Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

mercoledì 28 marzo 2018

Amicizia a primavera. Favoletta di Aprile.





RICCIO LINO, SVEGLIATI!   E’ PRIMAVERA

di Annamaria Gatti

Illustrazione di Eleonora Moretti

Fonte: Città Nuova,  Aprile 2018

Riccio Lino aveva dormito a lungo, ma era giunto ormai  il tempo del risveglio e nella boscaglia Rossino, il pettirosso, svolazzando qua e là,  si chiedeva: “Quando potrò salutare il mio amico Lino?”
“Non è ancora il tempo” pensava  Lino, “devo ancora dormire.” Si sa i ricci non amano la compagnia di nessuno, ma i due erano diventati amici durante la precedente estate e si erano salutati in autunno, con la promessa di ritrovarsi in primavera.

Pur nascosto nella sua tana, il riccio poteva sentire il movimento là fuori, ma gli occhietti non si aprivano e neppure le zampe erano disposte a mettersi in moto, proprio come succede agli scolari, e non solo, il lunedì mattina.  

“Svegliati,  stai dormendo dal mese di ottobre! Ora aprile  è arrivato!” gli aveva ritmato Rossino. I pettirossi cantano soprattutto nelle ore serali e notturne e i ricci preferiscono cercare il cibo all’imbrunire. “Dai Lino,” aveva incoraggiato Rossino,  “vieni a vedere il tramonto, una magnificenza!”

Poi qualcosa era accaduto: un canto aveva invaso il bosco, era arrivato fin dentro la tana e Lino aveva scosso gli aculei. Le foglie secche e il muschio, che lo avevano avvolto durante i  mesi freddi,  erano stati rimossi.
“Deve essere proprio Rossino che canta,” aveva sussurrato  Lino, “quindi sarà primavera ormai, mi sta chiamando… arrivo… forse… tra poco sono lì!”

Uscito, il riccio aveva annusato l’aria attorno: tutto sapeva di nuovo e di questo era certo, aveva l’olfatto più capace del bosco. “Chissà perché mi sorridono le foglie nuove e i fili d’erba…”
“Perché è arrivata,” aveva risposto entusiasta il pettirosso, “tutto è splendente, guarda!”
Anche il cielo non era più lo stesso, le pennellate di arancione  e rosa li avevano incantati: era ora di ricominciare ad essere amici. Le corse veloci nel sottobosco e i  forti aculei da difesa di Lino avrebbero incontrato la festa  dei voli e dei gorgheggi di Rossino, per scoprire come era bello vivere insieme, pur così diversi.

lunedì 19 marzo 2018

Nuova presentazione di "Dall'altra parte del mondo Storia di Vera e Trysa". Un libro molto amato

Aspetto giovani e adulti, lettrici e lettori appassionati, fans di Trysa e Vera...
lettori incalliti, distratti, demotivati, attenti, sensibili alle note di un violino e di un piano, amanti di Piazzolla, Vivaldi o Morricone, in un racconto appassionato dove amore, amicizia e morte si incrociano e placano il cuore.
A chi ha già letto e apprezzato il romanzo breve (e ammutolito per il finale...) dirò, per salvarmi da linciaggi morali, che i ragazzi delle scuole secondarie mi hanno costretto a promettere che avrei scritto la continuazione.... 


domenica 18 marzo 2018

Per favore datemi regole per essere un bambino sereno!

                         Immagine correlata
Non aver paura di dare regole ai nostri bambini. E' un pensierino facile da sfiorare. Ma...


Andrea, 5 anni, vive con grande impegno la "regola" che le norme siano dettate da lui, sempre e  comunque e ovunque. Lui il re della famiglia, il principe inaffondabile e infallibile.

Ma non lo fa con piacere, in effetti si sente potente e reagisce agli eventi, anche a quelli più banali, cercando di dimostrare sempre che è in grado di fare ciò che vuole.  E sta male, senza saperlo raccontare. E' una incombenza dura la sua! Che dura da 5 anni.

