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lunedì 20 agosto 2018

Mio figlio è plusdotato

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Come gestire un figlio impegnativo che ha  evidentemente qualche marcia in più a livello intellettivo e la cosa spesso dà qualche problema?  
Il ventaglio  del QI, della scala, degli ambiti di queste capacità è  vasto. E vaste sono quindi le risposte possibili e soprattutto opportune per il bene di questi bambini.
Resta il fatto che i dipartimenti di psicologia si stanno occupando anche in Italia di questo problema, in ambito psico-educativo e soprattutto scolastico. 

Paolino, ad esempio, ha capacità superiori in alcuni settori, per lui, nella relazione educativa, sono necessarie alcune scelte strategiche perchè reagisce ad ogni difficoltà, è molto sensibile, si annoia facilmente, dorme poco, contratta tutto... 
Possono esservi alcuni problemi comportamentali che potrebbero essere diagnosticati erroneamente come iperattività o disturbo del comportamento, oppure venir definiti oppositivo- provocatori. 
Sbagliando magari.
Paolino potrebbe essere solo un bambino molto  dotato, che ha bisogno di essere condotto a gestire l'opportunità e la difficoltà insita. Deve essere aiutato ad aggiustarsi, imparare a regolare le emozioni: ragiona come un bambino più grande, ma   risponde come un bambino della sua età. Per questo occorre conoscere.
E allearsi con i bambini.
Il tema è talmente vasto che questo contributo vuole solo essere un input, che amplierò su questo blog. 

Provo a elaborare solo alcuni flash, meglio commentati nel link qui segnalato, di un articolo interessante della professoressa francese J. S. Facchin a cui rimando.

https://didatticapersuasiva.com/sostegno/bambini-plusdotati



Il bambino plusdotato…
Quindi funziona in modo precoce rispetto agli altri e invece gli altri gli chiedono di funzionare come la maggioranza. 
Non sempre  comprende questa richiesta e si spazientisce.
 I suoi processi di apprendimento e comprensione sono diversi e non impara metodicamente.
 Impara velocemente  e basta.
Questo può mettere in imbarazzo il bambino. E se non capisce, si crea sfiducia anche in lui.
E’ importante ricordarlo per non metterlo in questa condizione. Per non perdere la fiducia in se stesso. Occorre capirlo e sostenerlo. 

Non gli si chiede di cambiare, ma deve capire come funziona fuori (scuola ecc.) e deve trovare le risposte necessarie per rispettare come  funziona  ad esempio... la scuola.

Anche la scuola si deve adattare, conoscendo come funzionano i plus dotati, alla diversità di funzionamento. Alla primaria il bambino ha memoria prodigiosa e con minimo sforzo ricorda e sa. 
Alle medie deve imparare a utilizzare strategie di elaborazione e riflessione. Capisce subito impara in fretta, ma può trovare difficile  elaborare.
Un bambino plusdotato ha molteplici esigenze. Non tollera bene la frustrazione, accetta male i limiti, negozia tutto sempre, è impegnativo. Possono essere  sono autocritici, perfezionisti, selettivi, intolleranti sulle ingiustizie e fallimenti, talvolta hanno reazioni emotive esagerate.



Mettere limiti anche severi è una necessità per il suo sviluppo e per evitare e prevenire la scalata estenuante dei conflitti permanenti.

Essere plusdotato è una grande risorsa che può comportare delle difficoltà che occorre imparare a superare.
Ci sono molte differenze nella natura umana, ognuno deve imparare  a vivere con ciò che è al meglio per lui e gli altri. 
La complementarietà fa la ricchezza e il piacere delle relazioni umane. Ognuno ha qualcosa da dare e da condividere.


pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto da:cittàfamiglie 



2 commenti:

  1. Emanuela Vigolo21 agosto 2018 08:28

    Seguo con molto interesse poiché sono convinta che la scuola non faccia abbastanza e che spesso individui come iperattivi ed aggressivi questi bambini. È invece un tema da affrontare nella formazione dei docenti di ogni ordine e grado con maggior sistematicita' e consapevolezza.

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    Risposte
    1. Grazie Professoressa, l'osservazione è molto pertinente. E trova riscontro nell'intervento video nel link, ormai datato ma valido, della Professoressa Zanetti dell'Università di Pavia, che esprime bene quanto la scuola debba e sia in grado di fare per questi studenti o alunni, fin dall'infanzia.
      Uno dei prossimi post sarà dedicato a questo aspetto ormai entrato nelle ricerche di molte università a diversi livelli.
      Grazie ancora per il commento. sarebbe utile sapere come vengono vissuti questi aspetti dai team docenti dei vari gradi di scuola.
      Annamaria

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