Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

domenica 1 febbraio 2026

Un libro-schede sempre apprezzato: apprendimento L2 per l'inclusione

 

Benvenuto in classe! - Volume 1

Percorsi di letto-scrittura e di apprendimento intensivo della L2 per bambini stranieri

di Annamaria Gatti

Edizioni Erickson

Bentrovati!

Ecco alcuni dati che questo libro, che precede il secondo volume, ha raccolto in numerosi anni di presenza nel catalogo, in molte scuole, ricerche e segnalazioni autorevoli.

Valutazione recensioni: 4,7/5

10.660 recensioni dalla prima edizione

912 recensioni negli ultimi 12 mesi

Il libro, recentemente aggiornato,  è nato dall’esperienza diretta  di  molti anni di lavoro per l’accoglienza e l’inclusione di alunni di lingua madre straniera, condividendo metodologia e pratiche accanto a insegnanti e genitori.

La preparazione psicologica poi  mi ha permesso di studiare come coniugare i bisogni didattici e pedagogici e quelli psicologici, in un percorso che ha reso  il volume pioniere nell’approccio che fonde l’apprendimento, l’inclusione e il benessere psicologico.

Ecco perchè prima della sezione delle schede di lavoro per bambine e bambini, è contemplata una proposta di riflessione e di indicazioni per la corretta inclusione dell'alunno.

Vediamo più nel dettaglio la proposta.

E’ un corso di italiano L2 per accompagnare gli alunni di madre lingua non italiana nei momenti iniziali dell'apprendimento della lingua funzionale e del processo di letto-scrittura e facilitare la loro integrazione anche in classi successive alla prima della scuola primaria.

Molti degli alunni  che cominciano a frequentare la scuola nel nostro Paese non possiedono ancora un'adeguata conoscenza della lingua italiana e per questo non riescono a comunicare con gli insegnanti e con gli altri bambini, rischiando di restare esclusi dalla normale vita scolastica.

Oltre a suggerire proposte operative efficaci e motivanti, questo libro aiuta anche a riflettere sul modo migliore di accogliere e favorire l'inserimento dell'alunno nella classe, sostenendolo in questa complessa fase della sua crescita.

In sintesi: uno strumento iniziale per gli alunni stranieri che, avendo già una scolarizzazione pregressa, sono inseriti nelle classe successive alla prima della scuola primaria, ma che non possono utilizzare i volumi di apprendimento intensivo di L2 a causa della mancata alfabetizzazione in lingua italiana.

In Benvenuto in classe! - Volume 1 viene elaborata una metodologia fonematica-funzionale che accompagna l'alunno nell'accostamento del grafema con il fonema corrispondente, per giungere all'autonoma composizione di parole significative, perché scoperte nell'ambito di una contestualizzazione finalizzata all'apprendimento della lingua italiana a livello funzionale.

Attraverso divertenti schede operative e un utile alfabetiere a colori i bambini potranno facilmente arricchire il loro vocabolario e acquisire a poco a poco maggiore sicurezza nella nuova lingua, aiutati anche dai loro compagni, che potranno essere coinvolti in maniera attiva dagli insegnanti.


Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it

sabato 31 gennaio 2026

L'urlo sommesso e tragico di bambine e bambini.

 


Chiedere perdono è davvero troppo poco.

A bambine e bambini.

Violentati nel corpo e nell'anima.

Terrorizzati.

Bombardati.

Affogati.

Torturati.

Loro, bambine e bambini.

Ammanettati. 

Internati. 

Umiliati.

Separati dalla famiglia.

Privati di carezze e tenerezza.

Annientati nella vita. 

Privati di gioco, libri, scuola... di sogni.

Lasciati in mezzo alla neve e al gelo, perchè il biglietto del bus non è sufficiente

Ignorati.

Derisi.

Loro, bambine e bambini nostri figli sempre e tutti, nipoti, vicini di casa, scolari...

Stimmate e piaghe inferte per feroce ricerca di potere, per un gioco maledetto, per crudeltà.

Come possiamo chiedere perdono?

Cosa possiamo fare tu, io, noi per riparare alla violenza, alla cattiveria, alla brutalità?


Pubblicato da Annamaria Gatti

Foto: Cristo di San Giovanni della Croce di Salvator Dalì





lunedì 26 gennaio 2026

Parlare di speranza ai nostri bambini. Risposte alla scoperta della fraternità

 

                                                              

L'infermiere americano di terapia intensiva Alex Pretti, ucciso ieri, è una delle tante notizie tragiche che popolano i nostri giorni. E quelli dei nostri bambini , scolari, studenti.

