Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

martedì 24 maggio 2016

Questa scuola non fa per me. I risultati in pagella


"Questa scuola non fa per me" una frase detta di recente  da un ragazzino mi ha particolarmente colpito e mi ha fatto riflettere su questo ultimo step scolastico prima della chiusura, tempo in cui i docenti comunicano eventuali decisioni alle famiglie.
In arrivo quindi la "pagella" di fine anno, con le soddisfazioni conseguenti o magari le delusioni. Talvolta cocenti.
Un momento delicato, da far perdere l'orientamento a qualcuno. Un momento per essere genitori a tutto tondo, calcolando gli sforzi compiuti, le attenzioni avute, le difficoltà di ogni genere incontrate.
La scuola è un momento della vita di passaggio importante, i docenti sono alleati con i genitori. Comunque un momento che deve assumere il giusto peso. 
La scuola  non è tutta la vita di un bambino o di un ragazzo. Occorre uno sguardo a tutto tondo sui suoi:
A) punti di forza
B) punti di debolezza 
e lavorarci con serenità e fortezza di intenti e di valori.
Mi piace quella madre che rassicura il figlio sui risultati e occulta la  famigerata pagella in cui si scrive, per l'ennesima volta, che "può fare di più".  

Riporto ciò che si diceva qualche tempo fa in questo blog  a proposito di conferme (bocciature) e debiti...


"Quattro" regole per sopravvivere a una delusione...
1 - evitare di parlarne in continuazione con amici, nonni, zii, cugini...: si peggiora la percezione del fatto,
2 - evitare di recriminare con il debitore/bocciato: non serve a nulla e  scoraggia a oltranza,
3 - evitare di dare la colpa agli insegnanti: si deresponsabilizza e gli effetti sono deleteri comunque, su tutti i fronti, curare invece la relazione con i docenti e creare una solida collaborazione,
4 -  cercare le ragioni vere della difficoltà, (vedi numero 11)
5 - cercare le ragioni vere della difficoltà sentendo gli insegnanti, (cosa che avrete già fatto)
6 - cercare le ragioni vere delle difficoltà con il figlio/la figlia, continuando il dialogo già instaurato...
7 - senza dialogo non si va da nessuna parte quindi, se manca, occorre costruirlo, magari con qualche aiuto...
8 - mettere, coerentemente con il coniuge, i paletti e le regole che si ritengono utili (azioni di recupero, studio, lavoretto, collaborazione, gestione  familiare... con tempi e luoghi ben definiti),
9 - vivere le iniziative di famiglia di questa estate senza troppo insistere sulle conseguenze che questo fatto determina sul menage,
10 - prendervi come coppia i tempi giusti per rinsaldare l'intesa, dedicando al tema qualche momento di confronto,
11 - prendere seriamente in considerazione se la bocciatura o i debiti siano davvero una conseguenza di "mancanza di buona volontà", o se invece vi sia la possibilità di trovarvi di fronte a un disturbo specifico di apprendimento che va affrontato con ben altre consapevolezze.
12 - per la riappropriazione dell'autostima necessaria e dell'autonomia, parola d'ordine: fiducia, fiducia,  fiducia... se non l'avete voi fiducia nei vostri figli, chi, e dico chi, potrà averla?

pubblicato da Annamaria
foto da pausacaffeblog.it

venerdì 20 maggio 2016

Lettere a Papa Francesco. Un libro, un tesoro.


Recensione di Annamaria Gatti
Città Nuova, maggio 2016

Un buon lavoro, questo libro per ragazzi, ma certamente gradevolissimo e intenso anche per genitori, nonni ed educatori con  una bella introduzione di   Antonio   Spadaro, che incontra il Papa senza fronzoli e cerimoniali e a cui il Papa stesso offre un succo di albicocca.

