MAGO LINGUAGGIO
MAGO LINGUAGGIO
da: Rubrica periodica GLI ANNI DELLA CRESCITA
www.facebook.com/annaoliverioferraris
IL PORNO, UN PROBLEMA SENZA SOLUZIONI?
"Allarmano sempre più i dati relativi al consumo del porno in rete da parte dei più giovani. Poiché anche molti bambini hanno libero accesso alla rete, oggi può accadere che non soltanto gli adolescenti ma anche bambini di 8-9-10 anni "consumino" immagini di sesso di varia natura, anche violento e pedopornografico.
Il consumo di sesso in rete in giovane età ha, come è noto da molto tempo, dei risvolti preoccupanti. Favorisce atteggiamenti sessisti e più aggressivi:
le donne sono molto più spesso percepite come oggetti sessuali dai frequentatori di quei siti (70%) che da chi non li guarda (30%).
Incoraggia la pratica del "sexting" ossia la richiesta alla partner di inviare immagini di nudi e parti intime, che possono poi venire girate agli amici ("revenge porn"). L'abitudine al sesso on line può far sentire inadeguati e confusi i giovani spettatori che si confrontano con i porno divi e le porno dive.
Ma il consumo di sesso on-line può anche produrre, nei giovani, mancanza di desiderio sessuale e difficoltà ad eccitarsi con un/una partner in carne ed ossa, a causa del condizionamento alle immagini "forti" (l'ipereccitazione fa salire la soglia dell'eccitazione e la realtà appare scialba e non attraente al confronto di ciò che si è visto).
Per produrre adrenalina negli spettatori alcuni siti associano il sesso alla violenza fornendo così un modello di sessualità perversa persino con scene di omicidi ("file gore").
E se la prima volta un giovane può restare scioccato (27%) e confuso (24%) oltre che eccitato (17%), la seconda volta le percentuali scendono già, rispettivamente all'8% e al 4%, mentre l'eccitazione sale al 49% (da Dataroom di Milena Gabanelli e Simona Ravizza, Corriere della Sera 19/07/21) il che dà la misura dell'assuefazione e conferma la necessità di stimoli sempre più forti per eccitarsi.
Quali rimedi? Censurare i siti porno? sarebbe la soluzione migliore anche se molto osteggiata.
Introdurre l'educazione sessuale nelle scuole come accade in quasi tutti i paesi occidentali? con tutto ciò che circola in materia di sesso in tv e on-line sembrerebbe una scelta necessaria, ci sono però associazioni di genitori che pensano che l'educazione sessuale induca i giovani a fare sesso e che il primato educativo in quest'ambito spetti alla famiglia.
C'è però un paradosso, molti di questi genitori regalano lo smartphone ai figli bambini e non pensano di dover esercitare un controllo."
Fin qui la pagina della professoressa Oliverio Ferraris.
Quindi il tema è sempre più urgente e impone da molto tempo ormai provvedimenti e supporti per affrontare l'emergenza, con gli strumenti disponibili o da creare in vari ambiti: educativo, formativo, scolastico, politico-legislativo. Certo la famiglia è sempre al fronte anche in questo caso e i genitori andrebbero informati, formati e sostenuti e le scuole per genitori dovrebbero essere una scelta pragmatica prioritaria. Conoscere cosa accade o cosa potrebbero vivere i propri figli, interessarsi e accompagnarli è già avviare un processo virtuoso.
Segnalo il volume di Alberto Pellai e la sua presentazione Percorsi formativi 0-6
https://www.youtube.com/watch?v=UFce7c8rs_o
pubblicato da Annamaria Gatti
foto da MALPENSA24
Cari genitori, che ci seguite al margine della vita di tutti i giorni, ecco il sesto appuntamento, un po' particolare! che vi accompagna ...oltre la pandemia.
E oggi coinvolgiamo anche i nonni, in questa giornata mondiale a loro dedicata, voluta da Papa Francesco. Ci rifacciamo all'espressione di due nonni, Laura e Dario Granata, che, in sede ecclesiale, hanno raccontato la loro esperienza, semplice ma efficace, con i sei nipoti.
Ecco dunque la nostra proposta di riflessione, consapevoli che in questo periodo le difficoltà dovute alla pandemia e al lockdown in particolare, stanno segnando i nostri bambini e i nostri ragazzi, e che queste vacanze sono una occasione di ricostruzione e di recupero.
Anche in questo contributo riproponiamo l'iter già sperimentato:
6° STEP: CONDIVIDERE di Annamaria Gatti
Parliamo di nonni e del dono che la vita fa loro, di veder crescere i nipoti.
Con i nipoti in questa pandemia alcuni hanno fatto, anche nella lontananza, scoperte affascinanti che hanno regalato emozioni forti e tenere. Per alcuni è stato un passaggio duro e talvolta drammatico.
