Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

sabato 24 agosto 2019

Nuovi strumenti per una rispettosa educazione affettiva e sessuale 0-13 anni



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MOSTRAMI L’AMORE
L’EDUCAZIONE AFFETTIVA E SESSUALE DA 0  A 13 ANNI
CITTA’ NUOVA EDITRICE

RECENSIONE  di Annamaria Gatti

Un  progetto dal titolo provocatorio,  
un grido di dolore forse, e di fiducia: 
"mostrami l'amore
implorano i ragazzi, 
perchè oggi l'amore è abusato, tradito, nascosto, mascherato... 
mostramelo tu mamma, papà questo amore... 
giocati la vita per me, 
vivi la coerenza 
e strappami un abbraccio 
quando questa vita si ingarbuglia 
e mi fa sentire incapace, perso, 
mostrami tu l'amore, 
costruiscilo con me e per me!

Miriam Incurvati  e Giovanni Petrichella  sono gli autori del volume “100.000 BACI L’educazione affettiva e sessuale in famiglia” pensato per i genitori dei bambini fino a 9 anni, mentre Virginia Conti e Donatella Sanna hanno lavorato per i ragazzi fino ai 13 anni in “Chi siamo: un viaggio nell’adolescenza”.

Città Nuova Editrice è sensibile alla formazione e al supporto dei genitori e in questi ultimi anni ha dedicato alcune interessanti pubblicazioni di illustri autori del mondo della psicologia, che hanno ottenuto l’interesse delle famiglie e degli educatori, sul tema della crescita affettiva e dell’educazione sessuale, come un tutt’uno, come deve essere.

 In questa nuova esperienza  la prolifica editrice sostiene un progetto molto ampio, anche laboratoriale nelle scuole, denominato “Progetto Pioneer”, a cura dello psicologo  Marco Scicchitano, con la supervisione di Emiliano Lambiase, in cui si inserisce editorialmente con il percorso “Mostrami l’amore” di cui i due volumi hanno fatto da apripista.


Il progetto ha risposto all’emergenza educativa, anche con l’aiuto di numerose donazioni, in una società che non riconosce più il valore della persona e che invece deve rispettare l’uomo e la donna nella loro bellezza e complementarietà, permettendo ai bambini e ai ragazzi di crescere con certezze e rispetto, per diventare adulti sereni e responsabili, anche relativamente la loro affettività, la sessualità e lo sviluppo emotivo.

Del primo volume, curato  anche nelle illustrazioni, ho apprezzato soprattutto l’approccio rigoroso nei contenuti e positivo, che valorizza le abilità dei genitori che possono, con le loro scelte, giocarsi nell’empatia, valorizzare l’aspetto complessivo della dignità della persona, partendo dall’accoglienza del bambino e dalla centralità dei messaggi che vengono trasmessi, proprio in termini di tenerezza e buona  comunicazione, per costruire un bambino sicuro e fiducioso.


In “Chi siamo: viaggio nell’adolescenza” ho apprezzato, con le illustrazioni molto efficaci di Vittoria Frizzo,  la completezza della proposta, di notevole spessore informativo e formativo. Indubbiamente dieci figli, cinque per ogni autrice,  potranno aver aiutato a qualificare un poco  le modalità dell’approccio…
Ma l’aspetto che mi ha entusiasmato di più, da psicologa dell’età evolutiva, è stato il percorso piano e ricco che conduce la ragazza e  il ragazzo, a cui il testo è pure destinato, a rivedersi nel proprio genere, a scoprire che la sessualità non è faccenda fisiologica, solamente, anzi, che la componente  psicologica e neuropsicologica gioca un ruolo importante nello sviluppo, nei cambiamenti repentini e violenti a volte, di cui non avere quindi paura,  ma che, se conosciuto, rassicura e aiuta a gestire l’emotività e il disagio. E a prevenire i rischi, se i genitori curano l’accoglienza, il dialogo e i timori.
Credo che scoprire la storia dell’evoluzione affettivo-sessuale dalla nascita sarà un viaggio coinvolgente e commovente anche per i genitori. Un libro da leggere insieme. Anche in coppia…



pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it



venerdì 23 agosto 2019

La consulenza educativa ai genitori: momento di consapevolezza e di crescita




Recensione di Annamaria Gatti

Il ruolo del consulente educativo per genitori è quanto di più delicato e difficile si immagini, per le implicazioni che le scelte professionali  di tale esperto hanno nei riguardi del complesso sistema famigliare che a lui si affida.