Immagino che la scelta delle letterine per cui chiedere una risposta a Papa Francesco, sia stata laboriosa… Dalle pagine raffinate e ben redatte e che forse  giustifica il costo un po’ impegnativo (17 euro) del volume, ci guardano le foto dei bambini e i loro disegni.
“Cosa faceva Dio prima di fare il mondo?”
“… Mio nonno non è cattolico ma non è disposto a fare del male. Lui andrà lo stesso in paradiso?”
“Se Dio ci ama così tanto..perchè non ha sconfitto il diavolo?”
 “Anche le persone cattive hanno un angelo custode?”
“…Sai perché alcuni genitori litigano fra di loro?”
 Qualche domanda è particolarmente difficile, ma poi la risposta del Papa è sempre ricca di spunti e di buoni pensieri. Non pensieri scontati, ma davvero osservazioni e spiegazioni di chi vola alto,  dove lo spessore educativo  è direttamente proporzionale all’empatia suscitata.
“.. La sofferenza va vissuta con speranza… non siamo prigionieri della sofferenza e tu lo hai disegnato esprimendolo con il sole, i fiori… il tuo sorriso mentre voli giocando a palla…”
E’ il parroco amabile e tenero che si rapporta con questi bambini e che rispondendo a uno vorrebbe arrivare a tutti e questo anelito lo si respira e ad ogni pagina tanto che possa essere inevitabile pensare: questa me l’ appunto, una bella risposta davvero! E subito pensi che ti servirà per rispondere ai tuoi figli o ai tuoi nipoti. Insomma ti chiarisce alcune idee forti.
“Il diavolo è uno sconfitto: non te lo dimenticare… è come un cane legato  che abbaia e ringhia, ma se nn ti avvicini non può morderti.”
Nelle  parole  di Francesco c’è la condivisione con quel bambino o con quella bambina,  dei suoi sentimenti, c’è l’abbraccio virtuale ma sincero, l’interesse per la domanda posta e la risposta “a misura”, carica di benevolenza e di rigore, di misericordia e di incitamento al bene.
“Tua mamma sta  in cielo  bella, splendida, piena di luce… Ogni volta che ti vede tua mamma è contenta se ti comporti bene. Se non ti comporti bene lei ti vuol bene lo stesso e chiede a Gesù di farti più buono…”
Niente di scontato o paternalistico. Francesco ancora una volta è sceso dalla pedana o dalla papamobile per immergersi nella folla vociante e trepidante dei bambini. E lì parlare della sua vita e  di un Dio buono e vicino, capace di stravolgere il male del mondo, e di proteggere loro. I bambini.
“Vedere un bambino per me è vedere il futuro. Sì, sento tanta speranza…”
Ai lettori scoprire il significato del titolo. Per i bambini è risultato  molto semplice. Lo si sapeva.

martedì 10 maggio 2016

Maria, una di noi.

 
Gesù, Maria e Giuseppe: vicini a  noi.
di Annamaria Gatti
Copertina del libro Una mamma di Galileadal  libro: Una mamma di Galilea. Il rosario narrato ai bambini.
ed. Effatà
Giotto, Cappella degli Scrovegni, Padova La presentazione.

Giuseppe aveva indossato il mantello nuovo. Maria era affacendata intorno al Bambino.
“Fermo Gesù, devo metterti la veste nuova, oggi è un giorno importante, andiamo al tempio a presentarti al Signore”.
Ma il piccolino sgambettava e si dibatteva festoso: era il suo modo di partecipare alla gioia.
“Ma, ma , ma...pa, pa, pa...brrrrr...”parlottava a modo suo.
“E tu,Giuseppe, hai preso con te le due colombe da portare al tempio?”
“Stavo quasi per dimenticarmene, eccole qui...” sospirò Giuseppe prendendo la gabbietta di legno e mostrandole a Gesù.
Gesù lanciò un altro gridolino e le bianche colombe chinarono il capo davanti al figlio di Dio Bambino.
Partirono e quando giunsero a Gerusalemme i rumori, i suoni e le voci non erano quelle di casa. Gesù si fece serio e quieto e così lo vide  Simeone, uomo buono e giusto, che aspettava il Salvatore e che aveva sentito nel cuore un invito  a recarsi nel tempio, proprio quel giorno.
Appena Simeone ebbe fra le braccia Gesù sentì un fremito di gioia, il Bambino lo guardò con affetto intenso e con la manina gli sfiorò la guancia. Allora Simeone lo elevò con le braccia e benedisse Dio dicendo:
“Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola,
perchè i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli,
luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele.”
Giuseppe e Maria abbassarono il capo stupiti e Gesù indicò con una manina a Simeone i suoi genitori e con l'altra il cielo.
Simeone restituì a Maria il Bambino:  il suo viso era luminoso e la sua gioia era grande.



giovedì 21 aprile 2016

Genitori migliori si può


Ripropongo questo post su segnalazione di una lettrice e perchè nella serata di ieri, alla presentazione del libro "Attenti i bambini! 100 consigli per mamma e papà" i genitori hanno rivisitato questo tema importante e dagli effetti salutari.
Copertina del libro Attenti ai bambini!

