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martedì 8 ottobre 2013

A lezione... da Chiara Lubich




di Paola Canna

A Padova, in occasione dell’inaugurazione dell’ Asilo Nido intitolato a Chiara Lubich, lunedì sera il prof. De Beni ha "raccontato" la pedagogia della maestra Silvia (così si chiamava prima di prendere il nome di Chiara, come terziaria francescana). Eravamo in Trentino negli anni dal 1938 al 1943.
Essere modelli di vita come insegnanti, come genitori, è il modo in cui Chiara intendeva l’educare. Non mettersi su un piedistallo quindi, né tanto meno sfuggire dal ruolo di “guide” ma essere pienamente coscienti che si educa con quello che si è, più che con quello che si dice o si fa.
La maestra Silvia aveva per ciascun allievo un senso di rispetto profondo e di fiducia. Rispetto per le idee e le riflessioni dei bambini, tanto da partire da queste per impostare la lezione: “Ma tu cosa ne pensi?”, “Come faresti questo?” ... Così raccontano in un’intervista i suoi ex-allievi (oramai ultra ottantenni): “La maestra Silvia  aspettava tutti!” Spiegava cioè la lezione e la ripeteva finchè ogni bambino riusciva ad arrivare a comprendere, secondo i propri tempi o capacità (aspetti questi non scontati nella didattica di allora). Proprio come una madre, questa insegnante “speciale”, vedeva le difficoltà ma le affrontava con piena fiducia.
Puntava prima di ogni insegnamento, al clima: la scuola era come una famiglia! Gli apprendimenti e le regole si radicavano sull’affetto, sulla stima, sul volersi bene. Questa maestra ai suoi alunni chiedeva di “volersi bene e di essere uniti”; atteggiamenti che oggi potremmo tradurre in quelle tanto sperate capacità di convivenza e di stare in relazione nel rispetto per la diversità.
Una grande lezione … di educazione, a partire dai più piccoli!
Proviamo ad immaginarci di attuare questi semplici, ma profondi principi alla nostra vita di educatori (genitori, insegnanti, nonni ect.)  ?
Aspettiamo che ci raccontiate sul blog gli effetti !
(i contenuti sono stati tratti dal libro: Essere Educatori coraggio di una presenza, Michele De Beni ed., Città Nuova)

pubblicato da Annamaria
foto da Città Nuova

1 commento:

  1. Grazie per il bel contributo alla psicologa Paola Canna!

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