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Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che... rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

giovedì 4 novembre 2010

LA LORO ROSA DEI VENTI















Il seguente contributo della psicoterapeuta Maria Intelisano, va ad arricchire i post dedicati agli educatori, confermando l'importanza dell'attenzione di qualità e della collaborazione nel rapporto educativo.

Lo stile è fluido ed efficace, proprio di chi con i ragazzi ha trascorso e vive il cammino quotidiano: buona lettura!


Maestra...Guardami!
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Nella scuola, in un'epoca come la nostra di repentini cambiamenti sociali e di messa in discussione di valori in generale, è ormai necessario prendere in considerazione l'aspetto relazionale come base e prerequisito al processo di apprendimento. Con ciò voglio intendere che abilità come la capacità di ascolto dei bisogni dei bambini, la valorizzazione delle loro risorse emozionali ed intellettive, la gratificazione di ogni loro successo, anche parziale, sono fondamentali nel fare scuola oggi.
L'impegno personale a volte è sacrificio, ma oggi si evita la fatica e si teme il dolore e la sofferenza.
Bisognerebbe evitare di dare giudizi. È azzardato dire «È così...», «Tu sei così...», «Sei uguale a...», «Rassomigli a...». Penso che nessuno possa essere certo di capire fino in fondo cosa pensi e provi l'altro. Significativo è ciò che scrive Fabio riguardo al tema «A chi assomiglio».
Tutti mi dicono che io assomiglio a mio nonno, ma, io nella mia mente penso di assomigliare a mia mamma, ma se loro dicono che assomiglio al nonno non ci posso fare niente, ma io continuo a. credere di assomigliare alla mia mamma.
È importante che l'adulto educatore ricerchi il suo star bene e il suo equilibrio, perché solo così può influenzare positivamente i suoi scolari.
Le persone che si accettano, che hanno dignità e rispetto di se stessi, che sanno capire e perdonare, che hanno fiducia e sanno trasmettere entusiasmo, sono già buoni educatori, perché con i loro atteggiamenti e vissuti quotidiani influenzano positivamente i bambini.
A volte troppi dubbi, troppi perché, troppo tutto, voler una spiegazione ad ogni cosa potrebbe essere negativo.
Formare al rispetto, all'aiuto reciproco, alla tolleranza, alla onestà. Un bambino difficilmente modifica il suo comportamento solo a parole. Molte situazioni bisogna fargliele vivere. Ai bambini più che parole e 'prediche' servono esempi di vita.
Ogni situazione è diversa e non si può usare lo stesso metro. Flessibilità e buon senso dell'adulto educatore sono fondamentali per assolvere il compito educativo.
Ho scoperto, durante la mia lunga esperienza di maestra elementare, che l'ascolto, il dialogo, una corretta comunicazione, sono stati sempre vincenti durante lo svolgimento della mia professione.
Purtroppo la scuola ha sempre preferito corsi di aggiornamento per migliorare percorsi didattici e disciplinari piuttosto che temi legati alla relazione educativa e socio-affettiva che maggiormente aiuterebbero il corpo docente ad appropriarsi di conoscenze e di abilità per gestire al meglio le varie problematiche.
Nella relazione educativa sono da evitare minacce e paure. E meglio lavorare per stabilire un rapporto di fiducia, di rispetto e di acccttazione. Il rimprovero e la punizione sistematica umiliano e mortificano, la vergogna dinanzi agli altri produce rabbia e aggressività, oltre che rancore e vendetta in alcuni casi limite.
Uno dei concetti più difficili da estirpare dalla mente di alcuni docenti e genitori è che gli obiettivi educativi e didattici si raggiungono prevalentemente attraverso la punizione, i rimproveri, le note. Secondo me invece un atteggiamento incoraggiante verso il bambino da risposte positive, al contrario degli atteggiamenti duri
e punitivi.
Il rinforzo positivo, per esempio: «Bravo!», «Hai visto che ci sei riuscito?» è un atteggiamento che incoraggia e facilita l'apprendimento con minore sforzo e maggiore risultato. Bisogna evitare di sottolineare sempre gli insuccessi e le cose negative. Occorre abituarsi ad apprezzare quello che i bambini riescono a fare, le mete
che hanno raggiunto.
Ascolto e dialogo sono atteggiamenti di comprensione e affetto che leniscono ansie e favoriscono comportamenti adeguati; mentre le punizioni, le note, i richiami e i rimproveri rivolti in continuazione al bambino che non riesce ad adattarsi e adeguarsi alle norme della classe e ai ritmi di apprendimento, producono rabbia, insofferenza, tensione. Ciò fa spegnere la motivazione, perdere la fiducia, l'alunno si svalorizza («Tanto non sono capace», «Gli altri sono più bravi», «Io non riesco») e reagirà, il più delle volte, con atteggiamenti sempre più disturbanti e negativi per sé e per la classe.
E necessario che insegnanti e genitori instaurino un rapporto collaborativo di intesa e di fiducia reciproca.
Tentare nuove strategie non è una perdita di tempo. Bisogna avere coraggio e fiducia.
Dove si evidenziano particolari problemi di apprendimento, di disciplina e di disagio in genere, è necessario infìdividuare nuovi percorsi dal punto di vista relazionale, organizzativo e metodologico per coinvolgere maggiormente i bambini nelle attività scolastiche e nella capacità di assumere comportamenti adeguati.
Rivolgere l'attenzione su se stessi per cercare di modificare alcuni atteggiamenti relazionali non è facile per nessuno, ma uno sforzo va fatto in questo senso per favorire maggior benessere.
E' importante guardare negli occhi i nostri figli, i nostri alunni e ascoltarli, entrare in sintonia con loro, comprendere le loro richieste e i loro problemi... Allora tutto diventa meno difficile. L'intesa non ha bisogno di molte parole, basta uno sguardo, un sorriso per intendersi e ciò è molto bello.
Maestra... Guardami! E se riusciamo a guardare con empatia negli occhi dei bambini, tutto diventa più semplice.

Da "Maestra... Guardami!" di Maria Intelisano, Ed. Edimond, 2008


Foto di Romano Boletti "Dove mi porterà il vento?"

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it

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