Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

giovedì 26 febbraio 2015

Adolescenti in un libro. Vado a essere felice

 Vado ad essere felice




                                                
VADO A ESSERE FELICE
di Loredana Frescura
Raffaello Editore                                                          

Recensione di A. Gatti
 in "Città Nuova" , Roma, 25 febbraio 2015


Il titolo ci prende nella sua strana struttura semantica. Da qui si capisce che siamo introdotti in un tema non proprio piano. E’ vero, con stile frizzante e vicino ai ragazzi, Loredana Frescura, scrittrice sempre ben accolta, ci introduce alla vicenda: l’adolescenza è il campo su cui si gioca la partita di Andrea, ragazzina quindicenne in crisi (ci mancherebbe altro non fosse così vista l’età) un po’ per il proprio corpo, un po’ per il nome.
In fondo ci piace questa teenager, ma solo a noi e forse a qualcun altro, ma lei non lo sa e si vergogna un po’ (ma con dignità) della sua goffaggine, determinata anche dall’eccessiva massa… corporea.
Ci ha provato a reagire, ma il colmo arriva con la cugina napoletana: bella, snella, capace, disinvolta e …alla moda! Una vera spina nel fianco per Andrea, che deve scegliere: cadere in uno stato di annullamento totale o reagire e “vivere” la sua realtà con la tenacia che non le manca affatto!
Sceglierà la seconda strada, con la consapevolezza tardiva che la cugina amata-odiata porta con sé un terribile segreto, alla cui soluzione la coraggiosa Andrea saprà far fronte. Un salto nell’età adulta inaspettato, un sipario aperto anche sull’amore per un ragazzo, in un incontro fortunato ma controverso. Un cammino insomma di iniziazione alla vita che prende una svolta drammatica ma salutare, perché esce da sé e dal proprio bozzolo, per guardare oltre e per donare.
Consigliato anche ai genitori? Certo.
Per noi adulti un tuffo nell’adolescenza mai dimenticata (se così fosse questo libro aiuterebbe!) col sapore antico e pur sempre nuovo della sfida e della certezza che chi si ferma davanti alle difficoltà è davvero perduto e sconfitto.
Un monito, come per altri libri recensiti per gli adolescenti in questa rubrica: fare loro attenzione, esercitare uno sguardo benevolo e prestare ascolto, significa tentare di impostare un rapporto di accompagnamento corretto, di condivisione e di fiducia. La stessa che avremmo voluto trovare noi, pur consapevoli che per gli adulti è un cammino complesso e sofferto. Una sofferenza che può dare frutti insperati.

domenica 22 febbraio 2015

Gender: una grande bugia. Inserto di Avvenire da non perdere

http://www.aiutofamiglia.it/cop_i.jpg



Oggi l'inserto NOI - GENITORI E FIGLI di Avvenire propone una tematica che ci coinvolge e che merita chiarezza decisa e aggiornata. Questi i contenuti in indice dell'inserto che, con la presentazione del suo direttore Luciano Moia, accompagna la riflessione con attenzione e correttezza. E grande onestà.

"Ribadire la nostra ferma opposizione alle teorie che pretendono di sostituire il dato di realtà con l'arbitrio culturale nell'ambito della sessualità, non significa in alcun modo esprimere giudizi di intolleranza e di ostilità verso le persone omosessuali. Anzi..."
Ma non è solo questo tema, ormai ovvio per tutte le persone anche minimamente informate, che mi induce alla segnalazione di questo contributo, quanto veder riunito in un inserto informazioni che stabiliscono chiaramente linee di pensiero e valutazioni autorevoli che possono aiutare i genitori, ma anche gli educatori, nella lettura del fenomeno "educazione gender" nelle scuole, poco chiaro, confuso, rischioso  e, a mio parere,  non intenzionalmente limpido nelle sue prassi. 
Indice: GENDER CINQUE RISPOSTE, Le teorie delle lobby gay. La verità della scienza.
           GENDER L'INTERVISTA, IL prof. Mario Binasco: origini, obiettivi, rischi.
           GENDER LE STRATEGIE, L'assedio nelle scuole le risposte delle famiglie
            EDUCAZIONE Genitori, ai vostri figli dite la "cosa giusta"

pubbicato da annamaria gatti
foto di copertina Noi Genitori e figli, supplemento Avvenire 22 febbraio 2015

giovedì 29 gennaio 2015

Ogni bambino è portatore di una forza immensa



Ogni bambino è un tesoro da conoscere con umiltà, con attenzione, è un progetto di vita che sboccia e in sè possiede tutto, proprio tutto ciò che santifica la vita.
A noi rispettarlo, alzarci al suo livello, accompagnarlo con dedizione e profondo rispetto.
Apriamo mente e cuore: ogni bambino è portatore di una forza immensa...

