Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

mercoledì 4 febbraio 2026

Maria Rita Parsi: prima di tutto i bambini. E non è un addio.

 



Rilancio l'articolo di Avvenire del 2 febbraio, a firma di Viviana Daloiso, dedicato alla grande figura di Maria Rita Parsi, che ci ha lasciati improvvisamente appunto due giorni fa, che ben sintetizza il contributo importante dato da questa professionista alla lettura della realtà dell'infanzia e dell'adolescenza in particolare. Un aiuto per tutti gli adulti a comprendere con autorevolezza e con attenzione l'essere umano, una serie di interventi e collaborazioni importanti in difesa dei bambini a livelli istituzionali e mediatici.


"Non è stata soltanto una delle psicologhe e psicoterapeute più autorevoli del nostro tempo, Maria Rita Parsi; è stata, prima ancora, una coscienza vigile del Paese, capace di attraversare i fatti – anche i più oscuri della cronaca – senza cedere alla semplificazione o al moralismo, riportando sempre il discorso là dove, per lei, doveva stare: sui bambini, sugli adolescenti, sui giovani feriti prima ancora che devianti.

Del loro modo di vedere la realtà, e dei sempre più complicati rapporti con gli adulti, aveva parlato con il suo tradizionale entusiasmo ancora domenica pomeriggio in televisione, all’interno del programma di approfondimento Check Up su Raiuno.

E forse anche per questo la notizia stamattina della sua morte, a Roma, per un malore, ha lasciato tutti senza parole. Anche noi, qui ad Avvenire, che per tanti anni (i suoi primi interventi sul giornale risalgono al 1993) abbiamo avuto con lei un rapporto di amicizia intellettuale e di dialogo franco. 

Maria Rita Parsi, che era nata proprio nella capitale il 5 agosto del 1947, ha dedicato d’altronde l’intera esistenza allo studio, alla tutela e alla difesa dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, intrecciando in modo raro e coerente l’attività clinica con l’impegno istituzionale, la ricerca scientifica con la divulgazione, la formazione con la sensibilizzazione sociale.

 Un lavoro instancabile, condotto con rigore e passione, che l’ha resa un punto di riferimento non solo in Italia, ma anche a livello internazionale. Dopo una lunga carriera come docente, psicopedagogista e psicoterapeuta, Parsi ha elaborato e messo a punto una metodologia operativa originale, la “psicoanimazione”, applicabile in ambito psicologico, socio-pedagogico e terapeutico.

Un approccio di matrice umanistica, orientato allo sviluppo del potenziale umano, capace di trasformare i concetti teorici in strumenti concreti di aiuto e di crescita.

Attorno a questa visione ha fondato e diretto la Scuola italiana di psicoanimazione (Sipa), un istituto di ricerca che ha formato generazioni di operatori.


Nel 1992 ha dato vita all’Associazione onlus Movimento per, con e dei bambini, divenuta dal 2005 Fondazione Movimento Bambino onlus, oggi uno dei principali centri di riferimento per la diffusione della cultura dell’infanzia e dell’adolescenza, impegnato nel contrasto agli abusi e ai maltrattamenti e nella tutela giuridica e sociale dei minori. 

La sua visione era semplice, dirompente: ascoltare davvero i più piccoli, riconoscerne i bisogni, garantire protezione e strumenti di crescita, prima che le ferite diventino destino. 

Accanto al lavoro clinico e istituzionale, Maria Rita Parsi ha sempre saputo parlare anche al grande pubblico. Ha partecipato a numerose trasmissioni televisive come esperta, ha condotto programmi come Junior Tv e, già nel 1986, si era cimentata anche nella sceneggiatura televisiva collaborando alla serie Professione vacanze. Dal 1995 era iscritta all’Ordine dei giornalisti del Lazio come pubblicista e ha collaborato con continuità a molte testate nazionali – Il Messaggero, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione, Oggi, Donna Moderna, Starbene – con uno stile capace di coniugare solidità scientifica e chiarezza divulgativa. Con Avvenire, si diceva prima, una lunga frequentazione. Anche negli ultimi giorni: appena giovedì scorso l’avevamo intervistata nell’ambito di un approfondimento che pubblicheremo nel corso della settimana sul bullismo, affrontando un tema spesso rimosso, quello del bullismo che nasce dentro le mura domestiche, quando sono i genitori a esercitare forme di sopraffazione sui figli, lasciando ferite profonde e durature (qui sotto pubblichiamo il testo integrale): un lascito ulteriore della sua capacità di vedere dove altri distolgono lo sguardo. 

