Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

sabato 13 luglio 2024

La ninna nanna de la guerra. Trilussa 1914



Venti di guerra, corsa agli armamenti. In questo articolo L’Italia dopo il vertice Nato di Washington

https://www.cittanuova.it/litalia-dopo-il-vertice-nato-di-washington/?ms=006&se=018&fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR3ANMNeEc_bJpLwvThCBHH-kWPRru6nRhrFThDRby6vz_792eduOgXj9Os_aem_DmYFYjpcYWi669gak5Y2vA%E2%80%A6

Carlo Cefaloni descrive l'incontro NATO  a Washington e conclude: 

"Un cambiamento d’epoca che fa pensare se solo si fa memoria che quelle stesse mura del teatro di piazza Santa Chiara hanno visto nel 1919 la fondazione del Partito popolare di Sturzo, De Gasperi e molti altri, che, all’indomani della tragedia del primo conflitto mondiale, prevedeva tra i punti programmatici il disarmo universale."

E Trilussa scriveva la sua "La ninna nanna de la guerra..." Era il 1914. 

“Ninna nanna, nanna ninna,

er pupetto vò la zinna:

dormi, dormi, cocco bello,

sennò chiamo Farfarello

Farfarello e Gujermone

che se mette a pecorone,

Gujermone e Ceccopeppe

che se regge co le zeppe,

co le zeppe d'un impero

mezzo giallo e mezzo nero.

Ninna nanna, pija sonno

ché se dormi nun vedrai

tante infamie e tanti guai

che succedeno ner monno

fra le spade e li fucili

de li popoli civili

Ninna nanna, tu nun senti

li sospiri e li lamenti

de la gente che se scanna

per un matto che commanna;

che se scanna e che

s'ammazza

a vantaggio de la razza

o a vantaggio d'una fede

per un Dio che nun se vede,

ma che serve da riparo

ar Sovrano macellaro.

Chè quer covo d'assassini

che c'insanguina la terra

sa benone che la guerra

è un gran giro de quatrini

che prepara le risorse

pe li ladri de le Borse.

Fa la ninna, cocco bello,

finchè dura sto macello:

fa la ninna, chè domani

rivedremo li sovrani

che se scambieno la stima

boni amichi come prima.

So cuggini e fra parenti

nun se fanno comprimenti:

torneranno più cordiali

li rapporti personali.

E riuniti fra de loro

senza l'ombra d'un rimorso,

ce faranno un ber discorso

su la Pace e sul Lavoro

pe quer popolo cojone

risparmiato dar cannone!”

(Trilussa)

Pubblicato da Annamaria Gatti

gatti54@yahoo.it

foto da Società Italiana di Pediatria


martedì 25 giugno 2024

Un prequel esilarante: Cappuccetto Grosso - Recensione

 

Sebastiano Ruiz Mignone
illustrazioni di David Pintor
CAPPUCCETTO GROSSO
I nuovi colori del mondo
Edizioni Città Nuova

Recensione di Annamaria Gatti

Un prequel gustosissimo: narrazione incalzante, convincente e umorismo contagioso, a prova di bambino. 
Anticipare la storia di Cappuccetto Rosso, attraverso i fatti che l'hanno determinata e narrati da un fantomatico lupo cattivo, è stato un geniale  espediente del celebre autore Sebastiano Ruiz Mignone, che aggiunge questo albo al lungo elenco di libri per l'infanzia. 

Anche questo "Cappuccetto Grosso", albo  cartonato e pregiato,  poi meriterebbe un premio, come già altre sue produzioni, anche perchè supportato con maestria da David Pintor, che di mestiere fa l'illustratore, con merito. Lo fa anche con rispetto del testo e certamente in sintonia con l'umorismo di Mignone, e questo non fa che confermare una notevole affinità artistica, segnata da interessi comuni per l'arte, la musica, il teatro...

Cappuccetto, con un enorme mantello rosso con cappuccio incorporato confezionato dalla nonna, è costretto ad attraversare il bosco, fra le risatine e gli sghignazzi di persone e animali. Ma non si perde d'animo, anzi con notevole grinta arriva a catturare col mantellone il lupo denigratore, concludendo così un primo match vittorioso su uno dei lupi del bosco. Il mondo femminile ringrazia! E anche quello maschile presumo.
Ma i lupi in un bosco sono tanti e fra di loro si nasconde la voce narrante, che sembra dare l'appuntamento alla classica storia di Cappuccetto Rosso. 

A mia esperienza sul campo "Cappuccetto Grosso" è piaciuto molto di più della fiaba classica. 
Forse perchè i gesti a rallentatore per catturare il lupastro hanno dato un autentico brivido rosso? 
Forse perchè lo sguardo intrigante di Cappuccetto, vincitrice sul lupo catturato, ci ripaga da tutti gli schiamazzi causati dal ridicolizzare il suo mantello size XXXL? 

Forse perchè (finalmente!) sono rimasti a bocca aperta per la meraviglia gli sghignazzatori di turno a vedere la forza inaspettata di una dolce bambina?

E dopo questo prequel chi si aspetta più che il lupo cattivo riesca davvero a mangiare  Cappuccetto Rosso? 

Pubblica Annamaria Gatti



 


sabato 22 giugno 2024

Speculare sul tempo dei figli: un appello

 



Abbiamo bisogno di voci chiare e profetiche che ci riportino all'umanità

Il Giubileo e la remissione del debito dei paesi poveri,

un appello profetico

Luigino Bruni
da Avvenire             8 giugno 2024

"...l’usura del nostro tempo non è soltanto una faccenda finanziaria, non riguarda solo le banche, gli usurai antichi e nuovi. 

Siamo dentro una intera cultura usuraia, che non ascolta il principio primo di ogni civiltà anti-usuraia: 

«non puoi lucrare sul tempo futuro, 

perché quello è il tempo dei figli, della terra e della discendenza». 

