Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che... rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

sabato 31 dicembre 2011

Guardando il presepe.


E’ LEI LA COMETA!


C’era il buio più assoluto,

niente forse sarebbe accaduto.

Non un barlume, non una stella,

ma poi era apparsa lei ,la più bella!


Niente sembrava più come prima,

al suo bagliore impallidiva la luna

e il cielo stupiva a quell’evento

cullando il nuovo nastro d’argento.


E tutte le stelle piccole e grandi,

sprizzano luce, sono brillanti,

accompagnando in tutto quel blu

il primo sonno del Bimbo Gesù.


da "Filastrocche del presepe" di Annamaria

foto da: iljournal.it





venerdì 30 dicembre 2011

Una canzone per noi: al sorgere del nuovo anno!


"La musica racconta all'animo
e stupisce chi sa ascoltare l'u
omo."

Per ascoltare:
http://www.youtube.com/watch?v=FP7Ry9MfkQU&feature=related

Morning has broken (....1970...)

Cat Steven

- Translation-

L'alba è sorta, come la prima alba
L'uccello nero ha cantato, come il primo uccello,
Lodate il canto, lodate l'alba
Lodate la frescura che sorge dal mondo.

Dolce cade la nuova pioggia, luce dai Cieli,
Come la prima rugiada, sulla prima erba,
Lodate la dolcezza del giardino umido
Che nasce già completo dove i Suoi piedi si posano.

Mia è la luce del sole, mia l'alba,
Nata dall'unica luce che l'Eden vide giocare,
Lodate dal cuore, lodate ad ogni alba
La nuova creazione divina del nuovo giorno.

L'alba è sorta, come la prima alba
L'uccello nero ha cantato, come il primo uccello,
Lodate il canto, lodate l'alba
Lodate la frescura che sorge dal mondo.



mercoledì 28 dicembre 2011

Momenti


Come una trottola,
di corsa,
in fretta,
innumerevoli volte,
sempre,
ovunque,
spicciati,
presto,
siamo in ritardo,
corri,
sto aspettando...
ALT!
Fermiamoci un po', ripensando a quanto tempo possiamo gestire meglio, almeno lo dico a me stessa e vi giro il pensiero in compagnia di questo lavoro di Nicoletta Costa.
Ma come farà a pensarle per disegnarle "cose così"?
Deve essere una poetessa.
E' quello che affermo nell' intervista a questa coinvolgente artista dell'illustrazione e della narrazione per bambini:

http://www.cittanuova.it/contenuto.php?idContenuto=331820&TipoContenuto=articolo

pubblicato da Annamaria Gatti
ill. di Nicoletta Costa

lunedì 26 dicembre 2011

Coperta di Natale


Alla scuola dell'infanzia mamme, papà (spero...) e bambini hanno confezionato oltre un centinaio di auguri natalizi in stoffa lavorata creativamente e li hanno poi uniti in un immaginario abbraccio "multiempatico" e multiculturale: il risultato?
Una coperta di straordinario impatto emotivo, con cui vorrei scaldare tutti voi bambini e genitori, nonni e insegnanti, in questa manciata di preziosi giorni in cui rinsaldare i rapporti, conoscersi meglio e scoprire la bellezza delle relazioni familiari. Buona settimana natalizia!
"Abbiamo fatto questa coperta perchè è nato Gesù che è.....(sottovoce, in un soffio)... il Salvatore di tutti"
Coperta dei bambini della scuola "Gianni Rodari" di Lonigo - Vicenza

pubblicato da Annamaria Gatti
foto di Miriam



domenica 25 dicembre 2011

Costruiamo il presepe in filastrocche 4




NASCE GESU’

La notte è giunta e Giuseppe freme.

È accanto a Maria e la sostiene.

Nasce al mondo il Figlio di Dio,

è un neonato, com’ero io.


Maria lo avvolge nel panno bianco

ed il sorriso non è più stanco,

piano pianino la fronte accarezza

e riempie il giaciglio di tenerezza.


Giuseppe provvede a scaldar la capanna

per difender il Bimbo e la sua mamma.


Gli angeli annunciano la buona novella

su tutto il presepe si accende una stella.

S’alzano d’impeto i pastori,

i primi a giunger con i loro doni .


da "Filastrocche del presepe" di Annamaria Gatti


sabato 24 dicembre 2011

Costruiamo il presepe in filastrocche 3

Vigilia
L’ASINO E IL BUE SON PROPRIO LA’


Là una luce tremula e grata

nella capanna si è appena svelata,

qualcuno non dorme nella notte azzurra,

qualcuno attende accanto a una culla.


Il freddo si placa e l’incerta fiamma

illumina l’interno della capanna,

l’asino scruta con sguardo paziente

il bue che rumina placidamente.


Nel mio presepe che cosa ci fanno

un asino e un bue in un capanno?”

