Benvenuti ai genitori...e ai bambini!
domenica 4 giugno 2023
Il seme di Sofia Comunichiamo ai bambini speranza e forza
sabato 4 febbraio 2023
Il seme di Sofia 2 Era un fiordaliso che spiega a Sofia il mistero
Avvertita dalla farfalla Sofia corre a vedere la sorpresa: è nato qualcosa dal semino da lei curato. Sofia ha saputo attendere.
Sofia: Sei tu il mio seme?
Seme-Fiore: Sì, sono io. Sono un fiordaliso...
Sofia: Allora dentro al mio seme c'eri tu...
Fiordaliso: Proprio così. Anche tu un giorno sboccerai e diventerai grande...
E' già tutto dentro di te...
Quando diventerai grande vedrai tutta la tua bellezza e la tua gentilezza fiorire...
rielaborazione dal libro :
https://www.lebrumaie.it/index.php?route=product/product&product_id=224
domenica 29 gennaio 2023
IL SEME DI SOFIA come nasce una nuova vita, dai 3 ai 99 anni
Un libro per raccontare la vita?
Una bella pretesa! Ma ci abbiamo provato, io e l'illustratrice Elisabetta Basili , a farlo nel libretto riccamente illustrato "IL SEME DI SOFIA COME NASCE UNA NUOVA VITA"
Il volumetto curatissimo, come è solito fare, dall'editore Le Brumaie, con linguaggio semplice, ma profondo, introduce la piccola Sofia alla scoperta di come da un semino può nascere un bellissimo fiore. Con l'aiuto di amici che sanno accompagnarla in questa scoperta, Sofia scoprirà che anche dentro di sè c'è già tutto un futuro ricco di doni e scoperte.
Possibile acquistare copie del libro a questo link editoriale
https://www.lebrumaie.it/index.php?route=product/product&product_id=224
venerdì 16 settembre 2022
Porta UFFABARUFFA a scuola con te!
venerdì 5 agosto 2022
Recensione speciale: Uffabaruffa è una pietra miliare della mia infanzia
Claudia Schiavoi è l'autrice di una deliziosa recensione di Uffabaruffa come sei buffa! che condivido volentieri perchè racconta un aspetto intrigante della lettura: i libri del cuore non hanno età. E ci fanno un gran bene. Conosco Claudia Schiavoi come attrice appassionata de L'Archibugio Compagnia Teatrale, specializzata in rievocazioni storiche di vicende seicentesche. Ma Claudia, dottoressa magistrale in editoria e comunicazione multimediale (!) si occupa anche di recensioni e ammette sulla sua pagina: "Scrivere è vivere, questa la massima che mi segue da quando ho imparato l'alfabeto..." A voi conoscere un pezzetto di questa storia personale.
Uffabaruffa la ringrazia amabilmente!
L'ho consigliato a miei coetanei, l'ho consigliato negli anni anche a bambini che lo sono stati quando io ormai ero grande. L'ho portato come oggetto prezioso in un laboratorio linguistico in cui ognuno aveva il compito di illustrare qualcosa di caro. L'ho utilizzato come testo per un altro laboratorio di italiano L2 con bimbi delle elementari. Insieme abbiamo costruito la TascaPortaTuttoQuelloCheServe con le parole nuove imparate; abbiamo fatto la Scopa magica dei poteri che ci sarebbe piaciuto avere per migliorare il mondo; abbiamo raccolto nei Cassetti della Maestra tutti i valori che consideravamo fondamentali nella nostra classe.
Sono affezionata alla primissima edizione, ma trovo molto molto utile la nuova con la nuova batteria di esercizi. Le fatalità, anche lì, parlandone con Annamaria, abbiamo sorriso della similarità di alcune attività che sono state inserite qui e avevo preparato anche io per i miei bimbi.