La nostra generazione è una generazione usuraia, 

perché usuraio è chiunque specula sul tempo dei figli e delle figlie, 

e ipoteca il loro futuro."

pubblica Annamaria Gatti

foto da liberetà

 

martedì 18 giugno 2024

"Elly e Billy" La poesia delle piccole cose. Città Nuova. Recensione

 



Cristina Marsi
ELLY E BILLY
Illustrazioni di Francesca Carabelli
Città Nuova         marzo 2024

Recensione di Annamaria Gatti

Si legge in quarta di copertina:  La poesia delle piccole cose, come solo lo sguardo di un bambino pieno di curiosità e fantasia, può cogliere grazie a un amico immaginario.  
E il racconto si libra, fra illustrazioni a piena pagina e mai banali. 

Elly, bimba alle prese con il primo giorno di scuola, dialoga con l'amico Billy. un peluche che la segue anche nelle prime esperienze scolastiche e l'aiuta inconsapevolmente a risolvere qualche problemino di solitudine, che Elly dimostra di sapere risolvere con il suo sotegno... empatico, condividendo le emozioni con un'altra bambina ugualmente sola.
 
Billy resta il suo interlocutore  anche quando scopre la seconda vita di una foglia che prende il volo. Poesia e colore si mescolano con armonia gentile e rendono il volumetto attraente. 

La scelta del maiuscolo e i consueti accorgimenti che favoriscono una facile leggibilità, lo inserisce nella collana, che regala in terza un robusto segnalibro: un onore per chi sta affrontando nuove abilità nell'avventura  della lettura.













domenica 16 giugno 2024

Un racconto green: Ciuffi d'erba. Città Nuova. Recensione

 

Max Monteforte
CIUFFI D'ERBA
illustrazioni di Leonardo Spina
Città Nuova         maggio 2024

Recensione di Annamaria Gatti

"C'era una volta un bambino che possedeva un potere speciale: dove correva lui spuntavano ciuffi d'erba"
Un sogno in questo tempo di "errori ambientali" vissuti dai bambini e dai giovani come veri attacchi al loro presente e al loro futuro.

La storia non dà un nome al bambino, ma fra le righe si intuisce che è lui l'eroe della faccenda e potrebbe chiamarsi proprio come ogni lettore  che sfogli questo libretto agile e dalle illustrazioni espressive, ben impaginate a sostegno di un testo concreto e incisivo, degno del suo autore, che è allenatore nazionale di pentathlon moderno.

Gli Sdraiati invece sono gli adulti, che sempre più spesso, anche nella realtà, sanno solo dire dei NO ai giovani intraprendenti e che desiderano cambiare in meglio questo pezzo di mondo. 
E visto che siamo in tema elezioni, il cambiamento green avviene anche attraverso la scelta giusta di chi amministra e infatti, proprio nel racconto, il nostro eroe saprà assumersi una grande responsabilità: diventare sindaco di un nuovo pianeta, dal nome che è una promessa: Ciuffi d'erba. 
La post fazione  dello psicoterapeuta Alberto Rossetti è dedicata agli adulti educatori per riaffermare che lo sport, gioco e sogno,  ci aiuta a conoscerci e a prenderci cura di noi stessi, degli altri e dell'ambiente. 





martedì 11 giugno 2024

Finita la primaria, guardo alla secondaria: cosa mi aspetta?

 


La vita si apre davanti a te

"Verso nuove avventure" titola la pagina di Popotus del 6 giugno a firma dello scrittore Angelo Petrosino, che si rivolge ai bambini e alle bambine che lasciano la primaria per entrare nella secondaria di primo grado. 

E immagina, da buon maestro, che si ingeneri quel che io chiamo... un battito accelerato del cuore, causato dal timore di una novità che li considera più grandi e non più bisognosi di cure infantili. Una novità difficile da affrontare.

"Crescere è faticoso, ma pur sempre una avventura da affrontare con coraggio" scrive Angelo, "...e avete già cominciato a farlo."
Tenacia e coraggio, fiducia e spirito di avventura, dunque. 

"Io mi auguro che... i PROF. ricordino a loro volta che 
a scuola si va con la testa,
con il corpo,
e con la propria storia, 
per imparare, 
prima di tutto, a vivere."
Parole semplici e vere.
Io sono certa che i prof. e le prof. sappiano tutto questo e lo vivano nell'accogliere le ragazze e i ragazzi nella scuola secondaria di primo grado. Non è una professione facile, per nulla, e molti prof. sono davvero meravigliosi. (Vedi:https://attentiaibambini.blogspot.com/2024/04/un-bravo-insegnante-fa-la-differenza-le.html)
(Se qualcuno non ne è capace faccia altro, significa che ha talenti da spendere in altri ambiti).

E ritorna il ritornello valido in ogni ordine di scuola:
Là dove c'è empatia e un clima caldo e accogliente, 
si superano tutte le barriere, 
si appianano le difficoltà, 
si accettano gli errori come momenti per crescere, 
si scommette sui talenti anche nascosti
e fioriscono le persone.

A TUTTI I DOCENTI DI SCUOLA SECONDARIA: 
SIETE ATTESI IN QUESTA AVVENTURA 
CON LA COMPLICITA' DI NOI TUTTI






pubblicato da Annamaria Gatti
foto da:  Pianetadesign

lunedì 10 giugno 2024

E ora che faccio se la scuola è finita? Sii felice.

 

C'è una alternativa intelligente per gustare la magia delle vacanze?

Sempre Popotus pubblica il 6 giugno un'ultima pagina stimolante: invita i suoi lettori, immagino dai 6 ai ...100 anni, a progettare un' estate davvero buona, che getta le basi per un nuovo sentire e un nuovo vivere.
Alla ricerca della felicità, perchè no? Chi ci impedisce di pensare a un tempo così bello da richiedere di essere vissuto appieno? 
"Una cosa però è certa; non c'è felicità nell'isolamento. La felicità è reale solo se condivisa, scriveva Chris McCandless" 
E dietro l'angolo ecco spuntare il rischio, tutto spalmato su uno schermo, grande o piccolo che sia. 
Save the Children ci aveva informato che dal suo sondaggio era emerso che in adolescenza si sta davanti allo schermo   un numero spropositato  di ore (10 al giorno) per estare collegati con amici e amiche. 
Non c'è storia: gli amici si incontrano davvero, reali e vegeti in un parco, in piscina,al grest,  all'oratorio, in biblioteca, al centro estivo di equitazione, di musica, di falegnameria, di cucina, nel cortile di casa, a casa propria...
Insomma un augurio: costruisci la tua estate magica davvero, usa i tuoi talenti e la tua fantasia. 
Puoi farcela!


pubblicato da Annamaria Gatti
foto da ModenaToday

venerdì 31 maggio 2024

Scuola: chi insegna a pensare in modo critico e costruttivo? Un po' di tutto. Un bel niente





Per esempio: "Elezioni europee alle porte: ma c’è qualcuno di noi adulti che coscientemente può dirsi informato su cosa e su chi andrà a votare? Una società urlante la nostra, ma troppo poco riflessiva."

