Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

sabato 31 marzo 2012

COMPITI: NON SOLO UN PROBLEMA FRANCESE


MENO COMPITI A CASA? PARLIAMONE!
di Patrizia Mazzola
fonte: Città Nuova
«È una guerra, questa storia dei compiti a casa – dichiara la mamma di una bambina di 9 anni –, passiamo i pomeriggi a cercare di finire entro l’ora di cena i compiti e quasi sempre litighiamo».
«Tante volte la domenica pomeriggio sono dovuto rimanere a casa per studiare e sicuramente preferivo andar fuori a giocare!», dichiara un bambino di una V classe.

L’iniziativa dei genitori francesi che hanno promosso il singolare boicottaggio, quello contro «l’inutilità e l’ingiustizia» dei doveri scolastici assegnati ai bimbi delle elementari, è risuonata nel nostro Paese come l’avvio di una campagna pro-contro il fare i compiti a casa.

La discussione è stata riaccesa negli ultimi mesi negli Usa dal documentario Race to Nowhere, che mostra studenti stressati da un sistema educativo che li mette sotto tensione. Per questo, gli insegnanti di una scuola elementare della California, stanno sostituendo i compiti a casa con obiettivi di lavoro specifici per le esigenze del singolo studente e che possono essere completati in classe o a casa, secondo il ritmo di ciascuno.

La dichiarazione del Ministro Francesco Profumo è “possibilista”: «Meno compiti di tipo tradizionale, ma si possono dare stimoli agli studenti senza che questi siano formalmente compiti».

C’è bisogno di stare a casa insieme e piacevolmente, dopo una giornata di lavoro, dedicare uno spazio ai figli che non sia fare i compiti, per esempio giocare insieme: il gioco agevola il rapporto, è educativo  e sviluppa delle competenze come la memoria, l’attenzione. Questo vale per i bambini delle scuole primarie. E per i più grandi?

Lasciare i compiti ai ragazzi che frequentano il tempo pieno diventa una “tortura”, soprattutto per i giovani pendolari, che fanno a volte anche più di un’ora di pullman o treno per raggiungere la scuola. Nelle vacanze più lunghe è tipico vedere i nostri giovani concentrarsi l’ultimo giorno di vacanza per “finire i compiti”, sforzo assolutamente inutile.

I docenti possono offrire alternative a quello che è un mero “doposcuola”, proprio perché ci sono una marea di stimoli e input che i giovani ritrovano nella loro vita quotidiana. Ad esempio per non perdere il ritmo ci vorrebbe un rinforzo come un libro da leggere, vedere programmi particolari in tv, scrivere qualcosa di creativo…

I nostri ragazzi oggi occupano i pomeriggi praticando sport, danza, musica, ciascuno secondo le proprie passioni, che a volte vengono viste come ostacoli alla preparazione scolastica. Ma non si cresce anche così?

giovedì 29 marzo 2012

Punizione 3

SCHIAFFI E AFFINI?

Ricerca "Save the Children ": il 25% dei genitori ammette  punizioni fisiche per educare i loro figli.
Ma  ce lo hanno subito confermato: 
gli schiaffi sono solo un segno di debolezza educativa, l'ultima spiaggia che sarebbe meglio evitare, proprio perchè...
" Il genitore sfinito usa lo strumento educativo più debole, preferendo la potenza alla competenza".  (Pellai, Avvenire, 28 marzo 2012)
E fallisce, perchè l'atto educativo passa attaverso "...le parole , il dialogo, gli sguardi...con gli occhi faccio capire a mio figlio che sta sbagliando. L'angolo del castigo... è sì, una punizione, ma consente un lavoro di rielaborazione".
Alla forza si sostituisce la credibilità, che lascia un' orma indelebile nella crescita del bambino, nel determinare quei famosi paletti.
"Chiediamo ai nostri figli di ubbidirci, non perchè ci temono" conferma Pellai "ma perchè ci amano e non vogliono deluderci... perchè si fidano di noi..."
Mi piacciono moltissimo queste espressioni, che condivido  pienamente e che trovo incredibilmente vere anche nel rapporto educativo bambino-insegnante.
pubblicato da Annamaria 
ill. di Quino: Mafalda