"...questa forza è uguale in tutti i bambini del mondo.
La potete trovare nei figli dei re o in quelli dei mendicanti,
in qualsiasi nazione,
in una cultura o in un'altra...
ovunque ci siano bambini potete trovare questa forza."
Maria Montessori, in "The Child our Master"

pubblicato da Annamaria
foto da www.pianetadonna.it


mercoledì 21 gennaio 2015

Per non dimenticare: un nuovo libro sulla vita di Anna Frank.




La casa che guarda il cielo
di Lorenza Farina
ed. Raffaello
Nell'immaginario scaffale delle produzioni letterarie di Lorenza troneggiano curate edizioni, illustrate con maestria; alcune di queste ripercorrono le vicende gravi e a noi ancora vicine delle vittime della guerra e delle persecuzioni, per esempio "La bambina del treno" (Ed. Paoline-2010) o "Il volo di Sara" (Ed. Fatatrac-2013), dove all'orrore si oppone il coraggio e la speranza. 
In particolare, in questo nuovo progetto della Raffaello, Lorenza Farina  si immerge nella vita di Anna Frank.  Una lettura un po' nuova, che alterna testi del famoso diario alla narrazione: la casa che ospita la reclusione volontaria di Anna e della sua famiglia è infatti la voce  delle vicende di questa adolescente famosa in tutto il mondo, martire con i martiri della Shoah.
Nel lavoro di Lorenza il respiro di Anna, gli occhi di questa ragazza sfiorano i nostri, si imprimono nei nostri cuori attraverso l'empatia di una casa, trasformata in personaggio vitale e narrante: a pensarci bene tutte le case ci paiono un po' vive e capaci di testimonianza! 
Questo appartamento di Amsterdam diventa un tempio dove  l'amore per la natura,  la fiducia nell'umanità vincono sulla bruttura e aprono nuovi scenari.
"Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo più forte l'avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche  questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l'ordine , la pace e la serenità"   Anna Frank 15 luglio 1944.
L'unico diabolico gravissimo errore, ancora, sarebbe dimenticare o nascondere ai nostri ragazzi queste esperienze di vita, ignorare le testimonianze di chi l'orrore l'ha vissuto e raccontato.
PER NON DIMENTICARE. MAI.

pubblicato da Annamaria Gatti


giovedì 15 gennaio 2015

"...Per unire gli uomini: l'amore e l'interesse per i bambini" M. Montessori

 


I bambini devono raccontarci la loro paura. Va conosciuta, accolta, letta e accompagnata.
In questi giorni  i bambini   hanno più bisogno di abbracci.
Chi sta con loro se ne accorge: un vento leggero e freddo invade i loro sorrisi e guardano gli occhi degli adulti con una domanda muta e profonda.
E cercano una carezza con più insistenza, un segno di prossimità,  gesti veri e rassicuranti.
Amore, insomma.
Non sono assenti e lontani i bambini.
Confermano ancora una volta di essere la luce che accompagna gli adulti alla verità.
Sono sentinelle.
Non fanno sconti, non transigono. Ci richiamano al senso della vita.
Maria Montessori, grande donna, medico, pedagogista, maestra e altro di più... ci ricorda con passione smisurata:
"NON C'E' ALTRA POSSIBILITA' PER UNIRE GLI UOMINI DI TUTTO IL MONDO 
SE NON QUESTA: L'AMORE E L'INTERESSE PER I BAMBINI"
Loro la misura, capace di risanare.
Ma di lei si dovrebbe parlare di più, delle sue intuizioni dovrebbe essere permeata tutta la scuola.
 "I bambini sono teneri, onesti, originali, entusiasti, spontanei.  Stare accanto a loro ci stimola e ci cambia. 
Possiamo sviluppare humor e pazienza,  approfondire l'intelligenza del cuore, imparare a trovare  i tesori nascosti nella banalità quotidiana, persino riscrivere la nostra storia, aprirci alla felicità" (P. Ferrucci)


Pubblicato da Annamaria Gatti
foto www.milfrases.org

giovedì 1 gennaio 2015

2015 e bambini: il dovere di testimoniare fiducia e serenità.