Due parole: regalare entusiasmo.
 Se a tuo figlio o figlia
potessi dare un solo regalo,
fai che sia l'entusiasmo.
Bruce Burton
E a noi, nel numero 23/24 del periodico Città Nuova Pasquale Ionata, psicologo psicoterapeuta, curatore  della rubrica "Lo Psicologo", regala queste due parole e la citazione di Burton.

Mi piace sintetizzare  così come ho metabolizzato la sua risposta ad una richiesta di chiarimento sul ruolo genitoriale.
Se ci preoccuperemo spasmodicamente di preparare il percorso di vita dei nostri figli, lastricheremo il loro  viaggio di tormenti, così come lo sono quelli che destiniamo a noi volontariamente. E li allontaneremo dalla realtà.
"Trascurare il nostro benessere per quello dei figli significa lasciare loro una pessima eredità...se non saprai prenderti cura della tua felicità, i tuoi figli non impareranno a prendersi cura della propria."
Se ci occuperemo di loro in modo equilibrato, curando la nostra felicità, invieremo a loro il messaggio che noi siamo soddisfatti e la felicità esiste e che occorre lottare con le proprie forze per ottenerla, ma che sarà una splendida sfida.
"Se siete eccessivamente preoccupati per i vostri figli e i vostri nipoti, non farete che gravarli di pesi."
Di più: osa lo psicologo distinguere il "controllo" dei figli, dall'"apprezzamento" dei figli, restituendo a ciascuno il suo: noi spesso controlliamo di più i nostri figli, anzichè apprezzarli
Ed è risaputo, e Ionata ce lo ricorda, apprezzare promuove la crescita delle persone e quindi anche dei nostri figli.
Potremmo controllare un tramonto meraviglioso, dosando noi i colori e le sfumature?
Eppure (proprio per questo?) il tramonto è uno spettacolo meraviglioso!
Allo stesso modo i figli sono meravigliose realtà che sono e diventano meravigliose proprio perchè lasciamo che siano quel che sono.
Pubblicato da Annamaria
foto di Walter Gatti

lunedì 18 aprile 2016

Un libro per bambini per aiutare a gestire le paure.

Una topolina coraggiosa

UNA TOPOLINA CORAGGIOSA

di Eline van Lindenhuizen  e
illustrazioni Judith Koppens
Edizioni Giralangolo - Picture Books

Recensione di Annamaria Gatti, Città Nuova, aprile 2016

La collana si fa interessante, temi come l’amicizia, la paura… offrono spunti di dialogo, di riflessione ma soprattutto di ascolto e di condivisione anche con i più piccoli, e di drammatizzazione!
I bambini possono  seguire le vicende tematiche di questi sei animaletti,  le loro piccole avventure di ogni giorno,  le difficoltà che il proprio temperamento e la vita pongono loro e che devono essere superate o almeno affrontate!

E questi amici (di razze diverse!) una scimmia, un gatto,  un cagnolino, un topo, un coniglio e una giraffa, senza la presenza di adulti,  entrano in empatia, si ascoltano, si sostengono nelle difficoltà che ognuno, con un particolare proprio temperamento, incontra.

La topolina Patti per esempio non è coraggiosa e ha  paura  di molte cose, anche semplici e innocue. Ha paura di farsi dondolare dall’altalena perché teme di cadere, ha paura di giocare con i palloni e di avventurarsi sugli alberi.
Solo quando l’amica giraffa le consiglierà il classico escamotage-placebo, un sassolino scaccia-paura,  Patti supererà la paura e si ritroverà coraggiosa.
Insomma, un Dumbo (questa volta cartaceo)  che con un po’ di “pizzicologia” riesce a volare e a riscattarsi,  con la piuma magica  per volare (ricordate il film disneyano?)
Allora sì! La piccola Patti sale sull’altalena, sull’albero, gioca a pallone,  affronta l’acqua del laghetto e impara a nuotare… ma lì, scopre di aver dimenticato nel vestito il sassolino scaccia-paura.
Un libro per conoscersi, per rassicurarsi.
La consapevolezza che trovi in te le risorse e sei tu l’artefice delle tue vittorie è un bel messaggio che i bambini, accompagnati e ascoltati, intuiscono con la solita profondità che poi, perdono diventando grandi, se non viene nutrita di ideali e valori buoni.
L’autrice  e l’ illustratrice  sono olandesi, chiaramente orientate per il mondo dell’infanzia nelle loro produzioni, con particolare attenzione alle dinamiche affettive dell’età evolutiva.
Buona lettura!


venerdì 15 aprile 2016

Bullismo: quando i ragazzi prendono coscienza.