Non era la prima volta che, sulle pagine del giornale, Maria Rita Parsi aiutava a leggere il presente. L’ultima ampia intervista risaliva al 2023, firmata da Lucia Bellaspiga, all’indomani dell’assassinio di Giulia Cecchettin: un dialogo lucido e doloroso sulla fragilità del maschile, sulle radici culturali e affettive della violenza, sulla necessità di un’educazione emotiva che parta dall’infanzia e interroghi il mondo adulto.

Il suo impegno istituzionale è stato altrettanto rilevante. Dal 2021 faceva parte del gruppo di lavoro istituito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sulla Child Guarantee; dal 2020 era esperta dell’Osservatorio per l’infanzia e l’adolescenza presso il Dipartimento per le Politiche della famiglia. Nel 2012 era stata eletta al Comitato Onu per i diritti del fanciullo, a Ginevra, contribuendo a definire politiche e standard di tutela a livello globale. 

In Italia è stata consulente tecnico del Tribunale civile di Roma, della Commissione parlamentare per l’infanzia, membro di comitati contro l’abuso sessuale dei minori e di organismi di autoregolamentazione pubblicitaria e televisiva. Autrice prolifica, ha pubblicato oltre cento libri tra saggistica scientifica, divulgazione e narrativa. Da Le mani sui bambini a S.O.S. Pedofilia a Maladolescenza fino al più recente Manifesto contro il potere distruttivo, il filo rosso della sua scrittura è rimasto sempre lo stesso: dare parole a chi non ne ha, smascherare le forme invisibili della violenza, difendere i più fragili. 

Numerosi anche i riconoscimenti, dal titolo di Cavaliere al merito della Repubblica al Premio Paolo Borsellino, dal Premio Hemingway al Premio Eccellenza Donna. Ma il segno più profondo resta forse quello ricordato oggi dal mondo della ricerca, dall’Ordine degli psicologi, dalle istituzioni tutte: per tutti una voce capace di «parlare al cuore e alla coscienza del Paese», un insegnamento che la comunità professionale si impegna a custodire e a far vivere. 

Maria Rita Parsi d’altronde lascia un’eredità esigente: chiede agli adulti di non voltarsi dall’altra parte, di non usare i bambini come alibi o come schermo e di riconoscere che ogni disagio ha una storia e ogni violenza un’origine educativa. Ciò che interpella tutti, ben oltre il mondo della psicologia"

Pubblicato da Annamaria Gatti

foto da Avvenire

domenica 1 febbraio 2026

Un libro-schede sempre apprezzato: apprendimento L2 per l'inclusione

 

Benvenuto in classe! - Volume 1

Percorsi di letto-scrittura e di apprendimento intensivo della L2 per bambini stranieri

di Annamaria Gatti

Edizioni Erickson

Bentrovati!

Ecco alcuni dati che questo libro, che precede il secondo volume, ha raccolto in numerosi anni di presenza nel catalogo, in molte scuole, ricerche e segnalazioni autorevoli.

Valutazione recensioni: 4,7/5

10.660 recensioni dalla prima edizione

912 recensioni negli ultimi 12 mesi

Il libro, recentemente aggiornato,  è nato dall’esperienza diretta  di  molti anni di lavoro per l’accoglienza e l’inclusione di alunni di lingua madre straniera, condividendo metodologia e pratiche accanto a insegnanti e genitori.

La preparazione psicologica poi  mi ha permesso di studiare come coniugare i bisogni didattici e pedagogici e quelli psicologici, in un percorso che ha reso  il volume pioniere nell’approccio che fonde l’apprendimento, l’inclusione e il benessere psicologico.

Ecco perchè prima della sezione delle schede di lavoro per bambine e bambini, è contemplata una proposta di riflessione e di indicazioni per la corretta inclusione dell'alunno.

Vediamo più nel dettaglio la proposta.

E’ un corso di italiano L2 per accompagnare gli alunni di madre lingua non italiana nei momenti iniziali dell'apprendimento della lingua funzionale e del processo di letto-scrittura e facilitare la loro integrazione anche in classi successive alla prima della scuola primaria.

Molti degli alunni  che cominciano a frequentare la scuola nel nostro Paese non possiedono ancora un'adeguata conoscenza della lingua italiana e per questo non riescono a comunicare con gli insegnanti e con gli altri bambini, rischiando di restare esclusi dalla normale vita scolastica.

Oltre a suggerire proposte operative efficaci e motivanti, questo libro aiuta anche a riflettere sul modo migliore di accogliere e favorire l'inserimento dell'alunno nella classe, sostenendolo in questa complessa fase della sua crescita.

