Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

mercoledì 12 agosto 2026

Adolescenti oggi: help! Che ne pensa Nicola Camporiondo?

 


Nicola Camporiondo è un influencer, molto noto fra giovani (ma anche tra i meno giovani). Di recente si è dedicato anche alla scrittura del romanzo "Ti chiamo amico - Quando tutto pesa, Dio apre strade inattese. Un passo dietro l'altro " (Bur Rizzoli) che ha attirato l'attenzione dei media e di molti lettori per fruibilità, scorrevolezza narrativa e qualità dei messaggi di cui ci si occuperà in un post successivo.

Ma perchè pubblico un post in cui si arriva dritti a raccontare di adolescenti che si mettono alla ricerca di Dio, mentre il titolo è davvero trasversale e senza riferimenti alla fede? 

Sollecita questa domanda proprio l'incontro con Nicola Camporiondo che accetta di essere interpellato sui giovani, anzi sui giovanissimi, senza distinzione fra coloro che credono, pochi in proporzione, e coloro che sono alla ricerca talvolta disperata, di verità, di senso e di testimoni di amore per la vita. 

Ventun anni, studente di teologia, a contatto continuo con i giovani, ho chiesto a Nicola di accennarmi anche al suo percorso e di conseguenza che percezione avesse degli adolescenti di oggi, da un osservatorio così privilegiato come la piazza di cui è discreto e appassionato "cronista" sui social.

Ancora, come in una presentazione del libro, il giovane mi conferma il disperato bisogno che i ragazzi e le ragazze segnalano di attenzione vera e di incontro con adulti davvero limpidi testimoni e quindi inevitabilmente coerenti. 

Rivede nei ragazzi e nelle ragazze la sua ribellione e la ricerca di punti di riferimento, coltivando la consapevolezza dei propri percorsi, dei talenti e delle proprie fragilità, per non lasciarsi condizionare dai gruppi, ma di operare scelte proprie. 

Proprio la coerenza in particolare li motiva e diventa risposta alta alla sete di verità, di certezze da riporre nella "cassetta degli attrezzi" per affrontare la bellezza e le fatiche di crescere e trovare l'orientamento in questa vita non facile.

Nelle diverse modalità relazionali Nicola raccoglie le delusioni, le ansie che anche i giovani che si affacciano alla fede e alla ricerca di Dio, un Padre finalmente amorevole, si portanto a casa spesso proprio da momenti incredibilmente veri e coinvolgenti, come giornate e raduni, talvolta oceanici, incontrando testimoni di eccellenza! E dopo aver magari condiviso con giovani di tutto il mondo notti di adorazione del Santissimo e di preghiera, il ritorno alla realtà del proprio quotidiano diventa solitudine e assenza di riferimenti con cui continuare il cammino.

E' anche la storia di Nicola, che,  proprio alla ricerca di coerenza,  fa una scoperta dopo il lungo e penoso lockdown: vuole restare a servizio del Vangelo perchè sente tutta la grandezza di un Gesù che lo accoglie per quel che è, che diventa luce nel buio sul suo cammino. E non può tenersi dentro tutto questo, va condiviso, senza timori e falsi pudori.

Da lì comprende, fa suo l'invito di Papa Benedetto XVI di testimoniare la fede nel mondo digitale (XLIII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali) e scrive nel suo blog: ...E' ormai evidente che servono nuovi linguaggi e nuovi strumenti per annunciare il Vangelo alle giovani generazioni, e quale luogo più adatto dei social network?

Farsi vicini, alleati, perchè no? attraverso proprio gli strumenti che sono a disposizione!

Ecco il link per conoscere meglio il singolare contributo di Nicola all'evangelizzazione. 

https://www.nicolacamporiondo.it/


pubblica Annamaria Gatti

foto: Home Nicola Camporiondo

lunedì 10 agosto 2026

I-phone genitori attenzione: non è tutto ok, anzi!!!

Ripropongo, condividendolo appieno,  il messaggio dello psicologo Pellai:

 

"NO, NON É TUTTO OK.

Il manifesto pubblicitario di I-phone é la negazione di tutto ciò che la scienza sta cercando di dire al mondo e in particolare ai genitori dei bambini in età prescolare che oggi rappresentano la popolazione che ha maggiore bisogno di essere sensibilizzata nei confronti dei danni prodotti dai devices digitali in età precoce. 

