foto; Scirocco News

giovedì 16 marzo 2017

I segnali dei bambini 3: sono a disagio, aiutami! Paolo, oppositivo e provocatore

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Bentrovati  al nostro terzo appuntamento: i segnali dei bambini, come leggerli?
Avevo anticipato che avremmo cercato di leggere insieme i segnali che Paolo manda ai suoi genitori e agli educatori.
Partiamo.
Paolo ha 8 anni.
I genitori e gli insegnanti sono preoccupati. In qualche momento è capitato che gettassero la classica spugna: irrecuperabile. Anche le terapie psicologiche sembrava a loro che  non avessero dato frutto. 
Così avevano abbandonato il percorso, troppo presto... e avevano navigato al buio.

Cosa fa o non fa Paolo?
O A scuola e a casa provoca adulti e  soprattutto coetanei con gesti, accuse, frasi indisponenti;

O si nasconde, si isola spesso, si nasconde sotto tavoli o sedie se è in un contesto sociale, non se è solo a casa;
O sembra sempre distratto ma…
ascolta sempre tutto  e riferisce con puntualità esasperante,
   destando talvolta l'ammirazione degli adulti e dei compagni;
anticipa  i contenuti talvolta in modo indisciplinato, a scuola ottiene ottimi risultati; 
accusa tutti, prevarica e ostacola gli altri compagni, appena può li svalorizza;
rabbia e disperazione sono la caratteristica più evidente delle sue relazioni, i suoi occhi spesso si riempiono di lacrime e di tristezza;
fugge da una stanza, dall'aula se qualcosa non gli viene permesso, se gli si pongono dei limiti, se lo si corregge direttamente e pubblicamente.

PAOLO  HA UN DISTURBO DELLA CONDOTTA?
Paolo soffre per un disagio che va letto con competenza e lungimiranza.
Nei suoi segnali, molto inquietanti e chiari, possiamo leggere messaggi che potrebbero essere risolutivi per individuare la terapia e soprattutto la bonifica delle risposte ambientali degli educatori. Abbiamo saputo  inoltre che vi sono problemi di salute, che necessitano di approfondimenti clinici.
Ad un'analisi oggettiva delle osservazioni dei comportamenti di Paolo si sono rilevati questi interessanti messaggi precisi, che hanno trovato riscontro nei numerosi step di osservazione: 
VEDI QUANTE COSE SO FARE E CONOSCO?
VALORIZZAMI PER FAVORE, VEDI CHE SOFFRO...
O QUALCHE VOLTA MI SENTO MALE, AIUTAMI MI SENTO IN ANSIA
AIUTAMI A INTERIORIZZARE MODELLI BUONI DI GESTIONE DELLA MIA ANSIA
SE MI AIUTI E SEI CALMO TU IO SONO CAPACE DI STARE CON GLI ALTRI
RASSICURAMI, DIMMI CHE MI ACCETTI COME SONO, STAI CON ME
CONTIENIMI QUANDO NON RIESCO A CAPIRMI E SCAPPO DA ME
FAMMI FARE ESPERIENZE BUONE DI RELAZIONE
NON PRETENDERE DA ME CHE IO SIA (TROPPO) GRANDE E PERFETTO
FIDATI DI ME, IO VOGLIO FIDARMI DI TE, MA FAMMELO CAPIRE SEMPRE, OGNI VOLTA CHE STO MALE.

Risultati:

1)A Paolo è stata diagnosticata una malattia genetica di malassorbimento che lo obbliga a una dieta particolare.
2) E' inserito in un percorso psicoterapeutico, con laboratori a gruppi, attività sportiva. 
3) I genitori e gli insegnanti sono supportati dallo psicologo che li accompagna nella gestione del comportamento con strategie educative e verifica periodicamente gli obiettivi fissati.

 Leggere e comprendere i segnali inviati da Paolo è stato fondamentale nella determinazione dei suoi reali bisogni e nell'aiuto.

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto dal film: Mamma ho perso l'aereo

lunedì 13 marzo 2017

I segnali dei bambini 2: come ci parlano?

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Il mondo adulto fatica spesso ad alzarsi al livello dei bambini e poi si chiede come capirli, che è un mestiere così difficile quello di crescerli, che ci sono tante corse da fare e che si è stanchi quando si rientra a casa e loro allora  chiedono, parlano, si muovono... 



... Oppure  non chiedono e non parlano, non sempre perchè sono diventati mansueti, ma perchè sono come già delusi e forse scoraggiati e rispondono a messaggi involontari già dati: fate i buoni, non disturbate.

Difficile alzarsi al loro livello, dicevo. Difficile fermarsi e vedere al di là. Ma non sempre è così, vi sono tanti genitori in gamba, ciascuno con i suoi interrogativi e i suoi punti deboli. I bambini amano chi li ama davvero, anche se quell'adulto è  un cumulo di difetti.

Cosa vorrà dire questo bambino che fa i capricci?
E' già una domanda interessante, non è come chi dice: è un bambino impossibile, è capriccioso!
Cosa stanno dietro i capricci per esempio?
Un brutto carattere? Un'affermazione che qualche psicologo definirebbe un'atrocità. Una sentenza. Vedremo perchè.
SONO QUANTO SARANNO AMATI, dicevamo nel post precendente.

Per capire, per saper leggere i loro segnali occorre una premessa:
OSSERVARE PER LEGGERE
Sembra facile, ma non lo è.
Saper osservare, vedere oltre al guardare senza intenzionalità, è una bella sfida umana. 
Noi vediamo gli altri e le cose, ma se osserviamo è diverso, tutto assume una fisionomia, che ci stupisce.
Allora il SILENZIO, il GESTO,  l'ESPRESSIONE del volto, la PAROLA, CIO' CHE FA... assumono significati pregnanti e ci accompagnano nella lettura del disagio o della gioia, o della preoccupazione, o della paura. 
CI DICE LE COSE COME STANNO. A SAPERLE VEDERE.

Cosa si nasconde dietro a Paolo, 9 anni, che provoca in continuazione, a casa e a scuola?
Lo vedremo la prossima volta, al prossimo post.
A presto!

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto dal film Pippi Calzelunghe