Benvenuti ai genitori...e ai bambini!
sabato 7 novembre 2026
Chi racconta cosa è accaduto quella notte a Betlemme? Un nuovo splendido albo
mercoledì 4 novembre 2026
Cassetta degli attrezzi per gestire l'ansia. "Se non hai un'ansia, te ne verrà assegnata una d'ufficio" (Mafalda)
Due contributi per parlare ancora di ansia.
Rachel Brian con il suo efficace libro a fumetti, (potete rivedere la recensione a questo link (https://attentiaibambini.blogspot.com/2021/09/sconfiggere-le-paure-ritrovare-la-calma.html) ci parla di "cassetta degli attrezzi" per ragazzi... ma una buona sintesi anche per adulti, per approfondire...
- Dopo aver conosciuto le manifestazioni ansiogene del nostro corpo e della nostra psiche,
- dopo aver accettato l'ansia come condizione comune ai mortali e superabile,
- dopo averne preso consapevolezza e messe le giuste... distanze
- ecco qualche prassi, che compendiano in pochi tratti alcune strategie tra le più riconosciute.
- Infatti "quando l'ansia ti blocca, puoi ancora fare in modo che il tuo corpo e la tua mente ritrovino equilibrio" (da Mamma che ansia!)
- RESPIRA inspira ed espira lentamente concentrandoti sul respiro: stimola il nervo vago e rallenta il battito cardiaco.
- CONCENTRATI SUL CORPO rileva cosa percepisci con i 5 sensi, cosa vedi-assaggi-tocchi-ascolti-annusi: dai così la possibilità alla tua mente di calmarsi.
- SCRIVI UN DIARIO con le ansie, che poi potresti accantonare per occupartene dopo, condividerle con qualcuno per scoprire magari dopo che non sono così spaventose.
- RILASSAMENTO MUSCOLARE l'ansia rende i muscoli rigidi, esegui questo esercizio: prima sdraiati e respira profondamente poi incomincia, se stringi i muscoli e poi li rilassi, aiuti a rilassare tutto il corpo. Inizia dalle dita dei piedi e via via tutti i muscoli.
- VISUALIZZA un posto tranquillo di mare, lago, montagna: pensare a un posto tranquillo che il tuo cervello processa come reale rende la mente rilassata.
- SFIDA I CATTIVI PENSIERI solo perchè hai brutti presentimenti o pensieri non significa che si realizzino davvero: sapere che le proprie ansie possono essere infondate e che sapresti comunque far fronte ai problemi, ti rende più fiducioso in te stesso e l'ansia si calma.
Vi ho incuriosito? Provateci! Allenatevi... Approfondite!
Qui invece potete ascoltare un breve video di 6 minuti in cui lo psicologo Luca Mazzucchelli bravo comunicatore, sintetizza l'avvio di un analogo approccio all'ansia.https://www.youtube.com/watch?v=iOCHJN94Hp8
illustrazioni di Quino e Schulz
mercoledì 21 ottobre 2026
I nostri giovani in piazza, la richiesta di attenzione urlata e le risorse per l'impegno educativo. Non per le armi.
Giovani a Parigi in orchestra suonano per sostenere l'attenzione alle richieste per la scuola e non solo...
Molte cose non vanno bene per la nostra società, i giovani in particolare soffrono disattenzione e chiusura, le manifestazioni pacifiche sono anche tante e non trovano risposte al desiderio di pace per tutti e alla richiesta di migliorare le loro condizioni su molti fronti: scuola, studio, lavoro, famiglia...
Qualche manifestazione diventa poi inaccettabile. Condannate le violenze e nella speranza che si individuino anche coloro fomentato la guerriglia e le reazioni violente, restiamo attoniti e increduli per quanto i messaggi siano degenerati. Avvenire ieri segnala la presenza di siti che preparano alla guerriglia urbana e alle manifestazioni violente con veri e propri manuali ad hoc. Immagino che di questi siti molti siano a conoscenza, ma non si è fatto abbastanza per impedire che ragazzi giovanissimi vengano adescati e introdotti a manifestazioni pericolose, sfruttando proprio la loro ansia e rabbia per quella disattenzione, quella trascuratezza verso i giovani che inspiegabilmente e orribilmente attraversa i nostri tempi.
A questo proposito molti si sono espressi con un forte richiamo (per l'ennesima volta!!!) a misure che valorizzino, sostengano guidino la formazione dei genitori, dei docenti, dei servizi a favore dell'infanzia e dell'adolescenza: pedagogisti, psicologi, docenti universitari impegnati sul fronte, figure forti della Chiesa. certo, si fa ma non abbastanza!!! Non vi sono risorse destinate a questo lavoro essenziale (ma per gli armanenti le risorse si trovano, si prendono, si destinano diciamo tutti!)
