Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

sabato 26 ottobre 2024

Favola: Il lupo di Cappuccetto ha un problema

 

Favola di Annamaria Gatti
Illustrazione di Eleonora Moretti
fonte: Città Nuova 

C’era una volta il lupo della storia di Cappuccetto Rosso (fattela raccontare se non la sai!) che zampettava pensieroso al limitare del bosco. Ad un tratto si scontrò con una bambina che prontamente gli chiese, lì su due piedi: 

«Ehilà, dove te ne vai così solitario e triste?!»

«Ah, ho dei problemi. Gironzolo per il bosco perché ho bisogno di pensare a quello che mi capita ogni giorno!»

«Oh bella! E cosa ti succede di così fastidioso?», chiese la bambina incuriosita. 

«Insomma, ogni volta che qualcuno legge quella vecchia storia con la bambina dal cappuccio rosso, beh, ci  credi? Mi sento proprio uno sciocco!».

«Niente di così sciocco... È una storia di fantasia, in fondo...». 

«Già, una storia così strana. Dunque...».

«La so, la so: ti mangi una nonna, prima, e poi divori anche la nipotina che è andata  a trovarla!».

«Appunto, mi sento sciocco perché mi chiedo: come mai una mamma intelligente e di buon cuore, che prepara un cestino succulento per la nonna, manda una bambina così piccola nel bosco da sola?»

«Beh... forse era già abbastanza grande!»

«Ah! E la chiami grande una bambina che segue il consiglio di un lupo? “Prendi il sentiero più corto, arriverai dalla nonna più in fretta!”, le avevo suggerito. E lei, senza fare neppure una piega, prende allegramente quel sentiero, senza chiedersi nulla: ma chi è questo che mi parla? Cosa mi ha detto la mamma?»

«Beh, davvero la cosa è un po’ singolare»

«E poi, possibile che non abbia sospettato nulla questa bambina: la voce profonda della nonna dal letto e quel muso strano... In fondo mi aveva incrociato poco tempo prima. Possibile che mi abbia rivolto quelle dannate domande: che occhi grandi hai nonnina, altro che nonnina! Che orecchie grandi hai! Certo, aveva bisogno di un buon oculista. E poi, francamente, che ci faceva questa vecchietta da sola, in una casetta sperduta nel bosco infestato dai lupi?»

«E ora cosa pensi di fare?», chiese la bambina un po’ intimorita. 

«Niente, spero per loro che i bambini si facciano un po’ più obbedienti e furbi!  E le mamme un po’ più attente!».

Si salutarono. 

La bambina tirò fuori dallo zainetto il suo cappuccio rosso e pensò:

«Ha proprio ragione! Che tonta sono stata! Spero però vada presto dall’oculista anche lui, perché non mi ha riconosciuto, poveretto». 

E tornò in fretta e furia a casa dalla mamma e dalla nonna, che si era da poco trasferita con loro per evitare brutte avventure, viste le intenzioni di certi scrittori di storie per bambini...!


Un prequel esilarante: Cappuccetto Grosso - Recensione

 

Sebastiano Ruiz Mignone
illustrazioni di David Pintor
CAPPUCCETTO GROSSO
I nuovi colori del mondo
Edizioni Città Nuova

Recensione di Annamaria Gatti

Un prequel gustosissimo: narrazione incalzante, convincente e umorismo contagioso, a prova di bambino. 
Anticipare la storia di Cappuccetto Rosso, attraverso i fatti che l'hanno determinata e narrati da un fantomatico lupo cattivo, è stato un geniale  espediente del celebre autore Sebastiano Ruiz Mignone, che aggiunge questo albo al lungo elenco di libri per l'infanzia. 

Anche questo "Cappuccetto Grosso", albo  cartonato e pregiato,  poi meriterebbe un premio, come già altre sue produzioni, anche perchè supportato con maestria da David Pintor, che di mestiere fa l'illustratore, con merito. Lo fa anche con rispetto del testo e certamente in sintonia con l'umorismo di Mignone, e questo non fa che confermare una notevole affinità artistica, segnata da interessi comuni per l'arte, la musica, il teatro...

