Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

domenica 12 febbraio 2017

Figli autonomi e sereni 3. "Lassami fare me"

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Fare da sè. Supervisione e consulenza genitoriale.


Pochi tratti per ribadire ciò che gli altri due post hanno già preparato in questa evoluzione del nostro dialogo. 
La terza prassi rivendica la salutare necessità di permettere ai nostri bambini, fin da piccolissimi, di sperimentare le proprie abilità, di acquisire sicurezza, superando le incertezze
sapendo di poter contare sulla consulenza dell'adulto.
Un adulto attento, fiducioso nelle possibilità infantili, mai umiliante, consapevole e capace di incanalare la libertà di esercizio, capace di rispettare e valorizzare i tempi di concentrazione del bambino.
"Aiutami a fare da me!"
E questa riflessione è valida anche per gli adulti che si affiancano ai bambini: nonni, zii, educatori...

Enea ha due anni.
Vuole preparare la fattoria per i suoi animali.
Ha bisogno di assemblare alcuni pezzi da costruzione.
Il cavallo però non  passa.... nella stalla piccolina.
Enea guarda e si vede che sta riflettendo.
La nonna prova a interpretare il suo desiderio e affianca due pezzi grandi che potranno creare il portico utile....
Enea reagisce deciso: 
"lassami" fare me! 
e dopo alcuni tentativi,  trova un'altra soluzione, decisamente più creativa e avveneristica, servendosi di materiali alternativi.
Mamma e papà sono stati bravi.


pubblicato da Annamaria Gatti
foto da sienafree.it
foto da Catalogo LEGO

mercoledì 8 febbraio 2017

Figli autonomi e sereni 2. Permettimi di fare da solo.

Risultati immagini per immagini bambini autonomi

2) Materiale adeguato, ambiente ricco e apertura all'esperienza.
Bentrovati al nostro secondo appuntamento. In  sintesi:

"Se faccio da solo, con la supervisione di mamma e papà, imparo, sono più sereno, posso contare su di me perchè loro hanno fiducia in me, se sbaglio posso imparare e mi correggo". 
Agire e sperimentare attraverso la realtà permette ai nostri bambini di crescere, usando i sensi ed esercitando  le loro inclinazioni. Per permettere questa prassi sono necessari: 
  • alcuni accorgimenti che sono solo binari su cui poi corrono la creatività e la fantasia del genitore, che ben conosce i propri figli. 
  • ...E la disponibilità ad aprirsi all'esperienza esterna. 


Tutto fa lezione di vita. Mamma e papà parlandomi e spiegandomi cosa si fa e perchè e quando... mi mettono in condizioni di imparare al meglio... che poi sembra tutto un gioco.
  • predisporre materiale, anche di uso quotidiano, o mirato all'esperienza,
  • per permettere di conoscere l'ambiente interno ed esterno, il suo uso, in funzione delle  operazioni consuete o necessarie,
  • in cui il bambino è protagonista nei vari step,
  • verificando con lui: attendibilità, operatività, utilità, soddisfazione.
Esempio (banalissimo) per un bambino della scuola dell'infanzia, ma anche del nido... che abbia particolare interesse o predisposizione per le operazioni che servono a preparare un piatto: 
  • cosa facciamo oggi? Una sorpresa alla mamma... una pizza? Un dolce di carote? Le polpettine di spinaci?
  • si decide....insieme...
  • Io disegno gli ingredienti  per fare la pizza con papà, 
  • andiamo a fare la spesa nel posto giusto che ho imparato...
  • e io propongo quale prodotto comprare, papà mi conferma...
  • A casa predispongo il necessario materiale, scegliendolo dall'armadietto di cucina,
  • verso, travaso...
  • impasto con il papà, 
  • confronto i tempi di lievitazione...(?) 
  • poi stendo la pasta, accendiamo il forno e  preparo la pizza con gli ingredienti che abbiamo scelto, 
  • la metto in forno con il suo aiuto, i bambini devono stare lontani dal forno caldo...
  • preparo la tavola intanto, voglio proprio fare le cose bene
  • mi piacerebbe da grande fare il cuoco e il cameriere 
  • e ora facciamo una sorpresa alla mamma...
  • posso aiutarti a lavare anch'io tutto?
Mi sarebbe piaciuto scrivere anche dell'esperienza di conoscenza dell'ambiente naturale vicino a voi, o di una fattoria con relative attività... .