Bambino caro, quando lui verrà

di bontà e calore bisogno avrà.”


da "Filastrocche del presepe" di Annamaria Gatti

foto da presepemieale.altervista.org



venerdì 23 dicembre 2011

Costruiamo il presepe in filastrocche 2

I PASTORI


Siedono placidi i vecchi pastori,

ascoltano il gelo dei propri cuori,

ma ecco il vento giunge leggero,

scompiglia il gregge per il sentiero.


Qualche agnellino si alza e sgambetta,

occorre riprenderlo in tutta fretta,

intorno al fuoco e al suo bagliore

poi cercan riposo consolatore.


Tutto è tranquillo or lì vicino

e ogni pecora ha il suo agnellino,

nessuno sa quel che accadrà

nella notte che giungerà.

da "Filastrocche del presepe" di Annamaria Gatti

ill.: catechesibig.it


giovedì 22 dicembre 2011

Costruiamo il presepe in filastrocche 1


da "Filastrocche del presepe"
di Annamaria Gatti

DOVE SONO GLI ANGELI?


E’ notte, è mistero, è anche poesia,

non so però se in cielo ci sia

il volo degli angeli messaggeri

commossi, soavi e ancor più leggeri.


Ecco lo vedo, vicino alla culla,

c’è un angelo piccolo che si trastulla

e là, dal monte, dietro alla palma

un altro alato giunge con calma.


Aspettano lieti il momento divino

in cui vedrà la luce il Bambino,

non suonano trombe troppo sonore,

ma cantano nenie con tutto il cuore.


martedì 20 dicembre 2011

SENZA PAROLE 2


"Perchè le stelle comete sono due?"
"Mah! Prova ad indovinare, vediamo chi ci riesce di noi due!"
pubblicato da Annamaria
Ill. da GB e DOPPIAW di Walter Kostner

sabato 17 dicembre 2011

Operazione buone notizie: tutto incomincia da te!.. ops, da me!

Non perdetevi questo editoriale di Alessandro D'Avenia, sia che abbiate bambini, sia che stiate sopravvivendo a simpaticissimi adolescenti in famiglia, a scuola...
http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/farelapace.aspx
E buona settimana natalizia!

venerdì 16 dicembre 2011

COME FAVORIRE L'AUTOSTIMA DEI FIGLI?




"Sei orgoglioso del tuo lavoro a scuola?" Mio figlio doveva rispondere a questa domanda in un questionario sull'autostima e ne è venuto fuori un pandemonio. Lui ha risposto: quasi mai. E noi in casa ci siamo scombussolati. Con tutta la fatica che facciamo da cinqie anni perchè porti a casa un buon giudizio, perchè faccia bene... eccolo qui! Siamo arrabbiati io e mia moglie e ci chiediamo se anche le maestre avrebbero potuto fare qualcosa di meglio. Lui ci pare poco motivato, sempre ad aver bisogno di tutto. Intanto uno dei problemi è il materiale scolastico, che spesso manca, lo dimentica a scuola o a casa e da lì tutta una serie di mancanze.
Papà Mirco

Non sempre i figli rispondono alle nostre aspettative. anzi direi mai e graziealcielo!
"I figli non sono i vostri figli..."
Ma quando il Pierino di turno svela tutta la verità sul suo rapporto con la propria autostima nella realtà scolastica, per esempio, gli siamo grati. Anche se siamo stati ottimi genitori (non infallibili, graziealcielo-bis) e appunto perchè lo siamo stati, ecco che ci siamo adirati al fattaccio e siamo stati attenti.
Altri genitori non si sarebbero scomposti e avrebbero laconicamente osservato che tanto nella vita la scuola non basta per essere ricchi e famosi.
Dunque... Pierino ci ha detto a chiare lettere che così non va e noi e lui corriamo ai ripari.
Punto primo AUTONOMIA: questo alunno frequenta la quinta classe, mi pare, e all'età veneranda di 10 anni deve, e sottolineo
deve, fare da solo alcune cose essenziali, come preparare scrupolosamente il materiale scolastico, preparare i compiti, provvedere a sè... ( provvedere alla persona, organizzare i tempi di gioco e studio, i tempi di aiuto e collaborazione familiare...) Insomma si stabiliscono delle regole precise insieme, ma che vanno poi osservate.
Punto secondo AUTOSTIMA: Pierino non si farà più accudire da mamma e papà e loro dovranno dirglielo a chiare lettere, ammettendo di aver sbagliato fin qui a sostituirsi a lui (perchè? è incapace, ha qualche disabiltà?) perchè non hanno favorito che si sentisse efficace. Sarebbe un errore trattarlo da poppante! Ora sanno con certezza che a queste cose (e occorrerà essere precisi su quali cose!) potrà provvedere lui, in assoluta fiducia dei genitori che comunque monitoreranno le prassi e i risultati. Alcuni ingenui genitori intendono erroneamente le prassi e abbandonano, in un eccesso di rilassatezza e rassicurazione sui miracoli educativi, il controllo, con gravi pericoli di riuscita della strategia.
Punto terzo DIALOGO: ecco ora il momento importante del dialogo. E qui vi rimando ai post del dialogo e dell'ascolto, delle regole e sicurezza, della coerenza, della professione genitori ecc....

