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mercoledì 21 ottobre 2026

I nostri giovani in piazza, la richiesta di attenzione urlata e le risorse per l'impegno educativo. Non per le armi.

 

Giovani a Parigi in orchestra suonano per sostenere l'attenzione alle richieste per la scuola e non solo...

Molte cose non vanno bene per la nostra società, i giovani in particolare soffrono disattenzione e chiusura, le manifestazioni pacifiche sono anche tante e non trovano risposte al desiderio di pace per tutti e alla richiesta di  migliorare le loro condizioni su molti fronti: scuola, studio, lavoro, famiglia...

Qualche manifestazione diventa poi inaccettabile. Condannate le violenze e nella speranza che si individuino anche  coloro fomentato la guerriglia e le reazioni violente,  restiamo attoniti e increduli per quanto i messaggi siano degenerati. Avvenire ieri segnala  la presenza di siti che preparano alla guerriglia urbana e alle manifestazioni violente con veri e propri manuali ad hoc.  Immagino che di questi siti molti siano a conoscenza, ma non si è fatto abbastanza per impedire che ragazzi giovanissimi vengano adescati e introdotti a manifestazioni pericolose, sfruttando proprio la loro ansia e rabbia per  quella disattenzione, quella trascuratezza verso i giovani che inspiegabilmente e orribilmente attraversa i nostri tempi. 

A questo proposito molti si sono espressi con un forte richiamo (per l'ennesima volta!!!) a misure che valorizzino, sostengano guidino la formazione dei genitori, dei docenti, dei servizi a favore dell'infanzia e dell'adolescenza: pedagogisti, psicologi, docenti universitari impegnati sul fronte, figure forti della Chiesa. certo, si fa ma non abbastanza!!! Non vi sono risorse destinate a questo lavoro essenziale (ma per gli armanenti le risorse si trovano, si prendono, si destinano diciamo tutti!)

Riporto l'invito ai docenti della Rete Insegnanti Italia, (impegnati sul fronte della valorizzazione e qualità  e del ruolo insegnante)  di Michele De Beni, che già conosciamo,  che riassume in poche accorate note quello di tanti di noi e dei nomi più sensibili del panorama psicopedagogico italiano.

"Buongiorno a tutti. Occorre una proposta formativa sulla cultura della scuola, di impegno democratico. È un tema - quello proposto - di primaria importanza. Urgente, anche per i gravi episodi che hanno attraversato le manifestazioni giovanili di questi giorni, segno di profondo disagio e disorientamento, sulle cui cause occorre profonde molto responsabilmente riflettere, ma anche su quelle della loro deviazione violenta. La scuola non può chiamarsi fuori.

 Sono i nostri giovani. Quale futuro?  Che la violenza non abbia l'ultima parola e un guizzo di giustizia e di pace vinca sulla frenesia di  potere, nei discorsi e negli atti dei grandi. 

Se la violenza dilaga anche nella scuola è perché trova legittimazione negli 'edificanti' esempi dei poteri in mano al mondo adulto. Educare alla democrazia e alla pace non è e non deve essere un optional di alcuni volonterosi ma impegno, stile, lotta di pace che innerva parole, studio e vita. Per questo non badiamo a mezzi e a sacrifici, a lotte di pace.

Impegnarci a costruire ponti, dialogo e pratiche democratiche è fatica, a volte perfino più cruda della guerra. Scava in noi e nelle nostre Istituzioni. Ci interroga e ci invita ad uscire"


Pubblicato da Annamaria Gatti

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