Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.
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lunedì 19 luglio 2021

Appello per la riapertura delle scuole in sicurezza. Un dovere morale.

"Voglio andare a scuola!"
dal nuovo bellissimo imperdibile film della Pixar  
"LUCA"  
Estate di partite calcistiche e vacanze, per chi può. Ripresa di una vita lasciata a assopire per mesi e mesi. 

Ma c'è un mondo vasto e ben visibile che sta soffrendo per l'incertezza sul futuro che già è alle porte: la scuola, nelle persone di genitori, insegnanti, dirigenti, amministratori...

I bambini e i ragazzi non meritano incertezze, nè scelte di  incapacità gestionali. Già troppa distrazione ha  caratterizzato le scelte sulla scuola in questi due anni. 

Ci stanno a cuore i bambini e i ragazzi, il loro mondo,  il nostro. 

Abbiamo un dovere: rendere accessibile l'educazione e l'istruzione, nel più alto e completo significato. E si costruiscono con la relazione, la cura massima e primaria di prassi, offerte, ambienti... attraverso prevenzione, strumenti e provvedimenti. 

"Siamo in attesa di quel che ci diranno, magari tre giorni prima dell'inizio della scuola." Dicono dirigenti e insegnanti. 

Siamo in costante attesa di provvedimenti lungimiranti. Anche se è luglio o se è agosto. Proprio perchè è tempo di vacanze, lavoriamo per accoglierli.

Appello rilanciato anche a persone del mondo pedagogico ed educativo.

Pubblicato da Annamaria Gatti

gatti54@yahoo.it

lunedì 28 dicembre 2020

Gli eroi del Natale, film di animazione

 


Mi piace scrivere "da non perdere"... E io avevo perso questo film  nel 2017. Ero incuriosita dalla proposta originale, per la regia di Timothy Reckart,  di un lavoro rivelatosi gradevole e ben realizzato, adatto ai bambini,  ma anche a chi vuole "sostare" con loro. Qualche osservazione su alcune rigidità che però non inficiano la qualità della proposta





 Dalla recensione di Maurizio Encari:

"...9 (mesi) A.C. La giovane Maria di Nazareth viene visitata dall'Arcangelo Gabriele, che le comunica che sarà la futura madre del Messia; ad assistere alla scena vi è anche un gerboa, un piccolo roditore del deserto, che inizia a diffondere la lieta novella nel mondo animale.

Sei mesi più tardi un giovane esemplare di asino riesce a fuggire dalla macina in cui era costretto a lavori pesanti e si rifugia nella casa dove Maria e Giuseppe - ancora ignaro del miracolo divino - hanno appena celebrato il loro matrimonio. Il quadrupede viene adottato dalla novella coppia di sposi e riceve il nome di Bo.
Nel frattempo i Re Magi sono partiti in groppa ai loro cammelli per consegnare i doni al Re dei re, ma vengono trattenuti al palazzo reale da Erode, il quale vede come un potenziale pericolo la nascita di Gesù. Proprio per questo il sovrano mette un suo scagnozzo, accompagnato da due ferocissimi cani, alle calcagna di Maria con l'intento di catturarla. Sarà allora che Bo si troverà coinvolto nell'avventura più incredibile della sua vita per salvare la padrona e l'avvento della cristianità..." e dell'umanità tutta!

Maria e Giuseppe sono presentati con molta simpatia e vicini a noi in questa narrazione, rispettosa nei passi salienti dell'evento evangelico. 
L'asinello, affascinato dalla bontà di Maria e con molti sogni di grandezza, giusto e benevolo scoprirà sorpreso dopo tante avventure per difendere Maria dai sicari di Erode, di aver portato in groppa il Re dei re.
Spassosi i tre cammelli, saggia la pecorella contestatrice che cerca il Bambinello della stella meravigliosa che da 9 mesi toglie il sonno agli animali della stalla dove troverà rifugio la santa coppia a cui Dio non ha risparmiato comunque dubbi e difficoltà.

Divertimento e un po' di commozione assicurati e qualche riflessione sul coraggio di affrontare la vita e le sue vicissitudini... guardando al Cielo, comunque.

Pubblicato da Annamaria Gatti
illustrazioni dal film "Gli eroi del Natale"

sabato 17 febbraio 2018

I quattrocento colpi... di Eraldo Affinati.


Risultati immagini per immagini i quattrocento colpi

Oggi dalla prima pagina di Avvenire Eraldo Affinati, scrittore e appassionato educatore,  ci offre un intenso messaggio che merita attenzione.  
Lo ringraziamo di cuore!