A me che da anni cerco di fare prevenzione su questo tema importantissimo - che è diventato una vera e propria emergenza di sanità pubblica - questo billboard appare come una provocazione gigantesca.

In realtà, questa immagine mostra in modo perfetto al mondo il lavoro sottile, costante e davvero patogeno con cui le Big Tech hanno cercato di convincere noi genitori, negli ultimi 15 anni, che i nostri figli non possono immaginare di diventare grandi senza avere in mano un device digitale.

La narrazione degli ultimi 15 anni - molto sostenuta anche da tanti specialisti di età evolutiva - è che il problema non è lo smartphone, ma come lo si usa. Ora gli esperti di marketing di i-Phone cercno di convincere i genitori che il problema non è più nemmeno legato a come lo si usa, perché è arrivato lo smartphone sicuro che non farà mai danni nella vita di un minore, ovvero lo smartphone del loro brand.

Il messaggio implicito che viene comunicato è che un bambino piccolissimo con in mano uno smartphone é cosa buona e giusta.

 

INVECE NO! É importante ribadirlo. É Importante sottolineare che la Società Italiana di Pediatria ha dato linee guida molto precise in questo senso, invitando tutti i genitori italiani a non consegnare uno smartphone ad uso personale a nessun figlio prima dei 13 anni.

Per questo, il messaggio di questo cartellone pubblicitario non solo racconta una grande bugia, ma contrasta anche con le linee guida di prevenzione proposte dei pediatri

E proprio per questo non dovrebbe essere visibile all'interno della nostra nazione.

Se volete avere evidenze scientifiche e davvero comprendere perché questa pubblicità é ingannevole e pericolosa leggete "Esci da quella stanza" (Mondadori) un libro che fornisce agli adulti conoscenze di ciò che la scienza ha scoperto rispetto al rischio per la salute fisica e mentale in età evolutiva connesso all'uso precoce degli strumenti digitali. Commentate e, se volete e potete, condividete questo messaggio con più genitori ed educatori possibili."

 

Pubblica Annamaria Gatti

Foto da FB


sabato 1 agosto 2026

L'equilibrista e la nave. L'adolescenza in quattro e più battute 3

 

Una suggestiva foto della nave scuola Amerigo Vespucci

Perchè i genitori sono definiti equilibristi? E cosa rappresenta la nave?

Lo piscologo Iavarone in "Educare viene prima... " (E. Aceti, M. De Beni, M. Iavarone - Editrice Città Nuova 2026), regala un'altra immagine casualmente già condivisa in altre occasioni in  questo blog: l'equilibrista.  

Dopo fragole e gamberi, per descrivere la forza e la fragilità del compito educativo nel bellissimo e terribile tempo dell'adolescenza, non teme di allarmare i genitori scrivendo di acrobati alle prese con esercizi funamboleschi  e navi destinate comunque a veleggiare fra marosi e bonacce. 

"Un genitore abbastanza buono  è un equilibrista di opposti: separazione in equilibrio con appartenenza, chioma con radici, ali per volare e piedi per tornare. 

Se c'è la certezza che ci sarà sempre un porto al quale tornare la nave può avere il coraggio di salpare. Gli adulti responsivi sono quelli che mettono i figli di fronte alle sfide dopo averli preparati e li lasciano andare,  pur sapendo che esistono rischi: una nave sta sicura nel porto, ma non per questo è stata costruita."

Dopo averli preparati... qui si gioca tutto.

Ma i genitori che hanno più probabilità di vincere la sfida sono coloro che non temono, che si mettono in gioco, che sanno di dover attrezzarsi senza timori perchè l'avventura è iniziata e durerà una vita... di senso e di bellezza.

Funamboli attenti, alleati affidabili, alchimisti lungimiranti e capaci di  autorevolezza perché i paletti con cui costellare il percorso siano solidi e trasparenti.

Buon cammino!

Pubblica Annamaria Gatti

foto: DivertiViaggio

domenica 26 luglio 2026

Maria, una di noi. E Anna la madre che l'ha donata. Con Gioacchino.