Rassicura constatare quanto questo compito venga svolto da professionisti di grande spessore umano e professionale, nonostante alcuni tragici eventi recenti, che denunciano la pressante necessità di controlli e di interventi responsabili nei confronti di minori e genitori.

Dalle righe del contributo di Paola Scalari e Francesco Berto (ConTatto, La Meridiana 2008) emergono numerose riflessioni,  proposte in modo originale e filtrate dalla viva esperienza del loro lavoro con i genitori e si riconferma un' importante definizione dell'approccio alla consulenza educativa ai genitori. 
Silvia Veggetti Finzi nella Prefazione  definisce il lavoro sinteticamente "straordinario". E confermo la  valutazione.

ConTattoProtagonisti sono i genitori, spesso smarriti e sorpresi, che si raccontano  nei loro sogni, speranze e ideali, feriti da cocenti delusioni,  solitudini e paure. E' il mondo difficile dell'educazione di figli tanto amati, quanto sconosciuti, in una società sempre più complessa e per nulla alleata e complice in questo compito solenne che prepara il futuro. E allora sempre più spesso i genitori vivono con ansia il loro ruolo genitoriale, nella solitudine che caratterizza le relazioni sociali sempre più limitate e povere e poco solidali. "La paura di non essere abbastanza bravi li fa ritirare dal mettersi in gioco nel confronto con altri mamme e papà..." (ConTatto, pag, 192) 
Di qui l'aiuto chiesto all'esperto, che li incontra, permette a loro di raccontarsi e di rivivere consapevolmente i punti nodali e il disagio personale esistenziale per "ricostruire il clima famigliare e per intercettare le modalità con le quali la sofferenza è transitata attraverso le diverse generazioni"  ((idem, pag, 198)
E' il professionista che li accompagna alla scoperta che  "...l'amore è una relazione speciale che sa stringere legami per tentativi ed ipotesi... l'amore non ha ricette, poichè è la ricerca continua e incessante di conoscere l'altro. Amarsi diventa allora poter sbagliare, poterlo comprendere e poter riparare." (idem, pag, 190)

La ricerca di indicazioni  da seguire per placare l'ansia e l'incertezza, può ottenere un' insicurezza di fondo, che non fa crescere davvero i genitori nella consapevolezza delle loro possibilità e nella competenza educativa. "L'esperto allora, quando vuole offrire sostegno a madri e padri, può innanzitutto mitigare il loro desiderio di trovare in lui indicazioni miracolistiche e può invece aiutarli ad appropriarsi di un  metodo che procede per interrogativi e dubbi..." (idem, pag, 191) 

"Il consulente educativo è allora non solo il punto di riferimento affinchè madri e padri possano sentirsi capiti e sostenuti, ma è anche il facilitatore di rapporti tra genitori quando promuovono incontri di gruppo dove mamme e papà possono relazionarsi con altri padri e madri..." (idem, pag, 192-193)


L'affascinante compito del consulente è quindi accompagnare con rispetto i genitori, perchè scoprano le reali e inaspettate possibilità di vivere ed educare quel figlio, in quella famiglia, con le attenzioni proprie della responsabilità loro affidata, sostenuta dall'amore, dalla fiducia e dalla speranza.

pubblicato da Annamaria Gatti
foto by Sara Guarda

giovedì 8 agosto 2019

Il principe in cerca del tesoro. Favola con il sorriso




Fonte: Città Nuova agosto 2019
Autrice Annamaria Gatti
Illustrazione (tenerissima della brava) Eleonora Moretti

IL PRINCIPE CHE CERCAVA IL TESORO

C’era una volta un principe qualsiasi,  che era partito per cercare il tesoro. 
Ma che tesoro cercava? 
Al momento non lo so neppure io, perché  è un tipo misterioso.
Comunque gli ho chiesto: 
“Scusa, altezza… ma dovrei scrivere ai bambini cosa sta cercando il protagonista di questa storiella.”
Mi ha guardato pensieroso e mi ha ordinato: 
“Tu racconta e basta! E non sarà una storiella,  ma una storia vera, da cui i grandi  impareranno qualcosa, visto che ridono pochissime volte al giorno.”