Poi vorrei parlare dei compiti, ma credo che aprirò una serie di post sull'argomento, soprattutto se vorrete darmi qualche input..

E che dire delle maestre?
Punto quarto COLLABORAZIONE: coordinate con le insegnanti queste vostre prassi perchè anche loro valorizzino o diano un costo alla risposta per i comportamenti non adeguati di Pierino e un messaggio io... che sposti l'attenzione sul comportamento e non sulla persona!
Punto quinto COSA VALE?: puntare sul positivo comunque!!! i comportamenti inadeguati si estinguono valorizzando quelli adeguati! (Meazzini, ma anche Don Bosco, Padre Pavoni...)


pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
illustr. da albanesi.it

giovedì 15 dicembre 2011

Non servono parole


Illustrazione di Vittorio Sedini
Fonte: www.cittanuova.it

pubblicato da Annamaria

martedì 13 dicembre 2011

In cammino costruendo il presepe


"Guarda i Re Magi che vanno!
Andiamo tutti alla capanna, io sono il primo remagio che è più importante, quello con la corona sulla testa. Quanti cammelli!
Però alla capanna ci faccio arrivare prima il pastore, quello che suona, così Gesù ascolta la musica e non ha più paura.
Anche la sua Mamma non ha più paura.
Anch'io non ho più paura."

Chi glielo dice che tutti stiamo cercando un approdo , una speranza?
Se non tornerete come bambini...
E' l'ora del coraggio per tutti, di fronte al più indifeso degli esseri viventi.


pubblicato da Annamaria

martedì 6 dicembre 2011

Non scappare, parlane!


Un'avventura per la cucciola Mia

di Annamaria Gatti
illustrazioni di Eleonora Moretti
Fonte: Città Nuova

C'era una volta la cucciola Mia che se ne stava in un angoletto dell'aia della fattoria, a meditare l'avventura. Le aveva preso una gran voglia di scappare e vedere il mondo da sola.

Uffa! Mamma e papà sono sempre seri e non mi portano più ad esplorare i campi vicini alla fattoria” mugolava indispettita e triste.

Mia meditava in cuor suo di lasciare la cucciolata dei cinque setter, ma aveva un gran peso sullo stomaco:

Di sicuro avrò fatto qualcosa che non va, altrimenti mamma e papà non sarebbero così scuri con me: mai una scodinzolata, mai una leccatina in questi giorni. Che succede?”

Dai retta a me non te la prendere, guarda me: io scorazzo a più non posso e mi passa!” aveva bonfonchiato il cucciolo Dolby irriconoscibile perchè aveva appena affrontato una bella pozzanghera melmosa.

Io preferisco rosicchiare tutte le ciabatte che trovo!” aveva aggiunto il fratellino Luky.

Io invece preferisco le poltrone!” abbaiò la sorellina Missis, tuffata in una nuvola di piume!.

Io invece me ne vado!”

E così, dopo aver sotterrato l'osso preferito da sotto le ortensie, sgattaiolando (o scucciolando?) dal cancelletto aperto, prese la strada del paese con la coda fra le zampe e le orecchie basse.

Un carretto la schivò, rotolando giù dal ciglio del sentiero:

Ehi! Attenta dove metti le zampe!” Che gran batticuore, per cucciola Mia.

Poi il temporale scrosciò a più non posso sulla zona e Mia, tremante, si riparò sotto una siepe di forstizia.

Caspita! Come era difficile scappare di casa! Il suo cuoricino era troppo triste: era lei la ragione delle preoccupazioni di mamma e papà, lo capiva bene e si chiedeva:

Ma che cosa avrò combinato?”

Il buio giunse in fretta quella sera e Mia cominciava a sognare la cuccia, la zuppa calda di casa e le capriole con i suoi fratellini.

Leccandosi le zampette stanche, decise che sarebbe stato meglio raccontare la sua rabbia e la sua paura a mamma, forse l'avrebbe aiutata un po'.

Era immersa in questi pensieri, quando sentì un richiamo: “Mia! Mia!”

Ah, ecco mamma! Finalmente! Meno male sei qui, mamma, dimmi ho fatto qualcosa di grave che sei sempre triste?”

Ma cosa dici piccola Mia? Non è COLPA TUA se sono triste. Invece sono proprio felice di averti ritrovata!”

In quel momento le raggiunse festoso anche papà, che diede una leccatona a tutte e due! Roba da lasciare il segno!

E non ci provare più, meglio parlarne se hai dei problemini, eh?” aggiunse.





venerdì 2 dicembre 2011

Un filtro per viaggiare sicuri su internet: esiste?


Provo a rispondere a Luciano che nel post precedente si/ci poneva la domanda: che ne sapete voi di mezzi di controllo per un uso sicuro di internet?

Rispondo... con alcune domande:

Cos'è un parental control?

Qualcuno ha già testato i filtri?

Non so rispondere neppure a queste, ma se volete potete visionare l'intervista che qui segnalo:


http://www.youtube.com/watch?v=gpGZoaPkQT0

e poi provare a cercare aggiornamenti e informazioni sul portale www.ilfiltro.it.

