Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

giovedì 9 aprile 2020

Note da casa. Marco racconta


Sono giorni duri questi per i bambini. Anche per gli adulti che sono con loro. Ci sono bisogni che,  anche se repressi e canalizzati, ora esplodono con vigore e qualcuno dà segnali di insofferenza che devono essere gestiti. Pubblico volentieri un contributo che ha lo scopo di tenerci saldi, con gli occhi fissi sulla condivisione presente, senza allarmismi ma facendo quel che si deve fare consapevolmente e con fiducia, comunque. Sapendo che questi giorni sono una forte scuola di vita.

Martin Seligman ci ricorda che la natura ha protetto i bambini, fisicamente e psicologicamente, con un' enorme e irrazionale capacità di sperare. Facciamo tesoro di questa considerazione e alleandoci, con coraggio, rendiamo questi giorni una vera scuola di vita per loro e  per noi. Scelgo comunque di raccontare la normalità di Marco.


MARCO DA CASA: ALLEARSI CONVIENE (CONTRO OGNI TIPO DI VIRUS)
Ciao, sono Marco, undici anni, questi giorni di quarantena sono così improbabili che mi sento anch’io strano come tanti, soprattutto quando guardo mamma e papà che stanno a casa tanto tempo. Forse troppo.
Mi farebbe piacere che andassero a lavorare, a camminare sull’argine, a fare spese, per poi ritrovarci insieme. Invece lavorano da casa. Capisco che il loro lavoro è difficile e me lo  faccio spiegare. Sto  apprezzando i miei genitori per come fanno le cose che devono fare. Ma qui ‘sto virus ci ha capovolto proprio!
Li sento discutere, mi sembrano preoccupati, anche per i nonni che, dicono, non devono uscire. Per questo fanno salti mortali per aiutarli. Sento che telefonano spesso ad altre persone: ascoltano,  discutono e raccontano.  Io credo che abbiano anche molta paura e anch’io ne ho: niente scuola, sport, compleanni o sgambettate a calcio. Loro mi ascoltano e non mi prendono in giro, se dico quello che provo, meno male… Spesso ho dubbi e rabbia.. Ma sento che sono miei alleati e mi basta. Per ora, almeno.
Loro mi rassicurano, usando poche parole, ma toste: dice papà che la novità è molto seria, il virus uccide ed è normale essere disorientati. Tutto questo ci fa soffrire e non bisogna avere vergogna di dirlo:  la paura ci sta, ma conviene vivere bene il PRESENTE  senza troppo fantasticare, né coltivare pensieri neri o catastrofici, non serve neppure guardare tutti i notiziari.
 Non è che sia facile vivere questo “presente”. Ma ho capito che vuol dire avere a cuore che le cose in questo momento vadano bene per te e per quelli che ti sono vicini o che “incontri” virtualmente. Servono parole, voglia di aiutare un po’, di far felici gli altri insomma!
Le regole vanno seguite alla lettera, dice mamma convinta e sono d’accordo, soprattutto quando mi ha ribaltato la faccenda: siamo sicuri in casa, non reclusi. L’ho detto a Fabio che si è consolato un po’, perché i suoi genitori  si innervosiscono spesso e lui sta male, così io cerco di tenergli video-compagnia.  Penso che i miei si prendano cura di noi figli alla grande: incontri in video con amici e parenti, audiolibri, film, documentari, visite virtuali a musei e letture ad alta voce insieme! Ciascuno ha i suoi gusti e io ho scoperto alcuni interessi degli altri della famiglia. Mamma e papà  non sono intransigenti  per i compiti, anche se ci litigo qualche volta. Abbiamo concordato un tempo: in questi giorni mi trattano da grande, come i miei fratelli, e ne sono fiero.
 Insieme troviamo qualche momento per giocare, per rivedere vecchi video di famiglia, o foto. I miei genitori hanno preso a raccontare aneddoti che non conoscevo su noi, su loro due…  Spesso sono noiosi,  ma li sopporto, visti i tempi difficili, in cui non puoi  neppure uscire. Certo… senza giardino è un problema, si deve respirare no? Così abbiamo adattato a orto il terrazzo e sono curioso di vedere cosa riusciamo a ricavare dai vasi  che mi ha fatto curare mamma. Ma l’esperienza migliore la facciamo in cucina. Non ci credeva la prof di spagnolo che ho imparato a fare la paella! I prof! La scuola. Mi vergogno a dirlo… ma mi manca.
Se penso ai miei amici e ai prof che incontro nei video sulla piattaforma di scuola, mi preoccupo: non sarà questa la scuola, vero? Non parliamo solo di pressione atmosferica o di Alto Medioevo… Ai prof  chiediamo informazioni su quel che succede, tanto per confrontarci. Loro ci ascoltano, anche se  qualcuno  vuole far scuola e basta, ma diciamo che non è facile fare scuola a distanza, se prima non abbiamo tirato fuori quel che dentro ci lascia sospesi. Qualche volta ci telefoniamo,  ci raccontiamo cosa facciamo a casa. Anche i prof, che dicono che oggi  stiamo imparando molto dalla vita: qualcuno ha un malato in casa o all’ospedale e vi assicuro che i loro racconti non sono per nulla  rassicuranti, accidenti! Conviene davvero stare a casa! Ci siamo anche dati  un fantastico appuntamento per il dopo, quando usciremo tutti dall’epidemia. Ma è un segreto! Restate a casa anche voi, se volete bene a qualcuno.



pubblicato da Annamaria Gatti
foto: A.Gatti, Isola Madre, Lago Maggiore


2 commenti:

  1. Un bellissimo e prezioso racconto che ci dimostra quanto questo virus, invisibile e pericolosissimo, abbia stravolto le vite di tutti, piccoli e grandi, nelle nostre ordinarie quotidianità che ora vorremmo ritrovare così com’erano “prima”. Purtroppo il “prima” non sarà più come prima, per lungo tempo.
    sinforosa

    RispondiElimina
  2. Carissima, ma se è vero che dobbiamo cavalcare la speranza e vedere il positivo... allora forse... forse tutto sarà anche più vero!

    RispondiElimina