Cappuccetto, con un enorme mantello rosso con cappuccio incorporato confezionato dalla nonna, è costretto ad attraversare il bosco, fra le risatine e gli sghignazzi di persone e animali. Ma non si perde d'animo, anzi con notevole grinta arriva a catturare col mantellone il lupo denigratore, concludendo così un primo match vittorioso su uno dei lupi del bosco. Il mondo femminile ringrazia! E anche quello maschile presumo.
Ma i lupi in un bosco sono tanti e fra di loro si nasconde la voce narrante, che sembra dare l'appuntamento alla classica storia di Cappuccetto Rosso. 

A mia esperienza sul campo "Cappuccetto Grosso" è piaciuto molto di più della fiaba classica. 
Forse perchè i gesti a rallentatore per catturare il lupastro hanno dato un autentico brivido rosso? 
Forse perchè lo sguardo intrigante di Cappuccetto, vincitrice sul lupo catturato, ci ripaga da tutti gli schiamazzi causati dal ridicolizzare il suo mantello size XXXL? 

Forse perchè (finalmente!) sono rimasti a bocca aperta per la meraviglia gli sghignazzatori di turno a vedere la forza inaspettata di una dolce bambina?

E dopo questo prequel chi si aspetta più che il lupo cattivo riesca davvero a mangiare  Cappuccetto Rosso? 

Pubblica Annamaria Gatti



 


giovedì 24 ottobre 2024

E Hans ha aiutato 62500 bambini... Il riassunto della professoressa Lucangeli.

Niente da fare: incoraggiare ha sempre la meglio sulla turpe abitudine di incolpare un bambino, un ragazzo e gli insegnanti lo sperimentano ogni giorno. Se facciamo nostra questa "scoperta" scientifica, siamo già sulla buona strada per essere ottimi insegnanti. 

Una certezza: formare donne e uomini di pace passa anche attraverso questa scelta grande. 

La ricerca si addentra nel caso e, informa la professoressa Lucangeli in un incontro con una platea di insegnanti suppongo in formazione: 

1 incoraggiamento ottiene più risultati positivi di 89 rimproveri

"... L'alleanza è col bambino contro l'errore non con l'errore contro il bambino, altrimenti siete giudici..."

"...Dovete guardali negli occhi i vostri alunni e incoraggiarli alla fatica e a  vincere la paura di sbagliare, perchè....  altra grande emozione nemica: la colpa. 

Il meccanismo di colpa e di giudizio destrutturano le emozioni positive e diventano un tarlo che toglie il meccanismo di alleanza e di fiducia con gli adulti che si occupano di te...." 


Per ascoltare un breve stacco della prof.ssa Lucangeli a questo link:

https://www.facebook.com/watch/?v=977011760871659&rdid=yYQnQ9cKbGfDgNIQ 

mercoledì 23 ottobre 2024

Denatalita' e speranza: il futuro dipende dalle scelte.


Qualche giorno fa abbiamo appreso che nel 2023 

sono nati 14000 bambini in meno rispetto al 2022. 

L'articolo su Avvenire "NON RASSEGNIAMOCI ALLA DENATALITA': IL FUTURO DIPENDE DA NOI"  è un'analisi sintetica di ciò che stiamo vivendo.

Il dramma che si legge in questa constatazione trova nel commento del professor Alessandro Rosina, docente di Demografia all' Università Cattolica di Milano, una lettura che apre alla speranza, se costringeremo la politica a studiare i suggerimenti autorevoli e a cambiare rotta davvero, pena il crollo strutturale della nostra società.  

L'intervento consultabile al link qui sotto, avverte: 

"Rinunciare a politiche di sostegno alla natalità non lascia le nascite al livello in cui sono ma le porta a crollare ancora di più. Tutti i paesi che sono riusciti a mantenere una natalità non troppo bassa o a farla risalire prevedono una combinazione di sostegno economico e di servizi di conciliazione, oltre che un rafforzamento dei percorsi di autonomia dei giovani."

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/il-futuro-dipende-da-noi


pubblica Annamaria Gatti

foto da  film Nativity

giovedì 17 ottobre 2024

Favola di Paolina: per crescere ci vuole pazienza

 PAOLINA VOLAVIA
Fonte Città Nuova, Luglio  2022 
favola di Annamaria Gatti
illustrazione di Eleonora Moretti

Paolina e il suo pupazzetto di peluche orsobimbo (“scrivilo con la lettera maiuscola, ormai è diventato un personaggio” mi ha suggerito una bambina) passeggiavano nel prato.