                                                        L'infinita promessa
Ogni volta che rivedo I quattrocento colpi di Francois Truffaut, oggi lo possono fare tutti in Rete, sento un colpo al cuore. È incredibile pensare alla data in cui uscì questa pellicola, il 1959, quando ad esempio, per dirne soltanto una, don Lorenzo Milani operava a Barbiana nel medesimo spirito pedagogico. Non c'è forse altro film che mi emozioni così tanto. 

Sarà perché la storia del piccolo Antoine Doinel, con la madre anaffettiva, il patrigno distratto, i professori incapaci, gli adulti egoisti, riassume tutti gli errori educativi che non si dovrebbero mai fare. Lo stile asciutto del regista contiene il tumulto sentimentale. 

La trama semplicissima del monello che scappa da scuola ha la forza della cronaca e la leggerezza della favola. È una delle opere più belle sul mistero e la dolcezza dell'adolescenza, intesa quale promessa infinita di un'umanità nuova. 

Sapere che lo straordinario protagonista, a quel tempo quasi un bambino, si legherà per sempre a Truffaut, diventando il suo attore feticcio, aggiunge ulteriore pathos. 

Ma ciò che soprattutto resta nella memoria, come una sigla lirica incancellabile, è la scena finale del ragazzo che, accompagnato dalla musica stupenda di Jean Constantin, corre lungo la spiaggia verso il sogno di una libertà impossibile da conquistare.

Eraldo Affinati 
Avvenire, 17 febbraio 2018

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto dal film  "I quattrocento colpi" 

venerdì 12 febbraio 2016

The present. Un video: un bambino, un cucciolo.




Pochi minuti di un video, da condividere con i nostri bambini, per aprire parecchie strade di conversazione o anche di silenzio bello.
Non c'è che dire: i tempi sono proprio difficili.
Le notizie che sfiorano le nostre giornate, gli accadimenti...sono duri da "portare".
Genitori e bambini intanto camminano sulle strade di tutti i giorni e i paletti buoni aiutano a mantenere desti l'impegno e  la speranza.
Video brevissimo  per riflettere su molti valori!
Per parlarne.

pubblicato da Annamaria Gatti
http://genitoricrescono.com/the-present-cucciolo-per-ritrovarsi/

lunedì 4 gennaio 2016

Un film per imparare a non arrendersi mai



                                                         
WINTER IL DELFINO

Questo film è tratto da una storia vera, accaduta in Florida nel 2005, mentre il film è uscito  nel 2011.
Chiedo a Matteo che mi ha consigliato questo film e mi ha accompagnato nella sua proiezione: 
"Perchè secondo te, potrei segnalare questo film ad altri genitori o nonni?"
Mi risponde Matteo... dall'alto dei suoi 7 anni:
"...Perchè è una storia bella per tutti! Perchè Winter è molto simpatico nel film e bravo a interpretare il delfino a cui è stata amputata la coda. E' anche molto bella l'amicizia fra il ragazzo e il delfino. La storia ci dice che non bisogna arrendersi mai. " 
Mi piace come il ragazzo viene capito, come   impara a prendersi a cuore qualcuno e a sentirsi importante.

pubblicato da annamaria gatti e matteo
illustrazione da: www.comingsoon.it

martedì 10 novembre 2015

Un film da proporre ai nostri ragazzi: Snoopy and friends



C'è speranza per i Charlie Brown del mondo.
Snoopy and friends-Il film dei Peanuts appena uscito nelle sale, ci riporta nel mondo un po’ magico, eppur così vicino alla quotidianità,  dei personaggi di Charles Schulz, papà di Linus e Charlie Brown  e dell’esilarante bracchetto Snoopy.
L’animazione è nata grazie all’idea del figlio Craig,  con la collaborazione del proprio figlio e nipote di Charles, lo sceneggiatore Bryan, e la regia di Steve Martino.

Un film per bambini? Anche.
Scrivo volentieri che raccomando questo film a tutti, proprio tutti, perché le vicende di questa curatissima animazione conducono per mano chiunque a riprendersi l’idea, semmai l’avesse persa, che le belle persone si riscattano. E i Peanuts lo fanno con grazia, tenerezza e solida filosofia di vita. Schulz, morto nel 2000, sarebbe stato soddisfatto di questa produzione, assolutamente rispettosa, nel segno grafico e nel contenuto, della sua opera.

