Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

giovedì 17 marzo 2011

Succede a scuola: UNITA' D'ITALIA


Quando andavo alla scuola elementare (molti e molti anni fa!) la mia maestra, Iolanda il suo nome, aveva insegnato a me, e ai miei altri 46 ordinatissimi compagni di scuola, l'Inno d'Italia. Ed è stata lei, veneta trapiantata in terra lombarda, lodigiana, per l'appunto, ad affascinarci con i racconti di storia vissuta, di sfollata della guerra e di ricordi dal fronte. Ho sempre amato la storia, forse grazie a lei (un po' meno la matematica!).
La bandiera italiana? L'avevamo in classe.
Nella mia scuola a Lonigo, ieri, un ragazzo di colore e un compagno italiano hanno issato la bandiera italiana all'interno di una cerimonia in cui più di 600 bambini in silenzio (praticamente perfetto!!! ) e dalle tantissime etnie, hanno assistito alla celebrazione del 150° anno dell'Italia unita. Ho sorriso e sospirato di commozione, pensando al futuro che poi è già qui ed ora.
Chissà cosa avrebbe detto la mia maestra di 45 anni fa! Sarebbe stata contenta, davvero, perchè aveva il cuore buono e grande. E soprattutto era una vera educatrice, giusta e appassionata in difesa dei valori alti di questo Paese.
A patto che si coltivino e se ne sperimenti quotidianamente l'efficacia.
Poi sento richiamare dal Cardinale Bagnasco nella cerimonia religiosa per l'annniversario, trasmessa in tv, la REGOLA D'ORO, comune a tutte le religioni (fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te) come stella polare di convivenza e salvezza di questa nostra Italia.
E, come scriveva il grande Giovannino Guareschi, " il che è bello ed istruttivo...".


pubblicato da Annamaria Gatti
foto: Città Nuova

martedì 15 marzo 2011

Quando un figlio mette in ansia... Ecco un genitore che si fa vicino...


Dal Blog :Lo Gnomo ASPirino
Scritto da Gnomo ASPirino

CHI E' LO GNOMO ASPIRINO ??

Gli gnomi hanno un carattere allegro e simpatico, anche se sono timidi e diffidenti verso gli esseri umani e tendono a vivere isolati e ad essere misteriosi. Conoscono il linguaggio degli animali, custodiscono i tesori della natura, allevano capre e cuociono biscotti. Queste creature ci accompagnano da sempre, ci sorvegliano nei momenti di pericolo e sussurrano consigli e segreti nel sonno”


Lo Gnomo ASPirino

L’idea dello Gnomo nasce dalla necessità che provavo, e provo tutt’ora molto forte, di fare qualcosa di molto pratico e reale sia per una corretta e discreta informazione sulla Sindrome di Asperger che, e soprattutto, per riuscire ad essere là, in quel momento in cui le famiglie (i genitori in particolar modo) si pongono quella “famosa” domanda: “mio figlio è normale ?”. Insomma, al sorgere dei primi dubbi...

Proprio in quel momento, quando non sono ancora intervenute le varie figure di riferimento (psicologi, neuropsichiatri, logopedisti, psicomotricisti, etc.,) è facile che si crei il terreno fertile per la comparsa, nei genitori, di depressione (alimentata dalla confusione e dalla ricerca spasmodica di risposte) e di crisi di coppia anche di grave entità (uomo e donna affrontano in modo diverso la consapevolezza di vivere una realtà portata da un disagio all’interno della propria famiglia, ma questo è un altro argomento...).

Uno dei miei scopi è far capire loro, a questi genitori, che NON SONO SOLI, che possono essere aiutati (sia loro che la persona con SA) e che, insomma, una risposta a quella domanda c’è !!!

Come mi prefiggo di fare tutto ciò ?

Certo NON mettendomi in cattedra e parlando di Sindrome di Asperger.

Ho, deontologicamente, un concetto molto forte del rispetto degli ruoli, io sono e voglio rimanere un semplice genitore.

Quindi come ?

Con l’utilizzo di una maschera professionale da Gnomo (affiancato da due folletti Chiaracadabra e Fraaby Doo = i miei figli), attraverso le iniziative da me proposte e partecipando agli eventi o visite a cui vengo invitato, oltre ad intrattenere e divertire i presenti con racconti e numeri di magia, mi propongo, nell’occasione, di fare informazione sulla Sindrome di Asperger.

Lo Gnomo con i suoi folletti

All’interno degli opuscoli informativi che distribuisco a mia discrezione durante tali situazioni suggerisco, a chi lo volesse, la consultazione del sito del Gruppo Asperger Onlus dove, eventualmente, possono scoprirne di più ed essere indirizzati nelle strutture e alle persone più adeguate vicine alla propria zona di residenza.