                           
            Annunciazione - Beato Angelico



da "Una mamma  di Galilea"                                           
Il rosario narrato  ai bambini
di Annamaria Gatti
Illustr. Barbara Gallizio
Effatà  Editrice



MARIA DIVENTA LA MAMMA DI GESU'

I bambini di Nazaret correvano sempre da Maria per imparare da lei nuovi giochi o per essere consolati: la figlia di Anna e Gioacchino era dolce e simpatica.

“Dimmi Gioacchino, cosa pensi di nostra figlia Maria?” chiese turbata un giorno Anna, la madre, vedendola spesso assorta in preghiera. Il marito la guardò comprensivo:

“Stai tranquilla, Maria è la nostra consolazione. Ora poi che è fidanzata al buon Giuseppe, il falegname, sono proprio contento di lei. Eccola, sta pregando...”

Maria, vedendo la madre, sorrise e la rassicurò: “Vai pure al mercato, io preparerò il pane.”

La giornata era chiara e Maria così continuò a pregare:

“Oggi, mio Signore, tu sei il mio sole, la mia luce e la fonte della mia gioia...”

E davvero una luce si diffuse nella stanzetta.

Maria, preoccupata, si coprì in fretta il capo con il mantello color dell'acqua, poi sentì  una gran pace nel cuore e si inginocchiò.

Solo allora si accorse che vicino a lei c'era un giovane  sorridente che non era entrato dalla porta, quindi doveva essere proprio un angelo del Signore. Le disse: “Ti saluto o piena di grazia, il Signore è con te.”

Maria pensò: “Ma cosa vorrà dire, salutandomi così?”

Ma l'angelo Gabriele, che conosceva i suoi pensieri, le spiegò:

“Dio ti ha scelta per diventare la mamma di Gesù, suo figlio.”

Maria non capiva: lei non era sposata!

“Nulla è impossibile a Dio” osservò l'angelo Gabriele “per grazia di Dio anche tua cugina Elisabetta aspetta un figlio, nonostante sia anziana”.

Allora Maria, si commosse e con grande fede gli disse:

“Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me ciò che hai detto.”

Quando l'angelo se ne andò, Maria sentì i passi svelti della madre  che tornava a casa. Tutto sembrava come sempre, invece Dio le aveva parlato e le aveva svelato un grande mistero. Il suo cuore ebbe un sobbalzo. Sarebbe stata capace di fare la mamma del figlio di Dio? Nulla è impossibile a Dio, aveva detto l'angelo: Dio l'avrebbe aiutata a superare ogni prova.

Allora Maria incominciò ad impastare il pane, mentre le voci chiassose dei bambini stavano avvicinandosi alla casa, per mostrarle un nuovo gioco.

Pubblicato a Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it

sabato 18 luglio 2026

Traghettare Infanzia e adolescenza oltre questo tempo, con un aiuto anche e soprattutto ai neo genitori.

 



Come sta l'infanzia e l'adolescenza oggi? 
Non bene, secondo variabili molto articolate. 
Bambini e ragazzi in sofferenza e i loro genitori, chiedono consapevolezza e onestà politica e sociale. 

In un post lo si scriveva già tempo fa.
Ora è ancora sempre più urgente.
Sui social proliferano serie proposte di formazione per le figure di sostegno per l'infanzia, l'adolescenza, ma soprattutto si evidenziano percorsi rivolti alla maternità e, aggiungo io, alle figure neo genitoriali.
Neo mamme e neo papà.
Auspicabile.
Non procrastinabile. 

I tavoli politici sul tema,  in cui sono stati ascoltati consulenti autorevoli, con tanto di ricerche e dati inequivocabili, hanno restituito una ben chiara visione dello stato delle cose: bambini e adolescenti soffrono. 
E il disagio va letto, riconosciuto e aiutato con prassi virtuose e urgenti.

Confidiamo in proposte seriamente orientate a supporti psicologici alle famiglie, ai loro bambini e ai ragazzi,  anche in termini preventivi. 
E' l'ora di dimostrare una attenzione seria e grave ai giovani che stanno soffrendo più di tutti dell'assenza di relazioni, di scuola, di lavoro, di occupazioni, di sport, di musica, di scambi, di viaggi, di manifestazioni vitali. Assenze supportate da impegno e testimonianza tenace dalle famiglie, con le loro fragilità.  
E' il tempo di dare un aiuto generoso con il supporto psicologico facilmente fruibile e capace di individuare il bisogno anche nel non detto. 
Occorre liberare le forze capaci di professionisti dediti e appassionati all'età evolutiva, che si affianchino a famiglie e insegnanti.