In sintesi: uno strumento iniziale per gli alunni stranieri che, avendo già una scolarizzazione pregressa, sono inseriti nelle classe successive alla prima della scuola primaria, ma che non possono utilizzare i volumi di apprendimento intensivo di L2 a causa della mancata alfabetizzazione in lingua italiana.

In Benvenuto in classe! - Volume 1 viene elaborata una metodologia fonematica-funzionale che accompagna l'alunno nell'accostamento del grafema con il fonema corrispondente, per giungere all'autonoma composizione di parole significative, perché scoperte nell'ambito di una contestualizzazione finalizzata all'apprendimento della lingua italiana a livello funzionale.

Attraverso divertenti schede operative e un utile alfabetiere a colori i bambini potranno facilmente arricchire il loro vocabolario e acquisire a poco a poco maggiore sicurezza nella nuova lingua, aiutati anche dai loro compagni, che potranno essere coinvolti in maniera attiva dagli insegnanti.


Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it

sabato 31 gennaio 2026

L'urlo sommesso e tragico di bambine e bambini.

 


Chiedere perdono è davvero troppo poco.

A bambine e bambini.

Violentati nel corpo e nell'anima.

Terrorizzati.

Bombardati.

Affogati.

Torturati.

Loro, bambine e bambini.

Ammanettati. 

Internati. 

Umiliati.

Separati dalla famiglia.

Privati di carezze e tenerezza.

Annientati nella vita. 

Privati di gioco, libri, scuola... di sogni.

Lasciati in mezzo alla neve e al gelo, perchè il biglietto del bus non è sufficiente

Ignorati.

Derisi.

Loro, bambine e bambini nostri figli sempre e tutti, nipoti, vicini di casa, scolari...

Stimmate e piaghe inferte per feroce ricerca di potere, per un gioco maledetto, per crudeltà.

Come possiamo chiedere perdono?

Cosa possiamo fare tu, io, noi per riparare alla violenza, alla cattiveria, alla brutalità?


Pubblicato da Annamaria Gatti

Foto: Cristo di San Giovanni della Croce di Salvator Dalì





lunedì 26 gennaio 2026

Parlare di speranza ai nostri bambini. Risposte alla scoperta della fraternità

 

                                                              

L'infermiere americano di terapia intensiva Alex Pretti, ucciso ieri, è una delle tante notizie tragiche che popolano i nostri giorni. E quelli dei nostri bambini , scolari, studenti.

E' difficile riprendersi, ma abbiamo un compito, quello educativo e di cura dei nostri valori e delle nostre scelte.  E di testimonianza. Non tanto di parole. 

Raccontiamola ai nostri bambini e bambine, la fraternità, anche quella spicciola, ma grande, che tiene in piedi il mondo.

Nella rubrica di Città Nuova di febbraio,Tempi Inquieti, Luigino Bruni riflette sulla fraternità come elemento fondante della ripresa. 

"La libertà e l'uguaglianza non bastano per generare una buona e giusta vita in comune... perchè manca il legame, la fraternità..."

E' da scoprire... e subito penso allo smarrimento de nostri cuori che anelano per i nostri bambini e per noi al raggiungimento di valori che facciano scorrere una vita buona, tanto desiderata e tanto messa in pericolo. Eppure... La fraternità, così oscurata rispetto alla libertà e all'uguaglianza, è così essenziale, perchè fa la differenza e va scoperta perchè non la si vede abbastanza.

Potremmo fare a gara: cosa muove, osserva Bruni, medici, infermieri che ci salvano la vita...  e gli  insegnanti che si spendono per far crescere i nostri figli e nipoti? e tutte le azioni di volontarie e volontari nei più disparati ambiti!!! Non bastano libertà e uguaglianza o solidarietà, è fraternità. 

La fraternità oggi è cammino vincente contro la barbarie e va cercata là dove ce n' è di più di quanto pensiamo, a volerla vedere.

Alex Pretti

Pubblicato da Annamaria Gatti 

foto Progetto Arca




mercoledì 21 gennaio 2026

L'urlo dei nostri giovani 3. Senso, relazioni e speranza. Risposte.

 

Carina Rossa, ricercatrice presso la Scuola di Alta Formazione EIS dell'Università LUMSA di Roma, nel numero di Gennaio del mensile  Città Nuova, in un articolo ricorda il sociologo Edgar Morin (Parigi 1921), che nel suo Manifesto per cambiare l'educazione, 

"propone una sintesi potente: se l'educazione riuscisse a catalizzare le proprie forze rigeneratrici, essa potrebbe offrire un contributo specifico e cruciale alla rigenerazione sociale e umana... dove il cambiamento integra il passato senza annullarlo. 