Il professor Michele De Beni lancia un ennesimo appello sulla necessità di valorizzare e qualificare la scuola e il suo ruolo. I giovani meritano di essere al centro di scelte di qualità

"Un po' di  tutto. Un bel niente.

Della qualità della nostra scuola si parla molto, e spesso in termini negativi. A proposito di diritto

allo studio si parla tanto di didattica inclusiva. Il fatto è, se si guarda alla realtà, che in pratica si

escludono i nostri studenti dal vero nucleo del sapere e, quindi, dal vero degli accadimenti, degli

indirizzi, delle scelte, insomma da quell'unitario approccio allo studio che sta a fondamento del

sapere stesso. 

Siamo di fronte a una tal frammentazione dei modi e dei contenuti d’insegnamento che il rischio sta nell’esclusione di massa dalla cultura e da quella voglia di imparare che ne è condizione generatrice. Si sa che ogni Istituto scolastico deve indicare determinati obiettivi minimi che tutti gli alunni dovrebbero raggiungere.

Questa è la teoria. La pratica è che lezioni e interrogazioni ruotano su pezzettini sparsi di programma.

Manca spesso quell’organica e complessiva verifica di ciò che gli studenti hanno imparato e così accertare veramente la loro preparazione in una determinata materia. Come succede in molti casi, gli

alunni studiano solo singoli pezzettini su cui devono essere interrogati: come realisticamente annota

il giovane storico Antonio Gurrado, “qualcuno sa di Dante, qualcuno di Boccaccio, qualcuno altro di Manzoni, altri di Leopardi, di Svevo o Pirandello, ma quasi nessuno sa tutti gli obiettivi minimi e quasi tutti non sanno un bel niente”. 

Il fatto sconcertante è che tutti noi adulti siamo pronti a scandalizzarci per la superficialità con cui si affrontano oggi le conoscenze. In barba al prossimo presunto sorpasso e supremazia dell'intelligenza artificiale, ci intestardiamo a metter mano a grandi Riforme sui Programmi scolastici trascurando il fatto che, poi, chi fa il programma sono l’insegnante e quel team di docenti-di classe- a cui affidiamo fiduciosi adogni inizio d’anno i nostri figli. 

Ma chi insegna oggi ai ragazzi a collegare, a strutturare, a rimodellare,a creare il loro sapere? In pratica, a insegnare a imparare e a pensare in modo critico e costruttivo?

Elezioni europee alle porte: ma c’è qualcuno di noi adulti che coscientemente può dirsi informato su

cosa e su chi andrà a votare? Una società urlante la nostra, ma troppo poco riflessiva. Se la nostra

Comunità adulti accetta così supinamente di “non sapere”, come possiamo pretendere poi di

“sapere riformare” la nostra scuola? Includere non significa solo accogliere ma garantire a tutti quei

“saperi minimi” che permetteranno loro di esser persone e cittadini attivi, adulti generatori e

generatrici di civiltà, di quell’umano di cui oggi più che mai avvertiamo tanta nostalgia. 

A meno che, già come rischiamo di fare, non si accetti passivamente di esser colonizzati da altri, da nuovi poteri o regimi, da nuovi umanoidi."

Pubblicato da Annamaria Gatti

Foto da; romasette.it

domenica 26 maggio 2024

LE CASE DI ZOE un libro di emozioni e attenzione.

 


LE CASE DI ZOE
di Lorenza Farina
illustrazioni di Lucia Ricciardi
MIMebù Edizioni
2024

Quasi una recensione di Annamaria Gatti

Occorre un angolo di un pomeriggio silenzioso e luminoso per tuffarsi in un sogno e saperci stare con la leggerezza richiesta ai sognatori. Quelli che, a parere d’altri, non sanno dare forse le giuste risposte a tutte le domande dell’esistenza, ma che sanno fare la differenza, quando qualcuno mette tra le loro mani un dono. Per esempio un libro, scritto da Lorenza Farina, illustrato da Lucia Ricciardi.

Un libro è espressione di molte cose, spesso troppe, e una recensione non riesce mai a dare l’idea giusta di quel che rappresenta  un piccolo capolavoro (ma poi esistono i piccoli capolavori?). Quando ho avuto  fra le mani “Le case di Zoe” è accaduto che il respiro si è preso un attimo di vacanza per fasciarsi di sorpresa e dare ragione allo stupore gioioso. Avevo già assaporato alcune di quelle pagine, ma la carta che accarezza lo sguardo è tutta un’altra cosa.

Ho pensato: farà strada questo albo. Ma poi ho avuto in un flash la percezione che altre opere di questa autrice e di questa illustratrice avevano già popolato scaffali illustri, e fatto la loro strada: la mia non era in fondo un’ intuizione così nuova e brillante. Ma si sa, ogni novità va accolta con la curiosità e la speranza che non dà nulla per scontato e spesso dimentica tutto. 

Sulla copertina cartonata gli occhietti attenti di una bimba sbucano da cuscini variopinti, accompagnati da efelidi discrete e compiaciute nel gioco di luce ed ombre: è Zoe.

I particolari che popolano le ampie pagine della narrazione sono accurati e contestualizzati in amabili scenografie  e gradualmente, sostenendo una narrazione poetica e creativa, da casette reali e probabili, viaggiano nel mondo della fantasia-bambina.

