Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

lunedì 23 agosto 2021

Una favola di Gino Strada contro la guerra

 

Una favola da scoprire, per condividerla con figli, alunni, nipoti... Una favola di verità da un uomo che ha saputo spendersi per quel diritto alla salute così calpestato nel mondo. Grazie Gino Strada, fondatore di Emergency

É il suo ultimo articolo, quello pubblicato su La Stampa e titola «così ho visto morire Kabul». Nella sua opera pluridecennale di sostegno dei diritti umani sui teatri di guerra più atroci, infatti, nulla lo aveva sconvolto più del cinismo dell’Occidente nei confronti dell’Afghanistan.
 

MAGO LINGUAGGIO

Una favola contro la Guerra 

C ‘era una volta un pianeta chiamato Terra. Si chiamava Terra anche se, a dire il vero, c’era molta più acqua che terra su quel pianeta. 
Gli abitanti della Terra, infatti, usavano le parole in modo un po’ bislacco. 
Prendete le automobili, per esempio. Quel coso rotondo che si usa per guidare, loro lo chiamavano “volante”, anche se le macchine non volano affatto! Non sarebbe più logico chiamarlo “guidante”, oppure “girante”, visto che serve per girare? Anche sulle cose importanti si faceva molta confusione. 

Si parlava spesso di “diritti”: il diritto all’istruzione, per esempio, significava che tutti i bambini avrebbero potuto (e dovuto!) andare a scuola. 
Il diritto alla salute poi, avrebbe dovuto significare che chiunque, ferito, oppure malato, doveva avere la possibilità di andare in ospedale. 
Ma per chi viveva in un paese senza scuole, oppure a causa della guerra non poteva uscire di casa, oppure chi non aveva i soldi per pagare l’ospedale (e questo, nei paesi poveri, è più la regola che l’eccezione), questi diritti erano in realtà dei rovesci: non valevano un fico secco. 
Siccome non valevano per tutti ma solo per chi se li poteva permettere, queste cose non erano diritti: erano diventati privilegi, e cioè vantaggi particolari riservati a pochi. 
A volte, addirittura, i potenti della terra chiamavano “operazione di pace” quella che, in realtà, era un’operazione di guerra: dicevano proprio il contrario di quello che in realtà intendevano. 

E poi, sulla Terra, non c’era più accordo fra gli uomini sui significati: per alcuni ricchezza significava avere diecimila miliardi, per altri voleva dire avere almeno una patata da mangiare. 
Quanta confusione! 
Tanta confusione che un giorno il mago Linguaggio non ne poté più. 
Linguaggio era un mago potentissimo, che tanto tempo prima aveva inventato le parole e le aveva regalate agli uomini. All’inizio c’era stato un po’ di trambusto, perché gli uomini non sapevano come usarle, e se uno diceva carciofo l’altro pensava al canguro, e se uno chiedeva spaghetti l’altro intendeva gorilla, e al ristorante non ci si capiva mai. 
Allora il mago Linguaggio appiccicò ad ogni parola un significato preciso, cosicché le parole volessero dire sempre la stessa cosa, e per tutti. 

Da allora il carciofo è sempre stato un ortaggio, e il gorilla un animale peloso, e non c’era più il rischio di trovarsi per sbaglio nel piatto un grosso animale peloso, con il suo testone coperto di sugo di pomodoro. 
Questo lavoro, di dare alle parole un significato preciso, era costato un bel po’ di fatica al mago Linguaggio. 

Adesso, vedendo che gli uomini se ne infischiavano del suo lavoro, e continuavano ad usarle a capocchia, decise di dare loro una lezione.
 «Le parole sono importanti» amava dire «se si cambiano le parole si cambia anche il mondo, e poi non si capisce più niente». 
Una notte, dunque, si mise a scombinare un po’ le cose, spostando una sillaba qui, una là, mescolando vocali e consonanti, anagrammando i nomi. 
Alla mattina, infatti, non ci si capiva più niente.

