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mercoledì 3 novembre 2021

Storia per un Natale di pace: L’ ARMA PIU’ FORTE

Questa Storia è la quinta puntata  delle vicende di Enea, un giovane apprendista cavaliere medioevale, che scopre i pass... per diventare un valente cavaliere. In questo cammino fa un' esperienza straordinaria, là dove storia e fantasia si incontrano, creando anche un' occasione per ripensare al Natale, ma quello vero appunto, degno di un cavaliere, degno dell'Umanità.


fonte:  Città Nuova, Roma,  gennaio 2021             (elaborazione)

racconto di Annamaria Gatti  illustrazione di Eleonora Moretti


MA INSOMMA QUANDO ENEA DIVENTERA’ CAVALIERE? Mi chiedo. 

E VOI COSA PENSATE?

Il nostro aspirante cavaliere doveva scoprire ancora un paio di cose. Quindi restiamo in attesa e qualcosa accadra’. Infatti… “Un lupo sta infestando la regione. Divora pecore e agnelli, ferisce uomini donne e bambini, una vera calamità.” Aveva esclamato il Gran Maestro rivolgendosi ai suoi apprendisti che, gridando “EHIHA-OOO!” radunarono le loro armi e partirono, come sempre!

Enea, Marillo, Giangiacomo e Norberto prontamente raggiunsero galoppando la radura dietro al borgo infestato dalla feroce bestia: tutti erano serrati in casa e non c’era nessun segno di vita.

“Tocca a noi!” esclamò Marillo.

“Dobbiamo trovare il feroce lupo! Insieme lo accerchieremo e lo uccideremo” aveva aggiunto trionfante Norberto.

Il “tutti per uno,  uno per tutti” di Enea era stato condiviso, con  soddisfazione del Gran Maestro.

Scesero da cavallo e insieme seguirono Enea che si era avviato. I giovani si muovevano con cautela fra i cespugli e gli alberi secolari, senza far rumore.

Ma del lupo nemmeno l’ombra. Solo in lontananza un mormorio. C’era qualcosa di insolito in quel silenzio.

Poi all’improvviso ecco, sotto una quercia…

Un piccolo frate stava “conversando” con il lupo, grosso e minaccioso. Enea si preparò a difendere l’ uomo, ma poi si fermò.

“Ehi, il lupo si accovaccia ai suoi piedi” bisbigliò, “si fa accarezzare e ora lo segue mansueto. Che miracolo è mai questo?”

“Seguiamolo da lontano” propose Giangiacomo allarmato. E lo seguirono per molte ore,  fino ad un  villaggio sperduto sui monti, sempre con il lupo accanto. Come un fidato cagnolino.

E giungeva la notte.

MA… CHE CI FANNO QUATTRO APPRENDISTI CAVALIERI DIETRO A UN FRATICELLO CON UN LUPACCHIONE AL SEGUITO? MISTERO.

Erano giunti ad una stalla. Fu allora che il fraticello si rivolse ai quattro giovani che non pensavano di essere stati scoperti:

“Avete avuto una bella costanza, miei giovani amici. Non vi ha fatto paura la fatica e siete arrivati fin qui con me. Bravi, siete coraggiosi, volete arrivare in fondo al vostro compito.  Se volete ora potete riposarvi. So cosa cercate. Non temete:  fratello lupo ora sa che attende il cibo dagli uomini, senza più aggredire nessuno. Io ora però ho molto da fare. Devo aiutare il mio amico Giovanni signore di Greccio a fare un presepe.”

E si mise ad aiutare un uomo dai nobili vestiti e  che stava preparando qualcosa in quella stalla. Ma cosa? Mentre il lupo si scaldava al fuocherello, acceso in un angolo.

Un invito al riposo come quello però convinse i quattro stanchissimi giovanotti a gettarsi sul primo pagliericcio lì vicino,  dove consumarono finalmente un sonno ristoratore.

Per poco però perché nel bel mezzo dei sogni, ecco rumori e sospiri ed esclamazioni di stupore:  “Possibile a Greccio? In una stalla?”

“Eppure è accaduto,  corri, il Bambino è apparso fra le  braccia di frate Francesco. Un miracolo di certo!”

“Francesco,  l’amico del nobile Giovanni di Greccio?”

“Sì, lui il frate di Assisi, che ha placato il lupo feroce a Gubbio, ha preparato un Presepe e il Bambino Gesù è apparso fra la paglia, proprio come 1223 anni fa a Betlemme!” 

Enea e i suoi compagni balzarono in piedi e,  prese le armi e pronti a difendere qualcuno che fosse  in pericolo,  si sporsero verso l’entrata della  capanna.

Nel bel mezzo della stalla ecco alcune pecorelle, un asino e un bue, qualche pastore,  una donna, un uomo e accanto a loro il frate con un lupo accovacciato ai suoi piedi e accanto a un agnello candido.

“Vedi anche tu quello che vedo io?” chiese Norberto ad Enea.

“Sì” rispose Enea. E basta, tanto era emozionato.

Il frate aveva qualcosa di incredibile in braccio:  un neonato, che di più belli mai ne avevano visto uno.

“Com’è luminoso, com’è bello il Bambino” sussurrò Enea.

Fu in quel momento che il fraticello si rivolse a Enea e ai suoi compagni:

“Guardate, Gesù nato in una stalla 1223 anni fa ora si fa dono per voi, uomini e donne e bambini e cavalieri, perché ammiriate la forza e l’arma più potente della terra: l’Amore.” Enea non riusciva a distogliere gli occhi dallo sguardo del Bambino che gli sorrideva.

Poi Gesù gli indicò il lupo accoccolato ai piedi di Francesco. L’amore può davvero tutto sembrava gli sussurrasse: anche trasformare un cuore feroce, in un cuore capace di pace.

Giangiacomo era stupito e il suo  sguardo incontrò quello commosso  del Gran Maestro,  che dal fondo della stalla si era inchinato a tanto splendore.

Marillo era silenzioso, con una mano sul cuore,  Norberto stendeva il suo mantello davanti a Francesco mentre  Enea posava la sua spada ai piedi del Bimbo e capirono che il cammino degli aspiranti cavalieri stava per concludersi.


 

 

 

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