Dopo di che è scivolato da cavallo con un pauroso BARABUUM! Che ridere! 
Non gli  ho chiesto altro per non contrariarlo, anche perchè  il principe non è proprio piacevole: è altissimo come un alberello di pere,
magro come una canna da pesca,
ha capelli arancioni come un melone ,
baffetti ricurvi come due lune gobbe
e un occhio giallo e uno verde,
tipo semaforo rotto,
beh… non era bello davvero.
Ma il sorriso, ah! Quello sì era interessante!
Arioso,
piacevole,
invitante,
divertente,
 insomma... un simpaticone,
se si fosse sforzato di ridere ogni tanto. 
Invece niente, neppure col solletico sotto i piedi.
Per questo forse era partito per cercare il tesoro. 
Rimessosi a cavallo,  il principe  era capitato nel BOSCO GIOCONDO. Non so cosa sia, ma così era scritto sul cartello turistico. Il principe lì si era inoltrato e lì l’ho perso di vista. Ecco! Fine della storia strampalata, direte voi.

Invece ecco riapparire, dopo un po’,  un principe uguale a quello che vi ho descritto. Ma non era più lui. Sorrideva!!!
“Amica della favola, ho trovato il tesoro, raccontalo!”
“Ma cosa scrivo?” gli ho chiesto spaventata da tanto sorriso, così luminoso che sembrava portarsi via tutta la luce del sole!
“Nel bosco mi hanno raccontato delle storie  così spassose che ho ritrovato il sorriso  che avevo perso. Il mio tesoro!”
Allora sì sono scoppiata a ridere anch’io. E siamo ancora qui che ridiamo e  stiamo benissimo, io e il principe  alto come un alberello di pere , magro come una canna da pesca, con  i capelli e i baffetti arancioni come un melone, e con gli occhi come un semaforo a cui manca il rosso. Ma con un sorriso luminoso e questo è quello che conta.


martedì 30 luglio 2019

EDUCARE ALLA FELICITA' : ridere a scuola conviene?

Educare alla felicità




Dalla bella terra di Puglia un libro da non perdere.
L'autrice di "EDUCARE ALLA FELICITA'", EDITRICE LA MERIDIANA, MOLFETTA,  è LUCIA SURIANO, insegnante e madre di tre figlie.
Conoscerla è come incontrare un torrente fresco e rilassante, accompagnato da un entusiasmo contagioso, frutto di tenacia e di coraggio.
Lucia ha  fatto dell'insegnamento una vera missione e si è giocata il tutto per tutto, con il desiderio di portare un cambiamento sostanziale, un benessere per chi la scuola la fa e la vive, insomma auspicheremmo il motore e l'obiettivo  nel DNA di ogni docente.
Risultati immagini per lucia suriano immagini Lucia Suriano

Incontrarla a Molfetta presso l'editrice La Meridiana,  mi ha appunto contagiato e in lei ho trovato molte conferme e condivisioni. Il suo libro è esattamente la copia dell'autrice, frizzante e impegnativo, mai banale e scontato, molto vissuto e curioso, soprattutto per chi non ha mai incrociato lo Yoga della Risata, di cui lei è "teacher". Le ho chiesto un'intervista che lei ha gentilmente rilasciato e da cui si ricavano informazioni interessanti e l'umile e intelligente certezza che il cammino è sempre aperto e destinato a contaminarsi, crescendo in qualità.

 Lucia Suriano,quali sorprese ha riservato questo lavoro? 

Molte sono state le sorprese che sono giunte con la pubblicazione di Educare alla Felicità, innanzitutto vedere il mio lavoro divulgato in tutta Italia ed essere accolto con grande entusiasmo nel mondo educativo e della scuola, leggere e ricevere feedback molto positivi circa l’esperienza proposta e le idee racchiuse nel libro è stato molto bello e gratificante. Partecipare a convegni nazionali per comunicare e condividere la mia idea di scuola, ha fatto sì che io iniziassi a dialogare e a progettare formazione  per generare concretamente un cambio di paradigma nel mondo della scuola italiana, forse questa è la sorpresa che ho accolto e vivo con maggiore responsabilità. Incontrare centinaia di colleghi insegnanti e provare con loro a trovare strade possibili per realizzare una scuola più felice è senza ombra di dubbio ciò che mi sorprende e spinge a continuare a studiare e a sperimentare. C’è un bisogno che io avevo intuito ed al quale ho dato voce con educare alla felicità, mi sorprendo ad essere parte di una comunità molto ampia che al contrario di quanto si pensa, lavora quotidianamente sul campo per vedere la scuola del nostro Paese stare Bene.
Infine ma non ultima tra le sorprese, la grande opportunità di avere Edizioni la meridiana come casa editrice che mi ha seguita, ha creduto in me e mi ha permesso di spiccare il volo, rimanendo sempre porto sicuro.