Allora Zoe, bambina bellissima, dolce e fortunata  vive le sue  avventure in casette tematiche, complici le emozioni, il gatto Orfeo della casa corsara o il cane Teodoro  nella casa dei giorni di pioggia, per poi tuffarsi in un’affascinante  casa marina, o gialla, per fare festa alla stagione più bella, popolata da farfalle colorate o di musica soave.

Tutti i sensi sono coinvolti: il profumo delle ciliegie, lo sciacquio delle onde, l’armonia del violino, la brezza che accompagna …. 

Non disdegna la piccina  la casa delle ombre della paura  o la casa di vetro dei giorni tristi, perché anche di queste esperienze  c’è bisogno per  crescere ed essere consapevoli  che,  per ritrovare l’ascolto del battito del cuore, c’è una casetta tutta speciale, tutta da scoprire.

Allora ecco: solamente sognatrici e  sognatori  potranno scoprire dove Zoe troverà questo profumo e l’attenzione essenziale per sapersi raccontare. Per riuscirci occorrerà ripensarsi bambine e bambini, sentire quella musica, provare quell'emozione, lo struggimento o il batticuore...

La potenza del racconto palpita nelle sfumature e nelle forme a piene pagine.

Un dono questo albo, per cui ringraziare chi lo ha pensato e prodotto.

Un momento alto per godere della vita, a saperla vedere.

Pubblicato da Annamaria Gatti

mercoledì 22 maggio 2024

Era l'ultimo appuntamento favola. Doni a saperli vedere: Tramonto e grazie

Scrivevo... e vi ripropongo questa favola, perchè in questi giorni occorre vedere i doni che ci circondano e senza chiederci nulla. Facciamolo con i nostri bambini.

Carissimi tutti che seguite il blog. O carissimi affezionati  lettori del periodico Città Nuova. Questa è l'ultima favola pubblicata sul cartaceo di Città Nuova di cui sono autrice e di cui Eleonora è illustratrice. E di questa opportunità che ci ha entusiasmato e rese migliori... ringraziamo la redazione di  Città Nuova. 

E' stato bellissimo accogliere i vostri commenti e il vostro entusiasmo. Altri viaggi bellissimi senz'altro si apriranno,  ma volevo lasciarvi parte di un commento di Chiara M. che ringrazio,  giuntomi poche ore fa che mi ha commosso e che mi pare il più bel saluto a tutti, bambini, genitori, insegnanti e nonni che ci avete seguito. E' stato un bellissimo cammino.

Ho letto (la favola). Semplicemente splendida🥰Grazie! Sai far sognare e questo è bellissimo.



TRAMONTO  E GRAZIE 

favola di Annamaria Gatti              illustrazione di Eleonora Moretti

fonte:  Città Nuova, novembre 2023 


Dopo aver scoperto che la natura è una meraviglia, anche nelle più piccole cose, Lucia aveva ammesso: “Non avevo mai notato tanta bellezza.”

Carlo, che governava con maestria la mongolfiera, aveva aggiunto: “Beh, io l’avevo vista ma non l’avevo osservata ed era come se non ci fosse. Sono stato proprio distratto!”

La mongolfiera aveva sussurrato: “Voglio svelarvi un altro segreto…” Ma non fece in tempo a continuare, perché un lampo di luce rosso fuoco la scosse tutta e i due bambini  spaventati si aggrapparono alle funi della mongolfiera che li rassicurò:

“Scusate ragazzi, il sole ha sempre un modo originale di salutarmi. Ora se ne va un po’ più in là, a ovest, e mi  regala i colori del tramonto…”

I lampi si susseguirono nel cielo e i due amici erano affascinati da quello sfolgorio. Fasci di luce a sfumature d’ambra, vermiglio, corallo, ciclamino e violetto si alternavano  fino a confondersi in uno spettacolo multicolore.

Carlo e Lucia si chiedevano: “Come può accadere tutto questo?”

Il sole sornione, già pronto a far posto al crepuscolo, cercò di chiarire: “Questione di cirri, bambini. Le nuvole alte, sospese nell’atmosfera, sono fatte da cristalli di ghiaccio, che io illumino durante il tramonto, e ne viene fuori tutta questa meraviglia. Sono un eccellente pittore vero?”

“E’ vero. Ma ora dobbiamo tornare sulla Terra, nel parco, e tu Lucia, al tuo castello” aveva comunicato un po’ dispiaciuto il responsabile Carlo, che promise. “Verrò a trovarti Lucia e anche tu potrai venire qui al parco a giocare.” “Certo verrò sicuramente, ma ora atterriamo laggiù,  ci sono  bambini e bambine con cui possiamo fare amicizia” suggerì la principessa.

Laggiù nel parco, erano tutti a naso in su, un po’ per la bella mongolfiera e un po’ per gli splendidi colori del cielo. Lucia era raggiante per la possibilità di stare ancora con  altri bambini,  che la invitarono a godersi insieme quel tramonto e a indovinare il nome dei colori e delle nuvole, mentre Carlo assicurava la mongolfiera, che finalmente poteva riposare. Anzi no, nessun riposo per il pallone aerostatico,  a causa del chiasso quando tutti i bambini esplosero in un formidabile GRAZIE!!! che arrivò fino al sole. E tutti si sentirono profondamente contenti.

Anche tu, che leggi o ascolti queste storie, ti senti felice quando esprimi il tuo grazie a qualcuno? Dai ora racconta tu...

lunedì 6 maggio 2024

Giornata mondiale dei bambini 25-26 maggio 2024. Un evento che scuote le coscienze

E Papa Francesco fa di nuovo centro: mette cioè al centro la verità, in questa occasione i bambini e il loro ruolo di sentinelle e di promotori di "rieducazione del mondo degli adulti" che hanno relegato i bambini in un angolo delle iniziative di aiuto, attenzione, difesa. Loro sono il nostro presente! E questa giornata una vera occasione di sensibilizzazione.

Messaggio del Santo Padre per la prima Giornata Mondiale dei Bambini 25 - 26 maggio 2024

Care bambine e cari bambini!