 A tutti gli alberghi di una grande città aveva rubato la lettera gi (g) e la lettera acca (h), ed erano diventati… alberi! 
Decine e decine di enormi alberi, con sopra letti e comodini e frigobar, e i clienti stupitissimi che per scendere dovevano usare le liane come Tarzan. 

Alle macchine aveva rubato una enne (n), facendole diventare macchie, e chi cercava la propria automobile trovava soltanto una grossa chiazza colorata parcheggiata in strada. 

Alle torte invece aveva aggiunto una esse (s) , erano diventate tutte storte, e cadevano per terra prima che i bambini se le potessero mangiare. 
Erano talmente storte che non erano più buone nemmeno per essere tirate in faccia. 

Nelle scuole si era anche divertito ad anagrammare, al momento dell’appello, la parola presente, e se prima gli alunni erano tutti presenti, adesso erano tutti serpenti, e le maestre scappavano via terrorizzate. 
Poi si era tolto uno sfizio personale: aveva eliminato del tutto la parola guerra, che aveva inventato per sbaglio, e non gli era mai piaciuta. 
Così un grande capo della terra, che in quel momento stava per dichiarare guerra, dovette interrompersi a metà della frase, e non se ne fece nulla. Inoltre aveva trasformato i cannoni in cannoli, siciliani naturalmente, e chi stava combattendo si ritrovò tutto coperto di ricotta e canditi. 

Andò avanti così per parecchi giorni, con le scarpe che diventavano carpe e nuotavano via, i mattoni che diventavano gattoni e le case si mettevano a miagolare, il pane che si trasformava in un cane e morsicava chi lo voleva mangiare. 

Quanta confusione! Troppa confusione, e gli uomini non ne potevano più. 
Mandarono quindi una delegazione dal mago Linguaggio, a chiedere che rimettesse a posto le parole, e con loro il mondo. 
«E va bene» – disse Linguaggio – «ma solo ad una condizione: che cominciate a usare le parole con il loro giusto significato». «I diritti degli uomini devono essere di tutti gli uomini, proprio di tutti, sennò chiamateli privilegi. 
Uguaglianza deve significare davvero che tutti sono uguali e non che alcuni sono più uguali di altri. E per quanto riguarda la guerra…». 
«Per quanto riguarda la guerra» – lo interruppero gli uomini – «ci abbiamo pensato…tienitela pure: è una parola di cui vogliamo fare a meno». 
                                                                                       

pubblicato da Annamaria Gatti
foto da il Messaggero

martedì 3 agosto 2021

I nostri ragazzi e l'allarme pornografia


Un cielo azzurro, alcune  nuvole importanti e la luce che illumina pensieri e immagini. 
All'opposto la pornografia diventa assenza,  nasconde la bellezza e stende un velo buio sulla vita e i sogni. Anche dei nostri bambini. Ecco alcuni dati dalla pagina della prof.ssa Anna Oliverio Ferraris  notissima psicologa e psicoterapeuta. 

da: Rubrica periodica GLI ANNI DELLA CRESCITA 

www.facebook.com/annaoliverioferraris

                                   IL PORNO, UN PROBLEMA SENZA SOLUZIONI? 

"Allarmano sempre più i dati relativi al consumo del porno in rete da parte dei più giovani. Poiché anche molti bambini hanno libero accesso alla rete, oggi può accadere che non soltanto gli adolescenti ma anche bambini di 8-9-10 anni "consumino" immagini di sesso di varia natura, anche violento e pedopornografico. 

Il consumo di sesso in rete in giovane età ha, come è noto da molto tempo, dei risvolti preoccupanti. Favorisce atteggiamenti sessisti e più aggressivi: 

le donne sono molto più spesso percepite come oggetti sessuali dai frequentatori di quei siti (70%) che da chi non li guarda (30%). 

Incoraggia la pratica del "sexting" ossia la richiesta alla partner di inviare immagini di nudi e parti intime, che possono poi venire girate agli amici ("revenge porn"). L'abitudine al sesso on line può far sentire inadeguati e confusi i giovani spettatori che si confrontano con i porno divi e le porno dive. 