Il discorso sull'autrice, per il vero, merita un capitolo a parte: da piccola non sapevo chi fosse, la immaginavo come una signora simpatica dal cognome buffo, un po' come Uffabaruffa, ma restava pur sempre una signora lontana di chi sa dove - da bambina certo non hai l'astuzia di leggere la quarta di copertina e internet per cercarla non c'era! E un bel giorno, da grande, mi è capitato di presentare un altro suo libro a Lonigo (Vi). Subito non ho collegato. Quando ho realizzato, immaginate la faccia che ho fatto: è la "mamma" di colei che avevo tanto amato da piccina, che fortuna rara! Un valore aggiunto, nel rapporto che ancora conserviamo.
https://www.lameridiana.it/uffabaruffa-come-sei-buffa.html
pubblicato da Annamaria Gatti
foto da sololibri,net
venerdì 29 luglio 2022
Le avventure di Uffabaruffa: siamo quel che dobbiamo essere. Un inno all'autenticità. Recensione
Pubblicato
la prima volta nel 1997 da Città Nuova, tradotto all’estero e vincitore del
Premio letteratura per l’infanzia “L’Aquilone d’oro” nel 1999, torna quest’anno
per i tipi di Edizione La Meridiana il libro Uffabaruffa come sei buffa! Una
fiaba per conoscersi ed essere felici
Corredata dalle meravigliose illustrazioni di Laura Cortini, la storia, nata 25 anni fa dalla penna di Annamaria Gatti, racconta le avventure di una «giovane strega un po’ paffutella, che portava grandi occhiali da sole su un bel naso a patata».
Ma Uffabaruffa è una strega decisamente fuori dai canoni: piuttosto che imparare stregonerie preferisce andare al mare e invece della bacchetta magica ha sempre con sé paletta, secchiello e setaccio per giocare sulla spiaggia.
Già
solo per questa sua passione è un personaggio che entra immediatamente nelle
simpatie dei piccoli lettori: ho avuto modo di toccare con mano l’effetto
magnetico che ha sui bambini leggendolo ai miei figli di 5 e 8 anni, i quali mi
hanno vietato di posare il libro fino a che non siamo arrivati all’ultima
pagina.
Ad
affascinare chi legge è sicuramente la simpatia che Uffabaruffa riesce ad
attirarsi con la sua voglia di una scopa che faccia per lei patatine fritte e
castelli di sabbia e con la sua inseparabile “borsaportatuttoquellocheserve”,
ma ciò che la fa restare nel cuore dei lettori è la sua bontà, la gentilezza
che la contraddistingue e l’amore che nutre per i bambini. Tutte
caratteristiche che poco si addicono ad una strega, al punto che saranno
proprio i bimbi amici di Uffabaruffa (che con i loro occhi puri sanno cogliere
la realtà dietro le apparenze) a proporle di intraprendere una “carriera”
totalmente diversa da quella a cui sembrava destinata - ma poco adatta -, abbandonando
la stregoneria per diventare… una fata!
Ed ecco la vera magia di questo libro:
la storia della strega che diventa fata dice ai giovani lettori che hanno il diritto di essere ciò che sentono di voler essere, che non devono obbligarsi a corrispondere alle aspettative altrui e che non sono sbagliati se sono diversi da quello che altre persone vorrebbero.
Spesso, infatti, dietro critiche e giudizi, c’è l’incapacità di cogliere l’essenza profonda di una persona, incapacità che spesso porta chi non viene compreso a credere di non possedere un grande valore e, di conseguenza, lo conduce alla tristezza.
Le avventure di Uffabaruffa sono invece un inno
all’autenticità: non è giusto mortificare parti di sé per far contenti gli
altri; è molto più sano mostrarci per come siamo veramente, così da comprendere
chi siamo e chi vogliamo essere, per portare a compimento quelle che sono le
nostre caratteristiche e le nostre peculiarità!
