Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che... rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

martedì 17 aprile 2012

Mamme in festa... al cinema!

Presto, il film sta iniziando...

  di Paolo De Maina
Fonte:    Città Nuova


Come in altre parti d’Europa sta prendendo piede anche in Italia il “cinemamme”, un’idea originale per vivere nella socialità un momento importante, come la nascita di un figlio

Solitamente, appena un fiocco celeste o rosa fa capolino alla porta d’ingresso, la bella abitudine di andare al cinema svanisce. E ora ci sono altri motivi per perderla. Infatti i genitori, come tecnici al governo, tagliano soprattutto la cultura, e teatro, cinema, mostre e libri sono off limits o molto diradati.

Eppure oggi c’è un’occasione per riprendere le vecchie abitudini a prezzi e condizioni favorevoli. La soluzione si chiama “cinemamme”. Da qualche tempo a Roma e Milano, ma anche a Padova, Udine, Trento, Terni, Bologna e Brescia, le neomamme, accompagnate anche dai neopapà, possono andare a vedersi un bel film, con le luci soffuse che consentono di allattare e di allestire la pappa, con il volume non a “palla”, come si usa dire, e titoli adatti. È un modo per staccare la spina senza staccarsi dalla famiglia, magari il tutto condito da forum animati da specialisti che, tra un fotogramma e l’altro, affrontano anche qualche argomento, che non guasta.

Di chi è stata la brillante idea? Dell’associazione di volontariato Città delle mamme, nata da un gruppo di donne (ecco perché il nome al femminile), la cui presidente è Giulia Pietroletti, che hanno capito che la genitorialità deve uscire dalle secche in cui questa società, forse più a misura di individuo che di famiglia, la sta relegando. Ma i progetti non si limitano al “cinemamme” e per questo abbiamo voluto approfondire con una breve intervista come il progetto intende riprendersi la vita.

Come è nata l’iniziativa?

«Con il copia e incolla. Scherziamo. Ci siamo ispirate a iniziative analoghe che si svolgono in Nord Europa. Ma il nostro progetto ha una particolarità: abbiamo avvertito la necessità di non offrire solo una proiezione, ma di creare momenti di incontro e convivialità tra le mamme. Vogliamo creare una vera rete di genitori».

Come è e come dovrebbe essere una città delle mamme?

«Una città a misura di mamma è una città che avverte i bisogni dei piccoli e sa cogliere le buone opportunità di crescita. Una mamma sa che avere una vita culturale è un input di grande qualità per i figli, è un ottimo esempio. Allora, cosa c’è di meglio per abituarli a vivere l’offerta culturale della città che farli partecipi fin da piccoli? Inoltre, ci sono dei problemi oggettivi: le barriere architettoniche, ad esempio. Vogliamo sensibilizzare sull’importanza di offrire i mezzi ottimali perché la città sia vissuta pienamente da tutti, fin dalla nascita».

Scusi la domanda ma i papà abitano nella stessa città?

«L’associazione si chiama Città delle mamme perché forse l’impatto immediato del ridimensionamento della città lo avverte la mamma appena partorisce. Ma gli obiettivi dell’associazione si concentrano sulla genitorialità. Infatti, abbiamo vissuto questa bella esperienza in associazione: senza il sostegno dei nostri papà probabilmente sarebbe stato molto più faticoso. Viviamo per fortuna un periodo di cambiamento nella genitorialità, perciò la città delle mamme è anche la città dei papà».

Tornando all’iniziativa del cinema, è solo svago?

«Certo! Abbiamo bisogno di svago per essere creativi, per uscire dai soliti binari di ragionamento. È uno svago che arricchisce. Il cinema non deve avere una dimensione formativa, dottrinaria. Il cinema deve essere un input, un’occasione di incontro, una pausa dalla fatica quotidiana, un momento per riprendere energia e per rinnovarsi. Il clima disteso del cinema è senz’altro un fattore positivo del progetto, perché le persone arrivano agli incontri con un atteggiamento diverso dal paziente che va dallo specialista a chiedere un parere. Gli incontri organizzati prima delle proiezioni sono tenuti da esperti, ma il clima è quello di una chiacchierata».

