Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

mercoledì 11 marzo 2020

Una storia piccola, di papà e di paura






COME MATTEO SUPERO' LA PAURA

di Annamaria Gatti
fonte: Città Nuova, 2017
illustrazione di Eleonora Moretti

Non c'era che un filo di luce a rischiarare il corridoio, però Matteo sapeva bene dove voleva dirigere i suoi passi incerti: papa' stava lavorando al computer sul tavolo del soggiorno.
Ma ecco che lo spiraglio di luce si fece debole e il buio cominciava a fargli paura.
Cos'era quella macchia buia? 
Un animale feroce o un mostro, pronto ad assalirlo? 
Matteo ascoltò un po'  il cuore che voleva andarsene a spasso: forse quel battito voleva tornare indietro, nell'azzurro del lettino nuovo!
“No, andiamo avanti, siamo esploratori!” si disse sussurrando il bambino coraggioso.
Ma le cose non erano proprio così chiare: avete  mai provato a camminare al buio? Lo stomaco si stringe e viene anche voglia di fare pipi', proprio quando non puoi provvedere al caso!
Comunque sia,  i piedi  ripresero il cammino, seguendo le mani che saggiavano i muri dello stretto corridoio. In fondo, là nella stanza, il papà continuava a tamburellare sulla tastiera.
Scivolando piano piano manine, piedini e compagnia arrivarono alla porta, finalmente!
Spalancata di slancio, Matteo fece un respirone forte e papà si voltò di scatto: “Piccolino, sei qui?”
E dove vuoi che sia? Pensò il “piccolino”, non mi vedi?
“Che ti succede, Matteo?”
“Niente, quasi.”
E a Matteo scappò il più bel sorriso dal suo ultimo compleanno.
Papa' fece qualche manovra affrettata e “voilà”! chiuse l'aggeggio informatico di colpo. Si alzò ed esclamò:
“Per un sorriso così, vale la pena chiudere con il lavoro! Che ne dici di una storia di paura e di avventura sul tuo tappeto magico?”
“Anch'io devo raccontarti una storia tremenda, ma prima portami a fare  pipì, papino!”

E la paura sorrise e si rannicchiò sul tappeto perché, anche lei, aveva bisogno di storie raccontate da un papà.

Appello ai genitori alle prese con troppi compiti in questi giorni



Paolo Limonta gigante buono, maestro favoloso a Milano, su cui qualcuno ha scritto un libro che ho recensito volentieri,  padre, e molte altre cose da verificare nel web...
Buoni giorni a tutti,  con tutto il cuore e 
                        STATE A CASA, VI PREGHIAMO!

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Risultato immagini per paolo limonta chi è

"Appello a tutte le mamma e a tutti i papà di bambine e bambini che frequentano la scuola elementare.

Se avete maestre e maestri che stanno caricando i vostri figli di enormi quantità di lavori da fare e di pagine da studiare, siete in presenza del virus dell’ansia da prestazione di maestre e maestri.
La regola per combattere questo virus è una sola ed è molto semplice.
Fate svolgere ai vostri figli il dieci per cento di quello che vi sta arrivando da fare attraverso il famigerato registro elettronico.

Per il resto del tempo fategli leggere quello che vogliono, fategli guardare film, fategli costruire qualcosa, fateli perdere in uno strepitoso far nulla, fategli inseguire sogni, fateli sentirsi con gli amici, fateli restare tranquilli.
E, soprattutto, fatevi guidare da loro.
Quando non perdono stupidamente tempo seguendo indicazioni sbagliate, riescono sempre a essere geniali.

E quando rientreranno a scuola saranno felici e avranno voglia di fare un sacco di cose.
Nonostante le loro maestre e i loro maestri.
Che, comunque e per fortuna, sono una minoranza.
Fidatevi.
Ve lo dice uno che se ne intende tanto..." 
Paolo Limonta pagina FB

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it

lunedì 9 marzo 2020

Bambini, emergenza e i suoi eroi

Risultato immagini per infermieri coronavirus


Cosa imparano i bambini in questi giorni di emergenza? Bella domanda...
Imparano un sacco di cose importantissime.
Dipende da noi adulti, ma soprattutto hanno dalla loro parte la capacità, che noi abbiamo un po' perso, di andare oltre...
Oggi... oltre al corona virus e alla paura. 

Imparano che in certi momenti bisogna aiutarsi e rispondere con responsabilità a chi ti chiede attenzione e impegno.
Costi quel che costi, e sanno che verranno lodati a si sentiranno grandi davvero!

Imparano che gli eroi in questi giorni hanno camici, mascherine, cuffie e stanno vicino a malati che stanno malissimo... per ore e ore, senza fermarsi mai, senza dormire e se ci riescono vanno a casa dai loro bambini, altrimenti è possibile che non li vedano per giorni interi. 

Capiscono che ci sono adulti e giovani disorientati, e irresponsabili, che non stanno a casa loro, che non seguono regole di buon senso per difendersi da una epidemia, regole che loro, i bambini,  hanno imparato e cercano di applicare con l'aiuto dei grandi di cui si fidano. 

