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Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che... rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

lunedì 12 settembre 2011

Il primo giorno che vorrei


Alessandro D'Avenia mi ha incantato con il suo editoriale di sabato.
Problemi di blogger mi hanno impedito di condividerlo con voi tutti che seguite il blog...
Ma io mi sono rifatta perchè, alla richiesta di dare "aria" a una classe di grandicelli, ho rivisitato e interpretato quello che questo giovane scrittore-primaditutto-docente ha stampato per la scuola al debutto.
L'intuizione è quella di dare voce ad una emozione profonda di un qualsiasi studente, di un alunno, nel suo primo giorno di scuola.
Uno dei tanti, dalla scuola dell'infanzia alla fatidica classe della maturità...
Sì perchè l'editoriale è chiaramente rivolto ai docenti della superiore, ma va benissimo a tutti, ma proprio a tutti, compresi a quelli che stancamente e con fremiti diversi solcano un qualsiasi cancello scolastico o giù di lì.
Perchè è vero che se la passione non infiamma i docenti, anche i ragazzi vedranno spegnersi ogni entusiasmo e solo il dovere affiorerà a sostenere il lavoro ingrato di entrambi. E passione vuol dire vita, entusiasmo per la ricerca e umiltà.
In effetti siamo grati ai molti insegnanti che si spendono per questo e con questo stile...
E quando i nostri figli ne incontrano qualcuno, allora non lo mollano più e le sue parole vengono riportate con entusiasmo, e noi ci sentiamo affiancati e supportati: la scuola dovrebbe essere sempre così!
Scrive su Avvenire di sabato 10 settembre D'Avenia:
"Cosa avrei voluto sentirmi dire il primo giorno di scuola...? dall'orecchio dei doveri non ci sento. Ditemi qualcosa di diverso, di nuovo, perchè io non cominci ad annoiarmi....dall'orecchio della passione ci sento benissimo.
Dimostratemi che vale la pena stare qui per un anno intero ad ascoltarvi. ditemi che tutto questo c'entra con la vita di tutti i giorni, che mi aiuterà a capire meglio il mondo e me stesso, che insomma ne vale la pena di stare qua. Dimostratemi soprattutto con le vostre vite, che lo sforzo che devo fare potrrebbe riempire la mia vita come riempie la vostra. Avete dedicato studi e sforzi e sogni per insegnarmi la vostra materia, adesso dimostratemi che è tutto vero, che voi siete i mediatori di qualcosa di desiderabile e indispensabile, che voi possedete e volete regalarmi.
...
Ci sono così tante cose in questo mondo che non so e che voi potreste spiegarmi, con gli occchi che vi brillano, perchè solo lo stupore conosce...."

pubblicato da Annamaria Gatti
foto: Alessandro D'Avenia

1 commento:

  1. Adesso capisco perchè mia figlia, 6 anni, stamattina mi ha detto, papale papale:
    " Oggi vedo com'è, se non mi piace torno alla scuola materna, vero?"
    Se domattina ritorna alla primaria vuol dire che ha scoperto quella luce negli occhi di qualcuno, spero in quelli delle sue maestre!"
    Grazie per il tuo blog! Ci trovo sempre il brivido giusto!
    Giovanna

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