Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che... rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

venerdì 30 settembre 2011

Un nonno sopraffino...




Un nonno sopraffino
lo trovi al mattino,
con la canna da pesca
ed il berretto in testa.
Ti dice: "Vuoi venire?"
"Ma dai...è troppo presto!"
"Ti aspetto un momentino,
se prendi il tuo retino,
senza di te la pesca non vale
è noiosa come il telegiornale!"

La nonna sopraffina,
la trovi la mattina,
è pronta alla scalata,
con corda e marmellata.
Ti chiede: "Vuoi venire?"
"Ma dai... è troppo presto!"
"Ti aspetto un minutone,
se porti il il tuo piccone,
senza di te
la scalata non vale,
sei tu
che la rendi speciale."

I nonni sopraffini
son quelli di pazienza,
mi piace il loro sguardo,
anche se fermi stanno
sulla poltrona grande,
nè pesca nè scalate
nè riescono a far su e giù.
Però per questo loro
...valgono ancor di più.

Annamaria

foto: Emanuela C.

sabato 24 settembre 2011

I bambini ci guardano...


dal sito di educazione on line: www.educare.it

Un consiglio per l'autoeducazione

Di questi tempi, nei quali sembra prevalere la litigiosità
ed il degrado delle relazioni reciproche,
impegniamoci a compiere atti di “casuale gentilezza”
e piccoli gesti di “insensata bellezza”
(Anne Herbert)

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it

foto di Cristina

venerdì 23 settembre 2011

Con loro

"Ti porto a vedere un film, nonna!"
"Perchè no?"
"Vedrai, ti piacerà... io sono come quella macchina lì, tu forse potresti essere Cricchetto...Ti va di essere Cricchetto?"
...!!!


Cars 2


di Raffaele De Maria
Fonte: Città Nuova


È un sequel che punta sul coinvolgimento sentimentale,
sulla potenza tecnica dell’animazione in funzione
dell’avventura e del movimento.


Cars 2












Tutto incentrato sul mondo delle auto,
con riferimenti agli sviluppi dei vari modelli,
presuppone una certa passione per esse e
presenta l’attuale problema che le riguarda,
il passaggio ai nuovi carburanti ecologici,
immaginando una resistenza malvagia
dei magnati del petrolio.
Le auto hanno una loro anima e ci trascinano
nelle corse, in giro per il mondo, con battute
e ironia.
Le cose che più colpiscono sono la limpidezza
delle immagini, l’ampiezza delle visuali,
la ricchezza dei particolari,
la fluidità dei movimenti.
Un godimento degli occhi e del 3D.
Regia di Brad Lewis e John Lasseter;
casa di produzione:
Walt Disney - Pixar.

sabato 17 settembre 2011

Innocente buon senso


da pag. 25
"Allora che puoi dire in tua discolpa? Parla, poichè dobbbiamo giudicarti e decidere del tuo futuro, se ne avrai uno!"
...
Uffabaruffa cominciava sentire puzza di grossi guai, mentre cercava di rcordare se mai le fosse capitato di far piangere qualcuno.
No, proprio mai.
Ci aveva provato, ma la situazione le sfuggiva sempre di mano.
Perciò raccolse tutto il suo coraggio e
cercò di difendersi con quel buon senso che nessuna delle streghe presenti aveva mai posseduto:
Si rivolse al Gran Consiglio e disse:
Ci ho pensato: insomma, che gusto c'è a mangiare i bambini, a trasformare le principesse in cigni e a fare altre stramberie?
E' soddisfatta la strega di Biancaneve? No!
Ed è contenta quella che ha imprigionato Hans e Gretel? Neppure .
E io perchè dovrei essere così sciocca da fare lo stesso?"

