Alcuni giorni trascorsi in città d'arte italiane o europee per accompagnare i propri studenti possono mettere in un certo stato di ansia prof e presidi. Forse anche qualche genitore.
Brutte notizie su comportamenti fortemente scorretti o pericolosi fanno presto a trovare rilancio sui media e hanno alimentato spesso rifiuti, dubbi, sfiducia dilagante, che non fanno bene a nessuno. Inoltre si è spesso segnalato che i docenti non sono doverosamente riconosciuti e tutelati in queste attività.
Poi però ci sono prof che credono nei loro studenti e che non mollano. E ci vanno, ad accompagnarli e la faccenda spesso fa i conti con impegni, forze e molto altro.
Eppure c'è chi ci sta. Oggi la docente di un liceo veneto ha avuto espressioni di lode per come sono andati giorni romani decisamente impegnativi: i ragazzi e le ragazze sono stati splendidi. E la mia giornata è decisamente stata più luminosa: qualcuno che ci crede in questa gioventù così dimenticata da chi potrebbe fare la differenza e agire con lungimiranza.
Se abbiamo fiducia nei giovani e abbiamo creato attorno a loro con tenacia e nel tempo attenzione, dialogo, disponibilità a farsi coinvolgere, insomma se siamo stati alleati, sanno rispondere e sono loro a fare la differenza. Ma quanto lavoro occorre e soprattutto quanta professionalità, che andrebbe davvero riconosciuta, perchè più presente di quanto si ipotizzi in inutili chiacchiere di circostanza.
Quanto ci servono lamentazioni e giudizi gratuiti? Ai ragazzi e ai giovani non servono a nulla. Servono adulti forti, capaci di stare accanto, di camminare insieme, di pretendere e favorire fiducia e coerenza. Per fare la differenza, appunto!
pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto: Virgilio Sapere
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