Fatemi sapere!

Il portale www.ilfiltro.it è nato per iniziativa del prof. Michele Crudele nel 2001 in risposta alla richiesta di informazioni da parte di genitori e docenti sul tema della protezione della navigazione dei minori su Internet.

L'Associazione Centro ELIS gestisce le attività connesse al portale, nell'ambito delle sue finalità istituzionali e in collaborazione con gli altri enti aderenti al Manifesto ELIS.

Le attività promosse dal portale e i progetti formativi sono stati finanziati dal Ministero dell'Interno (fondo UNRRA), dal Ministero della Pubblica Istruzione, dalla Fondazione Roma Terzo Settore. Hanno ottenuto il patrocinio del Ministero delle Comunicazioni (Comitato Internet e minori), dell'ISCOM (Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell'Informazione) e del V Municipio di Roma.

pubblicato da Annamaria

gatti54@yahoo.it

Illust- Mafalda di Quino

mercoledì 30 novembre 2011

internet e company

Ci scrivono:
"SONO UN PAPA' DUBBIOSO IN MERITO ALL'UTILIZZO DI INTERNET DA PARTE DEI MIEI FIGLI DI 11 E 9 ANNI. VORREI CHE LO UTILIZZASSERO IN SICUREZZA, ORMAI L'ACCESSO A SITI PERICOLOSI E' ALL'ORDINE DEL GIORNO E DEVO TUTELARLI, SENZA IMPEDIRE CHE POSSANO USARE BENE LO STRUMENTO.
AVETE ESPERIENZE POSITIVE IN MERITO?"
LUCIANO

Giriamo agli amici del blog...

Pubblicato da Annamaria
gatti54@yahoo.it
foto da: historyking.it

sabato 26 novembre 2011

Babbo Natale è il nonno di Gesù Bambino?


I bambini sono precisi nelle domande, io un po' meno sicura nelle risposte:
"Ma perchè incomincia l'Avvento?"

"Perchè gli uomini e le donne e i bambini si preparano all'arrivo di Gesù".

"Come quando viene a trovarmi Leonardo? O come aspettiamo che "nasce" Lucia?" "Beh, pressapoco così".
"Allora prepariamo il Presepe per quello, vero?"

"Bravo, proprio per quello".

"Allora cosa vuol dire che mangio un cioccolatino ogni giorno che apro una finestrella e trovo babbo natale dietro? Che c'entra con Gesù, il babbo natale?"

"Beh...!?!?"

"Ma chi sarà babbo natale, così vecchio?"
"......."
"Ah, ho capito, babbo natale deve essere il nonno di Gesù Bambino! O no?"

"No, non credo, però ' sto babbo natale non ci sta proprio..."
"Mah! Guarda non ti preoccupare noi due sappiamo che non ci sta , ma non dire niente agli altri, loro credono che babbo natale "porta" i regali... Io invece so che a Natale viene Gesù Bambino, quello sì!"


pubblicato da Annamaria
illustrazione da ffz.leonardo.it

giovedì 24 novembre 2011

Dislessico?


Siamo un po' perplessi. Nostro figlio frequenta la seconda classe e ci sono alcuni problemi perchè non legge bene. Si rifiuta di farlo, fugge l'impegno e sembra preferire tutt'altro
all' impegno. Ci sembra strano perchè è sempre stato un bambino sveglio e interessato a tutto. Ma dallo scorso anno, all'inizio degli impegni scolastici, la delusione alberga nel suo e nel nostro cuore. Anche quando scrive, gli errori non si contano. Abbiamo sentito parlare di dislessia. Potrebbe essere dislessico? Come accertarlo? Cosa fare? Non vorremmo spaventarlo, ma ora non ci sentiamo più sicuri quando ci dicono le maestre che "potrebbe fare, ma non si impegna abbastanza e si stanca subito".
Nostro figlio non è mai stato indolente.
LM

Un dubbio legittimo: avrà un disturbo di apprendimento?
Il nostro bambino scrive male e legge peggio e malvolentieri, dà segni di interesse per gli apprendimenti, ma poi si stanca: questa stanchezza potrebbe essere scambiata per mancanza di volontà e invece potrebbe essere proprio dovuta a funzionamenti complessi, che necessitano di essere conosciuti e valutati per permettere un corretto approccio al problema.
Esistono indicazioni abbastanza precise che inducono genitori e insegnanti a pensare alla necessità di una valutazione specialistica, che si può richiedere presso le ULSS/ASL del Servizio Nazionale, o a strutture accreditate, attualmente le uniche autorizzate a rilasciare una diagnosi che permette di accedere alle prassi di aiuto previste dalla legge 170.
Ma cosa sono i DSA e come si manifestano?

"Sono coinvolte in tali disturbi: l’abilità di lettura, di scrittura, di fare calcoli. Sulla base

dell’abilità interessata dal disturbo, i DSA assumono una denominazione specifica: dislessia

(lettura), disgrafia e disortografia (scrittura), discalculia (calcolo)."