Gli errori sono verificabili e commentabili. Sono corretti dal padre dopo averne discusso insieme. Il bambino imparerà così dagli errori... ma ne riparleremo. Credo che non esistano molti genitori che pensano: ma tutto questo è pericoloso!!! Il forno! Gli attrezzi... Fare la spesa? Un incubo... mi sporca dappertutto e si sporca anche lui!
Responsabilizziamoli con calma e fiducia
e avremo fatto un gran passo avanti. Per noi e per loro.

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
 foto da : adole scienza.it









lunedì 30 gennaio 2017

Bambini forti, bambini con esperienza di radici

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Zygmunt Bauman ci ha lasciato. 

Semplicisticamente  viene da più parti ricordato in questi giorni come il sociologo e filosofo che ha inventato la definizione, per altro efficacissima, di  "società liquida". Altri studiosi ce ne  danno un'immagine più approfondita e profonda, che ci conferma la grandezza di un uomo e di un ricercatore appassionato.

Fare scelte forti per crescere giovani forti, questa forse, e perdonerete ancora  la semplificazione, la lettura più immediata che possiamo fare di queste considerazioni.

Fondare su radici generose l'educazione, la vita quotidiana, i valori su cui tessere speranze e sogni, fatiche e rinunce, impegno e resilienza, capacità di reagire e sostenere le frustrazioni. 

Ce ne saranno grati questi ragazzi, alla ricerca di sicurezze che certo non poggiano sul tablet di ultima generazione, nè sullo scooter di moda. Hanno sete, sete di esempi, di nonni forti se posssibile, di condivisione, si certezze ideali, per affrontare vincenti le contraddizioni e le durezze della vita, sapendo che tutto viene permesso per crescere forti e nulla va perduto di ciò che è fatto per amore.

pubblicato da Annamaria Gatti
Illustrazione: Littleflower- Wordpress,com

venerdì 13 gennaio 2017

Io vado a scuola. E sono fortunata.

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In occasione del Natale ho proposto ad alcune classi quinte di una scuola primaria il racconto  "Il Natale di Albert Natale" Ed. Effatà. 
La narrazione, con immagini del libro e altro, è stata una riflessione, non solo sul Natale straordinario di questo bambino salvato dal traffico di bambini  (da un fatto vero del 2010), ma anche sulla fortuna che hanno i bambini in genere di frequentare la scuola. 
La Scuola. 
I ragazzi erano davvero stupiti, inquieti e incantati da questa avventura durissima e dalla gioia di Albert di poter festeggiare il Natale e di poter andare a scuola!!!

Oggi su Avvenire Ferdinando Camon ci propone una riflessione sulla chiusura delle scuole per il freddo. 

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/a-scuola-si-va-anche-se-fa-freddo
Mi pare ci dia spunti per riflettere sulla fortuna di poter andare a scuola. Ed è necessario che genitori ed insegnanti facciano riscoprire questa opportunità ai nostri ragazzi e bambini. 

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Quante bisnonne e  bisnonni abbiamo sentito recitare: avrei tanto voluto continuare gli studi.. ma... non era possibile!!!
Quando ho scritto il racconto "Ma com'è una scuola in Nepal?" so di aver suscitato interesse e aperto una finestra anche divertente, ma realista su qualcosa di estremamente  vero, ma poco conosciuto o almeno considerato.

https://www.cittanuova.it/ma-come-una-scuola-in-nepal/

Bambine e bambini, ragazze e ragazzi: siate felici e riconoscenti di andare a scuola. 
Cari insegnanti: fate della scuola un momento in cui viaggiare  "alto", in cui sentirsi accolti più che giudicati, dove la presenza dei genitori e la loro collaborazione sia una pista privilegiata di cammino, 
Beati coloro che si sentono dire: "Era così dispiaciuto di non poter venire a scuola!" E vi assicuro che in 42 anni di scuola l'ho sentito ripetere  più volte...

Viva la scuola!
E non perdetevi il film: VADO A SCUOLA. Guardatelo con i vostri figli.
https://www.comingsoon.it/film/vado-a-scuola/50184/scheda/
https://www.youtube.com/watch?v=wf-Zt_Wid4U


Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it

foto: fonte nova triburno
        www.ejtunost.iv
     



lunedì 9 gennaio 2017

Figli autonomi e sereni? Quattro prassi utili. Prima parte

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Quando vediamo bambini autonomi muoversi adeguatamente nella realtà quotidiana, e comunque anche nella scuola, abbiamo un sussulto di soddisfazione: l'atto educativo sta funzionando! Lo vediamo dall'espressione distesa del volto dei bambini.
E quei genitori o quegli insegnanti ci ispirano simpatia e fiducia. 

