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giovedì 7 luglio 2016

DUE RAZZE E' MEGLIO DI UNA! Favola per questi giorni tristi

 L'ennesimo omicidio.  Giorni tristi per tutti. Per chi uccide, per chi muore, per chi resta solo, per chi condanna e per chi cerca scuse, per chi non capisce, per coloro che, smarriti o codardi, fingono di non sentire e di non vedere.

I bambini no, loro ci penetrano e ci guardano, ascoltano, i nostri ragazzi assorbono, più che dalle parole, dai gesti e dal comportamento.  Ieri un ragazzino ha intimorito un piccolino di due anni affrontandolo, forse per gioco? No, per cattiva abitudine alla prepotenza.  Il piccolo ha pianto e non ha voluto più avvicinarsi al più grande. Istinto di sopravvivenza?

Con costanza e pazienza insegniamo, ma soprattutto viviamo in coerenza,   il rispetto per i più deboli, per il diverso, per tutti. Avremo fatto il nostro dovere. I fatti di questi giorni devono essere motivo per riaffermare i valori della libertà e della solidarietà. Che non vanno mai  in vacanza.
Oggi ripropongo la favola:
DUE RAZZE  E' MEGLIO DI UNA!

Illustrazione di Eleonora Moretti

 di Annamaria Gatti
illustrazione di Eleonora Moretti
Fonte Città Nuova
Mila la piccola cagnolina bianca annusava tutto nel prato: fieno appena tagliato, fiori e terra ancora  inzuppata dalla pioggia. Sentiva l'odore dei topi devastatori del prato ed era molto preoccupata.
Si fermò solo per chiedere al “fruscio” che aveva udito dietro di sè:
“Che ci fai tu qui? Questo è il mio prato!”
“Non lo sapevo, scusa tanto, sono nuovo di qui...”
Rispose il gatto Scatto, infastidito da quell'arroganza e con la coda irrigidita da quell'accoglienza.
Mila lo guardò con un moto di dispetto: un intruso e per di più di razza diversa!
“Però questo prato piace anche a me” brontolò il gattone seguendo con il muso un upupa che stendeva le ali e la corona verso le nuvole.
Mila, che aveva studiato lo sfogo del felino, provò a spaventarlo con un salto di controllo.
Scatto però non si mosse di un pelo.
“Potremmo viverci tutte e due nel prato” disse.
Mila abbaiò seccata, poi però si fermò un momento.
“Non sono sicura che mi piacerebbe però...”
“Però?”
“Ma tu cosa sai fare?”
“Mangio, dormo, inseguo le prede, gioco...e mi difendo dai prepotenti.”
In quel momento qualcosa scivolò rapidissima accanto a loro.
Scatto fece un balzo e miagolando a tutta voce la inseguì fino a che la cosa si tuffò nel ruscello e non si vide più.
“Sono i topi devastatori e stanno rovinando il prato. Tu non ne hai paura!” constatò Mila.
“Beh, loro sono la mia specialità” bonfonchiò Scatto pensando: non vede che sono un gatto?
Poi aggiunse:
“Perchè io resti  dobbiamo provare a conoscerci meglio, vedi, io conosco tanti cani, ma sono diversi uno dall'altro, così dovrei capire meglio come sei tu, cosa ti piace fare, in che cosa sei un campione...”
Mila pensò che era stanca di controllare topi in solitudine, se avesse avuto un amico, anche se di razza diversa, sarebbe stata una vita più simpatica. In più il gatto aveva ragione.”
“Va bene, io mi chiamo Mila. Puoi restare per conoscerci a patto che mi aiuti a difendere il campo dai topi devastatori che rosicchiano le radici buone.”
“Affare fatto, io mi chiamo Scatto e puoi fidarti di me, vedrai!”
Mila e Scatto, a code ritte, si avviarono verso il ruscello che delimitava il prato.
E una coda era più lunga, ma l'altra era più grossa, eh eh!
Una  razza è meglio di una, come uniti si vince e che sia tutti per uno e uno per tutti!



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