Noi adulti non ce lo nascondiamo: ci piacciono le strisce di Schulz, ci sono sempre piaciute. A turno ci siamo sentiti Snoopy, Linus, Lucy, Piperita Patty o Charlie… e avremmo desiderato trovare amici così simpatici, intriganti, severi, determinati, pasticcioni, feroci, bonari come i Peanuts… Quello che ci affascinava poi era l’assenza degli adulti nelle strisce e nelle animazioni, e ammiravamo l’ingenua (finta) saggezza in fondo delle battute.

I loro problemi sono le metafore della vita anche nel film, che, da psicologa, vedrei bene utilizzato anche per discutere e far ripensare ai ragazzini che eternamente si sentono inadeguati, perdenti come il nostro Charlie Brown, ma capaci di generosi gesti di attenzione per gli altri, di tenacia nel trafficare i talenti, pur nella sconfitta, senza farsi prendere dallo scoraggiamento, sinceri,  umili nell’ascolto del consiglio di un amico.

E’ quello che farà il nostro eroe, quando saprà accettare il suggerimento di Linus e scoprirà che la ragazzina dai capelli rossi di cui si è innamorato non lo ha scelto come compagno di penna per pietà, ma per aver riconosciuto in lui davvero una “bella persona”. Alla faccia di tutti bulli del pianeta…

Riscatto, consapevolezza, valorizzazione degli ideali alti, conforto che la scelta più onesta è sempre da perseguire, anche nel bel mezzo di una società che esalta la furbizia e l’arrivismo.
Ragazzi! C’è materia di educazione affettiva e prosociale in questo prodotto Peanuts! Perché non servirsene nelle scuole o nei percorsi educativi?


Non vi svelo poi l’epopea di Snoopy, storia agile e parallela,  nella sua eterna battaglia immaginaria contro il fatidico barone rosso per la salvezza dell’eroina dei cieli… Il beagle, vincitore in simpatia, con la sua inconfondibile cuccia-bombardiere, con l’attaccamento perenne a quello sfortunato, ma tanto amato e acclamato Charlie Brown! 
Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
Ill. C. Schulz

lunedì 23 settembre 2013

Un corto di animazione Disney Pixar: per crescere.

la luna pixar short 20110607051743667 640w 238x300 La luna: prima videoclip del nuovo corto Pixar


La Luna è un cortometraggio animato statunitense del 2011 diretto, scritto e sceneggiato da Enrico Casarosa.  Prodotto dai Pixar Animation Studios, il corto racconta la storia di un bambino che viene portato, sulla barca "La luna", a vedere il lavoro del padre e del nonno.
Il cortometraggio è stato presentato in anteprima al  Festival internazionale del film di animazione di Annecy.
Il corto è  la fiaba senza tempo di un bambino che sta crescendo nella più strana delle circostanze.
Questa è la prima serata in cui Papà e Nonno lo porteranno al lavoro.
In una vecchia barca di legno si dirigono in mare aperto,  si fermano in un punto dal quale non possono più vedere la terraferma e aspettano.
Una sorpresa aspetta il bambino quando scopre lo straordinario lavoro di famiglia.
Dovrebbe seguire l’esempio di suo padre o suo nonno?
Riuscirà però a trovare la sua strada?
http://www.youtube.com/watch?v=1NsKokhM4EY&feature=share

pubblicato da Annamaria

martedì 17 aprile 2012

Mamme in festa... al cinema!

Presto, il film sta iniziando...

  di Paolo De Maina
Fonte:    Città Nuova


Come in altre parti d’Europa sta prendendo piede anche in Italia il “cinemamme”, un’idea originale per vivere nella socialità un momento importante, come la nascita di un figlio

Solitamente, appena un fiocco celeste o rosa fa capolino alla porta d’ingresso, la bella abitudine di andare al cinema svanisce. E ora ci sono altri motivi per perderla. Infatti i genitori, come tecnici al governo, tagliano soprattutto la cultura, e teatro, cinema, mostre e libri sono off limits o molto diradati.

Eppure oggi c’è un’occasione per riprendere le vecchie abitudini a prezzi e condizioni favorevoli. La soluzione si chiama “cinemamme”. Da qualche tempo a Roma e Milano, ma anche a Padova, Udine, Trento, Terni, Bologna e Brescia, le neomamme, accompagnate anche dai neopapà, possono andare a vedersi un bel film, con le luci soffuse che consentono di allattare e di allestire la pappa, con il volume non a “palla”, come si usa dire, e titoli adatti. È un modo per staccare la spina senza staccarsi dalla famiglia, magari il tutto condito da forum animati da specialisti che, tra un fotogramma e l’altro, affrontano anche qualche argomento, che non guasta.