E' difficile riprendersi, ma abbiamo un compito, quello educativo e di cura dei nostri valori e delle nostre scelte.  E di testimonianza. Non tanto di parole. 

Raccontiamola ai nostri bambini e bambine, la fraternità, anche quella spicciola, ma grande, che tiene in piedi il mondo.

Nella rubrica di Città Nuova di febbraio,Tempi Inquieti, Luigino Bruni riflette sulla fraternità come elemento fondante della ripresa. 

"La libertà e l'uguaglianza non bastano per generare una buona e giusta vita in comune... perchè manca il legame, la fraternità..."

E' da scoprire... e subito penso allo smarrimento de nostri cuori che anelano per i nostri bambini e per noi al raggiungimento di valori che facciano scorrere una vita buona, tanto desiderata e tanto messa in pericolo. Eppure... La fraternità, così oscurata rispetto alla libertà e all'uguaglianza, è così essenziale, perchè fa la differenza e va scoperta perchè non la si vede abbastanza.

Potremmo fare a gara: cosa muove, osserva Bruni, medici, infermieri che ci salvano la vita...  e gli  insegnanti che si spendono per far crescere i nostri figli e nipoti? e tutte le azioni di volontarie e volontari nei più disparati ambiti!!! Non bastano libertà e uguaglianza o solidarietà, è fraternità. 

La fraternità oggi è cammino vincente contro la barbarie e va cercata là dove ce n' è di più di quanto pensiamo, a volerla vedere.

Alex Pretti

Pubblicato da Annamaria Gatti 

foto Progetto Arca




mercoledì 21 gennaio 2026

L'urlo dei nostri giovani 3. Senso, relazioni e speranza. Risposte.

 

Carina Rossa, ricercatrice presso la Scuola di Alta Formazione EIS dell'Università LUMSA di Roma, nel numero di Gennaio del mensile  Città Nuova, in un articolo ricorda il sociologo Edgar Morin (Parigi 1921), che nel suo Manifesto per cambiare l'educazione, 

"propone una sintesi potente: se l'educazione riuscisse a catalizzare le proprie forze rigeneratrici, essa potrebbe offrire un contributo specifico e cruciale alla rigenerazione sociale e umana... dove il cambiamento integra il passato senza annullarlo. 

Sottolinea l'importanza di riconoscere iniziative innovative, che rappresentano il germe, il terreno fertile per il futuro, come basi per nuove narrazioni educative, e paragona le virtù creative di individui e società a cellule staminali inattive, che possono generare trasformazioni profonde se attivate soprattutto in momenti di crisi o nelle situazioni a rischio.

...nonostante le turbolenze, l'umanità conserva una profonda aspirazione all'armonia e questa rinasce costantemente nel pullulare di iniziative di cambiamento che hanno il potenziale di ricongiungersi in un nuovo cammino educativo.

...Riconoscere e coltivare i germogli di futuro presenti nelle nuove generazioni e nelle pratiche educative innovative, significa contribuire alla metamorfosi invocata da Morin. "

Coltiviamo la speranza.


pubblicato da Annamaria Gatti

foto dreamstime.con

lunedì 19 gennaio 2026

"Tutti parlano di pace, ma nessuno educa alla pace"




 "... A questo mondo si educa a per la competizione, e la competizione è li'inizio della guerra.

Quando si educherà per la cooperazione

 e per offrirci l'un l'altro solidarietà, 

quel giorno si starà educando per la pace.

Maria Montessori (1870-1952)

Pedagogista, fra le prime donne a laurearsi in medicina, diffuse in tutto il mondo e insegnò il suo innovativo metodo educativo, centrato sul bambino, la sua autonomia e molto altro. 

In Italia fu poco apprezzata. Tuttora le scuole montessoriane sono ancora troppo poche.

Il suo pensiero sulla pace riassume l'impegno anche di questi tempi drammmatici.

Buon cammino a tutti gli educatori ed educatrici che l'apprezzano,  la conoscono e applicano il suo metodo.

Da approfondire.

Pubblicato  da Annamaria Gatti

foto dal film Una vita per i bambini

domenica 18 gennaio 2026

L'urlo dei nostri giovani 2

 


Molti interventi autorevoli rispondono e hanno risposto all'urlo di dolore in questi anni, soprattutto dopo il terribile tempo del covid. 
Ma questo promemoria sugli interventi dei due ultimi Pontefici, mi pare riassuma tanto delle risposte autorevoli, che richiedono solo buona volontà nell'attuarle come in tanti hanno già dimostrato. 
I bambini e i giovani hanno bisogno di testimoni di vita possibile e buona.
E il bene è silenzioso.
Troppo. 
Ma vi sono media che scrivono, parlano, informano autorevolmente per il bene di tutti.
Questo dovrebbe essere  il compito dei media.