Si avvicina la vostra prima Giornata Mondiale: sarà a Roma il 25 e 26 maggio prossimo. Per questo ho pensato di mandarvi un messaggio, sono felice che possiate riceverlo e ringrazio tutti coloro che si adopereranno per farvelo avere. Lo rivolgo prima di tutto a ciascuno personalmente, a te, cara bambina, a te, caro bambino, perché «sei prezioso» agli occhi di Dio (Is 43,4), come ci insegna la Bibbia e come Gesù tante volte ha dimostrato. 

Allo stesso tempo questo messaggio lo invio a tutti, perché tutti siete importanti, e perché insieme, vicini e lontani, manifestate il desiderio di ognuno di noi di crescere e rinnovarsi. Ci ricordate che siamo tutti figli e fratelli, e che nessuno può esistere senza qualcuno che lo metta al mondo, né crescere senza avere altri a cui donare amore e da cui ricevere amore (cfr Lett. enc. Fratelli tutti, 95).

Così tutti voi, bambine e bambini, gioia dei vostri genitori e delle vostre famiglie, siete anche gioia dell’umanità e della Chiesa, in cui ciascuno è come un anello di una lunghissima catena, che va dal passato al futuro e che copre tutta la terra. Per questo vi raccomando di ascoltare sempre con attenzione i racconti dei grandi: delle vostre mamme, dei papà, dei nonni e dei bisnonni! 

E nello stesso tempo di non dimenticare chi di voi, ancora così piccolo, già si trova a lottare contro malattie e difficoltà, all’ospedale o a casa, chi è vittima della guerra e della violenza, chi soffre la fame e la sete, chi vive in strada, chi è costretto a fare il soldato o a fuggire come profugo, separato dai suoi genitori, chi non può andare a scuola, chi è vittima di bande criminali, della droga o di altre forme di schiavitù, degli abusi. Insomma, tutti quei bambini a cui ancora oggi con crudeltà viene rubata l’infanzia. Ascoltateli, anzi ascoltiamoli, perché nella loro sofferenza ci parlano della realtà, con gli occhi purificati dalle lacrime e con quel desiderio tenace di bene che nasce nel cuore di chi ha veramente visto quanto è brutto il male.

Miei piccoli amici, per rinnovare noi stessi e il mondo, non basta che stiamo insieme tra noi: è necessario stare uniti a Gesù. Da lui riceviamo tanto coraggio: lui è sempre vicino, il suo Spirito ci precede e ci accompagna sulle vie del mondo. Gesù ci dice: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose» (Ap 21,5); sono le parole che ho scelto come tema per la vostra prima Giornata Mondiale. Queste parole ci invitano a diventare agili come bambini nel cogliere le novità suscitate dallo Spirito in noi e intorno a noi. 

Con Gesù possiamo sognare un’umanità nuova e impegnarci per una società più fraterna e attenta alla nostra casa comune, cominciando dalle cose semplici, come salutare gli altri, chiedere permesso, chiedere scusa, dire grazie. Il mondo si trasforma prima di tutto attraverso le cose piccole, senza vergognarsi di fare solo piccoli passi. Anzi, la nostra piccolezza ci ricorda che siamo fragili e che abbiamo bisogno gli uni degli altri, come membra di un unico corpo (cfr Rm 12,5; 1 Cor 12,26).

E c’è di più. Infatti, care bambine e cari bambini, da soli non si può neppure essere felici, perché la gioia cresce nella misura in cui la si condivide: nasce con la gratitudine per i doni che abbiamo ricevuto e che a nostra volta partecipiamo agli altri. Quando quello che abbiamo ricevuto lo teniamo solo per noi, o addirittura facciamo i capricci per avere questo o quel regalo, in realtà ci dimentichiamo che il dono più grande siamo noi stessi, gli uni per gli altri: siamo noi il “regalo di Dio”. Gli altri doni servono, sì, ma solo per stare insieme. Se non li usiamo per questo saremo sempre insoddisfatti e non ci basteranno mai.

Invece se si sta insieme tutto è diverso! Pensate ai vostri amici: com’è bello stare con loro, a casa, a scuola, in parrocchia, all’oratorio, dappertutto; giocare, cantare, scoprire cose nuove, divertirsi, tutti insieme, senza lasciare indietro nessuno. L’amicizia è bellissima e cresce solo così, nella condivisione e nel perdono, con pazienza, coraggio, creatività e fantasia, senza paura e senza pregiudizi.

E adesso voglio confidarvi un segreto importante: per essere davvero felici bisogna pregare, pregare tanto, tutti i giorni, perché la preghiera ci collega direttamente a Dio, ci riempie il cuore di luce e di calore e ci aiuta a fare tutto con fiducia e serenità. Anche Gesù pregava sempre il Padre. E sapete come lo chiamava? Nella sua lingua lo chiamava semplicemente Abbà, che significa Papà (cfr Mc 14,36). Facciamolo anche noi! Lo sentiremo sempre vicino. Ce lo ha promesso Gesù stesso, quando ci ha detto: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt 18,20).

Care bambine e cari bambini, sapete che a maggio ci troveremo in tantissimi a Roma, proprio con voi, che verrete da tutto il mondo! E allora, per prepararci bene, vi raccomando di pregare usando le stesse parole che Gesù ci ha insegnato: il Padre nostro. Recitatelo ogni mattina e ogni sera, e poi anche in famiglia, con i vostri genitori, fratelli, sorelle e nonni. Ma non come una formula, no! Pensando alle parole che Gesù ci ha insegnato. Gesù ci chiama e ci vuole protagonisti con Lui di questa Giornata Mondiale, costruttori di un mondo nuovo, più umano, giusto e pacifico.

Lui, che si è offerto sulla Croce per raccoglierci tutti nell’amore, Lui che ha vinto la morte e ci ha riconciliati col Padre, vuole continuare la sua opera nella Chiesa, attraverso di noi. Pensateci, in particolare quelli tra voi che vi preparate a ricevere la Prima Comunione.

Carissimi, Dio, che ci ama da sempre (cfr Ger 1,5), ha per noi lo sguardo del più amorevole dei papà e della più tenera delle mamme. Lui non si dimentica mai di noi (cfr Is 49,15) e ogni giorno ci accompagna e ci rinnova con il suo Spirito.

Insieme a Maria Santissima e a San Giuseppe preghiamo con queste parole:

Vieni, Santo Spirito, mostraci la tua bellezza riflessa nei volti

delle bambine e dei bambini della terra.

