Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che... rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

mercoledì 21 luglio 2010

ESTATE IN SPICCIOLI 3




Parole... improprie!?


di Annamaria Gatti


fonte : Città Nuova


foto di Giovanni Guarda



La mattina è limpida, dopo i temporali della notte e sembra che l’ambiente desideri rassicurare gli stanchi turisti che, nonostante sia trascorso un anno di fatiche lavorative e scolastiche, la montagna è stata sempre lì, paziente e fedele in attesa del loro bisogno di autenticità e di bellezza.
Un soffio disturba il clima idilliaco della comitiva che sta attraversando un pascolo ad alta quota.
“Gigi, lo sai che non si dicono le parolacce!” sbotta sconsolata una mamma durante la passeggiata.
Da qualche tempo Gigi si esprime in modo del tutto nuovo e …improprio, perciò è necessario fermarsi sulle espressioni più strane, di cui neppure lui probabilmente conosce il significato.
“Da uomo a uomo, Gigi” gli fa osservare decisamente il papà, “quando ti esprimi con le parolacce, io sono proprio dispiaciuto per te. Mi sento così triste di avere un bambino in casa che ha la bocca così sporca! Guarda le cime lassù e la neve bianca e incontaminata che le ricopre. Tutto ci richiama al rispetto di questa natura: come puoi tu usare le parolacce di fronte a questa meraviglia?”
Gigi osserva stizzito, ma tace. Passa qualche momento, poi osserva in tono rispettoso, ma deciso:
“Però papà…Anche a me non fa piacere quando tu in auto ti lasci scappare qualche parolaccia al solito semaforo rosso di piazza Garibaldi, o se qualcuno ti obbliga a frenare… ”
Per un attimo il padre si sente fremere, poi, mentre un falco complice attraversa il cielo su di loro, spiega:
“Sì, anch’io posso sbagliare e mi dispiace: non sono certo fiero di me stesso, quando mi capita. Però adesso siamo in due a pensarla allo stesso modo, quindi ci aiutiamo reciprocamente a controllare anche le nostre parole!
E mi aspetto che tu lo faccia anche quando non siamo insieme, altrimenti che valore avrebbe questo nostro patto?”
Il silenzio delle alte cime suggella quell’accordo, che trasferitosi in città conserverà quel profumo di pascoli e rododendri e la luminosità dell’aria tersa che ora increspa timidamente il piccolo laghetto di alta quota.
“La coerenza dei genitori non va proprio mai in vacanza!” pensa la mamma, aggiustandosi sulle spalle il più piccolino addormentato.

1 commento:

  1. Per commentare ci scrive Annamaria Giarolo, scrittrice e appassionata insegnante:
    "A volte accade che davanti ad un impegno che valutiamo difficoltoso preferiamo dire che la cosa non ci interessa e magari cambiamo strada quando invece sarebbe più coerente riconoscere il pensiero "non ci riesco" accettare la paura di non farcela e poi dire"mi aiuti?". Credo che la coerenza dei diversi piani espressivi (pensiero, emozione, parola, azione) ci aiuti molto nella relazione con l'altro soprattutto con quelli ai quali vogliamo più bene. Mi fa molto piacere che se ne parli, brava!"

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