Alcuni si sono sintonizzati sulle loro frequenze, li hanno seguiti e hanno accolto la sfida di "fare" i nonni in qualunque situazione. Ne è valsa la pena e concorderanno con la testimonianza molto concreta dei coniugi Granata.
"Abbiamo visto che le cose raccontate dai nonni hanno molta incidenza per loro”
Sembrerebbe semplice e lo è in fondo...
Mettere in comunicazione figli e nonni, con tutte le strategie che la cre-attività genitoriale e "generazionale" possiede o ricerca, porta frutti insperati, ricchi di umanità e di bellezza.
Anche i nonni sono invitati a guardare, come solo loro spesso sanno fare, con occhi profondi di accoglienza questi nipoti, trovando ed evidenziando, al di là della superficie di atteggiamenti, parole, curiosità e fantasia, silenzi o esuberanza, tutta la ricchezza di cui sono portatori.
... Sono loro che si fanno messaggeri, spesso controcorrente, di scoperte sulla vita, le sue sfide, i suoi tempi, comunicando fiducia e incoraggiamento.
Non sempre si riesce, ma è un bel cammino da intraprendere e a cui essere fedeli, certi del bellissimo panorama che si godrà dalla vetta raggiunta. proviamoci dunque! Molti nonni saranno una vera sorpresa.
Condividere l'attenzione, l'ascolto, la vita quotidiana, la storia, le radici, i valori, gli errori, le delusioni, le difficoltà, i dubbi, i successi... forniscono anticorpi importanti per la crescita, l'autostima, la capacità di empatia e di perdono di sè e dell'altro. Il recupero oltre la pandemia.
Ed eccoci giunti al momento top dell' ESPERIMENTO che ha una parola d'ordine: scopri che interesse ha (il nonno, la nonna, il nipote, la nipote...)
A voi genitori sarà possibile, complici le ferie, creare un momento di incontro e di condivisione, leggendo, fra le pieghe del tempo estivo, bisogni e opportunità, perchè i nonni si facciano protagonisti con i figli di questo scambio di vita e di accoglienza.
Ma anche i nonni possono qui sbizzarirsi: basta tirar fuori dai cassetti semiaperti la creatività, il sapere fare, l'interesse, i ricordi! Quanta vita c'è!
Servono grandi appuntamenti? Non proprio, ma certo qualche variabile la possiamo anche valutare. Se vi è distanza fisica, gli strumenti creativi sono importanti e acquistano valore la buona comunicazione (non solo virtuale) e la tempistica.
Se la vicinanza è un dono, sarà utile avere la consulenza dei nonni stessi, che sorprenderanno. O che saranno loro stessi sorpresi dalla proposta. Spesso i nonni di adolescenti si fanno in disparte per non invadere troppo la vita dei nipoti e invece sarà incredibile scoprire come l'interessamento, la condivisione di brani intensi di vita, la comunicazione di sentimenti e scoperte, faranno assaporare un clima difficile da dimenticare.
Ora lasciamo spazio alle innumerevoli occasioni, sapendo che il ruolo dei nonni e degli anziani in generale è così importante ed efficace, se si impone il rispetto del ruolo genitoriale e la valorizzazione delle relazioni famigliari. Ma questo è un altro capitolo, un altro post - indovinello! che intitoleremo: LE QUERCE E GLI UCCELLINI, indovina chi sono. A presto.
Come sempre scriveteci in privato vostre esperienze, chiarimenti, osservazioni e richieste.
drssa.paolacanna@gmail.com
gatti54@yahoo.it
instagram: @the_life_therapy
@infanzia.icare
FB Annamaria Gatti
Pubblicato da Annamaria Gatti
foto di Renato Depedri di Lodi, che ringrazio per questo dono.
Ma c'è un mondo vasto e ben visibile che sta soffrendo per l'incertezza sul futuro che già è alle porte: la scuola, nelle persone di genitori, insegnanti, dirigenti, amministratori...
I bambini e i ragazzi non meritano incertezze, nè scelte di incapacità gestionali. Già troppa distrazione ha caratterizzato le scelte sulla scuola in questi due anni.
Ci stanno a cuore i bambini e i ragazzi, il loro mondo, il nostro.
Abbiamo un dovere: rendere accessibile l'educazione e l'istruzione, nel più alto e completo significato. E si costruiscono con la relazione, la cura massima e primaria di prassi, offerte, ambienti... attraverso prevenzione, strumenti e provvedimenti.
"Siamo in attesa di quel che ci diranno, magari tre giorni prima dell'inizio della scuola." Dicono dirigenti e insegnanti.
Siamo in costante attesa di provvedimenti lungimiranti. Anche se è luglio o se è agosto. Proprio perchè è tempo di vacanze, lavoriamo per accoglierli.
