Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

sabato 22 giugno 2024

Speculare sul tempo dei figli: un appello

 



Abbiamo bisogno di voci chiare e profetiche che ci riportino all'umanità

Il Giubileo e la remissione del debito dei paesi poveri,

un appello profetico

Luigino Bruni
da Avvenire             8 giugno 2024

"...l’usura del nostro tempo non è soltanto una faccenda finanziaria, non riguarda solo le banche, gli usurai antichi e nuovi. 

Siamo dentro una intera cultura usuraia, che non ascolta il principio primo di ogni civiltà anti-usuraia: 

«non puoi lucrare sul tempo futuro, 

perché quello è il tempo dei figli, della terra e della discendenza». 

La nostra generazione è una generazione usuraia, 

perché usuraio è chiunque specula sul tempo dei figli e delle figlie, 

e ipoteca il loro futuro."

pubblica Annamaria Gatti

foto da liberetà

 

martedì 18 giugno 2024

"Elly e Billy" La poesia delle piccole cose. Città Nuova. Recensione

 



Cristina Marsi
ELLY E BILLY
Illustrazioni di Francesca Carabelli
Città Nuova         marzo 2024

Recensione di Annamaria Gatti

Si legge in quarta di copertina:  La poesia delle piccole cose, come solo lo sguardo di un bambino pieno di curiosità e fantasia, può cogliere grazie a un amico immaginario.  
E il racconto si libra, fra illustrazioni a piena pagina e mai banali. 

Elly, bimba alle prese con il primo giorno di scuola, dialoga con l'amico Billy. un peluche che la segue anche nelle prime esperienze scolastiche e l'aiuta inconsapevolmente a risolvere qualche problemino di solitudine, che Elly dimostra di sapere risolvere con il suo sotegno... empatico, condividendo le emozioni con un'altra bambina ugualmente sola.
 
Billy resta il suo interlocutore  anche quando scopre la seconda vita di una foglia che prende il volo. Poesia e colore si mescolano con armonia gentile e rendono il volumetto attraente. 

La scelta del maiuscolo e i consueti accorgimenti che favoriscono una facile leggibilità, lo inserisce nella collana, che regala in terza un robusto segnalibro: un onore per chi sta affrontando nuove abilità nell'avventura  della lettura.













domenica 16 giugno 2024

Un racconto green: Ciuffi d'erba. Città Nuova. Recensione

 

Max Monteforte
CIUFFI D'ERBA
illustrazioni di Leonardo Spina
Città Nuova         maggio 2024

Recensione di Annamaria Gatti

"C'era una volta un bambino che possedeva un potere speciale: dove correva lui spuntavano ciuffi d'erba"
Un sogno in questo tempo di "errori ambientali" vissuti dai bambini e dai giovani come veri attacchi al loro presente e al loro futuro.

La storia non dà un nome al bambino, ma fra le righe si intuisce che è lui l'eroe della faccenda e potrebbe chiamarsi proprio come ogni lettore  che sfogli questo libretto agile e dalle illustrazioni espressive, ben impaginate a sostegno di un testo concreto e incisivo, degno del suo autore, che è allenatore nazionale di pentathlon moderno.

Gli Sdraiati invece sono gli adulti, che sempre più spesso, anche nella realtà, sanno solo dire dei NO ai giovani intraprendenti e che desiderano cambiare in meglio questo pezzo di mondo. 
E visto che siamo in tema elezioni, il cambiamento green avviene anche attraverso la scelta giusta di chi amministra e infatti, proprio nel racconto, il nostro eroe saprà assumersi una grande responsabilità: diventare sindaco di un nuovo pianeta, dal nome che è una promessa: Ciuffi d'erba. 
La post fazione  dello psicoterapeuta Alberto Rossetti è dedicata agli adulti educatori per riaffermare che lo sport, gioco e sogno,  ci aiuta a conoscerci e a prenderci cura di noi stessi, degli altri e dell'ambiente. 





martedì 11 giugno 2024

Finita la primaria, guardo alla secondaria: cosa mi aspetta?

 


La vita si apre davanti a te

"Verso nuove avventure" titola la pagina di Popotus del 6 giugno a firma dello scrittore Angelo Petrosino, che si rivolge ai bambini e alle bambine che lasciano la primaria per entrare nella secondaria di primo grado. 

E immagina, da buon maestro, che si ingeneri quel che io chiamo... un battito accelerato del cuore, causato dal timore di una novità che li considera più grandi e non più bisognosi di cure infantili. Una novità difficile da affrontare.

"Crescere è faticoso, ma pur sempre una avventura da affrontare con coraggio" scrive Angelo, "...e avete già cominciato a farlo."
Tenacia e coraggio, fiducia e spirito di avventura, dunque. 