Vieni Gesù, che fai nuove tutte le cose,

che sei la via che ci conduce al Padre, vieni e resta con noi.

Amen.

Roma, San Giovanni in Laterano, 2 marzo 2024

FRANCESCO

pubblicato da Annamaria Gatti

foto da: World Cheùildren's Day

domenica 5 maggio 2024

Perchè insegno? Un libro per ripartire a crederci davvero e fare la differenza.

 

Dall'introduzione del prof. Michele De Beni, che ha creduto in questa raccolta di testimonianze di alto profilo e che continua a curare percorsi e inziative affiancandosi a docenti e studenti in formazione per l'insegnamento. Un professionista che crede fortemente nell'impegno a promuovere una scuola migliore e a sostenere progetti che mettono al centro la formazione di docenti appassionati e preparati. Pedagogista-psicoterapeuta. Esperto in Processi formativigià Professore di Docimologia e di Pedagogia all'Università di Verona, professore di Programmazione e Valutazione dei processi formativi, Istituto Universitario Sophia, Loppiano (FI).Coordinatore di ricerca per l’Italia, Progetto internazionale Co.R.T (Cognitive Research Thinking) diretto da Edward de Bono.Membro del Centro Studi Interculturali, Università di Verona. Condirettore della collana "Fondamenti e Percorsi dell'educare" Editrice Città Nuova.I suoi interessi di ricerca sono rivolti principalmente allo studio dei processi del pensiero strategico, del comportamento prosociale e delle dinamiche familiari.


                                             A cosa serve conoscere?

Si comprende, allora, come nonostante i nostri continui richiami all’intelligenza, forse oggi è il tempo di occuparsi anche della saggezza. Perché, se ci si preoccupa di diventare saggi, non è così difficile poi diventare anche intelligenti. Se si comincia invece dal voler essere intelligenti si hanno poche speranze di diventare saggi, perché è facilissimo cadere nella trappola dell’intelligenza.

È questo, in fondo, anche il semplice ma profondo messaggio dei racconti di buone pratiche scolastiche riportate nel libro. In questi ambienti dove si sperimenta un nuovo senso di sé e di reciproca appartenenza, di alta motivazione all’impegno e alla responsabilità, e si punta alla formazione dell’eccellenza morale, gli studenti raggiungono anche straordinari gradi di successo scolastico. Nella sua disarmante semplicità si cerca, allora, di dimostrare, che se si insegna ai ragazzi ad esser “bravi”, si può anche imparare ad esser “grandi”, “nel senso ampio e più autentico del termine, eccellenti nello studio, cittadini partecipi e onesti: un’alta finalità educativa che potremmo sinteticamente racchiudere nella frase “Pensare bene per fare il bene”, sguardo profetico di un’educazione dinamicamente orientata allo sviluppo di un vero ben-essere della persona e della comunità.

Educare, quindi a scuola non solo è possibile ma, nel flusso continuo dei cambiamenti, assume oggi carattere di priorità. “Istruire per educare”: è questo, in fondo, il semplice ma radicale messaggio di buone pratiche scolastiche qui riportate. In ambienti dove si sperimenta un positivo senso di sé e di reciproca appartenenza, e si punta alla formazione di uno spirito critico-costruttivo e di una mente aperta gli studenti raggiungono anche straordinari gradi di successo scolastico. Una “scuola buona”, questa, che ci dice quanto intelligenza e saggezza, studio e pratica dei valori, siano inscindibili.

Come raccomanda il famoso Rapporto UNESCO sull’educazione per il XXI secolo[1], non basta “conoscere” e  “fare”, ma occorre saper “essere”. Può accadere anche che a scuola ci si accontenti di qualche idea generale e astratta, magari di un bel “programma” educativo, ma che nella pratica poi non venga applicato. Le teorie possono diventare cattive compagne se ci allontanano dall'esistenza per confinare l’essere umano in categorie astratte. Solo nel cuore dell'umanità di quel bambino, di quel ragazzo, la cui intelligenza tende a fondere parola e vita, teoria e pratica, si può puntare alla verità ed educare alla vera saggezza. 

È anche il messaggio più profondo che questo libro vuole indirizzare a quanti dell’istruzione intendono farne palestra di educazione. Occorre, quindi, dare maggior visibilità a queste “buone pratiche”, perché - riconosciamolo - sulla scuola incombe un pessimismo diffuso. Abbiamo difficoltà ad assumerci le nostre responsabilità di adulti. Il merito di questo libro è di aver messo in evidenza la passione e la dedizione, la creatività e l’incessante arte di ricominciare che animano ancora tanti educatori, non semplici competenze da trasmettere e da esercitare, ma fulcro di vita da cui immaginare strade nuove per l’educazione.

[1] J. Delors (a cura di),  Nell'educazione: un tesoro ( rapporto  della Commissione Internazionale all'UNESCO sull'Educazione per il XXI secolo), Armando, Roma 1997.


Pubblicato da  Annamaria Gatti  

gatti54@yahoo.it

 

 


venerdì 26 aprile 2024

Racconto e poesia, un libro: La piccola luna gialla


 LA PICCOLA LUNA GIALLA

di Lorenza Farina  illustrazioni di Lucia Ricciardi

Ed. Paoline,  2023

RECENSIONE

di Annamaria Gatti

Un libro per sognare, per raccontare che oltre il buio c’è la speranza  della poesia e del pensiero che la accarezza. 

Mi chiedo se siano pagine per bambini o per i “grandi” che si sorprendono a vibrare alle invenzioni narrative e ai tratti geniali delle illustrazioni.

Per nulla scontato il recente albo di Lorenza Farina e Lucia Ricciardi, team collaudato e un po' magico, in cui  si narra di Tommaso, che  ha paura del buio, ma trova nella  luna gialla che ha colorato su un foglio bianco, il modo di salvarsi e di entrare nel mondo del sonno e dei sogni. 

Il vento, un mago, una luna bianca che culla la piccola luna gialla, sono i protagonisti del misterioso gioco che trasforma la sua paura in sorriso.

