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Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che... rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

lunedì 3 giugno 2013

Adolescenza 2. Perdono mio padre, mia madre



CONTINUAZIONE.
Poi però Suor Roberta  va al di là dell’immaginabile  e trova un fiume in piena quando chiede se viaggia fra loro  il desiderio di  poter perdonare i propri genitori. Il fiume irrompe e tracima, l’inondazione affettiva e spirituale ha il sopravvento e la scoperta di un Padre altro che accompagna i passi di chi si affida vince la paura.

Sì perché i genitori sono una razza strana, li ami e li odi nello stesso momento, li vorresti diversi, ma poi senti che non potresti accettarli differenti, sono loro e il tuo DNA è lì, fra quelle mura, in quegli sguardi e in quelle voci rotte spesso e sfiduciate, mentre tu giovane avresti bisogno di fiducia, di coraggio e di speranza.

Loro però non sono così, loro sembrano sopravvissuti, capaci di tagliare i ponti in qualsiasi momento con  te, anche se allungano il denaro che ti serve e le chiavi che ti aprono anche porte ignote. A volte è proprio così. Spesso.

E in una giornata dedicata allo sport, l’attività più innocente e più ovvia per far incontrare i ragazzi, per parlare con i gesti e gli sguardi a genitori venuti a controllare il grado di vittoria del proprio figlio,  svela il nascosto e chiede a tutti i ragazzi di alzare la mano chi voglia perdonare  il padre e la madre.

Un terremoto spirituale invade i giovani  sportivi, si sciolgono cuori e lacrime scorrono a fiumi sui quei volti increduli: qualcuno ci chiede di perdonarli?

Si può allora dare sfogo al dolore sordo del silenzio, della disattenzione, della trascuratezza non materiale forse, ma affettiva e spirituale, quella sì!

E quante mani alzate chiedono di  perdonare  madri mai cresciute, infantilmente disperate e emotivamente involute, sole e alla ricerca del nulla intorno a loro!

Quante mani tremanti desiderano perdonare  padri ingenuamente ragazzini, insicuri e fragili, perduti nel lavoro e negli affetti instabili, alla ricerca del padre che non hanno avuto e che non sanno essere?

Riconciliazione pervade il popolo sportivo e dalla riconciliazione si può ricominciare tutto.

E tutto perché, come un Pietro di evangelica memoria,  hanno accettato di mettere un piedi fuori dalla barca, hanno provato a camminare, sulla fede, fuori dal rancore e dal giudizio, per onorare il padre e la madre, al di là di tutto, nonostante tutto.
 
Pubblicato da Annamaria Gatti
Foto da bachecaannunci.it

 

 

 

 

 

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