Benvenuti ai genitori...e ai bambini!
martedì 7 dicembre 2021
Attendere il Natale: Bambini in viaggio VERSO LA CAPANNA DI GESU'
lunedì 6 dicembre 2021
Per parlare di paura... Buona notte, Orazio!
giovedì 2 dicembre 2021
In attesa del Natale. Maria una di noi, per raccontare ai bambini il Magnificat
Mi piace riproporre questa pagina, perchè la Madre di Gesù è vicina al cuore dei bambini, più di quanto immaginiamo, è percepita nella sua bellezza spirituale: accoglienza, benevolenza, simpatia! A questa parte del libro sono molto affezionata!
Da "Una Mamma di Galilea. Il rosario narrato ai bambini." di Annamaria Gatti, ed. Effatà.
Nessuna delle due donne si era accorta che un angelo del Signore, accovacciato sul nudo pavimento, sorrideva divertito.
sabato 20 novembre 2021
Storia nella giornata dei Diritti dei Bambini e delle Bambine: PAOLINA ABBRACCIO
PAOLINA ABBRACCIO
di Annamaria Gatti
illustrazione di Eleonora Moretti
Fonte: Città Nuova
Novembre 2021
L’orsetta Paolina, afferrato l’inseparabile orsobimbo, si era
precipitata verso l’abete rosso per giocare con i suoi amici. Orsetti, scoiattoli, tassi e cerbiatti erano nella
radura in attesa di qualcuno.
“Ciao amici! Dov’è
Sandro?”
“Volevamo chiederlo a te, anche ieri non è venuto a giocare e
non lo abbiamo visto.”
Si guardarono tutti incerti su cosa fare, non tutti i giorni
uno ha voglia di giocare con gli amici, ma era meglio dare un’occhiata.
Il gruppetto si era appena avviato, quando una cinciallegra
azzurrina svolazzò elegantemente sulle loro teste: “Dove state andando così di
fretta?” chiese gentile.
“Sandro non si vede da un po’ e stiamo andando a trovarlo.
Sennò che amici siamo?”
“Giusto! Credo che troverete una sorpresa a casa di Sandro!”
anticipò la cinciallegra con fare misterioso
e subito si tuffò nel folto del bosco.
La tana era a pochi passi, quando giunse distintamente un
pianto piccino e sommesso.
Curiosi e titubanti gli orsetti si fermarono davanti
all’entrata. Paolina chiamo Sandro che uscì come una saetta, al colmo della
gioia.
“Siete tutti qui! Come sono felice. Mamma ha avuto bisogno di
aiuto e ora guardate qui…” E rientrato, uscì portando fra le braccia un fagottino di
orso. “E’ il mio regalo: una sorellina per me!” annunciò commosso.
Tutti restarono a bocca aperta: era tenerissima. Paolina
prese l’iniziativa e allungò un abbraccio a Sandro.
Fu così che tutti, facendo una gran confusione, tentarono un
abbraccio: chi con la coda, chi con le zampe, chi con le orecchie…
Insomma c’era una gran cosa da condividere con l’amico
arrivato da poco, con un tesoro.
Paolina era pensierosa: “E come la chiamerai?”
“Gioia”
“Bel nome, ci vuole un altro abbraccio di felicità, vero
orsobimbo mio?”.
Un abbraccio non costa nulla.
Ma dà molta gioia.
Sempre.
Ovunque.
domenica 14 novembre 2021
GENITORI OLTRE LA PANDEMIA 10° STEP. PARLIAMO DI EMOZIONI
Cari genitori, un' intervista alla psicologa Chiara Spatola, che si occupa di Psicoterapia comportamentale e cognitiva, ha stimolato la dott.sa Canna ed io ad affrontare per voi e con voi, in questo appuntamento, il tema delle emozioni e quanto queste interagiscano con le prassi della funzione genitoriale,
Potete ora e qui prendere visione del percorso di questo decimo step con la consueta scaletta.
Buona lettura!
- Breve riflessione
- Esperimento
- Condivisioni, libere domande a cui la dott.ssa Canna ed io risponderemo individualmente.