Appello rilanciato anche a persone del mondo pedagogico ed educativo.
Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
Un bruco? Pesantino, goffo, bruttino pure per qualcuno...
Incredibile pensare che diventerà quella farfalla, lieve e libera, agile e delicata, ricca di bellezza e poesia.
give yourself time
Darsi del tempo, dare del tempo, recitano alcune foto o illustrazioni che hanno per tema grafico un bruco, un bozzolo e una farfalla.
In questa estate in cui, increduli e anche un po' sospettosi, ritroviamo ritmi e gesti impolverati dal lockdown, la natura ci viene incontro.
"Dai al tuo vivere il tempo per fiorire" sembra ripeterci, invitandoci a osservare la pazienza del bruco che si trasformerà in farfalla.
Spesso la fretta determina insuccessi e delusioni, disagio e disistima, sofferenza e fuga.
Ancora una volta volersi bene con la capacità di attendere, di curare, di alimentare, nutrire e concimare sono immagini che restituiscono dignità alla vita di ciascuno e soprattutto dei bambini e dei ragazzi.
Genitori capaci di autocompassione, ne abbiamo scritto di recente, saranno capaci di essere forti e rassicuranti, capaci di andare oltre a voti e giudizi, di rinforzare la fiducia in se stessi. Di entrambi i soggetti dell'educazione. Non è semplice, attendere richiede sacrificio e ricerca, tenacia e studio, consapevolezza e realismo. E impegno, tanto impegno.
Attendere è un'arte. Che ripaga sempre.
prenditi il tempo
Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto: greenme.it
Cari genitori, che ci seguite al margine della vita di tutti i giorni, ecco il quinto appuntamento, che vi accompagna ...oltre la pandemia. Anche questo contributo ripropone l'iter già sperimentato:
5° STEP: VALORIZZARE di Annamaria Gatti
Eppure qualcosa si muove in questo tempo, apparentemente stagnante: stiamo riaprendo strade e luoghi, menti e cuori.
Si commentano le prime uscite, qualche pranzo insieme, come da mesi non accadeva. Il rispetto delle regole ce lo siamo cucito addosso. Almeno si spera...
Ma la sorpresa su cui riflettere sono i giovani. Avevamo già considerato la natura di "supereroi" dei bambini e dei ragazzi, che pazientemente e con molte fatiche hanno affrontato restrizioni e chiusure, rispettando regole e limiti, indossando, con un certo rigore nelle scuole e altrove, le mascherine che avrebbero dovuto salvaguardare loro, ma soprattutto noi adulti e anziani.
Ora dobbiamo registrare la inaspettata disponibilità al vaccino dei giovani. Tanto sorprendere gli addetti dei centri vaccinali e da sorpassare i sessantenni o i settantenni che hanno fatto vincere la paura e il sospetto per la scienza sul senso di comunità e di responsabilità, fatto questo gravissimo.
Qualcuno trova motivazioni varie dell' adesione in massa giovanile, ma poi... si ascoltano. Ascoltiamo i ragazzi e i giovani! Abbiamo da tempo dismesso corazze e pregiudizi... Non è il tempo.
E' il tempo della valorizzazione, della scoperta dei piccoli o grandi gesti di attenzione, di gentilezza verso gli altri. Tutti gli altri. E di questo saranno sempre più capaci se saranno invitati a vederli, a riconoscerli questi gesti concreti, queste parole scandite da amore per la vita, per la rinascita, magari anche in una dose di vaccino che permetta di non veder soffrire qualcuno per causa mia.
ESPERIMENTO
I figli sono attenti alle azioni, ai gesti, a quei linguaggi analogici di cui spesso scriviamo in questo blog e che accompagnano la vita famigliare. Meno incisive sono invece le parole ma quando sono usate per chiarire, per spiegare, per dare ragione alle emozioni e ai comportamenti allora sono un valido supporto.
Fermiamoci in questo periodo ogni giorno pochi istanti a valorizzare, a raccontarci quel che abbiamo visto ed agito nella giornata in famiglia o fuori: gesti di aiuto, anche semplici, di disponibilità verso le necessità o le difficoltà dell'altro, dei figli ma anche nostri in una sorta di gara alla coerenza, termine così impegnativo!
Scoprirsi capaci di gentilezza e di benevolenza sarà una bella iniezione di "vitamina" per le relazioni famigliari, ma anche per la percezione di sè e l'autostima dei bambini e dei ragazzi, ma anche nostra.
Come chiamerete questo "fermo-immagine della gentilezza"? 5 minuti per noi? Fateci sapere...
drssa.paolacanna@gmail.com
gatti54@yahoo.it
instagram: @the_life_therapy
@infanzia.icare
FB Annamaria Gatti
Pubblicato da Annamaria Gatti
foto di C.G.