Ma il consumo di sesso on-line può anche produrre, nei giovani, mancanza di desiderio sessuale e difficoltà ad eccitarsi con un/una partner in carne ed ossa, a causa del condizionamento alle immagini "forti" (l'ipereccitazione fa salire la soglia dell'eccitazione e la realtà appare scialba e non attraente al confronto di ciò che si è visto). 

Per produrre adrenalina negli spettatori alcuni siti associano il sesso alla violenza fornendo così un modello di sessualità perversa persino con scene di omicidi ("file gore"). 

E se la prima volta un giovane può restare scioccato (27%) e confuso (24%) oltre che eccitato (17%), la seconda volta le percentuali scendono già, rispettivamente all'8% e al 4%, mentre l'eccitazione sale al 49% (da Dataroom di Milena Gabanelli e Simona Ravizza, Corriere della Sera 19/07/21) il che dà la misura dell'assuefazione e conferma la necessità di stimoli sempre più forti per eccitarsi. 

Quali rimedi? Censurare i siti porno? sarebbe la soluzione migliore anche se molto osteggiata. 

Introdurre l'educazione sessuale nelle scuole come accade in quasi tutti i paesi occidentali? con tutto ciò che circola in materia di sesso in tv e on-line sembrerebbe una scelta necessaria, ci sono però associazioni di genitori che pensano che l'educazione sessuale induca i giovani a fare sesso e che il primato educativo in quest'ambito spetti alla famiglia. 

C'è però un paradosso, molti di questi genitori regalano lo smartphone ai figli bambini e non pensano di dover esercitare un controllo."

Fin qui la pagina della professoressa Oliverio Ferraris. 

Quindi il tema è sempre più urgente e impone da molto tempo ormai provvedimenti e supporti per affrontare l'emergenza, con gli strumenti disponibili o da creare in vari ambiti: educativo, formativo, scolastico, politico-legislativo. Certo la famiglia è sempre al fronte anche in questo caso e i genitori andrebbero informati, formati e sostenuti e le scuole per genitori dovrebbero  essere una scelta pragmatica prioritaria. Conoscere cosa accade o cosa potrebbero vivere i propri figli,  interessarsi e accompagnarli è già avviare un processo virtuoso.

Segnalo il volume di Alberto Pellai e la sua presentazione Percorsi formativi 0-6 


https://www.facebook.com/percorsiformativi06/videos/446424216684053

https://www.youtube.com/watch?v=UFce7c8rs_o

pubblicato da Annamaria Gatti

foto da MALPENSA24

venerdì 30 luglio 2021

La quercia e gli uccellini. Indovina chi sono.

 


Nel precedente post GENITORI OLTRE LA PANDEMIA 6, abbiamo coinvolto i nonni, affermando il ruolo fondamentale che ricoprono nella crescita dei figli.
Avete provato l'esperimento? E come è andata?

Avevamo anche accennato ad un indovinello,  che ha popolato la nostra riflessione nel preparare il post e che in questo ...prolungamento ora descriviamo.

Immaginiamo una quercia, solida, ampia e ricca di rami perchè carica di anni che l'hanno impreziosita e arricchita di incontri, di esperienze, di bufere drammatiche, di albe radiose e di tramonti infuocati.

Ora chiudete gli occhi e immaginate  tanti uccellini che giungono a ripararsi fra i suoi rami
e forse a nidificare, o a farsi raccontare la vita e la sorpresa che ogni giorno riserva a tutti coloro che vogliono vederla. Sono insistenti, curiosi, forse anche baldanzosi, simpatici o pensierosi e silenziosi... con una richiesta nello sguardo: incontrami, accoglimi, raccontami, sostienimi, stai con me!!!
 E lei, la quercia, frusciando amabilmente o scuotendo le artistiche foglie, comprende quanto questi abitanti della sua chioma siano indispensabili a lei e viceversa, quanto può sostenerli, ripararli anche dal temporale. Ancorata a terra saldamente la quercia diventa storia, futuro, presente, si spende, è disposta anche a cedere qualcosa di sè,  pur di vedere gli allegri pennuti volare alto. 
Gli uccellini diventeranno maturi e capaci di allevare i loro piccoli, e la storia si ripeterà.