Ecco cosa imparano i bambini.
Se i grandi sono onesti queste cose gliele fanno vedere, scoprire... se sono ingiusti fanno spallucce e li portano ai centri commerciali. A fare ressa. 
E li preparano, e si  garantiscono, a un futuro triste, vuoto, malato e pervaso da tristezza ed egoismo. 
Dove gli eroi, quelli falsi, svaniscono e lasciano impronte cupe e dure, come il loro cuore.


Grazie a tutti i medici,  
gli infermieri 
e i tecnici ospedalieri 
che stanno lottando per noi. 

sabato 7 marzo 2020

Una grande lezione dal Covid 19

L'aula vuota di una scuola (Foto Spf)



Segnalo un contributo di valore dell'editrice  La Meridiana, che chiede a Paola Scalari di commentare questo momento delicato: chiusura delle scuole. 

"Con 'le scuole chiuse' possiamo correre il rischio di supplire all'assenza di scuola replicando il modello di scuola sbagliato.
Puntare alla 'nozione' in assenza della relazione fisica.
Invece no. Educare è un'altra cosa.
Abbiamo chiesto a Paola Scalari di aiutarci tutti, insegnanti, educatori, genitori a riflettere per non cadere nella trappola e nell'errore generato dalla paura perchè '‘Covid19- lei scrive- trova un’umanità slegata'.
'Non sarà una nozione in meno - aggiunge- che renderà meno competenti i nostri figli e i nostri allievi.
Quelle sono accessibili ai più in molti modi. Sarà invece una grande lezione imparare a stare dentro a delle regole, comprendere come il senso di responsabilità verso l’altro sia necessario per poter vivere e sopravvivere tutti assieme. …


Cerchiamo di inventare nuove connessioni e non andiamo supplendo all’assenza della vita scolastica con “imitazioni di scuola” impossibili e inefficaci. Se fosse possibile questa sostituzione, la scuola davvero non servirebbe.


Bloccati dal Covid19 libereremo forze creative per tornare a dare valore al pensiero e al sentire altrui, ai sentimenti e alle emozioni. Chissà che sia un’occasione per una nuova educazione sentimentale, civica, umanizzante'.


Cliccate sul link e condividiamolo:
http://bit.ly/ricominciare_ad_educare
Dal caos e dalla ristrettezza potremo tutti imparare a 'legarci' meglio."


pubblicato da Annamaria Gatti
foto SPF-  da Il Resto del Carlino

mercoledì 26 febbraio 2020

Daniela Lucangeli - 2: gli interruttori emozionali.


Cinque lezioni leggere sull'emozione di apprendere - Libri - Erickson

Dal libro precedentemente presentato, raccolgo,  dal capitolo  "La scuola dell'abbraccio",  il geniale  riferimento agli interruttori emozionali.

"...Per sperimentare queste emozioni (ndr: conforto, alleanza, amcizia, gioia) ci vogliono degli interruttori: per avere luce devo premere l'interruttore, non riesco a farlo con il pensiero.
Qual è l'interruttore del conforto? E dell'allegria? Della gioia, dell'alleanza? Se aveste la possibilità di abbracciare qualcuno per trenta secondi, lo avreste trovato.
...
Quindi, quando siamo stressati, tanto in ansia, tanto in pena, che cosa  cerchiamo? Non certo chi ci valuta e ci giudica: noi cerchiamo un abbraccio non solo fisico, ma anche psicologico, simbolico...  Basti pensare che lo sguardo può "abbracciare", la voce.. il gesto... Tali abbracci dicono che "Io Io" diventa "Noi": attraverso l'ossitocina, ci aiutano a creare un rapporto di fiducia con l'altro e riducono le emozioni di timore, ci fanno percepire l'alleanza e ci trasmettono conforto.
Questo rende evidente che, se un insegnante vuole creare alleanza con un bimbo, non ci riuscirà con una nota sul diario o facendogli ripetere 20 volte l'esercizio che ha sbagliato, ma passandogli accanto, mettendogli un braccio intorno alle spalle e dicendo: "Teniamolo lì, quell'errore: domani lo combatteremo assieme".



Grande!


martedì 25 febbraio 2020

Daniela Lucangeli per insegnanti e genitori: CINQUE LEZIONI LEGGERE SULL'EMOZIONE DI APPRENDERE

Cinque lezioni leggere sull'emozione di apprendere - Libri - Erickson

Se un bambino impara con gioia, 
la lezione si inciderà nella mente insieme alla gioia. 
Nella sua memoria resterà traccia dell'emozione positiva che gli dirà:  “Ti fa bene, continua a cercare!”»

