Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che... rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

venerdì 26 maggio 2017

Dai ragazzi: parlaci dell'amore, della morte e della speranza.

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Mi piace condividere con genitori e adulti in genere, nonni magari! le impressioni riportate dagli incontri con i ragazzi della scuola secondaria di primo grado, che hanno letto il mio ultimo libro "Dall'altra parte del mondo Storia di Vera e Trysa" (vedi recensioni post precedenti) 
Ci siamo incontrati a suon di musica, classica e blues, per parlarne,  per rivivere alcuni momenti di questo romanzo che a loro è piaciuto e ne sono felice.
L'amico David Conati cantautore e scrittore, uno dei miei preferiti! lo aveva previsto: incontrali si immedesimeranno! Così è stato.

Parlare con loro dell'avventura, dei sogni e dei desideri, dell'amore, della sofferenza e della morte è stato così semplice e ho avvertito chiaramente in loro una grande sete di sentirsi dire le cose così come stanno, di essere portati a un livello più su, a volare alto, come si dice!
Beh, la vicenda romantica fra la violinista Vera e il Marini del libro era faccenda seria davvero e tutti tifavano per questa coppia e hanno protestato con me, esigendo il proseguo della vicenda, cosa già suggeritami ad altri livelli...



Ma la loro protesta si è scontrata poi con la morte di Trysa.
E non proprio immediata, ma consapevole e bella, grazie al lavoro delle insegnanti, è stata la ricerca di soluzioni, di ragione di senso e di speranza:
"Nulla di ciò che si fa per amore va perduto"
E che dire del Vento del Crepuscolo?
Compreso appieno il significato possibile di questo personaggio, curioso e potente.
Come nelle migliori narrative di formazione!
Ho ballato volentieri con loro e l'invito a saper fare sacrifici e fatiche è passato forte e condiviso... nessuno ha protestato, anzi...! 
Grandi ragazzi! A volerlo vedere  abbiamo nelle nostre case potenziali eroi di tutti i giorni. Basta crederci!

Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto di  Roberta Sinico e Loretta Doro

domenica 21 maggio 2017

Bocciatura o no?

                                         
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In "Spinocchio", di recente edizione, don Mazzi ci ricorda le grandi possibilità di una gioventù spesso inascoltata ma soprattutto depredata del dialogo, della relazione attraverso cui passa la fiducia in se stessi e la fiducia nella vita, in una vita buona per cui lavorare, studiare e lottare.
Don Mazzi invita i destinatari di questo libro, gli educatori in generale, a fermarsi, a provare empatia per i ragazzi, i bambini, a giocarsi per loro guardando oltre gli schemi, i pregiudizi, le pigrizie mentali. A credere in loro, come la migliore psicologia e tanta pedagogia ci insegnano!

Ho ripensato alle parole di Don Mazzi quando ho sentito di nuovo le preoccupazioni di alcuni insegnanti, riguardanti la necessità di bocciare alunni o studenti.
Al di là dell'opportunità o meno di questa decisione, è comunque vincente pensare ogni bambino, ogni ragazzo, come chi ha potenzialità enormi, in settori diversi, nelle sfere più disparate.

Possiamo dire di un bambino che non cambierà mai? Che non potrà mai dare il meglio di sè? 
Quanti personaggi illustri del mondo delle scienze, dell'arte e del pensiero... hanno avuto valutazioni durissime nel loro percorso scolastico? Per poi con coraggio rifiorire e vedere trasformata la loro vita.
Perchè dovremmo costringere un bambino a continuare a  sentirsi inadeguato, senza trovare e dare strategie di recupero, prove di fiducia e di valorizzazione? Cosa ci guadagniamo noi e cosa guadagna questo uomo di domani a sentirlo fallito e spento già dalle aule scolastiche che dovrebbero essere fucina di  coraggio, ripresa, futuro?

