Eppure molto si muove.
La ricerca di positività e di accoglienza, a detta di autorevoli osservatori (e chi legge giornali e statistiche lo può confermare) pare proprio superare il fango degli "odiatori" di professione, politici e comunicatori .
Ma i giovani si schierano alla ricerca di verità e di dialogo, per una vita pacifica fra chi abita per un pugno di anni questa nostra martoriata Terra.
Un contributo sintetico di riflessione ce lo dà Antonio Maria Mira su Avvenire, quando ci ricorda che promettere provvedimenti duri e super restirittivi, che non piacciono neppure a tutta la destra di maggioranza, non tiene conto della realtà e naviga sul consenso più becero, per cui l'immigrato comunque, anche di seconda o terza generazione, è da cacciare.
E poi? Un ascolto attento e informato delle analisi sociologiche sarebbe urgente...
Non importa se sulle pagine di giornali attenti spiccano spesso "immigrati" che salvano, che si distinguono per correttezza e impegno e talvolta muoiono a causa di italiani magari giovanissimi che hanno avuto la disgrazia forse di crescere senza educazione civica... e a causa di omissione di soccorso di qualche persona che ha dimenticato l'umanità.
Come già docente, autrice e psicologa, curatrice di numerosi progetti di inclusione e altri afferenti alla psicologia scolastica, ho incontrato nella scuola dagli anni '90 moltissimi bambini e ragazzi che hanno fatto la loro strada e portato con orgoglio l'appartenenza a questo nostro Paese. Non tutti certamente hanno frequentato l'università o sono diventati campioni di basket o di nuoto, ma questo non ce li fa sentire meno nostri. E parlo a nome di tanti docenti, presidi, colleghi e colleghe.
E anche questo blog, che curo da 16 anni, offre e ha sempre offerto in ogni suo post motivi di lavoro, lettura, informazione e formazione perchè chi lavora, vive nella nostra realtà che educa sempre (perchè "non si può non educare", assunto mutuato e modificato dalla migliore tradizione psicologica della pragmatica della comunicazione) possa trovare conferme e stimoli.
Sollecitare l'odio per cavalcare la paura scarica sulle spalle di tutti i ragazzi un futuro oscuro e dai connotati decisamente angoscianti.
Grazie allora a quei docenti che accompagnano a decifrare e ad esercitare valori di empatia, rispetto per tutti gli uomini e donne, bambine e bambini, per i fragili di questa società. Nelle loro mani è il presente e il futuro.
pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto: Fanpage
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