Riporto l'invito ai docenti della Rete Insegnanti Italia, (impegnati sul fronte della valorizzazione e qualità e del ruolo insegnante) di Michele De Beni, che già conosciamo, che riassume in poche accorate note quello di tanti di noi e dei nomi più sensibili del panorama psicopedagogico italiano.
"Buongiorno a tutti. Occorre una proposta formativa sulla cultura della scuola, di impegno democratico. È un tema - quello proposto - di primaria importanza. Urgente, anche per i gravi episodi che hanno attraversato le manifestazioni giovanili di questi giorni, segno di profondo disagio e disorientamento, sulle cui cause occorre profonde molto responsabilmente riflettere, ma anche su quelle della loro deviazione violenta. La scuola non può chiamarsi fuori.
Sono i nostri giovani. Quale futuro? Che la violenza non abbia l'ultima parola e un guizzo di giustizia e di pace vinca sulla frenesia di potere, nei discorsi e negli atti dei grandi.
Se la violenza dilaga anche nella scuola è perché trova legittimazione negli 'edificanti' esempi dei poteri in mano al mondo adulto. Educare alla democrazia e alla pace non è e non deve essere un optional di alcuni volonterosi ma impegno, stile, lotta di pace che innerva parole, studio e vita. Per questo non badiamo a mezzi e a sacrifici, a lotte di pace.
Impegnarci a costruire ponti, dialogo e pratiche
democratiche è fatica, a volte perfino più cruda della guerra. Scava in noi e
nelle nostre Istituzioni. Ci interroga e ci invita ad uscire"
Pubblicato da Annamaria Gatti
lunedì 12 ottobre 2026
Ancora scuola: il problema sono gli insegnanti dimenticati
La scuola continua. Gli insegnanti arrivano in classe e insegnano. Quale attesa. Quali sogni e desideri. Quali timori e quali delusioni... soprattutto per ragazze e ragazzi. La vita della scuola è un imponente fatto, che occupa una minima parte dei media, ignorato per lo più, eppure così vitale per il futuro.
In questo blog se ne dice da 16 anni... Tenere alta l'attenzione e promuovere il bene dell'atto educativo è uno degli obiettivi di chi ama la scuola, per quel che è stata destinata ad essere: luogo di crescita vera e di promozione socioeducativa e culturale.
Riporto alcune brevi osservazioni del professor Michele De Beni, scrittore psicologo psicoterapeuta e docente universitario, dedito al mondo dell'educazione, colte dai suoi intenventi, che ribadiscono in modo sintetico due importanti riflessioni e richieste sul ruolo dei docenti.
"...I tragici fatti in scuole francesi contro presidi, insegnanti, strutture... interrogano anche noi. Pur in termini e condizioni diverse il disagio giovanile e il tema "istruzione" stanno emergendo come fenomeno molto preoccupante.
E se il problema fossimo proprio noi, adulti?
Ritorna centrale il tema dell'insegnamento che, pur tra esemplari testimonianze di insegnanti ben motivati e competenti e di scuole ben funzionanti, è lasciato troppo in balia delle mode, delle noncuranze, della mancanza di verifica.
E se il problema non fosse il bambino, ma il modo in cui gli insegniamo?"
E ancora:
"Il problema non è la dispersione giovanile in sé . È a monte. È la dispersione educativa. La disperazione di docenti dimenticati, non curati, agli onori della cronaca se c'è dello scandalistico. Il rumore di un albero che cade.
Il silenzio di insegnanti che fanno crescere nonostante tutto e che fanno la differenza"
..."All’UNESCO Papa Leone ha posto la domanda di fondo diventata esplicita: che cosa significa essere umani? Non è una questione per soli filosofi.
Riguarda le scuole, i laboratori, le piattaforme digitali e l’intelligenza artificiale. Domanda ancora più stringente di fronte al disorientamento giovanile. Riguarda il nostro esser quotidiano di educatori, nel mondo, tra la gente, in classe, a tu per tu nel cuore di un giovane. Perché We Care Education
Mettiamo in luce gli sforzi di chi lotta per l'educazione nonostante tante difficoltà..."
E conosciamo molte realtà che lo fanno. Sono realtà da conoscere e non è mai troppo tardi per cambiare e migliorarsi. A presto!
Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
sabato 3 ottobre 2026
Non è un mondo per donne. Tu sei sessista? Un libro per capire
giovedì 1 ottobre 2026
Il saluto di Giulio Meazzini a lettrici e lettori di Città Nuova
Giulio Meazzini ha concluso il suo impegno come direttore di Città Nuova, la rivista da cui questo blog è nato.
Lo abbiamo apprezzato davvero molto, ha continuato l'impegno autorevole dei suoi predecessori, portando quelle novità che i tempi richiedono, con lungimiranza e passione. Ci ha affascinato e interrogato con editoriali saggi e schietti, piccoli tesori che custodiamo e ci aiutano a tenere lo sguardo rivolto al faro.