In
questa direzione vanno anche i brevi giochi e le semplici attività a corredo
della storia, che si pongono 3 precisi obiettivi: conoscere se stessi e
aumentare l’autostima; superare i pregiudizi, accogliere tutti e saper
scegliere; rinforzare l’empatia e la resilienza. Si tratta senza dubbio di
tematiche fondamentali nella crescita, a cui è bene che chi educhi dia la
dovuta attenzione sin da subito e rispetto alle quali a mio parere una lettura
guidata e ragionata di questa fiaba si rivelerebbe oltremodo utile. Uffabaruffa
è infatti vittima di pregiudizi e ha bisogno dell’aiuto dei bambini per darsi
il giusto valore e non sentirsi sbagliata, bambini che dimostrano con i fatti
cosa significhi accogliere e coltivare l’empatia. Aiutare i bambini a ragionare
sulle loro avventure e a scoprire come qualcosa di simile possa accadere a loro
o chi sta loro accanto sarebbe sicuramente un modo alternativo ed efficace per
educare al rispetto, all’accoglienza e all’empatia.
C’è
un ultimo insegnamento di Uffabaruffa che non può passare inosservato e che
diventa fondamentale in un mondo egocentrico come il nostro: fare del male agli
altri non rende più felici, anzi. Uffabaruffa l’ha compreso e, non essendo per
nulla sciocca, ha scelto di fare il bene… e lei sì che è felice!
Cristina Buonaugurio
psicologa psicoterapeuta autrice
Trovi il libro a questo link https://www.lameridiana.it/uffabaruffa-come-sei-buffa.html
lunedì 18 luglio 2022
Ma conviene fare il male? Uffabaruffa ha la sua teoria
Uffabaruffa è una strega un po’ pasticciona ma simpatica, buona come un gelato al pistacchio, sempre pronta ad aiutare gli altri. Ma ha un problema, si chiama: scuola. A lei la stregoneria non interessa proprio.
Preferisce giocare sulla spiaggia e volare con la sua scopa brontolona.
Ama i bambini, si intenerisce di fronte alla natura, adora i vestiti stravaganti e buffi e, nella sua “borsaportatuttoquelcheserve”, la cioccolata non manca mai. Finché un giorno i suoi amici le fanno scoprire se stessa: allora sì che si impegna, studia addirittura, fino ad essere una fata che trasforma tutto ciò che è grigio e serio in colore e in gioco.
Alla fiaba di Uffabaruffa, illustrata da Laura Cortini, si
affiancano giochi e attività in cui i giovani lettori possono cimentarsi per
conoscere se stessi, accrescere la loro autostima, superare i pregiudizi,
rinforzare empatia e resilienza.
https://www.lameridiana.it/uffabaruffa-come-sei-buffa.html
pubblicato da annamaria gatti
gatti54@yahoo.it
domenica 12 giugno 2022
Vi aspettiamo per divertirci: Uffabaruffa, Annamaria, Laura, Elvira!
https://www.facebook.com/events/s/presentazione-laboratoriale-on/342490027849335/
lunedì 23 maggio 2022
Uffabaruffa è ritornata!
Ve la ricordate Uffabaruffa?
Ecco che ritorna in un nuovo abito editoriale, arricchito da una sezione giochi. Ma è proprio sempre lei!
sabato 13 novembre 2021
Storia di amicizia e gentilezza Piccolo Cavallo. Recensione
Recensione di Annamaria Gatti
Città Nuova esce per la collana de “I nuovi colori del mondo” con un altro albo di pregio, un po’ intrigante, per narrazione di Nicola Cinquetti, prolifico e premiato scrittore, e per le gradevoli scelte illustrative di Elisabetta Civardi.
Un libro che incontra l’infanzia in parole e rumori o suoni:
“… Piccolo Cavallo è un cavallo molto piccolo.
Piccolo quanto? Piccolo come un bambino.”