Sottolinea l'importanza di riconoscere iniziative innovative, che rappresentano il germe, il terreno fertile per il futuro, come basi per nuove narrazioni educative, e paragona le virtù creative di individui e società a cellule staminali inattive, che possono generare trasformazioni profonde se attivate soprattutto in momenti di crisi o nelle situazioni a rischio.

...nonostante le turbolenze, l'umanità conserva una profonda aspirazione all'armonia e questa rinasce costantemente nel pullulare di iniziative di cambiamento che hanno il potenziale di ricongiungersi in un nuovo cammino educativo.

...Riconoscere e coltivare i germogli di futuro presenti nelle nuove generazioni e nelle pratiche educative innovative, significa contribuire alla metamorfosi invocata da Morin. "

Coltiviamo la speranza.


pubblicato da Annamaria Gatti

foto dreamstime.con

lunedì 19 gennaio 2026

"Tutti parlano di pace, ma nessuno educa alla pace"




 "... A questo mondo si educa a per la competizione, e la competizione è li'inizio della guerra.

Quando si educherà per la cooperazione

 e per offrirci l'un l'altro solidarietà, 

quel giorno si starà educando per la pace.

Maria Montessori (1870-1952)

Pedagogista, fra le prime donne a laurearsi in medicina, diffuse in tutto il mondo e insegnò il suo innovativo metodo educativo, centrato sul bambino, la sua autonomia e molto altro. 

In Italia fu poco apprezzata. Tuttora le scuole montessoriane sono ancora troppo poche.

Il suo pensiero sulla pace riassume l'impegno anche di questi tempi drammmatici.

Buon cammino a tutti gli educatori ed educatrici che l'apprezzano,  la conoscono e applicano il suo metodo.

Da approfondire.

Pubblicato  da Annamaria Gatti

foto dal film Una vita per i bambini

domenica 18 gennaio 2026

L'urlo dei nostri giovani 2

 


Molti interventi autorevoli rispondono e hanno risposto all'urlo di dolore in questi anni, soprattutto dopo il terribile tempo del covid. 
Ma questo promemoria sugli interventi dei due ultimi Pontefici, mi pare riassuma tanto delle risposte autorevoli, che richiedono solo buona volontà nell'attuarle come in tanti hanno già dimostrato. 
I bambini e i giovani hanno bisogno di testimoni di vita possibile e buona.
E il bene è silenzioso.
Troppo. 
Ma vi sono media che scrivono, parlano, informano autorevolmente per il bene di tutti.
Questo dovrebbe essere  il compito dei media.

....da "Educazione: ripondiamo all'appello" di Luigia Coletta, Città Nuova Gennaio 2026 Roma

La soluzione c'è. L'educazione è veramente il motore propulsore del cambiamento perchè un giovane sano e consapevole può cambiare il mondo che lo circondae, a catena , quello dei suoi figli. Questa è la convinzione che anima anche Papa Leone XIV, quando nella lettera apostolica "Disegnare nuove mappe di speranza (28/12/2025) afferma di voler raccogliere l'eredità profetica del Patto educativo globale affidatagli da Papa Francesco "E' un invito a fare alleanza e rete per educare alla fraternità universale"...
Elenchiamo i 7 percorsi indicati in questa lettera apostolica:
  • porre al centro la persona
  • ascoltare bambini e giovani
  • promuovere la dignità  e la piena partecipazione delle donne
  • riconoscere la famiglia come prima educatrice
  • aprirsi all'accoglienza e all'inclusione
  • rinnovare l'economia e la politica al servizio dell'uomo
  • custodire la casa comune.
Queste "stelle" hanno ispirato scuole, università e comunità educanti nel mondo, generando processi di umanizzazione.

A queste 7 vie del Patto educativo globale il Papa aggiunge altre è priorità:
  • "La prima riguarda la vita interiore: i giovani chiedono profondità; servono spazio di silenzio, discernimento, dialogo con la coscienza e con Dio.
  • La seconda riguarda il digitale umano: formiamo all'uso sapiente delle tecnologie e dell'IA mettendo la persona prima dell'algoritmo e armonizzando intelligenze tecnica, emotiva e sociale, spirituale ed ecologica. 
  • La terza riguarda la pace disarmata e disarmante: educhiamo a linguaggi non violenti , riconcicliazione, ponti e non muri..."
Ed è tutto per ora.

Pubblicato da Annamaria Gatti