Grazie per questa sincerità e tenerezza nel prendere per mano lettori e lettrici di un giornale vero, complesso, senz'altro unico nel suo genere, fatto per riaffermare la bellezza della ricerca della solidarietà, della condivisione e dell'unità. In tempi così critici e dove sarebbe facile cedere allo scoraggiamento, anzichè cercare motivi di speranza e di testimonianza attiva per il bene, la pace, il giornale ha dato un contributo non indifferente al dialogo e all'ascolto di voci differenti e autorevoli.
Ringrazio di cuore Giulio, Aurora, Michele... per tanti anni di lavoro insieme, per avermi ospitato con fiducia, competenza e affetto nelle pagine, on line e in questo blog.
Ecco il suo saluto, dalla pagina odierna di cittanuova.it
Cari amici e care amiche,
oggi è il mio primo giorno da ex direttore di Città Nuova, dopo tre anni intensi e pieni di significato passati con voi. Mi sento da una parte un po’ triste per una bella esperienza che finisce (anche se continuerò a collaborare con Città Nuova), dall’altra sono orgoglioso di quello che abbiamo costruito insieme.
È importante questa parola, insieme, perché la ricchezza di Città Nuova è la comunità che la sostiene, una comunità che condivide «una precisa (e positiva) visione del mondo, una rete di azioni sul territorio, una presenza al confine tra sensibilità diverse, cercando di conciliare Vangelo e laicità, lavorando per la pace e curando, nel nostro piccolo, qualcuna delle ferite del mondo». Una comunità composta da cittadini del mondo, capaci di guardare con simpatia e condivisione anche gli altri Paesi oltre il proprio.
Lasciatemi ripetere anche la frase che scrivevo a inizio mandato, nel settembre 2023: «Città Nuova, immersa con i propri lettori nelle complesse sfide di oggi, offre il proprio punto di vista dando speranza a chi è in cerca di senso e facendo (per quanto possibile) sorridere il mondo». È proprio un bel lavoro cercare di «arricchire l’immaginazione dei lettori con “parole affascinanti”, con storie (reali) di bellezza, bontà e giustizia». Questo almeno ho cercato di fare, giudicherete voi se ci sono riuscito.
Anche la frase di Chiara Lubich, «lasciamo soprattutto allo Spirito Santo di fare il giornale», ho cercato di interpretarla stando molto in ascolto, prima di tutto delle idee e delle sensibilità dei colleghi di redazione e dei collaboratori, ma poi soprattutto delle vostre voci, cari lettori e lettrici, senza trascurarne nessuna, per piccola e flebile che fosse. Con la disponibilità a mettermi in discussione.
Termino con le parole di Luigino Bruni: «Città Nuova svolge un ruolo profetico e deve esserne cosciente. Deve quindi sempre più muoversi sulle tematiche che sono il suo e il nostro specifico: i dialoghi difficili, i dialoghi profetici». Auguro al nuovo direttore, Riccardo Barlaam, che firmerà come primo numero della rivista quello di dicembre, di navigare sempre con la vostra fiducia e il vostro sostegno, come è stato per me.
Ciao, un abbraccio e a presto
Giulio
mercoledì 23 settembre 2026
Io amo la scuola. E voi?
da google maps
Questa era la mia scuola dal 1960 al 1965 a Lodi, città lombarda della Bassa milanese, che sarebbe divenuta provincia più in là... 47, sì 47, bambini e bambine in una grande aula. Una sola maestra, che a casa aveva 7 figli, per 5 giorni mattino e pomeriggio, mensa inclusa, giovedì vacanza.
Ho sempre amato "fare" la maestra e l'ho imparato da lei, Jolanda. Era giusta, paziente, competente. La mia aula non aveva inferriate alle finestre, c'erano vasi di gerani che le mamme portavano. Si vedeva il giardino fuori e la strada, anzi, non si vedeva nulla, perchè erano alte, ma lo si immaginava. Per questo forse il mio personaggio più famoso, la strega/fata controcorrente Uffabaruffa, quando trasforma la scuola dei suoi amici con una bella magia, le abbassa le finestre...
Sono trascorsi decenni, in cui in tantissimi abbiamo lavorato bene per fare della scuola una esperienza felice e giusta per tanti bambini e bambine. Ho fatto la maestra e quando (l'ho raccontato di recente in una sezione di un libro che racconta di insegnanti con la passione per la loro professione...) ad appena 20 anni mi hanno chiesto di aggiornare i miei colleghi su una metodologia innovativa su cui mi ero formata a Milano... e mi sono incrociata con lo sguardo commosso e sempre fermo della mia maestra Jolanda, alle soglie della pensione, lì ho capito quanto le dovevo e le devo.