Di chi è stata la brillante idea? Dell’associazione di volontariato Città delle mamme, nata da un gruppo di donne (ecco perché il nome al femminile), la cui presidente è Giulia Pietroletti, che hanno capito che la genitorialità deve uscire dalle secche in cui questa società, forse più a misura di individuo che di famiglia, la sta relegando. Ma i progetti non si limitano al “cinemamme” e per questo abbiamo voluto approfondire con una breve intervista come il progetto intende riprendersi la vita.

Come è nata l’iniziativa?

«Con il copia e incolla. Scherziamo. Ci siamo ispirate a iniziative analoghe che si svolgono in Nord Europa. Ma il nostro progetto ha una particolarità: abbiamo avvertito la necessità di non offrire solo una proiezione, ma di creare momenti di incontro e convivialità tra le mamme. Vogliamo creare una vera rete di genitori».

Come è e come dovrebbe essere una città delle mamme?

«Una città a misura di mamma è una città che avverte i bisogni dei piccoli e sa cogliere le buone opportunità di crescita. Una mamma sa che avere una vita culturale è un input di grande qualità per i figli, è un ottimo esempio. Allora, cosa c’è di meglio per abituarli a vivere l’offerta culturale della città che farli partecipi fin da piccoli? Inoltre, ci sono dei problemi oggettivi: le barriere architettoniche, ad esempio. Vogliamo sensibilizzare sull’importanza di offrire i mezzi ottimali perché la città sia vissuta pienamente da tutti, fin dalla nascita».

Scusi la domanda ma i papà abitano nella stessa città?

«L’associazione si chiama Città delle mamme perché forse l’impatto immediato del ridimensionamento della città lo avverte la mamma appena partorisce. Ma gli obiettivi dell’associazione si concentrano sulla genitorialità. Infatti, abbiamo vissuto questa bella esperienza in associazione: senza il sostegno dei nostri papà probabilmente sarebbe stato molto più faticoso. Viviamo per fortuna un periodo di cambiamento nella genitorialità, perciò la città delle mamme è anche la città dei papà».

Tornando all’iniziativa del cinema, è solo svago?

«Certo! Abbiamo bisogno di svago per essere creativi, per uscire dai soliti binari di ragionamento. È uno svago che arricchisce. Il cinema non deve avere una dimensione formativa, dottrinaria. Il cinema deve essere un input, un’occasione di incontro, una pausa dalla fatica quotidiana, un momento per riprendere energia e per rinnovarsi. Il clima disteso del cinema è senz’altro un fattore positivo del progetto, perché le persone arrivano agli incontri con un atteggiamento diverso dal paziente che va dallo specialista a chiedere un parere. Gli incontri organizzati prima delle proiezioni sono tenuti da esperti, ma il clima è quello di una chiacchierata».

Come si concilia una visione “senza pensieri” tra un pannolino e una poppata?

«Bastano poche poppate e cambi di pannolino per acquisire la pratica. Anche i papà riescono a imparare velocemente! Una volta superato il periodo di prova, queste attività diventano parte del quotidiano. Il problema è far capire alla città che allattare e cambiare il pannolino non è una cosa tanto straordinaria, si può fare ovunque!».

Come hanno reagito i gestori dei cinema? E i comuni?

«Hanno accolto bene la sorpresa. Non era il solito cinema per i piccoli, ma cinema per grandi in cui far entrare i piccoli. Abbiamo lavorato con molta sinergia, sia in termini di struttura (la necessità di attrezzare e prevedere uno spazio senza barriere architettoniche, con fasciatoio e scalda biberon) che in termini specifici, cioè la scelta dei film adatti, tenendo conto della sensibilità dei bebè. L’amministrazione locale ci ha sostenuto con un finanziamento di un municipio di Roma capitale per poter pubblicizzare l’iniziativa e organizzare gli incontri».

Dov'è l’iniziativa e a che prezzi?

«Il primo cinema ad accogliere la proposta in Italia è stato il Nuovo Cinema Aquila a Roma, con cui siamo alla quarta edizione del progetto. Poi altre iniziative sono nate in diverse città italiane, seguendo la nostra linea guida. Inoltre, il cinema The Space, a piazza della Repubblica, nel centro della capitale, ci ha contattato per proporre autonomamente un progetto analogo. Quindi, in questo periodo, le mamme di Roma hanno due opzioni di “cinemamme”, al Nuovo Cinema Aquila e al The Space. Il programma aggiornato è nella nostra homepage: www.cittadellemamme.it. Il prezzo applicato ai biglietti per queste proiezioni è il prezzo ridotto. Una cosa importante: “cinemamme” è aperto a tutti. Nonni, papà, amiche, babysitter, anche le suocere sono benvenute! L’importante è partecipare con leggerezza e non infastidirsi quando qualcuno si deve alzare per accudire i bebè».