 Il libro propone sezioni di narrazione. Quanta storia personale nel tuo lavoro?


Molto, se non tutto, parte dalla mia storia personale, poiché io sono fermamente convinta del valore delle nostre biografie. Un insegnante, un genitore, un educatore non può prescindere dalla sua storia personale, poiché da essa nel bene e nel male si genera ciò che siamo. Riflettere e lavorare sulle esperienze vissute ci rende consapevoli del nostro agire e sentire, dunque, rende possibile anche la scelta di operare cambiamenti nel nostro modo di essere e nelle nostre convinzioni per diventare professionisti consapevolmente umani.



   Quando si scrive si vuole comunicare ad ...altro. A chi si rivolge in particolare l'autrice del libro?

Educare alla Felicità è rivolto a tutti, poiché tutti nella vita ci occupiamo di educare. Insegnanti, educatori e genitori senza ombra di dubbio i principali interlocutori, ma tutti nella vita siamo continuamente educatori di noi stessi e di chi incontriamo nella nostra quotidianità.

    Tre buoni motivi per educare alla felicità a scuola...

·         Per apprendere di più e meglio
·         Per stare bene e imparare che la felicità non sta negli obiettivi da perseguire,     ma è uno stile di vita, è una scelta che facciamo quotidianamente anche quando le esperienze che viviamo non sono “facili”
·         Per offrire ai nostri bambini e ragazzi strumenti di vita che li porteranno ad essere prima di tutto persone di valore.


Da quale età iniziare? Si potrebbe rispondere dalla vita intrauterina...

Senza ombra di dubbio! Offrire ai nostri bambini gravidanze serene, ricche di esperienze emotive di significato, fa sì che sin dalla vita intrauterina si inizino a generare tracce che poi potranno essere meglio segnate in tutto lo sviluppo post natale.

    
Quali ricadute sugli insegnanti? E sui genitori?

Le ricadute sugli insegnanti e sui genitori sono collegate soprattutto alla possibilità di crearsi uno spazio di decompressione dalle fatiche che l’educare comporta.

Abbiamo letto nel tuo libro di applicazioni della metodologia dello Yoga della Risata e interazioni in ogni  zona d'Italia. A tuo parere dove ha trovato la migliore accoglienza e perchè, secondo te?


 Io non credo ci sia un luogo dove si sia sviluppato meglio o abbia avuto migliore accoglienza, ci sono esperienze molto significative in tutta Italia, la differenza la fanno le persone, io ho incontrato moltissimi leader e teacher di yoga della risata, quelli che ho ritenuto molto validi sono coloro che già erano professionisti della scuola o psicologi o educatori. Sono fermamente convinta che la differenza la facciano solo ed esclusivamente le persone, i loro bagagli culturali ed esperienziali che costituiscono poi la qualità umana e la qualità di ciò che mettono in campo realizzando progetti di valore.


    Occorre diventare quel genere di teacher per educare alla felicità? 

Come ho più volte detto non esiste una certificazione per diventare insegnanti “Educare alla Felicità”, io nel libro propongo lo yoga della risata come strumento molto valido per recuperare la dicotomia tra risata e scuola.
Per educare alla felicità occorre molto di più che una certificazione e questo gli insegnanti lo sanno molto bene, per questo il lavoro nei corsi di formazione con me non è mai uguale, partendo da una base di studio fondata sugli studi delle neuroscienze, di psicologia positiva e di molto altro, lavoro sulla costruzione di percorsi che poi ciascun insegnante realizzerà in autonomia e completa originalità.


  Quali consigli per chi intenda proporre questo percorso?

Essere autenticamente convinti che la risata sia uno strumento utile, non una strategia didattica, ma un ingrediente imprescindibile nel modo di incontrare gli alunni e di offrire loro opportunità di crescere in modo sano e completo puntando allo sviluppo armonico e mai separato di cuore, corpo e mente.

Quali sono le caratteristiche che tu vedi necessarie in un insegnante che voglia riflettere sulle tue proposte e applicarle? 