Paolina scrutava le siepi nella mattina estiva. “Dove sarà finito il bruco Smeraldo che ho conosciuto un po’ di giorni fa?” Neppure Orsobimbo lo sapeva, infatti era rimasto zitto zitto.

Poi una voce nasale aveva risposto da un rametto : “Ciao Baolina, sodo qui, sodo sembre io…

Paolina si era voltata di scatto: ma chi aveva parlato? Era la voce del bruco, ma al posto di Smeraldo, con le sei zampette e le ventose sul pancino e che mangiava in continuazione, c’era una strana scatoletta.

Eccobi, da uovo, sodo diventato larva e bruco e priba di trasforbarbi bi sono chiuso in questa crisalide, un astuccio robusto per dorbire bene. E crescere, boi uscirò fuori.”

“Guarda un po’, ogni giorno c’è una sorpresa” pensava Paolina. Anche Orsobimbo osservava che tutti crescono: Paolina, Sandro, la sorellina Gioia, le cinciallegre, i fiori, il vento, le nuvole, la luna… Orsobimbo aveva sorriso nel cuore: lui invece non diventava grande, così poteva stare sempre vicino a Paolina.

Paolina, dopo alcune notti di luna,  era tornata, ma la crisalide era rotta: 

“Chi sei tu?” aveva chiesto a una farfalla multicolore che stava posata lì vicino, sul ramo.

“Sono sempre Smeraldo” disse la farfalla che non aveva più la voce nasale, “ma sono diventato una  farfalla arcobaleno! Vedi?  Ho le ali ancora umide e accartocciate  per fare il mio primo volo.  Devo aspettare che le ali si asciughino. Ohhh, questo sole è provvidenziale, grazie!” E poi era volato via!

Paolina guardò riconoscente il sole: i suoi raggi erano sfolgoranti e come risplendeva il suo amico Smeraldo, diventato farfalla!

 


lunedì 14 ottobre 2024

Benvenuta al mondo: ti regalo un melograno!

 


Cosa spinge a regalare un melograno a una bimba appena nata 
nel giorno di Santo Francesco?
E da un luogo così lontano...
Certamente gratitudine e stupore per la vita, 
che rinnova la sua promessa.
Speranza, che  questo albero amatissimo 
doni i suoi frutti di rubino 
e allieti la Terra e questa bimba così amata.
Per ricordarle che in lei, come in questo giovane fusticello,
sono già contemplati tutti i doni che verranno,
tutte le stagioni e le dolcezze 
che illumineranno i sensi e i pensieri e i battiti del cuore. 
Benvenuta al mondo: abbi cura di te e del piccolo melograno.

Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto di F.






domenica 13 ottobre 2024

Una vita piena e infinita: Sammy Basso



Non c'è mai stata

nessuna battaglia da combattere,

 C'è solo stata una vita da abbracciare per com'era,

 con le sue difficoltà,

 ma pur sempre splendida, pur sempre fantastica,

 né premio né condanna, semplicemente un dono che mi è stato dato da Dio."

Questo un passo della lettera che Sammy Basso ha lasciato per tutti, tantissimi, che lo hanno conosciuto e per i 5000 presenti alle esequie.

Non l'ho mai incontrato e credo di essermi persa una occasione d'oro per gioire, per emozionarmi, per imparare da un giovane straordinario, che ha amato innanzitutto perchè si è sentito amato.

Colto (coltissimo) e saggio come pochi sanno esserlo, umile e festoso sempre, coraggioso e tenace.

Ha insegnato a tanti, ha lavorato per la ricerca e ha condiviso le pene di tantissimi. Ha incontrato stelle luminose. Ora lo è.

Ora sta a noi conoscerlo meglio, ora che ci ha lasciati. E farlo conoscere ai nostri ragazzi.

E il vescovo di Vicenza: "In lui c'era (ndr: c'è) una forma di santità".

A questo link la lettera. Il suo testamento spirituale. Un programma di vita.

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/sammy-basso-lettera-testamento




pubblicato da Annamaria Gatti

gatti54@yahoo.it

foto dal web:  Padova Oggi - Frate Indovino