Quali altre iniziative ha in essere e in serbo la Città delle mamme?

«Città delle mamme attualmente promuove il progetto “Mammacaffè”, cioè uno spazio di incontro per le mamme per prendere un caffè o fare l’aperitivo, fare una chiacchierata alla pari o con esperti. Poi, è attivo il progetto “Genitori bussola”: si tratta di un progetto collaborativo virtuale, in cui i genitori partecipanti sono invitati a mappare la città in senso positivo, mettendo in evidenza i servizi che hanno una proposta family friendly. Infine, è attivo un progetto di riattivazione partecipata di un giardino pubblico a Roma, il giardino di Castruccio. Lo facciamo in collaborazione con altre associazioni, ma l’idea è quella di creare un gruppo attivo di persone che si prendano cura dello spazio, come fosse casa loro. In serbo, il nostro progetto più importante è quello di coinvolgere le persone, di renderle partecipi di questo progetto di cambiamento, anzi di piccoli cambiamenti della città. Noi non vogliamo un’altra città, vogliamo solo vivere tutta la sua potenzialità in modo pieno, condiviso. Per fare ciò abbiamo bisogno di “braccia”, di persone che possano dedicare il loro tempo a diffondere con noi queste idee. Offriamo solo fatiche, perché fare questo non è sempre uno svago. Ma noi, che a questo progetto ci teniamo, possiamo assicurare che vedere un progetto che cresce e una rete di genitori che nasce è una soddisfazione enorme».

pubblicato da Annamaria
Ill. Cinemamma

 

venerdì 27 gennaio 2012

Memoria


Oggi hanno distribuito a scuola le arance: circa 1200 frutti...
Oggi tutti i bambini hanno fatto esperienze forti: la Giornata della Memoria, la consapevolezza dei doni ricevuti e il loro costo in vite umane per la difesa della libertà.

Oggi i bambini più grandi hanno visto il film "Jona che visse nella balena".

Oggi metà di loro sono usciti dall'aula magna piangendo di commozione.
Oggi hanno distribuito 1200 arance. Un dono della natura.
Oggi i bambini sono rientrati nelle loro aule per l'intervallo, dopo la visione e il commento del film.

Oggi hanno distribuito 1200 frutti sani e succosi.

Oggi nessuno ha buttato il frutto appena sbucciato, e assaggiato, nel cestino.

Oggi nessuno ha potuto mancare di rispetto...
...speriamo accada anche domani.

Oggi la scuola ha insegnato molto.
...
Jona è oggi un fisico olandese e psichiatra.


Il
film Jona che visse nella balena (1993) con la regia e la sceneggiatura di Roberto Faenza è tratto dla libro autobiografico .Anni d'infanzia. Un bambino nei lager dello scrittore olandese Jona Oberski

pubblicato da Annamaria

venerdì 23 settembre 2011

Con loro

"Ti porto a vedere un film, nonna!"
"Perchè no?"
"Vedrai, ti piacerà... io sono come quella macchina lì, tu forse potresti essere Cricchetto...Ti va di essere Cricchetto?"
...!!!


Cars 2


di Raffaele De Maria
Fonte: Città Nuova


È un sequel che punta sul coinvolgimento sentimentale,
sulla potenza tecnica dell’animazione in funzione
dell’avventura e del movimento.


Cars 2












Tutto incentrato sul mondo delle auto,
con riferimenti agli sviluppi dei vari modelli,
presuppone una certa passione per esse e
presenta l’attuale problema che le riguarda,
il passaggio ai nuovi carburanti ecologici,
immaginando una resistenza malvagia
dei magnati del petrolio.
Le auto hanno una loro anima e ci trascinano
nelle corse, in giro per il mondo, con battute
e ironia.
Le cose che più colpiscono sono la limpidezza
delle immagini, l’ampiezza delle visuali,
la ricchezza dei particolari,
la fluidità dei movimenti.
Un godimento degli occhi e del 3D.
Regia di Brad Lewis e John Lasseter;
casa di produzione:
Walt Disney - Pixar.