Indovinate chi è la quercia e chi sono gli uccellini?
Sì, proprio loro: i nonni e i loro nipoti. 

Pubblicato da Annamaria Gatti
foto da Tuttogreen

domenica 25 luglio 2021

GENITORI OLTRE LA PANDEMIA 6: CONDIVIDERE (con i nonni)

 Cari genitori,  che ci seguite al margine della vita di tutti i giorni, ecco il  sesto appuntamento, un po' particolare!   che vi accompagna ...oltre la pandemia. 

E oggi coinvolgiamo anche  i nonni, in questa giornata mondiale a loro dedicata, voluta da Papa Francesco. Ci rifacciamo all'espressione di  due nonni, Laura e Dario Granata, che, in sede ecclesiale, hanno raccontato la loro esperienza, semplice ma efficace,  con i sei nipoti.

"Abbiamo visto che le cose raccontate dai nonni hanno molta incidenza per loro”

Ecco dunque la nostra proposta di riflessione, consapevoli che in questo periodo le difficoltà dovute alla pandemia e al lockdown in particolare,  stanno segnando i nostri bambini e i nostri ragazzi, e che queste vacanze sono una occasione di ricostruzione e di recupero.

Anche in questo contributo  riproponiamo  l'iter già sperimentato: 

  • breve riflessione
  • esperimento
  • commenti, libere condivisioni o domande, a cui la dottoressa Paola Canna ed io risponderemo individualmente.
Buona lettura!



Questa foto è ricca di significato per questo tema, a voi la scoperta creativa!

6° STEP: CONDIVIDERE di Annamaria Gatti

Parliamo di nonni e del  dono che la vita  fa loro, di veder crescere i nipoti. 

Con i nipoti in questa pandemia alcuni hanno fatto, anche nella lontananza, scoperte affascinanti che  hanno regalato emozioni forti e tenere. Per alcuni è stato un passaggio duro e talvolta drammatico.

Alcuni si sono sintonizzati sulle loro frequenze, li hanno seguiti e hanno accolto la sfida di "fare" i nonni in qualunque situazione. Ne è valsa la pena e concorderanno con la testimonianza molto concreta dei coniugi Granata. 

         "Abbiamo visto che le cose raccontate dai nonni hanno molta incidenza per loro”

Sembrerebbe semplice e lo è in fondo...

Mettere in comunicazione figli e nonni, con tutte le strategie che la cre-attività genitoriale e "generazionale"  possiede o ricerca, porta frutti insperati, ricchi di umanità e di bellezza.

Anche i nonni sono invitati a guardare, come solo loro spesso sanno fare,  con occhi profondi di accoglienza questi nipoti, trovando ed evidenziando, al di là della superficie di atteggiamenti, parole, curiosità e fantasia, silenzi o esuberanza, tutta la ricchezza di cui sono portatori.

... Sono loro che si fanno messaggeri, spesso controcorrente, di scoperte sulla vita, le sue sfide, i suoi tempi,  comunicando fiducia e incoraggiamento. 

Non sempre si riesce, ma  è un bel cammino da intraprendere e a cui essere fedeli, certi del bellissimo panorama che si godrà dalla vetta raggiunta. proviamoci dunque! Molti nonni saranno una vera sorpresa.

Condividere l'attenzione, l'ascolto, la vita quotidiana, la storia, le radici, i valori, gli errori, le delusioni, le difficoltà,  i dubbi, i successi... forniscono anticorpi  importanti per la crescita, l'autostima, la capacità di empatia e di perdono di sè e dell'altro. Il recupero oltre la pandemia.

Ed eccoci giunti al momento top dell' ESPERIMENTO che ha una parola d'ordine: scopri che interesse ha (il nonno, la nonna, il nipote, la nipote...)

A voi genitori sarà possibile, complici le ferie, creare un momento di incontro e di condivisione, leggendo,  fra le pieghe del tempo estivo, bisogni e opportunità, perchè i nonni si facciano protagonisti con i figli di questo scambio di vita e di accoglienza.