 


Il nuovo anno accompagna il suo esordio con tante incertezze e molte tristezze. 
Una espressione riecheggia su tutto: le cose non vanno bene. 
Si avverte una spasmodica sete di  speranza, quasi un ritornello augurale che possa andare oltre e sciogliere le preoccupazioni che hanno velato le festività, i  momenti di gioia e di condivisione nelle famiglie  riunite o meno.
E i bambini ci guardano.
Loro, i bambini, osservano e registrano la temperatura del clima diffuso in famiglia, nei luoghi frequentati. 
I bambini avvertono chiaramente gli input e si adeguano, inviando a loro volta segnali di serenità, di disagio, di incertezza o di sicurezza.
In questo clima generale di sfiducia e di "difesa" in cui siamo calati, dove la fiducia nell'altro e nel futuro viene meno e si fa da cassa di risonanza anche delle notizie più dure e aberranti, i bambini ci interrogano e attendono risposte. 
Denunciano il desiderio spasmodico di serenità, di calma, di ascolto, di fiducia, di benevolenza, di amicizia...
Sta a noi adulti non cedere alla tentazione di allinearci al coro e opporre resistenza con le parole, ma soprattutto con la vita di tutti i giorni, con l'accoglienza e la solidarietà in famiglia e nei luoghi dell'educazione...
Ma poi si diceva che NON SI PUO' NON EDUCARE, in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo...? E allora: tutto è educazione. E autoeducazione.
Educarci all'ottimismo, alla gentilezza che vince la prevaricazione e la prepotenza, credere nelle possibilità dell'altro, dare fiducia, è credere anche in noi stessi, guardarci con benevolenza e saper attendere intorno a noi, lì in quella via, in quella classe, in quella comunità semi e segni di pace e di fraternità, di collaborazione e di indulgenza. Perchè i bambini chiedono e devono e possono essere educati alla letizia, attraverso correnti di bene. Sono nati per essere felici.
Piace l'intervento di Benigni sulla FELICITA',  ne "I dieci comandamenti". Ci ricorda qualcosa di così ovvio, eppur spesso così lontano.
https://www.facebook.com/video.php?v=323247467874801&set=vb.100005686509687&type=2&theater
pubblicato da Annamaria Gatti
foto da www.nanopress.it

lunedì 8 dicembre 2014

Un presepe nella notte. Racconto di Natale.



di Annamaria Gatti
dalla raccolta
"CANTASTORIE13" 
A CURA DELLA FONDAZIONE CITTA' DELLA SPERANZA
DICEMBRE 2014
PERDERSI NEL BOSCO LA NOTTE DI NATALE

Stefano e Michele guardarono con occhi sbarrati il buio. Se avessero potuto, lo  avrebbero perforato per  aprirsi un varco luminoso e mettere fine così alla loro paura.
Ma non c’era nessuna possibilità di cambiare nulla e dovevano farsi coraggio: si erano persi nel bosco, che sembrava sussurrare con il suo fruscio inquietante.
“Non dovevamo seguire il capriolo… Vero Michele?” chiese Stefano, il fratellino più piccolo.
“Già…” ammise Michele. “E’ stata una bella imprudenza, allontanarsi così dal paese e, quel che è peggio, verso il tramonto! Però adesso non ti scoraggiare, guarda! Le stelle e quel pezzetto di luna ci fanno un po’ di luce e mi sembra che siamo proprio sul sentiero verso la valle!”
Stefano, ammirando il coraggio del fratello più grande, guardò in su e si sentì un po’ rassicurato.
… Ma solo un po’.  Dentro sentiva un gelo ancora più agghiacciante del freddo che avvolgeva la montagna, in quella vigilia di Natale, così aggiunse, cercando di non piangere:
“…E proprio la notte di Natale! Chissà come saranno preoccupati la mamma e il papà, chissà se riusciremo a tornare a casa!”

