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martedì 2 aprile 2013

Favola: Nicola piano piano



...uno scoiattolo era là, fermo accanto a una fila di chioccioline
che in processione stavano attraversando il sentiero...
 
di Annamaria Gatti
Illustrazione di Eleonora Moretti
fonte: Città Nuova, 25 marzo 2013
 
NICOLA  CHE OGGI VA PIANO PIANO

C’era una volta una giornata strana. 

Nicola si era svegliato piano piano. Il sole stava sorgendo lentamente dalla collina e tutto era così luminoso che Nicola aveva esclamato: “Mamma, sembra di essere in un mare pieno d’oro!”

Mamma Anna non aveva neppure un po’ di fretta e stava sorbendo il caffè-latte   dalla tazzona blu e gialla.

“Vero! Oggi andremo a scuola a piedi, così ci godremo insieme questa giornata. Alzati e preparati Nicola!”

La stradina nel parco era silenziosa ma, vicino alla fontanella, Nicola e la mamma si fermarono di stucco: uno scoiattolo era là, fermo accanto a una fila di chioccioline che in processione stavano attraversando il sentiero.

Lo scoiattolo borbottando e  sfregando nervosamente le zampette fra loro, osservava Chiocciola maestra che spiegava:

“Non ascoltatelo, ragazze, lo scoiattolo va troppo in fretta  e noi adagio adagio  per natura. Nessuno può cambiarci, ma per noi è più facile goderci l’alba e il tramonto del sole, che vanno piano piano come noi, l’arruffarsi delle nuvole nel cielo, l’arrivo sulla rena delle onde, lo sbocciare delle margherite e il riaprirsi delle corolle al mattino.

Noi possiamo incontrare la farfalla variopinta che era il bruco affamato, riconoscerla e salutarla.

Andiamo ora, dobbiamo arrivare alla fontanella prima di notte!”

“Buon viaggio, chioccioline” aveva sussurrato lo scoiattolo che aveva smesso di agitarsi e non si era mosso neppure quando Nicola gli si era avvicinato dicendogli:

“E’ vero scoiattolo!  Anche io ho imparato a camminare lentamente. Come mi dice la mamma: ogni giorno facevo progressi.

Anche quando ho imparato a parlare, la mamma ha dovuto attendere un po’ di tempo per ascoltarmi dire una bella frase.

E ora vado a scuola e ogni giorno divento sempre più capace.

Ci vuole tempo!”

“E’ vero bambino! Ma ora scappo…di corsa, anche se non so perché…”

E fece una scalata velocissima su per l’abete maestoso a osservare il cammino del sole, che ormai splendeva più in alto nel cielo.

                                                                              

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