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Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che... rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

venerdì 24 febbraio 2012

A "scuola" di famiglia


di Ezio Aceti
fonte: Città Nuova
Quando nel mese di marzo ho ricevuto una telefonata
da un’azienda brianzola per una consulenza, non mi
sarei mai aspettato tutto quello che poi mi è capitato.
Di solito vengo invitato per conferenze, relazioni,
convegni e corsi di aggiornamento dalle parrocchie,
dai comuni, dalle scuole, da enti formativi, perché sono
istituzioni preposte all’educazione familiare o dei ragazzi.
Ma che una grande azienda, la Sacchi elettroforniture,
produttrice di materiale elettrico, con più di 40 filiali e
820 dipendenti, mi chiedesse degli incontri formativi
per i dipendenti sulla dinamica di coppia e sull’educazione
dei figli, francamente mi suonava molto strano. Eppure,
tutto questo è successo, grazie alla sensibilità e alla
politica sociale dell’azienda.
Giuseppe Sacchi, presidente dell’azienda, e Mario Frigerio,
direttore del personale, mi convocano così, proponendomi
di aiutare i loro dipendenti nella vita familiare, mediante
una formazione e un sostegno alla genitorialità.
«Sì, perché per noi – aggiungono – è importante non
solo la produzione dell’azienda, ma anche la serenità
dei nostri dipendenti e delle loro famiglie. Vogliamo
aiutare il territorio a mantenere unite le famiglie e aiutare
i nostri dipendenti anche nella loro vita privata».

Comincia così una collaborazione positiva che continua tuttora.
Dal mese di maggio si sono svolte quattro conferenze serali
sulla dinamica di coppia e sull’educazione dei figli, con la
partecipazione di numerosi dipendenti insieme alle loro
mogli e ai loro mariti. Era stimolante vedere i lavoratori
dell’azienda interessarsi alla loro vita familiare e scambiarsi
approfonditi commenti sui loro momenti educativi, il tutto
all’interno del luogo di lavoro, finanziato e promosso dai
loro responsabili.
Questa collaborazione è poi continuata anche privatamente,
in quanto alcune coppie e famiglie in difficoltà hanno chiesto
aiuto e consigli per migliorare la loro esperienza educativa e
familiare. L’azienda, inoltre, intende proseguire la
collaborazione anche finanziando eventuali richieste
di aiuto e di sostegno, con la massima discrezionalità
e nella garanzia dell’anonimato.

Numerosi sono stati i commenti positivi dei dipendenti,
che hanno apprezzato l’iniziativa e la ritengono utile
anche per il futuro. Alcune coppie hanno commentato:
«Di solito non esco mai con mio marito, perché dobbiamo
pensare ai figli e loro richiedono molto tempo. È stato utile,
invece, uscire insieme per approfondire il nostro rapporto.
Tanto che ci è tornata la voglia di vivere in coppia da soli,
sentendo questo momento utile non solo per noi, ma anche
per i nostri figli che vediamo poi sotto una luce migliore,
diversa».
Certo, di fronte alla crisi economica che coinvolge molte aziende,
la tentazione sarebbe quella di chiudersi e puntare al massimo
risparmio. L’azienda Sacchi ha messo al centro del proprio
lavoro la persona, in tutti i suoi aspetti, e questo è sicuramente
meritevole di lode. L’umanizzazione dell’azienda è sicuramente
un segno profetico anche per il futuro, a testimonianza di una
società economica che può essere al servizio dell’uomo e della famiglia.
pubblicato da Annamaria Gatti
foto: Città Nuova

1 commento:

  1. Belle parole....bella immagine che vuol dare...quando poi ci son persone come me che per colpa delle stesse persone che dice lei si ritrovano disoccupate perchè hanno dato ascolto e fiducia alla stessa azienda, che invece le ha solo illuse.....ferite....trattate male....e lasciate a piedi senza stipendio, senza lavoro e con tanta tanta amarezza nel cuore....io avevo un lavoro a tempo indeterminato che ho lasciato perchè loro mi hanno offerto un impiego dicendomi di star tranquilla che sarei stata a posto.....invece per me è iniziato l'incubo.Ora sono disoccupata e penso a loro tutti i giorni perchè per colpa della fiducia che gli ho dato non ho più un lavoro, ho una famiglia, dei figli, un mutuo......ma non ho più un impiego e solo io so la grande immensa amarezza che hanno dato alla mia vita.
    sarebbe meglio che mostrassero un po di coerenza sempre.

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