"Io mi auguro che... i PROF. ricordino a loro volta che 
a scuola si va con la testa,
con il corpo,
e con la propria storia, 
per imparare, 
prima di tutto, a vivere."
Parole semplici e vere.
Io sono certa che i prof. e le prof. sappiano tutto questo e lo vivano nell'accogliere le ragazze e i ragazzi nella scuola secondaria di primo grado. Non è una professione facile, per nulla, e molti prof. sono davvero meravigliosi. (Vedi:https://attentiaibambini.blogspot.com/2024/04/un-bravo-insegnante-fa-la-differenza-le.html)
(Se qualcuno non ne è capace faccia altro, significa che ha talenti da spendere in altri ambiti).

E ritorna il ritornello valido in ogni ordine di scuola:
Là dove c'è empatia e un clima caldo e accogliente, 
si superano tutte le barriere, 
si appianano le difficoltà, 
si accettano gli errori come momenti per crescere, 
si scommette sui talenti anche nascosti
e fioriscono le persone.

A TUTTI I DOCENTI DI SCUOLA SECONDARIA: 
SIETE ATTESI IN QUESTA AVVENTURA 
CON LA COMPLICITA' DI NOI TUTTI






pubblicato da Annamaria Gatti
foto da:  Pianetadesign

lunedì 10 giugno 2024

E ora che faccio se la scuola è finita? Sii felice.

 

C'è una alternativa intelligente per gustare la magia delle vacanze?

Sempre Popotus pubblica il 6 giugno un'ultima pagina stimolante: invita i suoi lettori, immagino dai 6 ai ...100 anni, a progettare un' estate davvero buona, che getta le basi per un nuovo sentire e un nuovo vivere.
Alla ricerca della felicità, perchè no? Chi ci impedisce di pensare a un tempo così bello da richiedere di essere vissuto appieno? 
"Una cosa però è certa; non c'è felicità nell'isolamento. La felicità è reale solo se condivisa, scriveva Chris McCandless" 
E dietro l'angolo ecco spuntare il rischio, tutto spalmato su uno schermo, grande o piccolo che sia. 
Save the Children ci aveva informato che dal suo sondaggio era emerso che in adolescenza si sta davanti allo schermo   un numero spropositato  di ore (10 al giorno) per estare collegati con amici e amiche. 
Non c'è storia: gli amici si incontrano davvero, reali e vegeti in un parco, in piscina,al grest,  all'oratorio, in biblioteca, al centro estivo di equitazione, di musica, di falegnameria, di cucina, nel cortile di casa, a casa propria...
Insomma un augurio: costruisci la tua estate magica davvero, usa i tuoi talenti e la tua fantasia. 
Puoi farcela!


pubblicato da Annamaria Gatti
foto da ModenaToday

venerdì 31 maggio 2024

Scuola: chi insegna a pensare in modo critico e costruttivo? Un po' di tutto. Un bel niente





Per esempio: "Elezioni europee alle porte: ma c’è qualcuno di noi adulti che coscientemente può dirsi informato su cosa e su chi andrà a votare? Una società urlante la nostra, ma troppo poco riflessiva."

Il professor Michele De Beni lancia un ennesimo appello sulla necessità di valorizzare e qualificare la scuola e il suo ruolo. I giovani meritano di essere al centro di scelte di qualità

"Un po' di  tutto. Un bel niente.

Della qualità della nostra scuola si parla molto, e spesso in termini negativi. A proposito di diritto

allo studio si parla tanto di didattica inclusiva. Il fatto è, se si guarda alla realtà, che in pratica si

escludono i nostri studenti dal vero nucleo del sapere e, quindi, dal vero degli accadimenti, degli

indirizzi, delle scelte, insomma da quell'unitario approccio allo studio che sta a fondamento del

sapere stesso. 

Siamo di fronte a una tal frammentazione dei modi e dei contenuti d’insegnamento che il rischio sta nell’esclusione di massa dalla cultura e da quella voglia di imparare che ne è condizione generatrice. Si sa che ogni Istituto scolastico deve indicare determinati obiettivi minimi che tutti gli alunni dovrebbero raggiungere.

Questa è la teoria. La pratica è che lezioni e interrogazioni ruotano su pezzettini sparsi di programma.

Manca spesso quell’organica e complessiva verifica di ciò che gli studenti hanno imparato e così accertare veramente la loro preparazione in una determinata materia. Come succede in molti casi, gli

alunni studiano solo singoli pezzettini su cui devono essere interrogati: come realisticamente annota

il giovane storico Antonio Gurrado, “qualcuno sa di Dante, qualcuno di Boccaccio, qualcuno altro di Manzoni, altri di Leopardi, di Svevo o Pirandello, ma quasi nessuno sa tutti gli obiettivi minimi e quasi tutti non sanno un bel niente”. 