L’intensità dello sguardo del protagonista, il blu nelle sue tonalità più vibranti, i particolari famigliari che circondano il bambino svelano e interpretano forse l’intento dell’autrice nascosto delicatamente fra le righe: il desiderio di nenia e di tenerezza che una mamma può dare per fugare buio e paura.

“LUNA MAMMA CULLA LUNA BAMBINA

FINCHE’ NON SI ADDORMENTA”

Tutto pare magia nel blu della notte, non solo per il gufetto attonito presso mamma gufo, ma anche per il pesciolino curioso, che fa capolino con mamma fra le onde punteggiate di stelle riflesse. 

Tutto sta nell’attesa fiduciosa che il piccolo Tommaso ha saputo creare impugnando, anche nel sonno, una piccola ma possente  matita gialla.   

Una realizzazione di alto valore, la narrazione e l'illustrazione che si compensano e si valorizzano a vicenda come in una danza: magnifico!

Solo per chi sa gustare poesia, cioè tutti i bambini. 

E per gli adulti capaci di volare alto. 

Libro quindi senza indicazione di età. 

 

 pubblica Annamaria Gatti

gatti54@yahoo.it


lunedì 15 aprile 2024

L'esclusione, la convivenza e l'amicizia. Un libro per i più piccoli

 


Non vogliono giocare con me
di Andrée Poulin 
illustrazioni di  Lucile Danis Drouot
I nuovi colori del mondo
Città Nuova Editrice

Recensione
Premiata scrittrice canadese, Andrée Poulin esordisce nella collana I nuovi colori del mondo con un lavoro che vede la sua prima edizione in francese, illustrata da Lucile Danis Drouot, del 2019 tradotta da Silvia Roncaglia e Luca Gentile per la collana I nuovi colori del mondo di Città Nuova. 
L'albo è molto curato e destinato ai più piccoli o a coloro che leggono autonomamente lo stampato maiuscolo e propone una storia che trova nella realtà molti riferimenti. 
Fanfan piccolo fenicottero rosa sperimenta l'esclusione, proprio a causa del suo colore, o forse è solo un pretesto per non accogliere un terzo nella relazione fra i due amici: un panda e una zebra.
Il percorso  di Fanfan per accogliersi e per sapersi difendere,  passa attraverso la consapevolezza del proprio valore, al di là di tutti i pregiudizi e l'incontro con un nuovo amico capace di vedere il suo talento. Anche riconoscere un vero amico è una scoperta da imparare!
"Se non esistesse il rosa, nessuno potrebbe sognare un futuro roseo e tutto sarebbe scuro e triste"...

Pubblicato da Annamaria Gatti


domenica 14 aprile 2024

Un libro d'amore per la Terra, che i bambini e le bambine sanno come attualizzare.

 

Chi salverà la Terra?
Luigina Del Gobbo
illustrazioni di Francesca Carabelli 
I nuovi colori del mondo 
Città Nuova Editrice

Recensione
Ecco una nuovissima uscita:
illustrazioni divertenti per un tema nel cuore di tutti. Proprio tutti  forse no, visto che gli appelli non vengono ascoltati da chi potrebbe davvero fare la differenza. E la nostra Madre terra si ribella e urla la sua disperazione: l'inquinamento sta arrivando al punto di non ritorno, quando non sarà più possibile avere i doni così indispensabili per la vita.  Ma qui l'autrice scomoda pianeti e stelle per dare voce alla povera
Terra, inascoltata dai più del mondo. 

Infatti saranno i pianeti (con tanto di scarponcini), coordinati da un autorevole Sole, a cercare soluzioni, dopo aver fatto il loro dovere come osservatori. E cosa emerge dalla loro ricerca su questo bellissimo pianeta inquinato? 

I bambini, quelli sì, sanno come fare e, incredibile! lo sanno fare davvero! Piccoli passi quotidiani per rispettare la natura, l'acqua, i prati e il cielo, eppure non è difficile! 

"Sono azioni piccole ma... tante piccole azioni messe insieme, una vicina all'altra... vuoi vedere  che a salvare Terra ci penseranno proprio loro, i piccoli umani?" 

... e quando diventeranno adulti? Sapranno ancora abbracciare un albero, sentire le carezze e le parole del vento?

Anche in questa pubblicazione viene utilizzato una font rispettosa delle necessità di chi legge e il simpatico corsivo del Pinocchio  mono e scribe regular diventa un'occasione di arricchimento e il dono del segnalibro un segnale di attenzione per il piccolo lettore.

Pubblicato da Annamaria Gatti




martedì 9 aprile 2024

Un bravo insegnante fa la differenza: le eccellenze (GTP) si raccontano in un libro

 PERCHE' INSEGNO? PERCHE' CI CREDO
di Annamaria Gatti


fonte: cittanuova,it
9 aprile 2024


Perché insegno? Una domanda che moltissimi insegnanti si fanno, una volta entrati nel mondo della scuola, e a cui spesso non riescono a dare una risposta illuminante.



 Il nuovo libro di Michele De Beni e Claudio Girelli (Perché insegno? Perché ci credo – Un bravo insegnante fa la differenza – Città Nuova 2024) è quello di cui c’è bisogno per confermare, sostenere, aprire un mondo decisamente più rassicurante e soprattutto alternativo, rispetto al clima oscuro e soffocante che opprime i docenti in questi anni. Un testo che sprigiona gentilezza e autorevole saggezza. 

Vuoi fare l’insegnante? Ecco una raccolta avvincente di racconti esperienziali di uomini e donne che la scuola l’hanno scelta davvero e di pratiche e metodologie eccellenti per fare della tua vita, innanzitutto, e della tua professione di conseguenza, una sfida vincente, per te e per coloro che ti saranno affidati. 

Sei un insegnante e di fronte a disistima, attacchi mediatici e personali, fatiche burocratiche inutili e pressioni psicologiche da burnout, ti chiedi “chi me l’ha fatto fare?”. Questo testo ti invita ad alzare lo sguardo nella direzione giusta e a tornare a entusiasmarti, a riprendere coraggio, perché qualcuno ce l’ha fatta e abbraccia questa sua professione come una grande opportunità, per se stesso e per gli altri.