Ma come nascono i DSA, quale è la loro eziologia?

"Secondo le ricerche attualmente più accreditate, i DSA sono di origine neurobiologica; allo

stesso tempo hanno matrice evolutiva e si mostrano come un’atipia dello sviluppo, modificabili

attraverso interventi mirati.

Come viene trattata la difficoltà?

"Posto nelle condizioni di attenuare e/o compensare il disturbo, infatti, il discente può

raggiungere gli obiettivi di apprendimento previsti. E’ da notare, inoltre (e ciò non è affatto

irrilevante per la didattica), che gli alunni con DSA sviluppano stili di apprendimento specifici, volti

a compensare le difficoltà incontrate a seguito del disturbo."

Questa è la chiave di lettura del problema. Ed è una chiave che dà serenità, anche se spesso il cammino verso la normalità può essere complesso.

Nel nostro caso è meglio approfondire con le insegnanti la cosa, alla luce degli ultimi aggiornamenti della legge 170 del 2010 e poi delle Linee Guida del luglio 2011.di cui ho riportato le note virgolettate in questa risposta.

"Infatti, il tipo di intervento per l’esercizio del diritto allo

studio previsto dalla Legge 170 si focalizza sulla didattica individualizzata e personalizzata, sugli

strumenti compensativi, sulle misure dispensative e su adeguate forme di verifica e valutazione."

Un aspetto importante è il superamento della barriera psicologica: lo studente, l'alunno con DSA va sostenuto perchè viva serenamente il suo superabile disturbo, perchè venga reso abile ed efficace nell'utilizzare gli strumenti compensativi e le strategie previste, che fra l'altro fanno bene a tutti! Se vi sarà consapevolezza e un approccio sereno da parte della famiglia e degli insegnanti, la difficoltà è già in parte superata. Certamente occorre molto senso di responsabilità e aggiornamento.

Per questo lascio anche l'indirizzo utile dell' associazione dislessia: www.aiditalia.org/

Ma questo è solo un primo approccio a un tema molto ampio e che merita approfondimenti efficaci.






pubblicato da Annamaria Gatti
ill. da www.mondoerre.it

domenica 20 novembre 2011

SE


SE NON FACCIAMO CONCERTO,
SE NON SIAMO UN'ORCHESTRA BEN AFFIATATA
DOVE CIASCUNO SA CHE DEVE FARE LA PROPRIA PARTE
CON PASSIONE E ONESTA' E COMPETENZA,
SE...
...NON CREIAMO UN'ARMONIA,
ALLORA LA FAMIGLIA , SOPRATTUTTO,
LA CLASSE, IL GRUPPO DI LAVORO,
IL TEAM SBIADISCONO,
TUTTI GLI SFORZI SONO INUTILI
E IL COSTO UMANO E SOCIALE IMMENSO...

SE FACCIAMO CONCERTO,
SE SIAMO UN'ORCHESTRA BEN AFFIATATA
DOVE CIASCUNO SA CHE DEVE FARE LA PROPRIA PARTE
CON PASSIONE E ONESTA' E DEDIZIONE,
SE...
... CREIAMO UN'ARMONIA,
ALLORA LA FAMIGLIA , SOPRATTUTTO,
LA CLASSE, IL GRUPPO DI LAVORO,
IL TEAM, S'ILLUMINANO
E GLI SFORZI REALIZZANO
PIAN PIANO TUTTI GLI OBIETTIVI
CIASCUNO DARA' IL MEGLIO DI SE'
CREANDO UN GIORNO MIGLIORE.


pubblicato da Annamaria
foto: Orchestra Teatro Olimpico di Vicenza

lunedì 14 novembre 2011

Mio figlio disabile


di Ezio Aceti
articolo di Maddalena Triggiano Petrillo
Fonte: Città Nuova


La recensione del "Passaparola" appena uscito per Città Nuova


Mio figlio disabile












Con il consueto linguaggio chiaro e immediato
l’autore

ci offre l’opportunità di riflettere su un tema
altamente

significativo della vita sociale, vita quotidiana
di tante famiglie:

l’incontro con la disabilità.
Il libro è uno sforzo d’integrazione di più aspetti:
la ricerca di senso della disabilità, vista con la tenerezza
e il coraggio dei genitori, e la storia evolutiva del pensiero
scientifico sull’handicap, progressivamente più attento
alla ricerca delle risorse nascoste delle persone disabili e
oggi decisamente orientato ad avvicinare le cure sanitarie
alla necessità di inclusione sociale.
Aceti ci invita ad ascoltare in profondità le testimonianze
di vita dei genitori,che “aprono al mistero (dell’handicap) ,
rendendolo meno oscuro”. Lo fanno stimolando nel lettore
una “intelligenza spirituale”, un’attitudine intellettiva
accogliente e scevra di giudizio, che
“si lascia sopraffare dalla vita” …”e,
dopo il disarmo, riprende la sua analisi”.
Il libro è complessivamente utilissimo per aumentare
in chi è fuori dal problema le capacità
di condivisione e partecipazione
Nell’ultimo capitolo viene dato spazio anche
ad un elenco
di associazioni italiane per l’handicap.
Per chi è dentro il problema ,
è una piccola luce che illumina le azioni quotidiane ,
spronando
a non arrendersi e a vederle sotto il riflettore
smisurato dell’amore di Dio.












venerdì 11 novembre 2011

OGGI A SCUOLA ANCORA!