Ripartire da una visione comprensibilmente difficile forse, purtroppo non scontata nella scuola, di fiducia nell'uomo e nella vita (es. Montessori), in una scuola giusta (es. Don Milani) porterebbe vantaggi umani e non solo!!! Allora lavoriamo nonostante tutto e sempre perchè ... "Tutti i bambini devono essere felici" come titola un  bellissimo libro, sul maestro Paolo Limonta. Ma questa è un'altra storia vera  di un insegnante felice, che condividerò  presto con voi!

Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it

foto da La Repubblica



venerdì 19 maggio 2017

In aiuto alle vittime del bullismo e ai bulli.



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Un disegno di legge approvato finalmente dopo un iter lungo e laborioso per dare strumenti alle vittime di bullismo, ma anche ai bulli, che sono ugualmente il problema a monte di questa forma ignobile di violenza. Ora sanno, e nessuno potrà sminuire, la gravità del loro atto.
E forse a monte vi sono famiglie che vanno aiutate a prevenire.

Molti hanno lavorato per questo iter, in particolare la senatrice Elena Ferrara, che ha vissuto da vicino i drammi legati a questa violenza e si è impegnata in questo cammino legislativo.

Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto
del fenomeno del cyberbullismo

Art. 1. Finalità e definizioni
1. La presente legge si pone l'obiettivo di contrastare il fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione e tutela nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti.
...

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00990787.pdf
Risultati immagini per immagini cyberbullismo
I punti fondamentali di questa legge riguardano:

  • il riconoscimento del reato
  • la possibilità di denuncia da parte del minore
  • l'ammonimento da parte del questore per i bulli, alla presenza dei genitori
  • la formazione a scuola degli studenti e degli alunni
  • la formazione di docenti referenti in ogni istituto a garanzia della prevenzione e dell'attenzione serrata ai fenomeni
  • un tavolo di lavoro interministeriale,  a cui siederanno anche associazioni impegnate nella difesa e nella prevenzione.
Approfondimenti:
http://www.corrierecomunicazioni.it/digital/47314_cyberbullismo-ok-definitivo-alla-legge-ecco-le-novita.htm

ADESSO BASTA! Anche gli studenti si sono dati da fare. Pronti a raccogliere la sfida tutte le scuole!
(http://ischool.startupitalia.eu/news/51986-20160220-ma-basta-bullismo-lecce)


Pubblicato da Annamaria Gatti
foto da Il Giornale

giovedì 18 maggio 2017

A PROPOSITO DI REGOLE: FAR BENE CONVIENE, PAROLA DI UFFABARUFFA!

Strano come la strega, aspirante fata, resista al tempo! E nuove generazioni scoprono e inseguono ancora Uffabaruffa. Ne sono felice!

Caro bambino, cara bambina, anche tu qualche volta fai fatica a riconoscere e a seguire le regole che ti danno i genitori? Anche tu qualche volta dici o pensi: uffa!!! Senti qui cosa capita ad una amica speciale! Forse, come altri bambini la conosci già...
UFFABARUFFA è il personaggio, protagonista di due simpatici libri per bambini, che si scontra con il desiderio di fare bene, mentre dovrebbe comportarsi male... come si addice ad una streghetta. Inoltre ha una passione inconciliabile con il suo stato di strega: ama il mare e fare i castelli di sabbia con i bambini...suoi amici.
Uffabaruffa ha anche un problema: si chiama scuola. Certo, si è diplomata strega di terza categoria, ma che fatica! Troppo buona e pasticciona per fare la strega. “Perchè non fai la fata?” Le chiede un bambino, nel corso delle sue avventure. A Uffabaruffa sembra un'idea geniale! Ma non così al Gran Consiglio delle streghe, con a capo Pungente, la strega più velenosa di un serpente, che le chiede il conto: “Sei stata capace di fare la strega come si deve? NO???”
"...Uffabaruffa cominciava a sentire puzza di grossi guai, mentre cercava di ricordare se mai le fosse capitato di far piangere qualcuno. No, proprio mai. Ci aveva provato, ma la situazione le sfuggiva sempre di mano perchè era una strega che si commuoveva facilmente. Perciò raccolse tutto il suo coraggio e cercò di difendersi, con quel buon senso che nessuna delle streghe presenti aveva mai posseduto.
Si rivolse al Gran Consiglio e disse: -Ci ho pensato: insomma, che gusto c'è a mangiar i bambini, a trasformare le principesse in cigni e a fare altre stramberie? E' soddisfatta la strega che ha avvelenato Biancaneve? No! Ed è contenta quella che ha imprigionato Hansel e Gretel? Neppure.
E io perchè dovrei essere così sciocca da fare lo stesso?"
Da "UFFABARUFFA COME SEI BUFFA" di Annamaria Gatti, disegni di Laura Cortini, Città Nuova, Roma 3^ed. 2001, pag. 26-27.




