Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che... rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

venerdì 30 agosto 2013

Test inizio scuola per genitori



Tutti a scuola fra pochi giorni.
Non chiedetemi perchè ho scelto questa bellissima illustrazione inedita di Vittorio Sedini (per gentile concessione e.mail:trabini@tiscali.it)  individuate voi con chi si potrebbero identificare cavaliere, cavallo e drago (spaventoso ma comunque dalla sorte infausta).
Gli insegnanti stanno già affilando le...  novità didattico-pedagogiche!
E i genitori?
Perchè, diciamocelo in sincerità, la scuola per i nostri figli la fanno gli insegnanti, e qui a ragione il tema meriterebbe fiumi di post, ma anche i genitori.
Quindi legger-mente...  ecco un auto-test per l'inizio della scuola, le risposte:
  1. abbastanza
  2. qualche volta
  3. mai
determinano il livello di positività con cui affrontate comunque questo nuovo anno scolastico.
La vostra positività dovrebbe quindi essere strettamente correlata con quella che trasmettete ai vostri figli, che è un buon punto di partenza per affrontare le probabili e comprensibili criticità. A voi la riflessione conseguente.
  1. Tu... hai ripreso il lavoro (un dono come poter andare a scuola) dopo le ferie con equilibrato e manifesto entusiasmo?
  2. Vivi con curiosità e speranza questo inizio d'anno, ascoltando anche le proposte dei figli?
  3. Sei fiducioso/a nelle capacità di tuo figlio/di tua figlia di inserirsi, accogliere, imparare, collaborare?
  4. Gliele fai notare e la/lo metti anche volentieri alla prova con felici occasioni,  perchè si rassicuri?
  5. Incoraggi sempre i tuoi figli con ottimismo riguardo alla scuola in genere e ai loro insegnanti in particolare?
  6. Li informi delle difficoltà che si potrebbero incontrare e sei sereno/a nel rassicurarli?
  7. Ascolti l'eventuale disagio senza affrettare risoluzioni autonome, ma prese insieme?
  8. Utilizzi il dialogo per risolvere situazioni problematiche?
  9. Operi con loro scelte eque e solidali anche del materiale scolastico, dell'abbigliamento ecc. pr crescerli equilibrati?
  10. Hai intenzione di collaborare con gli insegnanti anche nelle forme di volontariato proposte e di cura delle relazioni con il personale della scuola e gli altri genitori?
  11. Hai intenzione di collaborare per qualificare il clima della scuola con la partecipazione attiva ed empatica?
  12. Parli della scuola, in particolare alla presenza dei bambini e di eventuali problemi, con rispetto, con prudenza e obiettività?
  13. Spieghi ai tuoi figli, adeguatamente all'età, le scelte educative che riguardano la scuola?
  14. Li fai partecipi di queste scelte, secondo l'età?
  15. Spegni, magari umoristicamente, occasioni di confronti, prevaricazioni, invidie, maldicenze soprattutto verso altri/e compagni/e di classe?
  16. Spegni, magari umoristicamente, occasioni di confronti, prevaricazioni, invidie, maldicenze verso altri genitori o insegnanti?
  17. Intervieni opportunamente se raccogli  sospetti di comportamenti scorretti o comunque prevaricatori?
  18. Sottolinei il positivo dei comportamenti dei figli nei confronti dei compagni, dei maestri, dei bidelli e correggi i loro  errori?
  19. Hai pazienza verso di te, genitore imperfetto come tutti gli altri genitori e ti vuoi bene così?
  20. Avete abbastanza senso dell'umorismo?
Bene! Ora organizziamo qualcosa per dire a tutti coloro che si spendono per i nostri figli nel mondo della scuola: vi auguriamo buon anno scolastico! Contiamo su di voi...  E molto!


Pubblicato da Annamaria
gatti54@yahoo.it
Ilustrazione di Vittorio Sedini: San Giorgio e il Drago, 1980

lunedì 26 agosto 2013

Se la fretta ti fa soffrire... oggi fermati qui

 
Oggi ci impegniamo tutti a vivere senza fretta il rapporto con i nostri bambini, a dare tempi giusti alle cose e ai fatti, a sapere attendere la risposta, la fila senza impazienza, a gustare le piccole perle che la natura, gli eventi o gli incontri ci donano.
"...Bellissimo questo fiore! ...
Quest'albero è un vero capolavoro... guarda!
Sei stato bravo a scoprire questa cosa!
Ti vedo contento...
Piace anche a te questo dipinto?
Simpatico il cagnolino che gioca!
Brava, hai capito di cosa aveva bisogno la nonna...
Questa storia  è davvero una forza!
La pizza che abbiamo preparato è venuta benissimo, siamo stati bravi!
Il tuo disegno merita un'esposizione!
Quella signora è stata gentile, vero?
Mi è piaciuta la sua attenzione... 
Senti questa musica: ti piace,? Fermiamoci ad ascoltarla con calma: abbiamo tempo!
Guarda la chiocciola, sembra voglia arrivare prima.
Che profumo questa siepe rampicante di gelsomino!
Come è morbido questo cuscino!
Il tuo amico è stato proprio gentile!
Nonno è un vero campione nell'orto, andiamo a vedere!
Abbiamo tempo per un abbraccione e una corsa: dai, ti prendo io che sono velocissima!
Ora possiamo perdere tempo ad ascoltarci..."
Ascoltare:
un dono che è "più"... più di tutti i pacchi dono che arrivano nelle nostre case, infiocchettati e profumati solo di desiderio di farli sentire importanti.
Ma i bambini capiscono meglio il dono della condivisione.
Senza fretta.
 
pubblicato da  Annamaria Gatti
foto di Giovanni

lunedì 12 agosto 2013

Educare figli liberi impegna. Molto.