BUONA SCUOLA OGGI A... BAMBINI E RAGAZZI attenti e delusi, pieni di speranza e intimoriti dalle richieste, dubbiosi e felici di stare insieme, quelli per cui la scuola è proprio un peso e quelli che a scuola ci vanno volentieri... GENITORI, trepidi e inquieti, decisi o entusiasti, fiduciosi o arrabbiati, collaborativi o rassegnati... INSEGNANTI forti o deboli, preparati o impotenti, appassionati e generosi, affannati e senza speranze, affaticati e tosti nonostante tutto e tutti! BIDELLI angeli della scuola se vogliono, attenti o distratti, consapevoli o no, del ruolo educativo che anche loro hanno... DIRIGENTI sommersi dalle circolari, consapevoli del loro altissimo ruolo di consulenza, supporto e conduzione, capaci di scegliere per il bene educativo di tutti coloro che sono affidati alla loro dirigenza... in croce spesso e volentieri fra l'incudine e il martello... E TANTI ALTRI, AMMINISTRATORI, REFERENTI DEI SERVIZI TERRITORIALI SCOLASTICI PROVINCIALI E REGIONALI... che anche oggi dovranno operare scelte importanti per il nostro futuro: i ragazzi.

pubblicato da Annamaria
illustr. di Nicoletta Costa

lunedì 7 novembre 2011

La forza dell'infanzia!



Le fiabe non dicono ai bambini che esistono i draghi:
i bambini già sanno che esistono.
Le fiabe dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti.”
G.K. Chesterton.


da: Nati per leggere
pubblicato da Annamaria
Illustr. dal film W. Disney "La spada nella roccia"

sabato 5 novembre 2011

Un pensiero piccolo piccolo.


"Cosa dirai adesso che hai questo bel libro tutto per te?" chiede un adulto al bambino.
"Grazie tantissimo"
Non capita spesso di sentire bambini che ringraziano festosi, con gli occhi lucenti di stupore e d'incanto, perchè hanno fra le loro mani la raccolta delle pagine che hanno appena sentito leggere da qualcuno, capace di rubare pensieri e respiri, per introdurli nel mondo incantato dei personaggi di un racconto!
Forse dovremmo anche noi ripetere più spesso un ringraziamento a tutti quelli che credono sia il caso di continuare a lottare, ogni giorno ancora di più, perchè un bambino continui a sperare e a credere.
Ci piace sentire un grazie sussurrato dai nostri giovanissimi, a coloro che si spendono davvero per qualcosa di vero!
Educhiamo al "ringraziamento" come forma di auto-aiuto.
Forse ne abbiamo bisogno tutti, in questi giorni.


pubblicato da Annamaria
illustrazione di Nicoletta Costa

sabato 29 ottobre 2011

Halloween non mi interessa

29 ottobre, giorno della Beata Chiara Luce
Per favore: non festeggiate halloween con i vostri bambini,
ma guidateli al ricordo dei Santi, dei bei personaggi pubblici,
ma soprattutto dei familiari che sono morti, partiti per il cielo,
raccontando loro tutto ciò che di buono hanno fatto in vita per loro, per la famiglia, per il mondo...
è il modo migliore per creare fiducia nella vita,
esempio positivo di ottimismo e di incoraggiamento...
Un'alternativa al tentativo di ridurre tutto a consumismo
e soprattutto a messaggi negativi e contrari anche al buon senso:
non riduciamoci a seguire una moda,
in cui non crediamo neppure noi...