«Il testo raccoglie l’appassionata testimonianza educativa e didattica dei docenti italiani inclusi tra i 50 finalisti del prestigioso premio internazionale “Global Teacher Prize” dal 2015 al 2023 e del “Global Teacher Award” del 2021 e 2022. Un libro scritto, quindi, da Insegnanti per Insegnanti e per quanti, genitori ed educatori per primi, hanno a cuore una scuola di qualità. In un mondo frenetico e disorientato come il nostro, un bravo insegnante, con la sua passione e competenza, può effettivamente fare la differenza e dare speranza al futuro delle giovani generazioni» (dalla Introduzione di Michele De Beni).

Allora appare chiaro che insegnare non è il solo obiettivo, ma è la vita che pulsa in ogni aula ad avere fame di educazione vera, intesa come incontro, attenzione, condivisione per costruire insieme un vissuto competente ma anche di solidarietà e di accoglienza.

Bene introduce il professor De Beni, quando sottolinea che i saggi sono proposti da insegnanti di diversi ordini di scuola e di diverse discipline, ma che scorrono, come per uno straordinario viaggio, su un unico binario: «il diretto coinvolgimento degli studenti nel processo d’apprendimento, percorsi pratico-induttivi per la costruzione dei concetti, approcci finalizzati alla promozione dell’autonomia e della collaborazione tra pari, dell’autostima, della cittadinanza attiva, del senso di iniziativa e di imprenditorialità» (idem).

Gli insegnanti quindi in queste pagine si raccontano. La trama della loro vita, il loro essere donne e uomini di questa società, la scelta precisa di stare nella scuola, incrocia quella di studenti desiderosi di abbracciare e costruire percorsi affascinanti, per cui vale la pena di lavorare, ricercare, sperimentare, soffrire e condividere. Il “noi”, filtrato attraverso insegnanti attivi e consapevoli diventa ragione di futuro, gli errori delle opportunità, molti sogni diventano realtà e scelte di pace: le uniche risposte alla durezza di questi tempi.


pubblicato da Annamaria Gatti

lunedì 25 marzo 2024

Perchè insegno? Perchè ci credo. Prossima pubblicazione



Un nuovo libro, edito da Citta' Nuova, per entusiasmare:  un buon insegnante fa davvero la differenza!
Intorno alle testimonianze appassionate dei Global Teacher Prize italiani  si snoda un esame dei bisogni reali dei nostri bambini e dei giovani e delle potenzialità  che hanno i docenti di essere protagonisti di un grande cambiamento fatto di scelte che mettono al centro lo studente, l'alunno. (E ringrazio per essere stata invitata a partecipare a questo progetto editoriale con il mio piccolo contributo)  
Grazie al prof.  Michele De Beni, in collaborazione con il prof. Claudio Girelli, il libro di prossima uscita è uno straordinario strumento per gli insegnanti e non solo.
Al prossimo aggiornamento!

 pubblicato da Annamaria Gatti 

sabato 9 marzo 2024

Un'altra favola di Paolina per raccontare la speranza e la bellezza: Paolina primavera

                              

PAOLINA PRIMAVERA

di Annamaria Gatti

Illustrazione di Eleonora Moretti 

Fonte:  Città Nuova Marzo 2022

dedicata a Sofia

Paolina era stata in letargo nella sua tana e ora si stava svegliando.

“Oh, che dormita. Chissà cosa farà ora Sandro…” stava pensando, proprio mentre la voce dell’orsetto l’aveva invitata.

“Paolina esci, ho una fame! Facciamo colazione?”

L’orsacchiotta aveva afferrato l’inseparabile peluche orsobimbo e si era precipitata fuori.

Si era stropicciata gli occhi perché il sole era già alto e splendente.

“Cavolo! Orsobimbo, guarda com’è diventato magro Sandro e il bosco non è più rosso e giallo come nel mio bel disegno! Ci sono foglioline nuove sui rami dei larici e l’abete ha gli aghi verde chiaro!”

“Il bosco è diverso, ma cosa è accaduto?” aveva chiesto Sandro.  

“Ops! Sono inciampata in una zolla fiorita… Sono primule. E ohi,  stavo per schiacciare una bellissima farfalla gialla! ”

“Queste sono margheritine, ma chi ce le ha messe? E le formiche hanno ripreso a fare lunghe file per procurarsi qualche seme” aveva aggiunto Sandro stupito.

“Dobbiamo scoprire chi ha fatto queste bellissime cose.” Paolina era decisa e voleva capire. Intanto si stiracchiava e pensava alla colazione: il pancino suo e di Sandro brontolavano. Solo orsobimbo era pacifico come sempre, chissà perché.

Fu allora che un fringuello sfiorò Paolina con un frullio d’ali: “Paolina, ben svegliata! PISTAAAAAA, devo preparare il nido per i miei piccolini.”

“Oh bella, ma che succede?” Ma l’uccellino era già volato via.

“Non vedi orsetta? E’ arrivata la primavera!” aveva spiegato una capinera di passaggio.

“Prima-cosa?!”era sbottato Sandro.

“P - R - I - M -A- V -E -R -A, Sandro. Quella cosa che c’è più luce e calore e…”

“…E scoiattolo Rossino si risveglia e ricomincia ad arrampicarsi e a borbottare?”

“Ecco proprio così, ma non so chi combina tutto questo. Vieni, facciamo colazione da nonno Gianni così chiediamo a lui.”

Si incamminarono verso la dimora di nonno Gianni e quando furono lì, finalmente il mistero fu…quasi svelato.  

“Cari orsacchiotti, cara nipotina, è l’amore il responsabile di tutta la primavera. La natura obbedisce all’amore che l’aiuta a mettere nuovi frutti, foglie e nuove creature. Non è meraviglioso?”

Aveva un sguardo birichino e dolce il nonno, da dietro le lenti degli occhiali posati sul suo nasone di vecchio orso. Quante cose sanno i nonni!

Paolina e Sandro restarono a bocca aperta increduli. Poi orsobimbo partì alla ricerca dell’amore per ringraziarlo di quella bellezza.

Pubblicato da Annamaria Gatti

gatti54@yahoo.it