La domanda è chiara. Attendiamo tutti dai  Ministri preposti una risposta autorevole e piena. 
Poi sappiamo che i nostri ragazzi e i nostri bambini sono capaci di grandi riprese e hanno insite grandi possibilità, ma nostra è la responsabilità e il dovere di ascoltarli e di accompagnarli.



pubblicato da Annamaria Gatti
foto di MG

domenica 12 luglio 2026

Fragole, gamberi e dintorni. L'adolescenza in quattro e più battute 2




 ...ecco il secondo previsto step. Dopo le fragole raccontiamo di gamberi in questi torridi giorni.
Infatti lo psicologo Iavarone nella terza parte del libro "Educare viene prima..." Per Città Nuova Editrice, presenta l'aneddoto del giovane gambero che nel silenzio, dopo molta fatica e applicazione, riesce a camminare avanti, una metà coltivata con passione.

Iavarone nel libro citato apporta un contributo chiaro sulla natura del tempo adolescenziale. Andare controcorrente, provarsi e giocarsi con passione per i propri traguardi sono atteggiamenti importanti e da valorizzare. Ma non sempre l'ambiente attorno comprende il giovane esploratore della vita e spesso, forse troppo spesso, svalorizza le mete e l'impegno impiegato per raggiungerle, perché non conformi al pensiero comune.

Proprio come il giovane gambero, che viene cacciato dal gruppo perché si sa, i  gamberi si muovono procedendo solo in retromarcia...

Ascolto, presenza, incontro, condivisione, accoglienza quindi sono frecce ben riposte nella faretra dell'educatore, se vuole fare "centro" nel suo vitale compito: traghettare nella vita buona coloro che gli sono stati affidati.


Pubblica Annamaria Gatti 

Foto di G.S.

mercoledì 8 luglio 2026

Fragole, gamberi e dintorni: l'adolescenza in quattro e più battute. 1



Nel libro "Educare viene prima non lasciamoli soli"  (Aceti, De Beni, Iavarone, ed. Città Nuova) recentemenete dato alle stampe , (si veda il post  https://attentiaibambini.blogspot.com/2026/05/leducazione-e-impresa-di-popolo-un.html) mi piace soffermarmi anche sul contributo di Mariano Iavarone "Esserci nel tempo delle fragole -  Genitorialità in adolescenza", uno spaccato sulla realtà del ruolo genitoriale in adolescenza che stimola alla ricerca e al guardare oltre. Oltre gli stereotipi, oltre le zone di confort, oltre la pigrizia affettiva e mentale, oltre su tutto per condividere e "vivere" il cammino di figli e figlie adolescenti.

Iavarone, psicologo specializzato in counseling e mediazione famigliare,  ama molto il linguaggio per immagini, perchè le metafore hanno il potere di parlare al cuore. Lo fa anche parlando di adolescenza e fragole. 
"Il tempo delle fragole è quel tempo sospeso tra linverno e l'estate. E' un tempo meraviglioso e delicato come l'aria tiepida di questo aprile.
E' una stagione in cui le tenerezza si trasforma in fragilità... la dolcezza delle fragole ricorda la bontà della natura che ogni anno si rinnova... La fragola è una pianta coraggiosa, dà il meglio di sè pur sapendo di non essere albero e che dopo una stagione nulla più rimane  delle sue radici.
I nostri ragazzi sono come le fragole: esplosione di sapori e profumi in un tempo infinito che a loro appare infinito, in un'insipenza che sa di follia.
Ciò che un tempo era rifugio sicuro, la famiglia, ora è sentore di prigionia ...eppure quanto di più necessario  ci sia per loro, e qui sta la missione impossibile per i genitori: riuscire a coniugare finito con infinito. passato con futuro, vecchio con nuovo, radici con ali..."
E' importante sapere che nel conflitto con il figlio bisogna mantenere l'ago della bussola saldo verso il punto cardinale, ovvero l'accettazione della persona anche quando non se ne approva il comportamento, poichè è proprio quando un figlio è meno amorevole che ha più bisogno di sentirsi amato, e il rifiuto è doloroso e dannoso"

Per i gamberi al prossimo post.



Pubblicato da Annamaria Gatti
foto: Il giardino di Pimpella