pubblicato da Annamaria
foto della Beata Chiara Luce Badano

venerdì 28 ottobre 2011

Dalla newsletter AMU, Azione per un Mondo Unito


Jacques Delors, Rapporto Unesco “Nell’educazione un tesoro” Il Rapporto Delors venne richiesto dai Capi di Stato al vertice del Consiglio europeo di Hannover del 1988. Redatto da un Comitato composto dai Governatori delle Banche Centrali dell’ UE, il “Libro bianco” venne scritto sotto la guida dell’allora Presidente della Commissione europea, Jacques Delors, grande statista e protagonista di alcune tappe fondamentali dell’Unio-ne Europea. Nel rapporto vengono approfondite tematiche quali l’educazione, vista come uno strumento essenziale per raggiungere gli ideali di pace, di libertà, di giustizia sociale. L’educazione viene intesa come “utopia” necessaria seppur costretta a fare i conti con le tensioni che si trovano al suo interno. Delors individua “quattro pilastri” sui quali fond
are i Saperi del terzo millennio:
  • imparare a vivere insieme,
  • imparare a conoscere,
  • imparare a fare,
  • imparare ad essere.
  • Ma quello che vorremmo sottolineare è la dichiarazione a proposito delle sfide di fronte alle quali si trova l’educazione: "Le nuove sfide di fronte alle quali si trova l’educazione, contribuire allo sviluppo, aiutare a comprendere il fenomeno della globalizzazione e in una certa misura venire a patti con esso, incoraggiare la coesione so-ciale, debbono essere affrontate fin dall’educazione primaria e secondaria. Gli insegnanti svolgono un ruolo deter-minante nel creare le condizioni ne-cessarie per il successo dell’edu-cazione formale e dell’educazione permanente. L’importanza del ruolo dell’insegnante, in quanto promotore del cambiamento, della comprensione e della tolleranza reciproca, non é mai stata così evidente come oggi.”
  • Sfide che vengono rilanciate in una sua recente intervista al quotidiano “Le Monde”. Delors, che oggi ha 86 anni, critica le politiche europee affermando in sostanza come l’Unione Europea è lontana anni luce dall’originario progetto di cooperazione. “Ho sempre sostenuto che il successo dell’Europa, sul piano economico, si basa su un triangolo: la competizione che stimo-la, la cooperazione che rafforza e la solidarietà che unisce. Bisogna passare all’azione.” Sappiamo che a scuola l’alunno respira la realtà che lo circonda, sappiamo che “crescere” è faticoso e soprattutto lo è aiutare a farlo. Più che mai attuali sono le considerazioni del Rapporto Delors, più che mai nell’educare continuiamo a scovare tesori. P.M. Jacques Delors

Per iscriversi alla newsletter inviare il proprio indirizzo mail a: patrizia.mazzola@amu-it.eu L’iscrizione è gratuita.

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto di Giovanni Guarda

mercoledì 26 ottobre 2011

Non salo nati per leggere ma anche... Nati per la Musica Progetto per la diffusione della musica da 0 a 6 anni -

Nati per la Musica è patrocinato dal

Nati per la Musica è patrocinato dal

Disegni di Ado: a.comazzetto@libero.it
Il progetto ha lo scopo di approfondire il significato del proporre la musica in maniera non occasionale fin dai primi mesi di vita e, attraverso i pediatri, di sensibilizzare le famiglie sui vantaggi che questa pratica comporta.


pubblicato da Annamaria

martedì 25 ottobre 2011

...LEGGIGLIELO E BASTA!


A proposito del post:
MI LEGGI UN LIBRO, OVVERO: STAI CON ME?

Angelo scrive:
Da bibliotecario, incallito lettore e promotore di Natiperleggere, non posso che concordare!
E' prima di tutto una esperienza di rapporto personale che crea molta intimità, quella della lettura, anche collettiva.
Quante volte ho dovuto convincere qualche genitore a leggere al proprio bambino, senza preoccuparsi di essere un "attore"!


Grazie Angelo! Credo proprio che ci sia bisogno di tornare ad una spontaneità che l'"ipertecnologizzazione" di oggi ha sacrificato sull'altare della "specializzazione" e della ottimizzazione di tutto, anche del rapporto con i propri figli... che hanno bisogno di autenticità e semplicità. Grazie a tutti coloro che, affiancando i genitori, gli insegnanti e gli educatori, indicano loro la strada giusta e spesso li liberano dai qualche piccolo tabù!
Annamaria
pubblicato da Annamaria
gatti54@yahoo.it
illustr. di Nicoletta Costa

lunedì 24 ottobre 2011

COME POSSIAMO DIFENDERCI?


IMMAGINI E TV
Non possiamo non "indignarci" con forza di fronte a quello che abbiamo assistito nei giorni scorsi in televisione, con pochissime eccezioni...
Violenza e orrore esibiti all'uccisione di Gheddafi, terribile omicida e inquietante protagonista della storia libica.
Mi ha soffocato l'esultanza macabra data in pasto ai bambini, ai ragazzi e ai loro genitori, basiti di fronte a tanta crudeltà mostrata senza filtri, senza far in tempo a cambiare canale o a spegnere la tv all'avviso cortesemente rivolto un secondo prima delle immagini cruente: si sconsiglia la visione ai bambini.
E quale angoscia per i bambini libici che hanno sfilato davanti al corpo.
Ma sono bambini! B A M B I N I.
Tante grazie!
Alcune giovani famiglie di mia conoscenza hanno rinunciato all'elettrodomestico e preferiscono scegliere quali programmi trasmettere e a cui assistere con i loro figli. E fanno bene perchè è diventata complicata anche la gestione intelligente della programmazione tv. Sull'altro fronte: chi di voi si è imbattuto in un tg che abbia dato il debito risalto agli oltre 4000 giovani milanesi che hanno sfilato come "indignati propositivi "?
Ecco la notizia che avrebbe fatto bene ad essere più ampiamente divulgata per l'impatto che avrebbe ottenuto nelle fresche menti di tanti bambini e ragazzi: "Milano, 21 ottobre 2011 - Dire, dare e durare, “3d” per guardare la realtà della fame nel mondo in profondità. per questo, più di 4mila studenti delle scuole superiori lombarde si sono messi in marcia dall'Arco della Pace, verso il Pime, muniti proprio di occhialini 3d di ogni colore per la manifestazione “contro la fame, cambio la vita” organizzata dal Pontificio missioni estere. Il serpentone di studenti, tra slogan come “aggiungi un posto a tavola” e “alimentare la speranza” e “giro giro tondo cambio il mondo”, si dividerà in 11 gruppi, uno per ciascun workshop organizzati sui temi Expo più vicini e accessibili ai giovani. (Il giorno)