“plicchete cloppete glu glu frrr croc croc…”
Insomma, se lo
leggete lo trasformate in un libro musicale, ma dovrete impegnarvi con
attenzione: i bambini sono molto esigenti! E precisi. E infatti il racconto di
pensieri scanditi e semplici e di rumori è delicato e lento, come una nenia, come deve essere l’incontro con i bambini
L’ attività illustrativa è originale e accurata, ma anche
alternativa, dove parlano le forme più che gli sguardi, in gesti abbozzati e
posture volutamente lievi. I colori intensi e improbabili giocano con la natura
dell’esplorazione di un campo sconosciuto al di là di un corso d’acqua e
interagiscono fra realtà e fantasia: un cavallo blu? Un gatto arancione e
fedele? Il blu domina, il verde intenso, l’arancione e il giallo spavaldi catturano, illuminano, prendono e separano sentimenti e sensazioni.
Il Piccolo Cavallo vuole passare un ruscello e lo farà con
un nuovo amico, Gatto Arancione, che gli promette una sorpresa al di là del
confine, per poi ritornare nel proprio prato, nella quotidianità rassicurante. I sentimenti
bambini si cullano di amicizia, di desiderio di conoscere e di scoprire e farlo
insieme placa l’ansia e il dubbio, dà coraggio e sicurezza. E attesa.
Tutto è avvolto di semplicità e gentilezza. Che celebriamo
come via percorribile e antidoto al buio.
sabato 17 aprile 2021
Un libro per bambini per parlare di ricordi che fanno bene, di adulti davvero presenti
Recensione di Annamaria Gatti
Isabella è una dolce bambina che cerca un tesoro sfuggito, o forse trafugato, dal suo cassetto dei ricordi. Questo l'accadimento che introduce la trama del libro Il cassetto dei ricordi.
L'autrice Lorenza Farina, ospite prolifica delle produzioni per bambini e delle recensioni di questo blog, propone, in questa nuova opera, un altro tema denso di richiami, che passa attraverso la ricerca di un ricordo prezioso smarrito. Si mescolano le ipotesi accompagnate dalle curate illustrazioni "luminose e impalpabili" di Lucia Ricciardi, Le tavole illustrate sono davvero gradevoli e non solo con buon gusto, ma con maestria, e fanno festa alle emozioni bambine suscitate dalla narrazione e trascinano il lettore in un mondo sereno, fatto di cose buone e vicine.
Quanti di noi possono raccontare di un cassetto segreto che ha raccolto tesori del cuore e del ricordo? Isabella troverà l'oggetto tanto sospirato che la travolgerà nel ricordo sereno di un momento gioioso e non troppo lontano, perciò vivido e rassicurante.
Quante lievi emozioni suscita il racconto, anche in chi non si può definire bambino, almeno all'anagrafe! Ma invece quanto incontra i sentimenti di chi fortunatamente sa cullare ancora la sua infanzia di cuore e di memoria.
L'autrice rivive in Isabella un frammento della sua infanzia, avvolto, confida, in "un' atmosfera molto leggera, luminosa e impalpabile come sono i ricordi che vanno custoditi come un bene prezioso, per far capire a grandi e piccini quanto siano importanti..."
Ed ecco svelato il mistero dell'oggetto ricordo, che viene ritrovato in tutta la sua dimensione: un papà, una gita in bicicletta, un ricordo tenero e festoso, che un padre presente ha lasciato nella vita della figlioletta.
Questa considerazione rimanda a tanti bambini che non possono custodire la memoria di atti di affetto e di empatia, bambini feriti nella memoria. E rimanda ovviamente agli adulti un richiamo sommesso, ma imperioso: il dovere fondamentale di prendersi cura dei bambini, percorrendo con loro, e per loro, gesti e condivisioni densi di significato e di amore, rendendoli capaci di diventare forti, perchè incontrati.
pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
martedì 23 marzo 2021
Sam e Pen, un libro per trovare parole per dirlo
lunedì 8 febbraio 2021
Libri per bambini : "Potremmo anche essere amici", una storia di amicizia tra diversi e ...molto altro
Potremmo anche essere amici, una novità per lettori in erba

In “Potremmo anche essere amici” si snoda la vicenda del lupacchiotto Igor che fa amicizia con un cerbiatto, anziché farne preda. Che messaggio intenso per i giovani lettori, oggi sempre più affascinati dall’amicizia e dall’empatia nelle relazioni!