Se qualcosa non va, dicevamo nel post precedente, possiamo collaborare al dibattito con una semplice osservazione: è più semplice seguire l'istinto materno/paterno ed esercitare  la pressione e la protezione sui figli, che ci mette al riparo da incertezze, sensi di colpa, senso di inadeguatezza genitoriale.
Più complesso è invece lavorare sui figli con il rispetto della loro autonomia e della libertà a provarsi, misurarsi, conoscere, sbagliare, rialzarsi, sentirsi protagonisti dellla propria vita e del bene che da essa si trae.
 



E' più complesso perchè occorre accettare di lavorare sulla propria persona e sulla coppia genitoriale, occorre crescere insieme, essere maledettamente tenaci, comprensivi e forti, capaci di perdono e di ammissione di colpa, sapere bene dove andare a parare, a quali valori spirituali e umani fare assolutamente riferimento, studiare con attenzione il figlio, essere disponibili, perderci il tempo necessario per ascoltare e lavorare di coerenza fino allo stremo affettivo.
Ma poi:
                         lasciarlo andare. Lasciarlo decidere, sperimentare con gli strumenti che abbiamo cercato di dare. E non solo dopo il 18° anno, s'intende. Dalla culla in poi, nelle piccole cose della crescita.
Lasciare che  sperimenti  il proprio incontro con la vita, che dà sapore ai giorni, alla fatica di vivere e di cercare la propria strada, da solo, è educare figli liberi.
...Ma sapendo che le due persone da cui è stato generato, sono alle sue spalle, fiduciose nelle sue possibilità e proprio per questo non si sostituiscono a lui in nessuna incombenza, dalla più banale, alla più severa.
Un piccolo test: quando sento il disagio nel proporre qualcosa, quando comprendo che questa cosa "tocca" a lui e sostituirmi lo umilierebbe, allora il mio stile educativo per quanto improvvisato o lacerato è ancora sano.

pubblicato da Annamaria Gatti
foto: www.fotocommunity.it

domenica 11 agosto 2013

Qualcosa da aggiustare.

"Fatico a non aver sotto controllo i figli, che intanto crescono e non sempre quello che vorrei io per loro, è quello che loro desiderano per se stessi.
Mi accorgo che altre madri sono troppo accudenti e che tarpano le ali ai loro figli. Non vorrei essere nel numero anch'io, perchè immagino le conseguenze di questo modo di educare. Io stessa ho faticato a staccarmi dai genitori e ho sofferto." Luciana

 


Al supermercato, sottovoce: "Mamma, non chiamarmi amore, soprattutto quando siamo con gli altri, sono ormai grande e mi dà fastidio". Reputo che il bambino abbia circa otto anni.
In spiaggia una madre: "Vieni, ti metto la crema, stai attento a non scottarti...". Il "bambino" è un giovanottone che pareva disinvolto. L'amico che lo accompagna si defila. Il giovane non ha reazioni a questo intervento materno e dopo qualche minuto è tutto bianco di crema, anche in viso. La madre raggiunge le amiche, lui, perplesso, gli amici.
Forse note banali, ma di carattere estremo?
 
Leggo sul quotidiano (Avvenire, 10 agosto) che alcune imprese del nord-est sono costrette a chiedere alle maestranze di lavorare anche di sabato e facendo degli straordinari, poichè le rischieste di consegna sono in aumento considerevole.  In alcune la percentuale di stranieri ben inseriti è altissima.
Un'azienda in particolare ricerca personale urgentemente e osserva il dato preoccupante che sarebbero felici di assumere anche giovani italiani, ma... qualcuno arriva persino con la mamma al colloquio... Altri, in questo periodo, chiedono di incominciare dopo le vacanze.
Qualcosa non va.
 
pubblicato da Annamaria
foto windoweb.it

giovedì 1 agosto 2013

Come nascondere un leone: stereotipi ed affini.

 

 
Dettagli prodotto
Recensione di   Annamaria Gatti
Fonte: Città Nuova,  Agosto 2013
"Come nascondere un leone"
di Helen Stephens
NORD-SUD EDIZIONI

Se avete un bambino dai 3 ai 7 anni questo è un libro sugli stereotipi semplice ed eccezionale nello stesso tempo, da leggere o da ascoltare, che fa leva sui sentimenti di empatia, di simpatia, sulla sorpresa e l’ironia sana che accompagna e deve accompagnare la crescita dei nostri bambini.

Poi, se siete capaci di tornare bambini anche voi, il libro sorriderà al vostro cuore e alle vostre menti, garantendovi 15 minuti di gioia pura nello scoprire in quanti modi queste immagini e le parole che le accompagnano possono interagire con il bambino, i suoi sentimenti e lo stupore!

Come tutti i libri che azzardano l’impossibile e l’assurdo, (dall’elefante nel frigorifero, al cammello nella palestra della scuola), accarezzano la mente bambina, capace di sorvoli incauti sulla normalità e sulla pedanteria adulta, troppo adulta!

E fanno stare bene. Così come  la Iris protagonista bambina sostiene che i grandi non possono capire come vanno certe faccende!

Un modo per continuare un dialogo serissimo con il bambino/la bambina! O per conoscerlo/a, per condividere, per farsi attenti e… “alzarsi” alle loro altezze. Per scoprire con lui/lei che la diversità è un valore, che è fonte di sorprese inaspettate.

Scrittura essenziale, efficace, illustrazioni degnissime: le espressioni del leone nelle varie situazioni paradossali sono piccoli capolavori.

(Ah! dimenticavo: il volumetto mi è stato  consigliato da un tipetto di 5 anni, che rifugge la pedanteria e l' ovvietà e ha idee molto decise in fatto di libri).