Ma anche i nonni possono qui sbizzarirsi: basta tirar fuori dai cassetti semiaperti la creatività, il sapere fare, l'interesse, i ricordi! Quanta vita c'è!

Servono grandi appuntamenti? Non proprio, ma certo qualche variabile la possiamo anche valutare. Se vi è distanza fisica, gli strumenti creativi sono importanti e acquistano valore la buona comunicazione (non solo virtuale) e la tempistica. 

Se la vicinanza è un dono, sarà utile avere la consulenza dei nonni stessi, che  sorprenderanno. O che saranno loro stessi sorpresi dalla proposta.  Spesso i nonni di adolescenti si fanno in disparte per non invadere troppo la vita dei nipoti e invece sarà incredibile scoprire come l'interessamento, la condivisione di brani intensi di vita, la comunicazione di sentimenti e scoperte, faranno assaporare un clima  difficile da dimenticare.

Ora lasciamo spazio alle innumerevoli occasioni, sapendo che il ruolo dei nonni e degli anziani in generale è così importante ed efficace, se si impone il rispetto del ruolo genitoriale e la valorizzazione delle relazioni famigliari. Ma questo è un altro capitolo, un altro post - indovinello! che intitoleremo: LE QUERCE E GLI UCCELLINI, indovina chi sono. A presto.

Come sempre scriveteci in privato vostre esperienze, chiarimenti, osservazioni e  richieste.

drssa.paolacanna@gmail.com

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instagram:     @the_life_therapy   

                      @infanzia.icare

FB Annamaria Gatti

 Pubblicato da Annamaria Gatti

foto di Renato Depedri di Lodi,  che ringrazio per questo dono.

lunedì 19 luglio 2021

Appello per la riapertura delle scuole in sicurezza. Un dovere morale.

"Voglio andare a scuola!"
dal nuovo bellissimo imperdibile film della Pixar  
"LUCA"  
Estate di partite calcistiche e vacanze, per chi può. Ripresa di una vita lasciata a assopire per mesi e mesi. 

Ma c'è un mondo vasto e ben visibile che sta soffrendo per l'incertezza sul futuro che già è alle porte: la scuola, nelle persone di genitori, insegnanti, dirigenti, amministratori...

I bambini e i ragazzi non meritano incertezze, nè scelte di  incapacità gestionali. Già troppa distrazione ha  caratterizzato le scelte sulla scuola in questi due anni. 

Ci stanno a cuore i bambini e i ragazzi, il loro mondo,  il nostro. 

Abbiamo un dovere: rendere accessibile l'educazione e l'istruzione, nel più alto e completo significato. E si costruiscono con la relazione, la cura massima e primaria di prassi, offerte, ambienti... attraverso prevenzione, strumenti e provvedimenti. 

"Siamo in attesa di quel che ci diranno, magari tre giorni prima dell'inizio della scuola." Dicono dirigenti e insegnanti. 

Siamo in costante attesa di provvedimenti lungimiranti. Anche se è luglio o se è agosto. Proprio perchè è tempo di vacanze, lavoriamo per accoglierli.

Appello rilanciato anche a persone del mondo pedagogico ed educativo.

Pubblicato da Annamaria Gatti

gatti54@yahoo.it

mercoledì 30 giugno 2021

Dare ad ogni cosa il tempo per fiorire

Un bruco? Pesantino, goffo, bruttino pure per qualcuno...

Incredibile pensare che diventerà quella farfalla, lieve e libera, agile e delicata, ricca di bellezza e poesia.


 

give yourself time

Darsi del tempo, dare del tempo, recitano alcune foto o illustrazioni che hanno per tema grafico un bruco, un bozzolo e una farfalla.

In questa estate in cui, increduli e anche un po' sospettosi,  ritroviamo ritmi e gesti impolverati dal lockdown, la natura ci viene incontro.

"Dai al tuo vivere il tempo per fiorire" sembra ripeterci, invitandoci a osservare la pazienza del bruco che si trasformerà in farfalla.

Spesso la fretta determina insuccessi  e delusioni, disagio e disistima, sofferenza e fuga.