10° STEP: "SENTIRSI" GENITORI
"Noi essere umani siamo costantemente immersi in un flusso di emozioni, anche se spesso non ne siamo del tutto consapevoli. Ci accorgiamo delle emozioni solo quando sono particolarmente intense. Spesso, poi, ad attirare la nostra attenzione sono soprattutto le emozioni spiacevoli, che vorremmo subito controllare o eliminare dalla nostra vita. Questa fretta di liberarci delle emozioni scomode può portarci a volte ad agire in modo impulsivo, perdendo di vista ciò che ci sta più a cuore". (da intervista C. Spatola)
Le emozioni invece sono molto importanti perché, ci ricorda la dott.ssa Spatola …“ rendono più consapevoli dei propri vissuti. Ad esempio, se un genitore capisce di essere troppo stanco e nervoso al rientro dal lavoro, può essere utile fare un piccolo esercizio di respirazione per ritrovare l’equilibrio e la calma, prima di entrare in casa e incontrare la propria famiglia. Può apparire banale, ma è qualcosa che può fare la differenza. Affinché questa abitudine entri nel proprio repertorio di comportamenti, di solito occorre un po’ di allenamento. Quando siamo immersi nella frenesia del fare, perdiamo spesso contatto con le nostre emozioni. Esse rimangono così sotto la superficie della consapevolezza e ci influenzano facendoci diventare reattivi, come una molla pronta a scattare. Se invece siamo sensibili e compassionevoli nei confronti di noi stessi, possiamo prenderci cura delle nostre emozioni, senza dover per forza arrivare al limite". (idem)
E' importante raggiungere quindi l'obiettivo di armonizzare il nostro dentro con il fuori, le nostre emozioni con la nostra capacità di relazione.
“ ...due dimensioni:
quella interiore e quella relazionale. Più sono in grado di conoscere e
comprendere me stesso e le mie emozioni, più sarò in grado di comprendere le
emozioni dell’altro, mediante l’empatia. E viceversa.
Oggi i bambini e
gli adolescenti, come d’altronde anche gli adulti, sono abituati a ritmi molto
intensi. Nelle pause tra un’attività e l’altra, c’è spesso un tablet, una TV o
uno smartphone disponibile ad intrattenerli. In questo modo non si abituano a stare
in contatto con se stessi, a riflettere, a sviluppare la consapevolezza
di sé e delle proprie emozioni. D’altra parte anche le capacità relazionali ed
empatiche spesso non vengono allenate adeguatamente” (idem)
Su questo tema ora proponiamo il consueto ESPERIMENTO per i genitori, per sviluppare capacità di ascolto
delle proprie e altrui emozioni:
- State vicino a vostro/a figlio/a quando ha un problema: rabbia, paura del buio, rifiuto di eseguire i compiti; preoccupazione per una interrogazione imminente, delusione per una litigata tra amiche o amici… cercate di stare lì con lui/lei in ascolto delle sue emozioni e di instaurare un dialogo.
- Alla fine di quel momento quando la situazione vi sembra più serena, isolatevi e cercate di riflettere rispondendo subito a queste domande:
-
che emozioni ho
visto e ho sentito in mio figlio (rabbia, nervoso, preoccupazione, ansia ,
paura, scoraggiamento…)
-
Con quale atteggiamento
ed emozione ho reagito io alla sua manifestazione emotiva (sfuggo, mi sento preoccupato, ansia, rifiuto, nego, sminuisco ecc …)
Rientrare in se stessi, rivedersi con serenità e un certo distacco può davvero cambiare, a piccoli step, le nostre relazioni educative. Un passo per volta. E se lo facciamo anche scrivendo, prendendo appunti, avremo anche un apporto pratico utile a fermare emozioni e sensazioni.
Buona scoperta!
Come sempre scriveteci in privato vostre esperienze, chiarimenti, osservazioni e richieste.
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FB Annamaria Gatti
sabato 13 novembre 2021
Storia di amicizia e gentilezza Piccolo Cavallo. Recensione
Recensione di Annamaria Gatti
Città Nuova esce per la collana de “I nuovi colori del mondo” con un altro albo di pregio, un po’ intrigante, per narrazione di Nicola Cinquetti, prolifico e premiato scrittore, e per le gradevoli scelte illustrative di Elisabetta Civardi.
Un libro che incontra l’infanzia in parole e rumori o suoni:
“… Piccolo Cavallo è un cavallo molto piccolo.
Piccolo quanto? Piccolo come un bambino.”
“plicchete cloppete glu glu frrr croc croc…”
Insomma, se lo
leggete lo trasformate in un libro musicale, ma dovrete impegnarvi con
attenzione: i bambini sono molto esigenti! E precisi. E infatti il racconto di
pensieri scanditi e semplici e di rumori è delicato e lento, come una nenia, come deve essere l’incontro con i bambini
L’ attività illustrativa è originale e accurata, ma anche
alternativa, dove parlano le forme più che gli sguardi, in gesti abbozzati e
posture volutamente lievi. I colori intensi e improbabili giocano con la natura
dell’esplorazione di un campo sconosciuto al di là di un corso d’acqua e
interagiscono fra realtà e fantasia: un cavallo blu? Un gatto arancione e
fedele? Il blu domina, il verde intenso, l’arancione e il giallo spavaldi catturano, illuminano, prendono e separano sentimenti e sensazioni.