....da "Educazione: ripondiamo all'appello" di Luigia Coletta, Città Nuova Gennaio 2026 Roma

La soluzione c'è. L'educazione è veramente il motore propulsore del cambiamento perchè un giovane sano e consapevole può cambiare il mondo che lo circondae, a catena , quello dei suoi figli. Questa è la convinzione che anima anche Papa Leone XIV, quando nella lettera apostolica "Disegnare nuove mappe di speranza (28/12/2025) afferma di voler raccogliere l'eredità profetica del Patto educativo globale affidatagli da Papa Francesco "E' un invito a fare alleanza e rete per educare alla fraternità universale"...
Elenchiamo i 7 percorsi indicati in questa lettera apostolica:
  • porre al centro la persona
  • ascoltare bambini e giovani
  • promuovere la dignità  e la piena partecipazione delle donne
  • riconoscere la famiglia come prima educatrice
  • aprirsi all'accoglienza e all'inclusione
  • rinnovare l'economia e la politica al servizio dell'uomo
  • custodire la casa comune.
Queste "stelle" hanno ispirato scuole, università e comunità educanti nel mondo, generando processi di umanizzazione.

A queste 7 vie del Patto educativo globale il Papa aggiunge altre è priorità:
  • "La prima riguarda la vita interiore: i giovani chiedono profondità; servono spazio di silenzio, discernimento, dialogo con la coscienza e con Dio.
  • La seconda riguarda il digitale umano: formiamo all'uso sapiente delle tecnologie e dell'IA mettendo la persona prima dell'algoritmo e armonizzando intelligenze tecnica, emotiva e sociale, spirituale ed ecologica. 
  • La terza riguarda la pace disarmata e disarmante: educhiamo a linguaggi non violenti , riconcicliazione, ponti e non muri..."
Ed è tutto per ora.

Pubblicato da Annamaria Gatti

sabato 17 gennaio 2026

L'urlo dei nostri giovani

 




La costernazione e il dolore profondo ci ha di nuovo invaso dopo l'aggressione mortale a un ragazzo da parte di un coetaneo. A scuola.
Non è la prima volta.
Famiglie travolte da dolore e rabbia, disfatte a chiedersi perchè. 
Come gli educatori. 
Siamo a scuola, lì è accaduto ancora qualcosa di insondabile.
Amici e compagni smarriti e angosciati. Distrutti.
Le esistenze, attorno a quel gesto, a tutti gli altri gesti violenti,  sono annichilite davanti al male.
E non è un fatto così isolato.
Sappiamo in fondo quali sono le cause e i rimedi. 

A chi auspica repressioni e controlli polizieschi, ripassiamo questo urlo di dolore collettivo, che si chiede perchè e come aiutarsi a trovare, ora e in questi anni così pesanti, un'alternativa al vuoto esistenziale, ai disvalori imperanti, all'uso crudele di giovani bellissimi e destinati a fiorire per soddisfare sporchi interessi e manovalanza di poteri forti e tragici. 

Urlano... chiedendo attenzione, impegno e testimoni di bene per provare a credere che un mondo e una vita dignitosa e buona sia possibile e che il futuro si può sognare e costruire.

Ancora si ribadisce: servono interventi educativi mirati e autorevoli, sostegno,  seri percorsi formativi, umanità, ascolto, fiducia, condivisioni... ruolo anche dei media per rimandare tanto bene che sempre silenziosamente circola, anche e soprattutto fra i giovani e i giovanissimi, anche attraverso tanti adulti educatori impegnati. Non si risolve tutto ma è indispensabile cominciare...

Inutile fingere di non vedere e non sapere che il bene e la speranza devono e possono essere diffusi e promossi. Ma occorrono decisioni anche politiche coraggiose, che dovrebbero essere ovvie, di cura della famiglie e della scuola, di loro, i bambini e i giovani!

Ripetiamo sempre ancora a voce alta: occorrono scelte di valore per sostenere scuola e famiglie nell'impegno ad accompagnare bambini e  giovani. Non si può e non si deve più procastinare. 
Ma intanto continuiamo a fare la nostra parte. Qui. Subito.


pubblicato da Annamaria Gatti
foto:  Soccorso Alpino