In poche battute  proviamo a ricordare cosa fa di un bambino, fin dalla sua nascita, un bambino felice: saper fare da solo, essere  l'attore delle proprie scoperte e dei propri successi.
...Che non significa essere abbandonato al suo destino o "arrangiarsi" nella disattenzione di genitori incoscienti (nel senso proprio di non essere coscienti di ciò che comporta il loro ruolo) o nel lascia fare quel che più aggrada o quel che reclama! (e qui rimandiamo ai post sul tema!)

Vediamo queste quattro prassi, per incominciare! Da modellare sulle età della bambina e del bambino.

1)  Calma e fiducia
2) Materiale adeguato, ambiente ricco, apertura all'esperienza.
3)  Supervisione e consulenza del genitore per fare da sè.
4)  Collaborazione e gioia di imparare.

Premessa
Ripetiamoci: non ci interessano super-genitori  perfetti 
 senza macchia o senza paura... 
anzi li riteniamo pericolosi...
Genitori in ricerca e seriamente decisi a vivere al meglio 
il loro ruolo 
e capaci di autoeducarsi con coerenza e spirito critico, 
questi li preferiamo senz'altro!

Premesso questo vediamo in questo post il primo punto.
Ogni tema può essere approfondito 
anche con altri post già pubblicati su questo BLOG.

1) CALMA E FIDUCIA

E' così importante per i nostri bambini vivere in un clima familiare dove la calma aiuta la riflessione e l'accoglienza, che potrebbe essere l'anticamera dell'educazione alla tenacia e della promozione delle inclinazioni personali.
  • Ottimizzare i tempi  dell'attenzione genitoriale, saper fermarsi, saper sostare con loro,
  • gestire pian piano ogni reazione ansiogena eventualmente presente, che riguardi l'educazione e il bambino stesso,
  • operare scelte compatibili con la situazione ambientale, ma...
  • decise,  perseguibili e ...
  • condivisibili  per la coppia genitoriale, 
  • usare smarthphone con responsabilità, anche spegnendolo... 
  • coltivare la fiducia nelle proprie capacità sociali ed educative, aprendosi al confronto e all'aggiornamento, (gruppi finalizzati e di auto-aiuto, percorsi, libri, web, scuole genitori, specialisti,...)
  • coltivare così, di conseguenza,  l'atteggiamento di fiducia verso il bambino, che sa di poter contare sulle sue forze perchè voi gli rimandate questa immagine di attore delle proprie conoscenze e abilità, 
  • sbagliare allora non è una catastrofe, sbagliare "ci sta" nel percorso di vita e di apprendimento. E sa che potrà fare l' esperienza di ricominciare sempre, 
  • con la vostra presenza rassicurante e vera, capace di rispetto.
Al prossimo appuntamento!




Come si intuisce le prassi attingono anche dalla pedagogia montessoriana. Vi sono tante belle esperienze educative che attualizzano  in realtà quotidiane teorie pedagogiche  affascinanti e coinvolgenti. Fra queste anche  il metodo Montessori.
Ribadire il contributo assolutamente innovativo e  pedagogicamente geniale di Maria Montessori, (1870-1952) mi sembra doveroso e attuale! 


Fortunati quei genitori che possono iscrivere i loro figli e le loro figlie a una scuola montessoriana (vedi censimento scuole montessoriane).
L'Italia, patria di Maria Montessori, contrariamente a tantissimi altri Paesi, non ha mai provveduto a curare e a promuovere a livello istituzionale, nonostante l'alto  riconosciuto valore educativo, se non per la passione di qualche insegnante o  dirigente scolastico.
Se avete notizie più precise o fonti  che possono correggere questa, vi sarei grata se voleste inviarmele.
Siamo concordi che sarebbero graditi corsi di aggiornamento montessoriani per  genitori e insegnanti! 

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it

Foto da www.eticamente.net


sabato 26 novembre 2016

Maria una di noi. Il racconto dell'annunciazione.

Copertina del libro Una mamma di Galilea

circa 1000 visualizzazioni solo nel mese di novembre, il racconto dell'
Annunciazione
 Maria diventa la mamma di Gesù
tratto da
"Una mamma di Galilea. 
Il rosario narrato ai bambini" 
di  Annamaria Gatti
ed. Effata'
continua a interessare 
utenti/amici del blog 
dall'Italia, Usa, Germania, Svizzera, Francia, Spagna, Ucraina, Cina, 
Canada, Gran Bretagna, Slovacchia,  Irlanda.