Il fatto sconcertante è che tutti noi adulti siamo pronti a scandalizzarci per la superficialità con cui si affrontano oggi le conoscenze. In barba al prossimo presunto sorpasso e supremazia dell'intelligenza artificiale, ci intestardiamo a metter mano a grandi Riforme sui Programmi scolastici trascurando il fatto che, poi, chi fa il programma sono l’insegnante e quel team di docenti-di classe- a cui affidiamo fiduciosi adogni inizio d’anno i nostri figli. 

Ma chi insegna oggi ai ragazzi a collegare, a strutturare, a rimodellare,a creare il loro sapere? In pratica, a insegnare a imparare e a pensare in modo critico e costruttivo?

Elezioni europee alle porte: ma c’è qualcuno di noi adulti che coscientemente può dirsi informato su

cosa e su chi andrà a votare? Una società urlante la nostra, ma troppo poco riflessiva. Se la nostra

Comunità adulti accetta così supinamente di “non sapere”, come possiamo pretendere poi di

“sapere riformare” la nostra scuola? Includere non significa solo accogliere ma garantire a tutti quei

“saperi minimi” che permetteranno loro di esser persone e cittadini attivi, adulti generatori e

generatrici di civiltà, di quell’umano di cui oggi più che mai avvertiamo tanta nostalgia. 

A meno che, già come rischiamo di fare, non si accetti passivamente di esser colonizzati da altri, da nuovi poteri o regimi, da nuovi umanoidi."

Pubblicato da Annamaria Gatti

Foto da; romasette.it

lunedì 6 maggio 2024

Giornata mondiale dei bambini 25-26 maggio 2024. Un evento che scuote le coscienze

E Papa Francesco fa di nuovo centro: mette cioè al centro la verità, in questa occasione i bambini e il loro ruolo di sentinelle e di promotori di "rieducazione del mondo degli adulti" che hanno relegato i bambini in un angolo delle iniziative di aiuto, attenzione, difesa. Loro sono il nostro presente! E questa giornata una vera occasione di sensibilizzazione.

Messaggio del Santo Padre per la prima Giornata Mondiale dei Bambini 25 - 26 maggio 2024

Care bambine e cari bambini!

Si avvicina la vostra prima Giornata Mondiale: sarà a Roma il 25 e 26 maggio prossimo. Per questo ho pensato di mandarvi un messaggio, sono felice che possiate riceverlo e ringrazio tutti coloro che si adopereranno per farvelo avere. Lo rivolgo prima di tutto a ciascuno personalmente, a te, cara bambina, a te, caro bambino, perché «sei prezioso» agli occhi di Dio (Is 43,4), come ci insegna la Bibbia e come Gesù tante volte ha dimostrato. 

Allo stesso tempo questo messaggio lo invio a tutti, perché tutti siete importanti, e perché insieme, vicini e lontani, manifestate il desiderio di ognuno di noi di crescere e rinnovarsi. Ci ricordate che siamo tutti figli e fratelli, e che nessuno può esistere senza qualcuno che lo metta al mondo, né crescere senza avere altri a cui donare amore e da cui ricevere amore (cfr Lett. enc. Fratelli tutti, 95).

Così tutti voi, bambine e bambini, gioia dei vostri genitori e delle vostre famiglie, siete anche gioia dell’umanità e della Chiesa, in cui ciascuno è come un anello di una lunghissima catena, che va dal passato al futuro e che copre tutta la terra. Per questo vi raccomando di ascoltare sempre con attenzione i racconti dei grandi: delle vostre mamme, dei papà, dei nonni e dei bisnonni! 

E nello stesso tempo di non dimenticare chi di voi, ancora così piccolo, già si trova a lottare contro malattie e difficoltà, all’ospedale o a casa, chi è vittima della guerra e della violenza, chi soffre la fame e la sete, chi vive in strada, chi è costretto a fare il soldato o a fuggire come profugo, separato dai suoi genitori, chi non può andare a scuola, chi è vittima di bande criminali, della droga o di altre forme di schiavitù, degli abusi. Insomma, tutti quei bambini a cui ancora oggi con crudeltà viene rubata l’infanzia. Ascoltateli, anzi ascoltiamoli, perché nella loro sofferenza ci parlano della realtà, con gli occhi purificati dalle lacrime e con quel desiderio tenace di bene che nasce nel cuore di chi ha veramente visto quanto è brutto il male.