da "Uffabaruffa come sei buffa" ed. Città Nuova

lunedì 12 settembre 2011

Il primo giorno che vorrei


Alessandro D'Avenia mi ha incantato con il suo editoriale di sabato.
Problemi di blogger mi hanno impedito di condividerlo con voi tutti che seguite il blog...
Ma io mi sono rifatta perchè, alla richiesta di dare "aria" a una classe di grandicelli, ho rivisitato e interpretato quello che questo giovane scrittore-primaditutto-docente ha stampato per la scuola al debutto.
L'intuizione è quella di dare voce ad una emozione profonda di un qualsiasi studente, di un alunno, nel suo primo giorno di scuola.
Uno dei tanti, dalla scuola dell'infanzia alla fatidica classe della maturità...
Sì perchè l'editoriale è chiaramente rivolto ai docenti della superiore, ma va benissimo a tutti, ma proprio a tutti, compresi a quelli che stancamente e con fremiti diversi solcano un qualsiasi cancello scolastico o giù di lì.
Perchè è vero che se la passione non infiamma i docenti, anche i ragazzi vedranno spegnersi ogni entusiasmo e solo il dovere affiorerà a sostenere il lavoro ingrato di entrambi. E passione vuol dire vita, entusiasmo per la ricerca e umiltà.
In effetti siamo grati ai molti insegnanti che si spendono per questo e con questo stile...
E quando i nostri figli ne incontrano qualcuno, allora non lo mollano più e le sue parole vengono riportate con entusiasmo, e noi ci sentiamo affiancati e supportati: la scuola dovrebbe essere sempre così!
Scrive su Avvenire di sabato 10 settembre D'Avenia:
"Cosa avrei voluto sentirmi dire il primo giorno di scuola...? dall'orecchio dei doveri non ci sento. Ditemi qualcosa di diverso, di nuovo, perchè io non cominci ad annoiarmi....dall'orecchio della passione ci sento benissimo.
Dimostratemi che vale la pena stare qui per un anno intero ad ascoltarvi. ditemi che tutto questo c'entra con la vita di tutti i giorni, che mi aiuterà a capire meglio il mondo e me stesso, che insomma ne vale la pena di stare qua. Dimostratemi soprattutto con le vostre vite, che lo sforzo che devo fare potrrebbe riempire la mia vita come riempie la vostra. Avete dedicato studi e sforzi e sogni per insegnarmi la vostra materia, adesso dimostratemi che è tutto vero, che voi siete i mediatori di qualcosa di desiderabile e indispensabile, che voi possedete e volete regalarmi.
...
Ci sono così tante cose in questo mondo che non so e che voi potreste spiegarmi, con gli occchi che vi brillano, perchè solo lo stupore conosce...."

pubblicato da Annamaria Gatti
foto: Alessandro D'Avenia

sabato 3 settembre 2011

I ragazzi di Giovanna


Giovanna arriva a trovarmi, in un pomeriggio agostano afosissimo, ma non è sola.
Oltre a questa mamma, alcune biciclette rovesciano i loro allegri ciclisti sull'erba: sono bambini.
Non sono tutti i bambini di Giovanna.
Sono anche amici con cui lei ha saputo so-stare con grande sensibilità e lungimiranza, accompagnando anche le loro famiglie, soprattutto le loro mamme, un po' sperdute al loro arrivo in Italia, dall'Africa.
"Abbiamo lasciato i compiti delle vacanze per venire da te!"
Ecco perchè mi paiono così rilassati: hanno avuto uno sconto sull'impegno di oggi.
Discutiamo sommessamente dei compiti e salviamo il salvabile così che i ragazzi non rinuncino a proseguire il lavoro al ritorno a casa. A casa di Giovanna.
Le madri sono contente quando sanno che i loro figli sono presso di lei. C'è sapore di casa e di famiglia, si sta bene, nessuno si sente privilegiato e tutti aiutani tutti. Si sta bene.
Ma lei sa anche quale è il suo ruolo e come sia indispensabile stimolare e valorizzare l'approccio di quelle mamme straniere alla nuova realtà: coordinazioni e organizzazioni, contatti con la scuola, le amministrazioni e la sanità, compiti e regole.
Tutti compiti da imparare con tenacia per diventare autonome.
Giovanna promuove la loro autonomia culturale e sociale, ma non sempre il compito di mediazione è stato facile.
Anche per lei è stato indispensabile conoscere e capire, entrare in empatia con culture e linguaggi lontani. Sostenuta da valori importanti.
Una nota comune comprensibile a tutti c'è: rispetto e amore per questi figli, venuti da lontano, nonostante le difficoltà.
Ho conosciuto Giovanna presso la scuola primaria quando ebbe a dire:
"Nelle classi con i nostri figli vi sono molti bambini venuti da paesi stranieri, che devono affrontare notevoli disagi e che spesso si trovano ad aver bisogno di aiuti anche extrascolastici. Se gli insegnanti ci segnalano situazioni particolarmente complesse, noi genitori delle classi, potremmo attivarci per accompagnare questi compagni dei nostri figli,almeno in qualche adempimento dei loro doveri scolastici e rassicurare così i bambini e le loro famiglie. E collaborare a creare dialogo e benessere per tutti"
Buone idee da valorizzare, una sensibilità attenta e corretta, che fa bene a tutti i bambini, quelli italiani e quelli stranieri.
Tutto questo aiuta una buona integrazione e previene il disagio e molte altre sofferenze.

pubblicato da Annamaria Gatti
illustrazione di Nicoletta Costa