In gioco ci sono il ricatto dell’orso, che lo ha veduto e viene pagato in natura da Igor per non riferire la cosa al branco e la malevolenza del lupo che lo accusa. Chi salverà il lupacchiotto dall’orso bullo e dal lupo malvagio? Lo aiuterà la fedeltà all’amico e il coraggio di parlarne con la madre. Il dialogo comprensivo, con la lupa alleata e non giudicante, lo aiuta a capire e a riconoscere il bene e le regole della vita. Si può andare contro corrente? La diversità è un valore? Si può tenere un segreto pesante e ingiusto? Si può reagire a chi ci ricatta? Si può seguire il proprio cuore? Nella presentazione della collana li chiamano “messaggi in bottiglia” e perché no? Messaggi da scoprire come tesori. Per la vita.
L’autore Daniele Nannini sfodera qui un grande amore per i valori socioaffettivi e per gli animali, nota sensibile per tutti i bambini, e una interpretazione artistica emozionante. Al buio della foresta si sostituisce il colore vivo della vicenda condivisa col branco. Che assiste al momento di formazione del lupacchiotto alla vita, con dignitosa compostezza. I “messaggi in bottiglia” sono davvero molteplici in questo volumetto. Sta ai lettori scoprirli, con la creatività che caratterizza i bambini. E agli adulti che li sanno ascoltare e che sanno innalzarsi al loro livello.
https://www.cittanuova.it/potremmo-anche-essere-amici/?ms=005&se=010
giovedì 19 novembre 2020
In tempi difficili fa bene ritrovare i sogni. Un libro illustrato
FRANCA MONTICELLO ANNA PEDRON
DOVE VIVONO I SOGNI
Accostarsi a un lavoro a due mani di Franca Monticello e di Anna Pedron è incontrare narrativa, arte e creatività di sicuro fascino.
Succede anche per questa nuova uscita, con una domanda personale e soprattutto immediata: perché questa copertina inquietante?
E nel sogno si snoda il racconto, con cadenze ed armoniche battute, quasi una danza di parole per raccogliere il dono onirico, piacevole o più spesso angoscioso, certo irreale nei suoi luoghi e nelle sue scenografie, così improbabili e pur visitate.
Che siano i nostri sogni davvero racchiusi in un COSO innocuo, morbido e dentellato che ci abita e che li custodisce in attesa di narrarceli? Che siano i sogni , grevi o lievi che siano, materiale impalpabile, da accogliere con la serenità di Emma, per farci materiale di una ninna nanna?
Pagine attraenti e fantastiche si susseguono… E ritorna il dubbio ma ammorbidito dalle scoperte: perché quella copertina? Si poteva scegliere altro, nel caso qualcuno si spaventi un po’? O forse proprio i bambini saranno incuriositi e desiderosi di dare un nome e un ruolo allo strano personaggio che porta Emma sulle sue mani?
sabato 15 agosto 2020
Il Magnificat narrato ai bambini. Maria una di noi.

Nessuna delle due donne si era accorta che un angelo del Signore, accovacciato sul nudo pavimento, sorrideva divertito. Maria rimase con Elisabetta fino alla nascita di Giovanni, poi detto il Battista, cugino di Gesù. Chissà quali erano i loro giochi preferiti quando le loro mamme si scambiavano qualche visita e li vedevano crescere in sapienza e bontà!
pubblicato da Annamaria Gatti
venerdì 31 maggio 2019
"Storia di una matita"... e company. Quasi una recensione collettiva.
(Michele D'Ignazio)









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