MARIA DIVENTA LA MAMMA DI GESU'

I bambini di Nazaret correvano sempre da Maria per imparare da lei nuovi giochi o per essere consolati: la figlia di Anna e Gioacchino era dolce e simpatica.
“Dimmi Gioacchino, cosa pensi di nostra figlia Maria?” chiese turbata un giorno Anna, la madre, vedendola spesso assorta in preghiera. Il marito la guardò comprensivo:
“Stai tranquilla, Maria è la nostra consolazione. Ora poi che è fidanzata al buon Giuseppe, il falegname, sono proprio contento di lei. Eccola, sta pregando...”
Maria, vedendo la madre, sorrise e la rassicurò: “Vai pure al mercato, io preparerò il pane.”
La giornata era chiara e Maria così continuò a pregare:
“Oggi, mio Signore, tu sei il mio sole, la mia luce e la fonte della mia gioia...”
E davvero una luce si diffuse nella stanzetta.
Maria, preoccupata, si coprì in fretta il capo con il mantello color dell'acqua, poi sentì  una gran pace nel cuore e si inginocchiò.
Solo allora si accorse che vicino a lei c'era un giovane  sorridente che non era entrato dalla porta, quindi doveva essere proprio un angelo del Signore. Le disse: “Ti saluto o piena di grazia, il Signore è con te.”
Maria pensò: “Ma cosa vorrà dire, salutandomi così?”
Ma l'angelo Gabriele, che conosceva i suoi pensieri, le spiegò:
“Dio ti ha scelta per diventare la mamma di Gesù, suo figlio.”
Maria non capiva: lei non era sposata!
“Nulla è impossibile a Dio” osservò l'angelo Gabriele “per grazia di Dio anche tua cugina Elisabetta aspetta un figlio, nonostante sia anziana”.
Allora Maria, si commosse e con grande fede gli disse:
“Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me ciò che hai detto.”
Quando l'angelo se ne andò, Maria sentì i passi svelti della madre  che tornava a casa. Tutto sembrava come sempre, invece Dio le aveva parlato e le aveva svelato un grande mistero. Il suo cuore ebbe un sobbalzo. Sarebbe stata capace di fare la mamma del figlio di Dio? Nulla è impossibile a Dio, aveva detto l'angelo: Dio l'avrebbe aiutata a superare ogni prova.
Allora Maria incominciò ad impastare il pane, mentre le voci chiassose dei bambini stavano avvicinandosi alla casa, per mostrarle un nuovo gioco.

  


venerdì 18 novembre 2016

Teatro e musica per una storia natalizia


UNA CAPANNA PER TUTTI
Canzoni e spettacolo

COPIONE, TESTI e MUSICHE DELLE CANZONI 
di
David Conati

Recensione di Annamaria Gatti

E' una versione  nuova e dinamica della vicenda natalizia questa di David Conati, che snocciola temi interessanti, per nulla scontati, con ritmi e pentagramma di rilievo, capaci di divertire e attirare i bambini.

Il libro è uno spettacolo teatrale proposto con copione e testi delle canzoni, che sono proposte nel cd allegato e che conferma ancora una volta il valore di questo eclettico pluripremiato narratore-musicista, ma anche autore teatrale, traduttore, saggista,  sempre impegnato nell'incontro di entusiaste scolaresche e platee giovanili, ma non solo, in tutta Italia. E questi sono solo alcuni degli ambiti in cui si cimenta Conati, dando la netta sensazione di divertirsi molto, ma poi anche di sperimentare abilità innate e acquisite con uno studio linguistico e musicale di non comune rigore. 

Un pulcino abbandona il "sicuro nido" del pollaio per scoprire la novità portata dalla gente che affolla le vie di Betlemme. In questa ricerca si imbatte in Maria, Giuseppe e nell'evento che cambierà la storia dell'umanità e anche del suo piccolo mondo, fatto di capi-pollaio isterici e galline gregarie e deboli. 

Uscire e cercare porta certo scompiglio e rabbia in coloro che credono di sapere tutto e che dominano i più deboli: superare il timore della novità e scegliere l'accoglienza della diversità sarà la lezione da imparare anche nel pollaio,  per essere in fondo più felici.

Il nodo della proposta è alla fine una riflessione sulla natività di notevole valore etico: l'evento della nascita di un Bambino, "Quel Bambino", apre al mondo e perciò a tutti un approccio più vero e umano, che supera paure e diffidenze, fragilita' e pregiudizi, dove davvero tutti possono trovare un "luogo" dove stare in pace.  Non per nulla la colomba della storia trova solo nella capanna  di Gesù il rifugio ideale!