Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che... rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

sabato 23 maggio 2015

Genitori attenti: gender e dintorni

 



Sempre più si attivano gli specialisti, gli educatori, i genitori e le loro associazioni, per garantire la corretta condivisione con le famiglie dei progetti di educazione all'affettività, alla sessualità, al rispetto, contro ogni  esclusione e pregiudizio.

E' di ieri l'informazione dell'iniziativa di Alessandro Pagano di Ap di chiedere, con una lettera a tutti i senatori, che resti fuori l'educazione al gender dalla scuola nel rispetto degli articoli  29 e 30 della Costituzione, che sanciscono il diritto dei genitori di educare i figli.
Ormai è emergenza sul tema (vedi materiali su pagina web di Città Nuova).

Ai politici candidati regionali è stato chiesto di condividere un documento interessante, rispettoso e lungimirante di promozione della famiglia, da parte del Forum delle  Associazioni Famigliari.
I genitori e gli insegnanti sono invitati ad aggiornarsi e ad essere pronti a studiare, capire e scegliere il meglio con onestà intellettuale e soprattutto con amore per la vita e per l'infanzia.

Informazioni e collegamenti:
www.forumfamiglie.org
www.giuristiperlavita.org
www.siallafamiglia.it
www.lamanifpourtous.it

pubblicato da Annamaria
foto da www.napolitime.it

giovedì 14 maggio 2015

Festa della mamma o madre lavoratrice?




da: ATTENTI AI BAMBINI
di annamaria gatti
editrice Effatà
febbraio 2015

Fra qualche giorno sarà la festa della mamma e alcune di loro saranno in turno di lavoro. Non che ne facciano una malattia, ma è inevitabile pensino di essere le grandi assenti: niente letterine, poesie rimandate a sera, regali e ringraziamenti velocemente rintuzzati fra uno sbadiglio e l’altro. Mamma non c’è. Anche se è la sua festa. Poi dicono ai loro bambini  che avere un lavoro è una ricchezza. . E questo già potrebbe lenire la pena. Ci sono però dei tempi e degli eventi che andrebbero rispettati, come diritti dei bambini... e delle mamme.

                 Si è  appena celebrata o si celebrerà anche quest’anno la festa della mamma.
Talvolta con qualche lieve imbarazzo a causa delle note di agenzia che i mass-media ci rimandano sulle vicende di madri sbagliate, sofferte e sofferenti. Mai che si fermino sulle notizie di madri eroiche! O solo “normali” nel loro coraggio quotidiano!
                  Poi si scopre anche la festa della mamma che lavora, in cui alcune realtà lavorative hanno aperto i battenti ai figli delle lavoratrici. Per un giorno. Per la festa della mamma che lavora.
“Vediamo… quale mestiere fa la tua mamma?” chiede la maestra a scuola.
Rispondono i bambini, solitamente con un po’ di emozione e di orgoglio:
“La mia lavora in fabbrica.”
“La mia mamma lavora al supermercato.”
“La mia fa la dottoressa.”
“La mia mamma non lavora. Fa la mamma e lavora in casa.”
Ecco, appunto. Tutte le madri lavorano. Ma come?
               Quali sensazioni, quali emozioni, abbracciano questo mondo trepido ed eterogeneo?