mercoledì 17 maggio 2017

Storie (convincenti o meno) anche per scegliere che donne diventare. Una sfida consapevole!

Libro Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie. Ediz. a colori Francesca Cavallo , Elena Favilli 0



Elena Favilli Francesca Cavallo

Traduzione  Loredana Baldinucci
STORIE DELLA BUONANOTTE PER BAMBINE RIBELLI
100 VITE DI DONNE STRAORDINARIE
Illustratrici varie da tutto il mondo
Mondadori

Recensione di Annamaria Gatti
FONTE: Città Nuova, maggio 2017
(e integrazione)

Mondadori  ha cavalcato un cavallo vincente. Un libro con questa storia è vincente di suo e io sono orgogliosa di averlo avuto fra le mani. Nato per le bambine è utile strumento di conoscenza e riflessione per tutti i maschi. 

Scritto  da donne in gamba,  narra di donne eccellenti, o almeno così pare, con una storia di quelle che rasentano la fantascienza, ma che oggi trovano sempre più realizzazione, in un mondo diverso da sempre. Infatti il libro nasce negli States da una crowdfunding colossale  da più di un milione di dollari. In Italia sarebbe un miraggio per ora.

Le autrici italiane vivono in California,  Elena è una   imprenditrice e giornalista, Francesca è regista e scrittrice. Hanno fondato un laboratorio di innovazione dei media per  l’infanzia, e meritano, oltre ad alcuni premi, la nostra curiosità e l’approfondimento. E la mia simpatia.

...Poi scorro i nomi delle donne presentate e parecchie sono mie conoscenze che apprezzo e molto, altre sono conoscenze che non reputo proprio eccellenti… Perdonate, sono stata una ragazza ribelle e molte esperienze maturate negli anni della contestazione giovanile sessantottina mi sono rimaste appiccicate addosso e mi rendono alquanto esigente...

“C’era una volta una bambina di nome….”
 Cominciano così  quasi tutte le presentazioni e di ciascuna donna o giovanissima, proveniente dai più disparati mondi ed interessi, la piratessa o la regina,  la scienziata o la first lady americana, la giudice o l’artista, la motociclista o l’aviatrice, la spia o la reporter, la sportiva o l’educatrice…
Solo un dubbio: che ci fa in questa raccolta di 100 vite straordinarie la storia del bambino, che oggi ha circa 10 anni,  che si sente bambina e che ottiene il vestitino e le scarpette rosa? 

Lascio ai lettori che vorranno avvicinarsi a un libro  scoprire i  nomi delle prescelte. E di annotarsi tutti quelli che mancano, donne che  hanno decisamente segnato la società e l’evoluzione del ruolo della donna per il loro coraggio e la loro determinazione. La mia critica, se così può essere definita, è ovvia: il mondo femminile ha collezionato così tante figure immense che era ovvio che un libro non potesse che essere riduttivo, forse il primo di una raccolta ragionata di donne di grandezza umana e spirituale, molto vicini alla quotidianità, a volerle cercare con il fiuto giornalistico.