Daniela Lucangeli, psicologa esperta di disturbi dell'apprendimento, è seguitissima sui social e nelle sue conferenze per la sua idea rivoluzionaria di insegnamento, basata sulle emozioni positive, e per il suo stile comunicativo coinvolgente.
In questo libro sono raccolte cinque sue lezioni imperdibili. 
Pagine che affrontano il ruolo delle emozioni nell’apprendimento, dell’errore che diventa risorsa, della motivazione che guarda al futuro, di come dare ai nostri bambini la possibilità di stare bene a scuola, per concludere spiegando come aiutarli a districarsi nella foresta dei numeri. 
Cinque lezioni che parlano agli insegnanti e ai genitori con un linguaggio diretto, imbevuto di energia e passione, ma che affondano le radici più profonde in un terreno solido e scientificamente rigoroso." (dalla presentazione Erickson)

Mi affascina sempre l'approccio  della professoressa Lucangeli alle difficoltà di apprendimento e ai bambini soprattutto e voglio condividere,  in alcuni post,  alcune espressioni.
...
Se gli errori che i bambini compiono a scuola causano dolore, perchè accompagnati da emozioni sgradite, l'alert che si stabilisce nella loro memoria è "SCAPPA", non è "AFFRONTA L'ERRORE E MODIFICALO".
... Dunque un sistema di apprendimento basato sull'avere paura degli errori, dell'insegnante o della verifica produce un cortocircuito.
... L'antagonista della paura e della colpa è il diritto di sbagliare: il bimbo e l'adulto in questo caso sono alleati contro l'errore, lavorano insieme nella stessa direzione, con l' allievo che viene aiutato dal maestro.
pubblicato da Annamaria Gatti

lunedì 24 febbraio 2020

Cosa dire ai bambini delle zone interessate che restano a casa in questi giorni?

Risultato immagini per immagini giochi bosco

Scuole chiuse per evitare il contagio. 
Spiegazioni ai bambini. Essenziali, secondo l'età. 
Serve invece stare con loro. 

Condivido volentieri questo intervento pacato e  autorevole 
del pedagogista  Daniele Novara Pedagogista, autore e direttore CPP, Avvenire 24 febbraio 2020


Molte scuole del Nord Italia nei prossimi giorni resteranno chiuse e i bambini costretti a restare a casa con i genitori che devono necessariamente organizzarsi.
La situazione è strana, difficile e particolare.
Cosa fare? Cosa dire? Che atteggiamento tenere?
I genitori si pongono domande e non è sempre facile avere risposte scientifiche e comunque attendibili. È facile cadere nell’enfasi emotiva che non aiuta i più piccoli a vivere in questa inedita situazione.
Essere bambini vuol dire, a differenza dell’essere adolescenti, dipendere quasi totalmente dai genitori. È una condizione particolare che nel corso della vita non si ripeterà più. Pertanto la prima evidenza è che per qualsiasi vicenda i bambini e le bambine vivono gli stati emotivi dei loro genitori, sono estremamente permeabili alle loro ansie e paure, alle loro inquietudini.
Allo stesso tempo la presenza dei genitori è un elemento rassicurante; valgono ancora i famosi studi di Donal Winnicott: durante i bombardamenti tedeschi su Londra nella seconda Guerra Mondiale, quando i bambini meno traumatizzati furono quelli che restarono nei rifugi con i genitori piuttosto che quelli che furono allontanati dai genitori per andare in speciali strutture lontano dalla città.
Il genitore educativo è quello che mantiene una presenza senza che questa presenza assuma contorni allarmanti e ansiogeni.
I bambini vivono il restare in casa come un’esperienza ludica di vacanza. È importante che i genitori non li coinvolgano in discorsi fuori dalla loro portata o li espongano a informazioni televisive o digitali che sono di difficile gestione anche per gli stessi adulti specialmente quando compare il tema della morte (che a partire dal quinto anno di vita il bambino è in grado di cogliere e di comprendere come perdita definitiva).
Qualche genitore e insegnante, incautamente come già capitato per il Giorno della Memoria con bambini di 7, 8 e 9 anni, pretende di coinvolgerli come se fosse possibile a un soggetto con capacità cognitive e un pensiero reversibile molto scarso di cogliere la complessità della situazione. Si rischia solo di creare angoscia che poi i figli piccoli non sono in grado di rielaborare sul piano psicologico e cognitivo.
Fino a 6, 7 anni si può tranquillamente dire che per alcuni giorni i bambini non andranno a scuola, non è necessario spiegare in maniera dettagliata i motivi.
Per quelli più grandi, a partire dagli 8 anni quando il pensiero è un po’ più formato, si può segnalare la presenza di una malattia che dobbiamo evitare e quindi ognuno resta a casa sua.
Infine occorre fare attenzione anche all’eccesso di rassicurazioni, esiste una comunicazione diretta e una comunicazione subliminale. Spesso gli adulti finiscono col trasmettere le loro preoccupazioni quasi che tranquillizzare i bambini diventasse un modo per tranquillizzare se stessi.
Le comunicazioni dovrebbero essere molto asciutte e limitate, qual tanto che basta per dire ai più piccoli come sarà la loro vita: non andranno a scuola, staranno in casa, potranno fare dei giochi, fare un po’ di compiti, leggere ed eventualmente incontrare in casa altri bambini.
Insomma, in educazione è sempre meglio comunicare ai figli ciò che faranno o devono fare piuttosto che dare “spiegoni” eccessivi.
I bambini come sempre sono quelli che ce la fanno meglio di tutti.

pubblicato da Annamaria Gatti
foto da Terra Nuova