             Madri rilassate, perché in grado di gestire la fatica quotidiana con qualche aiuto adeguato e intelligente.
             Madri affaticate dall’eterna corsa contro le ore che volano su quadranti inflessibili.
             Madri realizzate nella loro attività lavorativa extra-domestica, che permette  loro di arricchire la famiglia anche di esperienze e di valori.
             Madri frustrate per un lavoro tiranno che, soffocando la creatività e l’autostima, lascia quel sapore acido di un tempo davvero rubato ad una famiglia.
             Madri che possono e decidono serenamente di non occuparsi fuori casa, perfettamente realizzate e aperte alla società e ai suoi bisogni.
             Madri che desiderano poter contribuire alla gestione della famiglia,  ma sono impossibilitate a farlo perché non sono in grado di rendere spendibile sul mercato la loro disponibilità.
              Madri che guardano con apprensione al distacco quotidiano dai figli e sperano che scorra il tempo del lavoro per rassicurarli ed assorbire i disagi di un affido insoddisfacente.
              Madri che, grate della sensibilità di chi le sostituisce, al ritorno a casa, riprendono la storia interrotta, riaprono la casetta dei segreti infantili e si tuffano ancora nella piccola avventura quotidiana di rendere i figli protagonisti della loro graduale, inesorabile crescita.
              E poi… madri che sono anche padri, nello stesso tempo, che curano l’immagine del padre che c’era con attenzione affettuosa e così l’assimilano i figli, che poi le saranno grati per quel rimandare una positiva figura di autorevolezza.
E ancora… Madri che sostengono tutta la realtà familiare con la costanza e la tenacia degne dell’ ”Arte di amare”, spesso senza il supporto attivo della figura maschile.
              Madri a cui invece è sconosciuto il coraggio di ricominciare ogni giorno, a lavorare su quel dono della famiglia, così impegnativo, ma entusiasmante… Madri a cui nessuno ha comunicato quel fascino, paragonato da Fromm a quello dell’apprendista liutaio, che caparbiamente lavora al suo strumento, ricominciando da ogni sbaglio, con la certezza di contribuire al perpetuarsi  della bellezza e della perfezione musicale.
             Madri che accolgono una nuova vita, come la terra accoglie la rugiada e se ne nutre, diventando feconda.
             Madri tradite che invece, messe di fronte alla nuova esistenza, non riescono a scorgere il bagliore dell’infinito ch’essa porta con sé, ma solo il buio della solitudine e dell’amarezza che le  sconvolge e le deruba di quel sorriso e di quella carezza che poi mancherà loro per sempre.

                   Donne, queste madri, alla ricerca di un luogo, di un tempo, per accompagnare, per sostenere, per fantasticare, per crescere e per difendere l’uomo di domani, per renderlo libero e capace di amore, libero e capace di coerenza e di dedizione.

                  Vogliamo permettere a queste donne di lavorare proficuamente  in questa società, senza dover barattare il loro ruolo con il compito essenziale di essere  madri?

                   Tempi e modalità di impiego lavorativo più consoni alla società, che al centro metta l’uomo, potranno essere efficaci misure preventive del disagio infantile o della devianza giovanile, accanto ad una solidarietà responsabile e sollecita dei  padri.
                   Mi pare di cogliere, su questo tema, segnali di allarme sempre più diffusi, ma anche sempre più ignorati…
                  …E intanto questi figli crescono.








venerdì 1 maggio 2015

Insegniamo la bellezza 2. Musica e intelligenza



da "Attenti ai bambini!" 
di Annamaria Gatti
Effatà Editrice
Cantalupa- Torino,  febbraio 2015

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                                                     ASCOLTO E IMPARO?

La musica favorisce lo sviluppo dell'intelligenza nei bambini, la “scoperta”  avvalora  quanto gli educatori hanno sempre sostenuto. In questa Italia, patria della bella musica, la musica  è ancora appannaggio di pochi, contrariamente a quanto avviene in altri Paesi europei.

Si sapeva che la musica è un ottimo strumento per incrementare le abilità intellettive, soprattutto in ambito logico matematico.
Ascoltare, imparare ed esercitare la  musica,  rende sensibili e creativi.
Infatti quest'arte si può creare, eseguire, ascoltare, ma anche solo assaporare.
E quanto ci aiuta!
La musica ha funzioni terapeutiche anche nella malattia.
Quanti bambini e quante persone conosciamo che, pur senza avere una particolare propensione per l'apprendimento della  musica, hanno però una grande sensibilità e una capacità di condividere ed apprezzare la musica nelle sue  varie espressioni?
Certo, sollevo dubbi su alcuni generi musicali, che è ben noto,  non siano finalizzati alla promozione dell'uomo e della parte miglior di sé.
Condivido con voi genitori ed educatori queste citazioni forse un po' estreme all'apparenza, ma molto vere, se riflettiamo senza pregiudizi e riserve:

"L'uomo che non ha musica dentro di sè ed è insensibile alle dolci melodie
è pronto ai tradimenti,
agli inganni e alle rapine..."
W. Shakespeare

"Non sarebbe forse la musica
la lingua perduta,
della quale abbiamo dimenticato il senso
e serbata soltanto l'armonia?"
M. D'Azeglio.

Educare e sperimentare la bellezza della musica non può non avvicinare anche i nostri bambini alla gioia e alla fonte della vita.
Apriamo i loro occhi e le orecchie...