“CI STARANNO CERCANDO TUTTI”
A quella osservazione Michele sentì un tremito lungo le spalle, come la volta che aveva avuto la febbre alta, e pensò intensamente: il bosco è pericoloso di sera. Perciò si fece coraggio, come diceva sempre la nonna: Gesù aiutaci tu!
Poi strinse forte la mano di Stefano, raccolse tutta la forza dei suoi undici anni e concluse con buon senso:
“Ci staranno cercando tutti, anche la guardia forestale! E anche Baleno seguirà la nostra pista con il suo fiuto!”
“Giusto, anche il mio cagnolino verrà a cercarmi!”
Michele metteva con cautela un piede dietro l’altro. Poi all’improvviso si bloccò, come per studiare bene la situazione.
“Guarda Stefano, laggiù! Vedi quella luce?”

UNA LUCE NELLA NOTTE
Nella massa scura, si distingueva lo scintillio di una lampada. Seguendo il bagliore, Stefano e Michele si ritrovarono in un luogo aperto, forse il pascolo di una malga.
Una piccola capanna lasciava intravedere  un soffio di vita all’interno. Con un grido di gioia i due fratelli si precipitarono all’entrata, ma lo stupore li paralizzò sulla porta.
Era un presepe. Anzi, proprio un Presepe. Il bue e l’asino proteggevano con occhi placidi una giovane Madre che teneramente si occupava del suo Bambino, un neonato disteso in un umile pagliericcio.
Accanto a loro un uomo mite, dalla folta barba, si occupava di un focherello che, al solo vederlo,  almeno  riscaldava il cuore. 

E’ IL PRESEPE!
“Stefano , ma è un presepe!”
I due bambini si fermarono incantati ad osservare quella scena familiare, eppure così straordinaria.
Tutto attorno sapeva di storia, di poesia, una strana miscela di profumi e di colori.
“ Il Bambino è così piccolo e con i capelli così neri. Assomiglia a Gesù,  quello che dovevo mettere nel nostro presepe, a casa.”
“Vedrai che domani lo metteremo insieme. C’è della paglia nella mangiatoia, dormiamo un po’ anche noi, vicini ci scalderemo.”
La Donna sorrise loro e con un cenno li invitò ad entrare:
“Fa freddo fuori, meglio se rimanete un po’ qui, in attesa dei vostri genitori.”
Il Bambino  si stiracchiò un poco e sorrise al suono della voce della Mamma.

RITROVATI!
I due bambini si addormentarono, rassicurati finalmente  da quei sorrisi sinceri e dal tepore ritrovato.
Poi sentirono delle grida: era quasi l’alba.
“Dio sia lodato! Sono qui! Michele, Stefano, bambini miei!”
Era la voce di papà. Michele e Stefano aprirono gli occhi e soffocarono la gioia in un abbraccio forte e generoso, bagnato subito dalle lacrime della mamma e da alcune leccate di Baleno.
“Ciao Baleno! Ci hai trovato!” gridò Stefano.
“Hai visto papà, il presepe….?”
“Quale presepe, Michele?” chiese papà.
Michele sentì morirgli in gola la frase: l’unica cosa rimasta del presepe della notte infatti era la paglia in cui avevano dormito.
 “Sì, papà,” spiegò Stefano, “qui c’erano Gesù e Maria, là c’era Giuseppe,  il bue e l’asino erano laggiù… Ma adesso sono andati via, perché siete arrivati voi a salvarci!”

ACCADONO COSE STRAORDINARIE
Michele non riusciva a giustificare la spiegazione del fratellino.
Chi mai avrebbe creduto al racconto di  ciò che avevano visto nella notte,  in quella capannuccia?
Cosa davvero era accaduto in quella Notte Santa?
Gesù aveva voluto salvarli dal buio e dal freddo della notte?
Poi Michele sorrise e, gettando le braccia al collo della mamma, le sussurrò:
“Scusaci mamma, però… Accadono davvero cose straordinarie nella notte di Natale!”
“E non solo!” concluse la mamma.
Michele la guardò intensamente negli occhi, ma nessuno dei due aggiunse nulla: forse la mamma aveva capito.
Foto: Presepe vivente di Tarquinia