Il Piccolo Cavallo vuole passare un ruscello e lo farà con
un nuovo amico, Gatto Arancione, che gli promette una sorpresa al di là del
confine, per poi ritornare nel proprio prato, nella quotidianità rassicurante. I sentimenti
bambini si cullano di amicizia, di desiderio di conoscere e di scoprire e farlo
insieme placa l’ansia e il dubbio, dà coraggio e sicurezza. E attesa.
Tutto è avvolto di semplicità e gentilezza. Che celebriamo
come via percorribile e antidoto al buio.
lunedì 25 ottobre 2021
GENITORI OLTRE LA PANDEMIA 9: TI DIFENDERO' DA OGNI MALE
Cari genitori, ecco il nono step, che sfiora un tema molto sentito, quello del male e della sofferenza che colpisce in misura diversa i nostri figli e che quindi condividiamo. Ma come è utile farlo? Quali tranelli tende al genitore questa inevitabile esperienza? Anche in questo contributo riproponiamo l'iter già sperimentato:
- breve riflessione
- esperimento
- commenti, libere condivisioni o domande, a cui la dottoressa Paola Canna ed io risponderemo individualmente.
Buona lettura!
9° STEP: TI DIFENDERO' DA OGNI MALE di Annamaria Gatti
"Se è vero che il pensiero nasce dallo stupore, è altrettanto vero che scaturisce anche dal dolore, uno smarrimento che, come la meraviglia, obbliga a fermarsi e rispondere al suo appello..." (da "Algofobia" Alessandro D'Avenia Corrire della Sera, 4 ottobre 2021)
"Eppure il dolore oggi sembra privo di senso, come mostra lo spaesamento interiore causato dalla pandemia. Per questo il filosofo Byung-Chul Han, in La società senza dolore, definisce la nostra cultura «algofobica»: terrorizzata dal dolore, fino alla paralisi. ... Ma il dolore, da una piccola ferita a un lutto, è invece ciò che fa fare «esperienza della vita», impariamo a «sentirla» e «curarla»: quando soffriamo, infatti, scopriamo non solo di avere ma di essere un corpo. ...nella mia vita sono stati i momenti di sofferenza, mia e altrui, a rivelarmi chi sono e in cosa credo.
...Il dolore è vita che vuole guarire, non sofferenza
insensata: come la perla è la cicatrice della ferita inferta all’ostrica da un
predatore, il dolore è una verità che chiede attenzione e cura. Quando un
bambino si ferisce, il genitore accarezza la parte dolente e gli racconta una
storia. Il dolore invoca legami e parole: non è solo «da contare», come abbiamo
fatto nella pandemia con i dati dei contagi, bensì «da raccontare», cioè fonte
di senso e azione.
Per leggere l'articolo di Alessandro D'Avenia:
Ora, come di consueto, tentiamo un ESPERIMENTO
Per accogliere il dolore del figlio sapendo rispettare il suo cammino e il suo desiderio di conoscerlo e di trafficarlo, trasformandolo in un talento, bisogna che lo sappiamo vivere noi adulti nelle nostre esperienze di vita. Una figlia o un figlio ha bisogno di sentire che il genitore sa sostare con lui, sa ascoltare e prendersi il proprio ruolo di compagno autorevole, di spalla discreta, che non si spaventa, ma che sa condividere e che si fida, per leggere insieme lo spartito su cui la vita sta componendo la sinfonia esistenziale, anche attraverso momenti difficili.
Quindi proviamo a sperimentare questo atteggiamento da abbracciare con attenzione e pazienza verso noi stessi in primis.
Quando si presenta un dolore per una figlia o un figlio, affiancatevi a lei o a lui e applicate queste prassi:
- troviamo tempo da dedicargli e so-stare con lui
- programmiamo un momento insieme
- mettiamoci in ascolto, evitiamo di dire la nostra
- rinunciamo di veder riconosciuta la nostra "sapienza", per calarci empaticamente nella sua esperienza con il suo sguardo
- manifestiamo comunque una grande capacità di accoglienza
- manifestiamo comunque una grande fiducia nelle sue possibilità di gestione e ripresa
- teniamo un atteggiamento di accoglienza di quella sofferenza
- troviamo il modo poi nella verità, peraltro già testimoniata nella nostra vita, che quel dolore va accolto e può diventare l'opportunità ricercata per costruire ...
- Poi appuntatevi le emozioni provate nella condivisione vissuta con il figlio. All'inizio può essere complicato partire, ma... scrivere, lo ripeteremo in futuro, è una tecnica utile e da riscoprire!
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