Di bullismo si soffre maledettamente,si può anche morire. 

Insieme alle vittime sono già "morti" i bulli, sinonimo di "ragazze e ragazzi malati". 

Nelle pagine dei MIUR vi sono link utili e molti si muovono. 

Ma il fenomeno è ancora sottostimato da genitori e insegnanti. 

Loro... i ragazzi, ne soffrono terribilmente.

Mabasta!, studenti contro il bullismo

   
14-04-2016  di Miriam Iovino
fonte: Città Nuova
Mabasta studenti contro il bullismo
















Adolescenti di varie regioni uniti contro i bulli: un gruppo di volontari, negli istituti coinvolti, si impegnerà per contrastare ogni forma di prevaricazione tra i banchi di scuola


Si chiama "Mabasta!" ed è il Movimento anti bullismo animato da studenti adolescenti". Fondato alla fine di gennaio dagli studenti della classe 1 A dell'Istituto “Galilei-Costa, grazie all'iniziativa di un gruppo di ragazzi (Giorgio Armillis, Martina Caracciolo, Mattia Carluccio, Mirko Cazzato, Jacopo De Lucia, Patrick De Silla, Marta Di Giuseppe, Lorenzo Greco, Niki Greco, Simone La Gioia, Francesca Laudisa, Michela Montagna, Edoardo Sartori, Alice Stamerra), Mabasta ha già attirato l'attenzione di altri studenti, degli educatori, di personaggi dello spettacolo e di politici.
«Questo movimento spontaneo, che nasce dai ragazzi salentini – ha affermato il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri alla nascita di “Mabasta!” – Ã¨ uno dei tanti simboli di quell'Italia che non vuole piegarsi ai soprusi e alle violenze dei bulli. I recenti casi di cronaca che hanno coinvolto alcuni adolescenti, vittime di bullismo e cyberbullismo, hanno reso evidente che questi fenomeni vanno contrastati anche attraverso politiche preventive di natura educativa. È proprio la scuola, come nel caso di Lecce, uno dei luoghi chiamati ad assolvere a questa funzione. Mi auguro che l'iniziativa "MaBasta!" possa raccogliere l'adesione del maggior numero di giovani in tutta Italia: il bullismo, insieme, non dovrà fare più paura a nessuno».
A tal fine, a Giugliano, il dirigente Giuseppe Pezza, insieme ai docenti e agli studenti, ha creato un gruppo di 110 volontari (due alunni per classe) per contrastare il bullismo tra i banchi di scuola. I primi studenti protagonisti dell’iniziativa sono Ugo De Rosa, Luigi Maglione, Domenico Palma, Angelo D'Urso, Luigi Martorano e Raffaele Pistola: insieme ai coetanei vogliono avviare un vero e proprio percorso per scongiurare la possibilità che gli studenti possano essere implicati in fatti di violenza, o essere vittime di stalking o di atti persecutori anche attraverso i social. Ma anche aiutare quanti possano far ricorso alla violenza, alla sopraffazione come strumento per farsi notare.
«Abbiamo accolto l’appello di MaBasta! e i 110 volontari, tutti allievi della stessa scuola – spiega il preside Pezza –seguiranno un seminario di formazione, che vedrà in cattedra esperti, psicologi, operatori della polizia postale e così via. Vogliamo avviare un percorso che sia condiviso, non vogliamo mettere in difficoltà i ragazzi che hanno aderito all'iniziativa, e per questo abbiamo ritenuto necessario fornire loro gli adeguati strumenti formativi».
Sono molte le scuole che stanno aderendo a questa iniziative. Per informazioni su Mabasta! guarda il videowww.facebook.com/mabasta.bullismo/videos/471881049680020  
o visita il sito web (in costruzione) www.mabasta.org e la pagina Facebook www.facebook.com/mabasta.bullismo.

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it