Miei piccoli amici, per rinnovare noi stessi e il mondo, non basta che stiamo insieme tra noi: è necessario stare uniti a Gesù. Da lui riceviamo tanto coraggio: lui è sempre vicino, il suo Spirito ci precede e ci accompagna sulle vie del mondo. Gesù ci dice: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose» (Ap 21,5); sono le parole che ho scelto come tema per la vostra prima Giornata Mondiale. Queste parole ci invitano a diventare agili come bambini nel cogliere le novità suscitate dallo Spirito in noi e intorno a noi. 

Con Gesù possiamo sognare un’umanità nuova e impegnarci per una società più fraterna e attenta alla nostra casa comune, cominciando dalle cose semplici, come salutare gli altri, chiedere permesso, chiedere scusa, dire grazie. Il mondo si trasforma prima di tutto attraverso le cose piccole, senza vergognarsi di fare solo piccoli passi. Anzi, la nostra piccolezza ci ricorda che siamo fragili e che abbiamo bisogno gli uni degli altri, come membra di un unico corpo (cfr Rm 12,5; 1 Cor 12,26).

E c’è di più. Infatti, care bambine e cari bambini, da soli non si può neppure essere felici, perché la gioia cresce nella misura in cui la si condivide: nasce con la gratitudine per i doni che abbiamo ricevuto e che a nostra volta partecipiamo agli altri. Quando quello che abbiamo ricevuto lo teniamo solo per noi, o addirittura facciamo i capricci per avere questo o quel regalo, in realtà ci dimentichiamo che il dono più grande siamo noi stessi, gli uni per gli altri: siamo noi il “regalo di Dio”. Gli altri doni servono, sì, ma solo per stare insieme. Se non li usiamo per questo saremo sempre insoddisfatti e non ci basteranno mai.

Invece se si sta insieme tutto è diverso! Pensate ai vostri amici: com’è bello stare con loro, a casa, a scuola, in parrocchia, all’oratorio, dappertutto; giocare, cantare, scoprire cose nuove, divertirsi, tutti insieme, senza lasciare indietro nessuno. L’amicizia è bellissima e cresce solo così, nella condivisione e nel perdono, con pazienza, coraggio, creatività e fantasia, senza paura e senza pregiudizi.

E adesso voglio confidarvi un segreto importante: per essere davvero felici bisogna pregare, pregare tanto, tutti i giorni, perché la preghiera ci collega direttamente a Dio, ci riempie il cuore di luce e di calore e ci aiuta a fare tutto con fiducia e serenità. Anche Gesù pregava sempre il Padre. E sapete come lo chiamava? Nella sua lingua lo chiamava semplicemente Abbà, che significa Papà (cfr Mc 14,36). Facciamolo anche noi! Lo sentiremo sempre vicino. Ce lo ha promesso Gesù stesso, quando ci ha detto: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt 18,20).

Care bambine e cari bambini, sapete che a maggio ci troveremo in tantissimi a Roma, proprio con voi, che verrete da tutto il mondo! E allora, per prepararci bene, vi raccomando di pregare usando le stesse parole che Gesù ci ha insegnato: il Padre nostro. Recitatelo ogni mattina e ogni sera, e poi anche in famiglia, con i vostri genitori, fratelli, sorelle e nonni. Ma non come una formula, no! Pensando alle parole che Gesù ci ha insegnato. Gesù ci chiama e ci vuole protagonisti con Lui di questa Giornata Mondiale, costruttori di un mondo nuovo, più umano, giusto e pacifico.

Lui, che si è offerto sulla Croce per raccoglierci tutti nell’amore, Lui che ha vinto la morte e ci ha riconciliati col Padre, vuole continuare la sua opera nella Chiesa, attraverso di noi. Pensateci, in particolare quelli tra voi che vi preparate a ricevere la Prima Comunione.

Carissimi, Dio, che ci ama da sempre (cfr Ger 1,5), ha per noi lo sguardo del più amorevole dei papà e della più tenera delle mamme. Lui non si dimentica mai di noi (cfr Is 49,15) e ogni giorno ci accompagna e ci rinnova con il suo Spirito.

Insieme a Maria Santissima e a San Giuseppe preghiamo con queste parole:

Vieni, Santo Spirito, mostraci la tua bellezza riflessa nei volti

delle bambine e dei bambini della terra.

Vieni Gesù, che fai nuove tutte le cose,

che sei la via che ci conduce al Padre, vieni e resta con noi.

Amen.

Roma, San Giovanni in Laterano, 2 marzo 2024

FRANCESCO

pubblicato da Annamaria Gatti

foto da: World Cheùildren's Day