Tengo a precisare alcuni concetti, per me fondamentali:

  • Gli incontri e le presenze con/dello Gnomo ASPirino sono totalmente GRATUITE !!!

  • Lo gnomo ASPirino NON parla mai di Sindrome di Asperger direttamente;

  • La mia informazione NON viene svolta stile “volantinaggio”.

Lungi da me dare l’idea di “ridicolizzare” o sminuire un disagio che crea tanta sofferenza a bambini, ragazzi, adulti e genitori.

Il mio unico fine è contribuire, con il mio esistere e il mio agire, ad una costruttiva divulgazione, mirata alla corretta conoscenza di tale disturbo pervasivo dello sviluppo.

Se mai un giorno, nel tempo, a distanza anche di anni, qualcuno avvicinerà lo Gnomo Aspirino e gli dirà: “Grazie a te, e all’essere stati indirizzati alle persone giuste, siamo riusciti ad aiutare noi e nostro figlio”.

Bhè, sia Ugo che lo Gnomo saranno le persone più felici di questo mondo, fatato e non...

Ugo Parenti.


lunedì 14 marzo 2011

Giornata del tempo lento per mamma e papà


Pausa di riflessione...
"Quando un uomo ha dei grossi problemi dovrebbe rivolgersi ai bambini; sono loro, in un modo o nell'altro, a possedere il sogno, la libertà." (Fëdor Dostoevskij)
segnalato da Marco C.
pubblicato da Annamaria
illustrazione di Annual Reporter calendar

mercoledì 9 marzo 2011

UN ANGOLO PER LEGGERE

Piccolo albero
di Annamaria Gatti
Fonte: Città Nuova


Forrest Carter

L'ultima pagina si è esaurita con un sospiro di rimpianto: siamo stati tutti “Piccolo Albero” in qualche angolo della nostra infanzia, con gli occhi sbarrati sulla realtà intorno.

Ma che fortuna poter sentire la carezza di nonna cherokee, che sa di cosa abbisogna quell'orfano e non si tira indietro! Che sicurezza la complicità laboriosa di nonno, semplicemente nonno, per fare di Piccolo Albero un vero uomo, lievemente, senza parere, come un tramonto o un'alba serena e che nell'ultimo saluto sa dire: “ E' stato bello Piccolo Albero. La prossima volta sarà meglio. E ti vedrò”.

Piccolo Albero un romanzo? Non so. Non posso scrivere che è un poema, però posso sussurrarlo.

Forse è una collana di ricordi, rincorsi tra i monti Appalachi e inanellati con garbo e profondità, con la cadenza di una danza indiana, perchè tutto il respiro si scopre ritmato dalla saggezza cherokee, come nell'epico greve esodo forzato degli indiani nelle terre lontane e sconosciute, tramandato da padre in figlio, da nonno a Piccolo Albero.

Ricordi curiosi, come la dettagliata descrizione del segreto mestiere del nonno; teneri, come la cantilena indiana che accompagna i nuovi affetti famigliari di Piccolo Albero; drammatici e solenni come il canto del transito o divertenti come l'incontro con avidi visi pallidi.

Uno scenario reale: la casa in mezzo ai boschi, due adulti di riferimento luminosi, uniti da un amore sublime e così nascosto e la natura tutta fusa con la vita, come un inevitabile dono da rispettare.

Uno scenario virtuale: il cammino di Piccolo Albero che cresce.

Uno sfondo: l'accoglienza dell'infanzia e del seme di futuro da alimentare con semplicità e cura.

Dal 1976 questo libro, appena rieditato, affascina i ragazzi statunitensi e non solo! Un accompagnamento per altri ragazzi disposti a vedere e a recuperare il senso dei rapporti e degli affetti, a scontrarsi con la dura realtà, ad elevare ancora una volta lo sguardo all'esperienza dell'uomo, scoprendone il passato e il presente. E farne tesoro, per progettare il futuro.







lunedì 28 febbraio 2011

GIORNATA DEL RISPETTO DEI TEMPI DEI BAMBINI


PER FAVORE, EDUCAMI "LENTAMENTE", CON PENSIERI CHE SEGUONO IL MIO RITMO NATURALE DI VITA, SUSSURRA OGNI BAMBINO...:
quando mi svegli al mattino
quando devo lavarmi o vestirmi
quando mangio
quando mi spieghi le regole di casa
quando mi racconti una storia
quando mi chiedi cosa ho fatto a scuola
quando giochi con me
quando devo scegliere un libro o un gioco
quando non capisco qualcosa
quando nonno non capisce qualcosa
quando devo spiegarmi
quando mi ascolti
quando ti aiuto a fare la spesa
quando devo fare i compiti
quando insegniamo al cucciolo le regole di casa...
pubblicato da Annamaria
foto città nuova


mercoledì 23 febbraio 2011

BAMBINI, VIOLENZA E TV: HELP!