I ritratti  sono frutto ben riuscito e  corale di molte illustratrici, le citazioni per ogni donna presentata sono perle da raccogliere e che regalerei in una collana a tutte le bambine, ribelli anzichenò, perché trovino la forza in se stesse di fare  scelte libere da condizionamenti e imposizioni più o meno culturali, spesso tragiche.

lunedì 1 maggio 2017

MAMME A CASA PER LA FESTA: FAVOLA O REALTA'?





















A grande richiesta un rientro:
MAMMA A RIPOSO!
Caro direttore,
mi lasci a casa la mamma per il giorno della sua festa?

di Annamaria Gatti
fonte: Città Nuova 2010
illustrazione: sempre di Eleonora Moretti!

Era stato deciso così, per la festa della mamma, a sorpresa. I tre bambini avrebbero pulito casa, papà avrebbe fatto la spesa e poi insieme avrebbero preparato i piatti preferiti della mamma: era o non era la sua festa?
Ma qualcosa non era andata dritta.
Oh bella! Domenica devo lavorare!”
Eh no, mamma, non dirmi che è vero! Non puoi lavorare quel giorno!” esclamarono i tre dell'apocalisse...
Beh, il lavoro è lavoro e devo fare il mio dovere! Questo lo capite.”
Una strizzatina d'occhio del più grande e tutti erano tornati in silenzio.
Certo, certo mamma! Figurati se non lo capiamo!”
Bravi bambini miei!”
Ma la vendetta era ormai nell'aria.
Facevano lavorare la mamma di domenica, il giorno della sua festa?
Bene, avrebbero fatto loro qualcosa per capovolgere la sorte.
Alla seduta di guerra c'erano tutti e tre.
Io propongo di far scivolare la mamma, così si sloga una caviglia e sta a casa!”
Ma cosa dici! Vuoi buscarti dieci giorni senza merenda?”
Meglio telefonare facendo la voce del direttore e dirle che c'è stato un cambiamento!”
Anche per questo è previsto un bel castigo, lo sai”
Scriviamo una protesta... anzi una richiesta scritta per bene...da grandi!”
I grandi mi pare non scrivono ...per bene, scrivono da arrabbiati!”
Appunto noi lo faremo da gente come si deve: così ci ascolterà”
Chi?”
Il direttore del supermercato.”
La lettera in un battibaleno era pronta:
Gentile direttore,
la nostra mamma dovrebbe lavorare il giorno della sua festa, ma dobbiamo chiederle di giustificarla, perchè quel giorno ha un appuntamento con la nostra sorpresa. E noi siamo la sua famiglia. E la sua famiglia è più importante di tutte le altre cose. Le chiediamo perciò, con tutta la nostra gentilezza possibile, perchè non vogliamo mica arrabbiarci, di non farla lavorare quel giorno, altrimenti noi che facciamo? Con quale mamma festeggiamo?
Siamo sicuri che lei capirà la nostra lettera e non ci farà sgridare, anzi la mamma, non dovrebbe proprio sapere che le abbiamo scritto, altrimenti che sorpresa sarebbe?
Ci piacerebbe conoscerla prima o poi. Meglio dopo la festa a sorpresa così le raccontiamo come è andata.
Luca, Pietro e Marco
P.S. Anche il papà non dovrebbe sapere niente della nostra giustificazione, meglio fare la sorpresa a tutti e due!
Infatti, due giorni dopo, alla vigilia della festa, la mamma è tornata a casa raggiante: “La direzione ha chiuso il servizio la domenica, che strano! Però sono così felice di poter stare a casa quel giorno!”
Anche noi mamma!” avevano gridato eccitati i bambini.
E' ora che capiscano che i genitori devono trascorrere il tempo con i loro figli!” aveva aggiunto il papà pensoso.
Una cosa che non capisco però è questa: il direttore ha convocato solo me e mi ha pregato di portare i miei figli in sede il giorno dopo. Abbiamo un appuntamento con lui all' uscita da scuola...”
I bambini erano già volati fuori a prendersela con il pallone. Meglio non sentire i commenti di quell'invito, meglio non dare l'impressione di essere un po', solo un pochino, preoccupati!