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sabato 16 luglio 2011

Madre Natura: sempre ricca a volerla vedere!


DA UNO A CENTO

di Annamaria Gatti

fonte: Città Nuova

Illustr. Eleonora Moretti

Il chicco sospirava: “Non combinerò mai nulla di buono, chiuso in granaio,

nel sacco polveroso, sono piccolo e senza speranze!”

Nel buio un topolino sgambettava qua e là curioso.

Chi si lamenta?”

Io, un chicco piccolissimo...”

Ciao chiccolino, non ti lamentare, via! Tu cosa vorresti fare?”

Io vorrei diventare grande, grande e diventare un frutto come si deve!

Ma chiuso qui, come vuoi che faccia?”

Aspetta, aspetta e vedrai!” aveva buttato là il topolino

dondolando i baffi.

Sconsolato e rassegnato il chicco si era addormentato, fino a

quando un rumore assordante lo aveva svegliato, in una

fredda mattina di novembre.

Ehi, calma, che modi sono questi?”

In un battibaleno si era ritrovato in una zolla nera e fredda.

Ma allora sono un seme!” esclamò il piccolino, pieno di speranza.

Già... mettiti comodo, chicco di grano, e dormi ancora, ne

vedremo insieme delle belle!” sussurrò la zolla,

coprendolo come una calda coperta.

Poi era incominciata una danza, che lo aveva trasformato: i

l chicco non c'era più e al suo posto una piantina esile

e verde aveva fatto capolino sul terreno.

Dopo qualche luna e qualche pioggia, chiccolino si era

trasformato in una squadra allineata di chicchi piccoli e verdi:

e la spiga di grano canticchiava all'unisono con il vento di primavera.

Finalmente era arrivato il sole caldo, che aveva maturato

tutte le spighe nel campo e chiccolino si guardava attorno.

Voglio proprio contarmi adesso che sono una spiga come si deve!

Uno, due, tre... venticinque chicchi... settantadue...cento!!!”

Ehillallah!” esclamò un topolino guardando la spiga di sotto in su,

“ma guarda chi si rivede, hai la stessa voce del mio amico chiccolino!”

Già, topolino, sono io, anzi! Io non ci sono più, ora sono diventato

una spiga e siamo cento chicchi!”

Bravo, hai visto che non serve disperare, quando si vuol fare bene?”

Poi tra sé e sé sussurrò allegramente: Mica male, un'impresa che

da “uno” ottiene “cento”! Sempre straordinaria, Madre Natura!


Dedicato all'amico Giovanni Parolin

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