Violenza e TV
di Maria Rosa Pagliari
Fonte: Città Nuova

«Che legame c’è tra la violenza vista in tv e la percezione del mondo nei bambini?».
Ivan


Ragazzi che guardano la TV A livello generale, abbiamo ancora poche indicazioni sulle complesse relazioni tra violenza televisiva e sviluppo della visione del mondo nei bambini. I ricercatori ci dicono che variabili importanti sono il grado di realismo della violenza vista in tv e l’ambiente in cui crescono i più piccoli. Infatti i bambini interpretano diversamente la violenza televisiva in funzione della sua natura realistica. Per esempio, sono più critici verso la violenza degli spettacoli sportivi (situazioni reali) che verso la violenza delle fiction (situazioni immaginarie). E appaiono disinteressati ai telegiornali, non solo perché li trovano noiosi, ma anche perché presentano una violenza realistica e inquietante. Uno studio sul ruolo della violenza presentata in tv nella vita di cinquemila dodicenni di svariati Paesi del mondo, ha dimostrato che nonostante le molteplici differenze culturali, le conseguenze della violenza proposta dai media sono legate all'mbiente sociale in cui crescono i bambini. per esempio, i messaggi violenti rinforzano le espereinze di vita dei bambini che vivono in zone di guerra o aree ad alto tasso di criminalità. Pur dimostrando una percezione simile, i bambini che vivono in ambienti non violenti lo fanno in misura minore...
I MEDIA TENDONO A CONSOLIDARE L'IDEA DI NORMALITA' DEL COMPORTAMENTO VIOLENTO CON IL GRAVE RISCHIO DI DESENSIBILIZZARE PICCOLI E GRANDI TELESPETTATORI RISPETTO AL DOLORE E ALLA SOFFERENZA DI ALTRI ESSERI UMANI.
pubblicato da Annamaria Gatti

giovedì 17 febbraio 2011

GUARDARE IN ALTO: UN IMPERATIVO PER CHI EDUCA!

Figli, figlie... un dono splendido da curare con amore incommensurabile
La loro vita, la nostra vita, un abbraccio per partecipare all'Infinito, così pensavo appena dopo la nascita della mia prima figlia. E' così anche ora.
Ho incrociato un'esperienza grande in questo periodo per me difficile, di incontro con il dolore.
E' la vita, sì la vita bellissima di Caterina, figlia amata di Antonio Socci. Il padre scrive di questa vita e di tutto il mondo di Caterina che attorno a lei ruota in una gara d'amore che varca confini e continenti.
E' la vittoria sulla malattia e sulla sofferenza, è l'abbraccio che unisce credenti e non credenti.
Cari genitori se non lo avete già fatto, leggete queste pagine: un tesoro per guardare con occhi nuovi la vita dei nostri figli.

Caterina. Diario di un padre nella tempesta
di Mario Spinelli
Fonte: Città Nuova



Antonio Socci
Quando i libri autobiografici sono ben scritti, profondamente sentiti e sinceri, coinvolgono con particolare forza ed efficacia il lettore, pure emotivamente. Se poi esprimono delle verità e dei valori autentici e universali, allora diventano scuola di vita e di crescita o, quanto meno, per qualcuno, fonte di messaggi salutarmente provocatori.
È il caso di questo libro del noto giornalista cattolico Antonio Socci, dedicato e intitolato alla maggiore dei suoi tre figli, che da oltre un anno è in coma in un ospedale fiorentino dopo un improvviso e lungo arresto cardiocircolatorio. Il padre – più genitore e credente che scrittore, ma è anche questo, con talento – racconta l’atroce odissea personale e familiare vissuta per lunghi mesi ed ancora in pieno svolgimento fra speranze e delusioni, angosce e preghiere, incubi e resurrezioni. Un viaggio attraverso il dolore e l’amore di un padre, ma anche un libro-confessione (nel senso agostiniano di professione di fede, di lode) che testimonia l’incrollabile speranza cristiana nell’aiuto di Dio e nella misericordia della Madre, mediatrice di tutte le grazie.
E qui, parlando del libro, si innesta uno dei pregi maggiori. La testimonianza di cui si è detto non è resa solo dall’autore, ma si allarga al mondo e alla Chiesa, nel grande coro di messaggi ed espressioni di condivisione e solidarietà ricevuti dall’autore nel suo blog, da parte di cristiani ma anche di laici, e riversati nel volume, non senza armonia e senso della misura.
Un terzo livello di arricchimento, cioè i testi e i riferimenti alla spiritualità di alcuni santi e scrittori, rende la lettura ancora più toccante e proficua.
Una frase di Padre Pio, riportata da Socci nel libro, esprime forse, in modo sintetico ma profondo, l’esperienza che sta vivendo: «Gli angeli invidiano agli uomini una sola cosa, poter offrire a Dio il loro dolore».
Pubblicato da Annamaria Gatti