Ancora una volta volersi bene con la capacità di attendere, di curare, di alimentare, nutrire e concimare sono immagini che restituiscono dignità alla vita di ciascuno e soprattutto dei bambini e dei ragazzi.

Genitori capaci di autocompassione, ne abbiamo scritto di recente, saranno capaci di essere forti e rassicuranti,  capaci di andare oltre a voti e giudizi, di rinforzare la fiducia in se stessi. Di entrambi i soggetti dell'educazione.  Non è semplice, attendere richiede sacrificio e ricerca, tenacia e studio, consapevolezza e realismo. E impegno, tanto impegno.

Attendere è un'arte. Che ripaga sempre. 

                        prenditi il tempo

Pubblicato da Annamaria Gatti

gatti54@yahoo.it

foto: greenme.it

martedì 8 giugno 2021

GENITORI OLTRE LA PANDEMIA 5: Valorizzare per promuovere

Cari genitori,  che ci seguite al margine della vita di tutti i giorni, ecco il quinto appuntamento,  che vi accompagna ...oltre la pandemia. Anche questo contributo  ripropone l'iter già sperimentato: 

  • breve riflessione
  • esperimento
  • commenti, libere condivisioni o domande, a cui la dottoressa Paola Canna ed io risponderemo individualmente.
Buona lettura!







5° STEP: VALORIZZARE di Annamaria Gatti

Eppure qualcosa si muove in questo tempo, apparentemente stagnante: stiamo riaprendo strade e luoghi, menti e cuori. 

Si commentano le prime uscite, qualche pranzo insieme, come da mesi non accadeva. Il rispetto delle regole ce lo siamo cucito addosso. Almeno si spera...

Ma la sorpresa su cui riflettere sono i giovani. Avevamo già considerato la natura di "supereroi" dei bambini e dei ragazzi, che pazientemente e con molte fatiche hanno affrontato restrizioni e chiusure, rispettando regole e limiti,  indossando, con un certo rigore nelle scuole e altrove, le mascherine che avrebbero dovuto salvaguardare loro, ma soprattutto noi adulti e anziani.

Ora dobbiamo registrare la inaspettata disponibilità al vaccino dei giovani. Tanto sorprendere gli addetti dei centri vaccinali e da sorpassare i sessantenni o i settantenni che hanno fatto vincere la paura e il sospetto per la scienza sul senso di comunità e di responsabilità, fatto questo gravissimo. 

Qualcuno trova motivazioni varie dell' adesione in massa giovanile, ma poi... si ascoltano. Ascoltiamo i ragazzi e i giovani! Abbiamo da tempo dismesso corazze e pregiudizi... Non è il tempo. 

E' il tempo della valorizzazione, della scoperta dei piccoli o grandi gesti di attenzione, di gentilezza verso gli altri. Tutti gli altri. E di questo saranno sempre più capaci se saranno invitati a vederli, a riconoscerli questi gesti concreti, queste parole scandite da amore per la vita, per la rinascita, magari anche in una dose di vaccino che permetta di non veder soffrire qualcuno per causa mia.


ESPERIMENTO

I figli sono attenti alle azioni, ai gesti, a quei linguaggi analogici di cui spesso scriviamo in questo blog e  che accompagnano la vita famigliare. Meno incisive sono invece le parole ma quando sono usate per chiarire, per spiegare, per dare ragione alle emozioni e ai comportamenti allora sono un valido supporto. 

Fermiamoci in questo periodo ogni giorno pochi istanti a valorizzare, a raccontarci quel che abbiamo visto ed agito nella giornata in famiglia o fuori: gesti di aiuto, anche semplici, di disponibilità verso le necessità o le difficoltà dell'altro, dei figli ma anche nostri in una sorta di gara alla coerenza, termine così impegnativo!

 Scoprirsi capaci di gentilezza e di benevolenza sarà una bella iniezione di "vitamina" per le relazioni famigliari, ma anche per la percezione di sè e l'autostima dei bambini e dei ragazzi, ma anche nostra. 

Come chiamerete questo "fermo-immagine della gentilezza"? 5 minuti per noi?   Fateci sapere...

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 Pubblicato da Annamaria Gatti

foto di C.G.