pubblicato da Annamaria Gatti
foto da: bambinineonati.blogspot.com



domenica 23 ottobre 2011

E se rifiuta di mangiare e di partecipare alle attività della scuola?

Da Educare.it Consulenze
di Annamaria Gatti

La mamma di Nicola scrive per avere indicazioni in merito a una reale difficoltà del bambino di quasi quattro anni, che frequenta la scuola dell'infanzia. Il bimbo talvolta ha un rifiuto a fermarsi a scuola, a intraprendere l'attività scolastica e a mangiare e ad abbandonare una piccola "copertina" che lo accompagna anche a scuola. La madre segnala la lunga lontananza del padre di Nicola, per motivi di lavoro.

Gentile mamma di Nicola,

l’analisi che lei fa della situazione è, a mio parere, corretta ed equilibrata.

Nicola ha davvero bisogno in questo particolare momento della sua crescita psichica e in particolare affettiva, di due genitori attenti ed affettuosi.

Sta ricercando i suoi punti di riferimento, cioè quella sicurezza che gli permetta di superare i momenti di frustrazione, tanto è vero che ricorre ad un oggetto transizionale, “l’ inseparabile straccetto”. E tutto ciò rientra nelle strategie di auto-sostegno adottate dai bambini.

Lei dimostra di essere una mamma molto attenta e sensibile ai profondi bisogni educativi del suo bambino, più che comprensibile la sua ricerca di soluzioni e di consigli per aiutare Nicola ad essere sereno nel momento del distacco e della frequenza della scuola, che attualmente è problematica.

Questo è il momento di raccogliere tutte le forze psicologiche personali, per superare quello che lei intravede come un comprensibile momento di stanchezza, soprattutto per la lontananza del padre di Nicola, a cui dovrà chiedere una particolare collaborazione di sostegno. Infatti potrà essere risolutivo proporre a Nicola tempi di qualità relazionale con la mamma, intanto, e col padre appena possibile, tempi improntati alla complicità e alla condivisione di giochi ed interessi, e conseguentemente all’invio di messaggi rassicuranti, distesi che lo rassicurino dell’affetto e della serenità delle figure genitoriali.

Non si allarmi per i problemi posti a scuola. Piuttosto se ha qualche momento e se è possibile per la struttura che lo ospita, trascorra qualche brevissimo momento con lui, si faccia “presentare” di nuovo i compagni, l’ambiente, i giochi preferiti e chieda collaborazione nel dare a Nicola un' attenzione un po’ speciale in questo periodo, anche attraverso la figura educativa a lui più “vicina”, che lo sorregga con la vicinanza fisica e con espressioni tranquillizzanti. Curi molto il dialogo con le insegnanti.

Non secondari poi i messaggi familiari non verbali, per questa fase di piccola crisi: abbracci, carezze, vicinanza fisica, sorrisi, tempi distesi…

Io credo che tutto questo possa essere realizzato se i tempi saranno proprio più distesi, basterà poco, in termini di minuti: non comunicare fretta, ma utilizzare un attegiamento di distensione, per permettere a Nicola di rifornirsi affettivamente di “sicurezza” e superare questo momento della sua crescita psicologica al meglio!

...

Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it

Ill. di Charles Schulz

mercoledì 19 ottobre 2011

Commento di Filippo e della sua classe...

A proposito della storia pubblicata qui sotto: La U di Ullallà, avevo lanciato una sfida:
CHISSA' COS'E' UN ULLALLA', FORSE I BAMBINI LO SANNO...

E infatti ecco un contributo divertentissimo: avanti così cari bambini di seconda!
E poi leggete, leggete, leggete..............................................................................
Grazie a Livia e Filippo!

Scrive una mamma:
Filippo ha portato la tua favola, molto divertente, a scuola e in classe hanno provato a individuare l'Ullallà della storia.
Secondo i 22 bambini di seconda l'Ullallà è un uccello dell'età dei dinosauri e hanno provato a disegnarlo, secondo altri è un cavallo con le ali che vince tutti (anche le maestre).
Secondo delle bambine l'Ullallà assomiglia al direttore della scuola, però forse potrebbe essere un animale femmina e allora potrebbe essere una farfalla.
Per due bambine non esiste e tu sei una racconta-favole molto ingegnosa, che fa ridere.
Scegliete voi la risposta più bella!
Grazie per la storia.
Mamma Livia e Filippo


pubblicato da Annamaria
foto da: azzurrablog.wordpress