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Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

giovedì 19 febbraio 2026

Prima i bambini... e le loro mamme. Così racconta Ester

 




Nel post precedente https://attentiaibambini.blogspot.com/2026/02/cosa-accade-ad-una-societa-che-ignora.html è stato segnalato un video che propone due riflessioni importanti sulle condizioni dei bambini nelle nostre città, puntando i focus soprattutto sulle scelte culturali a cui è urgente fare riferimento. 
Ho raccolto la  semplice, ma intensa esperienza di Ester, che ha il famoso sapore del "villaggio che serve per crescere un bambino sereno", là dove le difficoltà di saper so-stare con i bambini viene elaborata insieme, magari anche alle altre generazioni.

La giovane madre era indaffarata con un bimbo di alcuni mesi, irrequieto, che non le permetteva di fare la spesa nel grande supermercato. Ester l'aveva sfiorata con lo sguardo, senza essere invadente nè giudicante,  come qualche volta accade per gli adulti, in alcuni analoghi contesti.
Erano un bimbo con delle necessità e una mamma a cui volere bene ed Ester sentiva  chiaramente di essere dentro a ciò che aveva ascoltato e visto in un video a un incontro di formazione e condivisione: Costruire una cultura dell'infanzia nelle città, a cura di Riccardo Bosi ed Elena Granata.

Ester era nonna e bisnonna... Eppure quegli interventi così attuali e specifici avevano davvero coinvolto lei e il marito Luigi che sempre l'affiancava. Si sentivano, anche loro come molti,  impotenti di fronte a problemi così grandi, ma erano convinti che occorresse dare voce ai bisogni-bambini proprio partendo dalle piccole cose della vita di tutti i giorni. Erano invitati a non far passare inutilmente ogni incontro dove, interfacciarsi con un bambino, poteva fare la differenza per loro, per la famiglia e per la società.

Sembrava fatta apposta ora quella circostanza: lasciare quella mamma nel suo mondo di fatica o interagire?
Prendersene cura! aveva concluso Ester, che aveva preso a sorridere e a parlare al bambino che, sorpreso forse dalla nuova voce, si era calmato. A quella vista la mamma si era confidata, raccontando di come fosse difficile lavorare, accudire il figlio e tutto il resto e lei aveva reagito confermandole la sua comprensione. 

L'empatia creatasi poteva però trovare uno sbocco e restituire senso a quell'incontro inaspettato. E infatti, quando Ester aveva snocciolato con garbo e a grandi linee il suo quadro famigliare, 5 figli, 19 nipoti e una pronipote, la giovane mamma aveva esclamato sbalordita: "Che bella è la famiglia!" e aveva intrecciato con quella sposa, madre e nonna un tenero dialogo fatto anche  di tante domande. 

La conclusione di quel momento ha il sapore di una favola, ma invece è la realtà, là dove si fa unità e si incrociano gli sguardi e i cuori.  
La donna aveva concluso: "Sto pensando che per il mio bambino essere figlio unico è davvero poco, quindi,  nonostante le difficoltà  a cui andremo incontro, se ce l'avete fatta voi, ce la faremo anche noi."

Essere testimoni di speranza, essere attenti e non girare lo sguardo altrove aiuta e rende consapevoli che questa società deve, nelle sue diverse espressioni, farsi vicina alle donne, alle famiglie, a madri e padri che stanno imparando ed esercitando l'accudimento, come espressione di umanità e dignità. L'unica speranza di futuro.

Attenti ai bambini quindi, come recita questo blog... ma anche alle loro mamme e ai loro papà !


Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto da Noi nonni


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