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Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che... rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

venerdì 14 gennaio 2011

QUANDO LA SCUOLA ACCOGLIE E SCOPRE DI RICEVERE DI PIU'


Un incontro speciale: un nuovo compagno in classe




Ma chi è la scuola se non i ragazzi, i maestri, le famiglie... tutti insomma, fanno la scuola dell'inclusione vera!

Ricevo e giro agli affezionati del blog!

Un incontro speciale...


Una mattina di ottobre, la maestra ci ha annunciato che sarebbe arrivato un nuovo compagno in classe. L’evento ci ha fatto felici e abbiamo preparato una striscia con scritto “Benvenuto”in attesa del momento annunciato.

E’ difficile immaginare cosa possa provare un bambino, soprattutto se straniero, nel trovarsi in una classe tutta nuova, con nuovi compagni e insegnanti, ma possiamo ben capirlo guardando le sue espressioni e i suoi occhi un po’ impauriti, anche se curiosi.

Infatti, Georgi, è questo il nome del nostro compagno, viene dalla Bulgaria e quando ci siamo incontrati la prima volta era un po’ agitato. Noi abbiamo cominciato a fargli tante domande ma lui scuoteva solo la testa e ci guardava perplesso. Ci siamo subito distribuiti i compiti in modo che a turno uno di noi potesse stargli vicino e aiutarlo. Qualcuno è stato paziente,qualcun altro un po’ meno, qualcuno ha bisticciato con lui, soprattutto nel gioco perché in questo caso bisognava capire ben le regole ma per Georgi tutto era nuovo. Adesso Georgi ci capisce benissimo quando gli parliamo, ma si esprime poco in italiano: dice solo qualche parola e semplici frasi. Tuttavia grazie all’aiuto anche della maestra Anna sta diventando sempre più esperto. Infatti alcuni bambini stranieri, da poco arrivati nella nostra scuola come Georgi, svolgono qualche ora alla settimana delle lezioni di Lingua Italiana in un’aula della scuola per noi magica: “L’aula Arcobaleno”.

Una nostra compagna , Karina, ci ha detto che anche per lei è stato così all’inizio: appena arrivata aveva paura di parlare in italiano perché temeva di sbagliare e di essere derisa. Dopo poco tempo però ha vinto la timidezza ed ha avuto una “classe” di amici.

Un giorno Georgi ha fatto una cosa che ci ha stupiti tutti e ci ha fatto capire che è un tipo “tosto”: mentre la maestra spiegava ha preso un piccolo dizionario di italiano –bulgaro e ha cominciato a cercare la traduzione di alcune parole. Anche con la matematica è velocissimo e spesso ci batte nei calcoli.

Stiamo vivendo una bella esperienza perché Georgi con sé ha portato nella nostra classe anche un po’ del suo paese, della vita di una terra che prima era solo uno stato dell’Europa e noi abbiamo pronte per lui un sacco di domande e curiosità.

I bambini e le bambine della quarta A (che ospita dieci bambini di cittadinanza non italiana: ricchezza di tutti i colori del mondo) (+ le maestre Flavia, Maria, Simona, Silvia...)

pubblicato da Annamaria Gatti

ill. girotondo

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