Come si concilia una visione “senza pensieri” tra un pannolino e una poppata?

«Bastano poche poppate e cambi di pannolino per acquisire la pratica. Anche i papà riescono a imparare velocemente! Una volta superato il periodo di prova, queste attività diventano parte del quotidiano. Il problema è far capire alla città che allattare e cambiare il pannolino non è una cosa tanto straordinaria, si può fare ovunque!».

Come hanno reagito i gestori dei cinema? E i comuni?

«Hanno accolto bene la sorpresa. Non era il solito cinema per i piccoli, ma cinema per grandi in cui far entrare i piccoli. Abbiamo lavorato con molta sinergia, sia in termini di struttura (la necessità di attrezzare e prevedere uno spazio senza barriere architettoniche, con fasciatoio e scalda biberon) che in termini specifici, cioè la scelta dei film adatti, tenendo conto della sensibilità dei bebè. L’amministrazione locale ci ha sostenuto con un finanziamento di un municipio di Roma capitale per poter pubblicizzare l’iniziativa e organizzare gli incontri».

Dov'è l’iniziativa e a che prezzi?

«Il primo cinema ad accogliere la proposta in Italia è stato il Nuovo Cinema Aquila a Roma, con cui siamo alla quarta edizione del progetto. Poi altre iniziative sono nate in diverse città italiane, seguendo la nostra linea guida. Inoltre, il cinema The Space, a piazza della Repubblica, nel centro della capitale, ci ha contattato per proporre autonomamente un progetto analogo. Quindi, in questo periodo, le mamme di Roma hanno due opzioni di “cinemamme”, al Nuovo Cinema Aquila e al The Space. Il programma aggiornato è nella nostra homepage: www.cittadellemamme.it. Il prezzo applicato ai biglietti per queste proiezioni è il prezzo ridotto. Una cosa importante: “cinemamme” è aperto a tutti. Nonni, papà, amiche, babysitter, anche le suocere sono benvenute! L’importante è partecipare con leggerezza e non infastidirsi quando qualcuno si deve alzare per accudire i bebè».

Quali altre iniziative ha in essere e in serbo la Città delle mamme?

«Città delle mamme attualmente promuove il progetto “Mammacaffè”, cioè uno spazio di incontro per le mamme per prendere un caffè o fare l’aperitivo, fare una chiacchierata alla pari o con esperti. Poi, è attivo il progetto “Genitori bussola”: si tratta di un progetto collaborativo virtuale, in cui i genitori partecipanti sono invitati a mappare la città in senso positivo, mettendo in evidenza i servizi che hanno una proposta family friendly. Infine, è attivo un progetto di riattivazione partecipata di un giardino pubblico a Roma, il giardino di Castruccio. Lo facciamo in collaborazione con altre associazioni, ma l’idea è quella di creare un gruppo attivo di persone che si prendano cura dello spazio, come fosse casa loro. In serbo, il nostro progetto più importante è quello di coinvolgere le persone, di renderle partecipi di questo progetto di cambiamento, anzi di piccoli cambiamenti della città. Noi non vogliamo un’altra città, vogliamo solo vivere tutta la sua potenzialità in modo pieno, condiviso. Per fare ciò abbiamo bisogno di “braccia”, di persone che possano dedicare il loro tempo a diffondere con noi queste idee. Offriamo solo fatiche, perché fare questo non è sempre uno svago. Ma noi, che a questo progetto ci teniamo, possiamo assicurare che vedere un progetto che cresce e una rete di genitori che nasce è una soddisfazione enorme».

pubblicato da Annamaria
Ill. Cinemamma

 

Nessun commento:

Posta un commento