Io credo che la caratteristica fondamentale per un insegnante che educa alla felicità sia prima di tutto la voglia di mettersi costantemente in gioco, educare alla felicità ti chiede di lavorare molto su te stesso ancor prima che sui tuoi alunni.

 ...Quindi più che una nuova materia di studio è una esperienza di vita?

Educare alla Felicità non è un metodo. Uno stile di vita? Può esserlo, si. Del resto quale è lo scopo che un educatore persegue nella sua attività, se non quello di offrire opportunità di crescita? Ecco cosa è Educare alla Felicità: una opportunità per chi educa e per chi si lascia educare, per vivere accogliendo tutto ciò che accade come occasione per diventare persone migliori.

Tre buoni motivi per leggere il tuo libro…  comunque si decida di applicare le tue proposte.

Oggi ci troviamo di fronte alla perdita di valore dell’istituzione educativa per eccellenza, se accade vuol dire che qualcosa è andata storta, se accade vuol dire che abbiamo la possibilità di cambiare rotta, di permettere alla scuola italiana di riprendere il suo spazio, ma questo non è possibile se rimaniamo ancorati a convinzioni rigide e gerarchiche. Abbiamo bisogno di un cambiamento, il cambiamento che io propongo non è affatto semplice ma è il cambiamento più necessario quello che passa attraverso la cura di chi la scuola la vive, la fa e la costituisce. Questo è il motivo che mi spinge a cercare strade possibili, mai uguali, che trovano fondamento in quella intuizione che quattro anni fa mi spinse ad uscire dalla mia zona di comfort e mettermi in gioco per un progetto molto più grande di me quale è Educare alla Felicità.

Quali progetti sta studiando e preparando  Lucia Suriano?

In questo periodo sto completando il mio nuovo lavoro editoriale, frutto dell’esperienza vissuta in questi ultimi cinque anni come insegnante di sostegno, un lavoro faticoso che mi ha portata a scoprire il grande potere della fragilità. Sto continuando a studiare e a mettere insieme idee e intuizioni per portare nella scuola del nostro Paese la centralità dello stare bene per poter attuare percorsi educativo-didattici di alta qualità.



Pubblicato da Annamaria Gatti
foto da adiscuola

mercoledì 10 luglio 2019

Anche Superman era un rifugiato

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AA.VV.
Anche Superman era un rifugiato  
Storie vere di coraggio per un mondo migliore
UNHCR     -   IL BATTELO A VAPORE

fonte Città Nuova Luglio 2019

Recensione di Annamaria Gatti

Fuggono dal peggio. 
Resistono a ogni genere di violenza e traversia. 
Non si perdono d’animo e, stringendo i denti,  arrivano a toccare una terra straniera che diventa Patria, un abbraccio materno che consola. 
Qualcuno trova una vita nuova e straordinaria. 
Nello sguardo il seme della fuga dal male.


Così erano i personaggi illustri, eroi, donne e uomini di cultura, di sport e dello spettacolo, rifugiati e prima fuggitivi, alla ricerca di un mondo che sapevano potevano rendere migliore con la loro arte, il loro coraggio e abilità  e la loro diversità come risorsa.

Nureyev e Comàneci, Enea e Dante, Conrad e Dietrich, Chagall e Buarque… si materializzano in questa raccolta di racconti paralleli, una storia vissuta, accostata a  una ancora in atto, che l’UNHCR ha affidato a dodici scrittori e a dodici illustratori, per ricordare agli uomini,  monito e speranza, che siamo quel che siamo dono l’uno all’altro, che lo si voglia o no.

Mi dice una giovane mamma, che ha procurato questo libro per il figlio undicenne: “Devi leggere qui la testimonianza di Alidad Shiri, nato in Afganistan e giunto nel 2005 in Alto Adige, dopo un viaggio incredibile e con l’orrore vissuto e visto con gli occhi di un tredicenne.” Ed è  con un brivido che leggo la conclusione del suo racconto:

La maggior parte dei rifugiati ha vissuto situazioni ancora peggiori della mia.
Il mio non è un manifesto politico:  è un semplice invito all’umanità.”

Sono i ragazzi e i giovani che diventano depositari di questa verità e a loro è dedicato questo libro, a loro che dovranno con forza, nonostante tutto, diventare forti e essere aiutati a distinguere il bene dal male, anche grazie alla testimonianza di chi trova il coraggio di lottare per la vita e la solidarietà.

lunedì 8 luglio 2019

C'è del buono in te, favoletta in fondo al mare

     SEI TRISTE PERCHE' NON TI SENTI NESSUNO?
NON SAI PERCHE' NON TROVI AMICI?
VORRESTI SCOMPARIRE?
CERCHI QUALCUNO A CUI RACCONTARLO?