Ora che è più grandino poi, e i genitori stupiti si aspetterebbero altro comportamento, se ne è fatta una ragione di vita e non gusta più nulla delle relazioni, delle esperienze, delle scoperte, oscurando pesantemente le abilità logiche, quanto quelle creative. Vivendo un eterno disagio affettivo.
Andrea vive senza gioia. E  dà anche segnali inequivocabili urlando, ribellandosi, opponendosi, piangendo...  E questo è l'aspetto più angosciante della faccenda, che preoccupa all'inverosimile i genitori. E non solo.
Peraltro è comprensibile il disagio e l'imbarazzo suscitati,  in tutte le situazioni nella sua vita di figlio (pure) unico.

Una cosa però ce l'ha detta, chiara: non ci capisco più niente! E si è messo in castigo da solo ieri.
Vero: non sa più perchè deve prendere lui decisioni che non gli competono, non sa perchè tutti si preoccupino di lui in questo modo e nessuno gli dica con decisione  e autorevolezza  quello che deve fare e come farlo, senza sciorinare fiumi di parole a giustificazione. 

Che fatica! fare il bambino senza potersi appoggiare e fidare di un adulto o due che lo rassicurino, lo perdonino e gli permettano di sbagliare indicandogli la via giusta. 
Andrea ha paura sì: di stare in questa vita come in una stanza buia, senza sprazzi di luce che lo facciano sentire bambino vero, non onnipotente,  fragile magari, ma con l'opportunità di sentirsi bene e vivere esperienze contenute e gratificanti. Di piangere sommessamente perchè finalmente qualcuno ha capito di cosa ha bisogno: ed è una rabbia e un pianto liberatorio.


pubblicato da Annamaria Gatti
ill. da mammeancona.it

 

sabato 10 marzo 2018

Superare l'angoscia della separazione dei genitori, in un libro.


“ANDREA NON HA PIU’ PAURA”
di  LORENZA FARINA
Illustrazioni       di         Manuela Simoncelli
Edizioni Paoline

Recensione di Annamaria Gatti

Fonte: Città Nuova Marzo 2018

Con questa pregevole opera la Casa Editrice  Paoline rinnova il suo apprezzamento per la scrittrice Farina, a cui si affianca, con una poetica interpretazione, l’illustratrice Manuela Simoncelli.

Andrea è un bambino che sperimenta la paura  nella circostanza della perdita del papà. La perdita qui potrebbe essere intesa in molte forme, come allontanamento o presenza-assenza,  che pure fanno sanguinare un cuore bambino e lo costringono a scavalcare il protetto confine dell’infanzia .

Lorenza Farina si cimenta ancora, in questo libro per ragazzi, a dialogare con garbo e delicatezza con  l’affettività dei bambini. Lo ha già fatto visitando altri sentimenti e situazioni, in cui  ha abilmente accompagnato i lettori nel mondo  della timidezza, della vecchiaia, della malattia, della storia e del dramma della shoah.

In “Andrea non ha più paura”  alcuni elementi  mi incuriosiscono e tracciano letture / altre che impreziosiscono la proposta:  un uccellino  popola le pagine, grazioso e premuroso,  sempre così espressivo, con le sue piume   colora le pagine della sofferenza e quelle della ritrovata calma, nel sonno tra i rami di Nonno Ulivo.  E’ una presenza  che interpreta il senso di colpa e svela  del  testo un notevole pregio:  in fondo alla paura di un bambino c’è quello di sentirsi in colpa, quando uno dei genitori se ne va. Ma ora  anche per Andrea è giunto il momento di sentirsi avvolto, pur  nella notte, dalla benevolenza e dal perdono, con la complicità dell’ulivo.

L’albero poi  è un personaggio costante nelle produzioni  di  Lorenza:  per ammissione della stessa scrittrice, la natura ha sempre accompagnato la sua crescita e tuttora fa da sfondo ai suoi giorni nella casa immersa nella campagna veneta.
Albero/padre, in questo racconto, albero che rassicura e insegna e attende, senza strafare o pontificare. 

La sua  tenerezza sfiora Andrea, lo sostiene, gli permette di ritrovare forza e consolazione, accanto al “cancello sempre aperto” e alla  “ mamma (che) lo accarezzava spesso”.  Andrea trova consolazione, la paura è domata, ma tutto ha un prezzo! E il libro ci lascia con un dubbio o una speranza, sorretti  dal rumore di  passi sul ghiaino del cortile… Qualcuno era pur entrato e aveva chiuso quel cancello alle sue spalle.