LEGGI LA STORIELLA E POI ... SORRIDI!
E VAIIIIII!


polipetto_conchiglietta


una favola di Annamaria Gatti
Illustrazione di Eleonora Moretti
fonte: Città Nuova, 2010
Durante una bella virata Polipetto perse l’orientamento e andò a sbattere contro qualcosa di solido.
“Ahi!”, sentì provenire dalla conchiglia che aveva disturbato.
“Scusa!”, esclamò Polipetto confuso e ammaccato. “Sto facendo le prove per la gara del “Polipo scattante” e tu cosa fai?”.
“Niente”.
“Perché?”.
“Perché mi va così”.
“Esci fuori da quella cosa dura, no?”.
“Preferisco di no. è molto tempo che non esco più”.
“Perché?”, incalzò Polipetto.
“Oh, come sei invadente… Non succede niente di bello lì fuori”.
“Non è vero” ribatté il piccolo polipo “dovresti vedere le nostre gare per esempio, o le danze delle meduse! La tua è una scusa per stare chiusa in te stessa”.
“Mhh, mhh”, la conchiglia era rimasta senza parole.
“Intanto, ce l’hai un nome?”.
“Quasi non me lo ricordo, ah sì, Conchiglietta”.
“Adesso dimmi perché, Conchiglietta, ti chiudi in casa”, sollecitò Polipetto che, generoso com’era, ormai ne aveva fatto un caso da risolvere.
“Perché sono brutta”.
“Davvero?”.
“E nessuno mi vuole”.
“Che disgrazia!”.
“Già”.
“Ma davvero sei così brutta?”.
“Penso di sì, non mi sono mai vista”.
“Ecco, diamoci una sbirciatina”.
Conchiglietta ci pensò ancora un po’, ma neppure tanto, e si aprì. Polipetto spalancò occhi e tentacoli per la sorpresa.
Poi balbettò: “Ma, ma… ma tu sei bellissima!”.
Una perla luminosa scintillava dentro Conchiglietta, che arrossì per l’emozione.
“Perché mai tieni questo tesoro solo per te?”.
“Ti assicuro, non sapevo neppure di averlo!”.
“Aspetta qui”.
Polipetto fece un giretto mega-veloce per annunciare la scoperta. E poi tutti vennero a conoscere Conchiglietta, che prese coraggio, si fece molti amici e abbandonò la tristezza, donando la propria bellezza e la propria innata simpatia.
Anche tu conosci qualcuno che sta sempre da solo? Forse è perché si è convinto di non poter dare nulla agli altri, ma si sbaglia di grosso!
Ci vuole un po’ di coraggio e di fantasia.

giovedì 27 giugno 2019

Bambini traditi: nessuno finga di non sapere

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Valeria annegata  aggrappata  a padre nell'attraversamento del Rio Grande. Sdegno e scandalo.

E Marina Corradi ci dà un commento forte su questo fatto, che segue altri analoghi drammi, da non dimenticare, che fare?

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/nessuno-finga-di-non-vedere


Non so voi ma anch'io, come altri, più di quelli che pensiamo forse,  stanotte non abbiamo potuto riposare, perchè avevamo e abbiamo negli occhi la fotografia di Valeria, morta abbracciata al suo papà.
Così come sempre più spesso accade,  si documentino gli strazi di bambini dietro le sbarre, di celle disumane o bambini barbaramente uccisi.
Bambini.

Bambini come i nostri. Come quelli che siamo stati, bambini come sono stati coloro che alzano muri, incatenano e schiavizzano bambini, impediscono loro una vita normale e rendono disperati i loro genitori.

Per chi crede: Dio abbia pietà e ci dia la forza per rendere testimonianza della solidarietà.
Per chi non crede: la fede nella vita e nei valori di sana umanità ci dia la forza di rendere testimonianza della solidarietà.
UGUALE conclusione: la responsabilità a cui siamo chiamati si manifesta nel fare ciò che è giusto là dove siamo e come possiamo.
L'omissione sia reato, ci fa notare  l'economista  prof. Zamagni.

pubblicato da Annamaria Gatti

Foto da "occhioche"