 

lunedì 19 marzo 2012

Padre


Per dire grazie.
Parola poco trafficata.
Ma oggi si può dire grazie a tutti i papà che sono presenti. 
Che ci sono comunque e nonostante tutto.
Anche nelle fatiche quotidiane, fisiche, di cuore e di pensiero.
Anche a quelli per cui spesso è difficile capire come  fare i padri, in questi tempi confusi.
Eppure ci stanno, caparbiamente, senza chiedersi dove e come e se poi si sentiranno realizzati.
Quelli che colgono al volo lo sguardo dei figli, che ascoltano attenti, che vedono oltre la realtà e osservano.
E non si stancano di osservare e di voler bene e di perdere tempo in questo esercizio dell'amore.
Nell'esercizio del sostegno e della guida e del faro che loro, solo loro, sono e saranno, impronta  nella loro storia.
E sanno, questo sì,  che resteranno nel cuore e nella mente dei loro figli, nonostante tutto.
E per questo non si perdono un giorno e un'ora  e un respiro.
Perchè lo ritroveranno ampliato e fortificato dopo chissà quando, ma lo ritroveranno nel gioco dell'infinito che è la vita.
Fatta di tutti i momenti del giorno e della notte, di questa giornata, oggi, adesso, del presente.
E sanno che il futuro è qui.


Pubblicato da Annamaria
Foto da oubliettemagazine

domenica 18 marzo 2012

Le mie regole

Quattro anni.
Mamma: "Ora si va a scuola!"
Bambino: "No! Tu non rispetti le regole."
Mamma: "Quali regole...?"
Bambino: "Le mie!" 
"E quali sarebbero?"
"I bambini malati non vanno a scuola."
"E tu?"
"Io sono malato oggi. Non mi batte più il cuore, senti."
... 
dipinto di Monet
Pubblicato da Annamaria
Dipinto di Monet

lunedì 12 marzo 2012

Punizioni? Riflessione 2


Viste le premesse per me essenziali sul come approcciarsi alla punizione, occorre fare decisamente delle distinzioni relativamente all'età del bambino o ragazzo da aiutare.
Un bambino di pochi anni ha bisogno di segnali chiari, immediati, misurati, di routine e di sicurezze. Ogni punizione ha per lui il segnale dell'interesse dei genitori e, se non deve umiliare, deve correggere dando un messaggio chiaro: mi interessi e voglio aiutarti a stare bene . Non serve che si usino molte parole: quando si decide sia utile vi saranno dei costi ad un risposta sbagliata, nonostante gli interventi e gli avvertimenti. Così saprà che la responsabilità dei propri comportamenti è solo sua. Questo lo aiuterà a vivere bene nel rapporto con gli altri, ma soprattutto inizialmente nelle relazioni familiari e nella vita familare stessa
Ma non solo, altro elemento di importanza è la condizione:

per ogni bambino la punizione può e deve avere un significato diverso, perchè diversi sono il temperamento, il carattere, la situazione e la storia esistenziale, nonchè l'ambiente educativo. E quindi è possibile che una punizione sia utile a un bambino e si riveli inefficace per un altro.
Come in questo blog abbiamo in più tematiche segnalato, (regole, autonomia, autostima, sicurezza) quello che è certo è che i bambini, fin dalle prime ore di vita ci chiedono di essere
riconosciuti e valorizzati dando loro dei punti fermi, dei paletti da seguire in sicurezza, senza sbandare e trovarsi poi a fare i conti con punizioni che non comprendono e non possono aiutarli.
pubblicato da Annamaria
illustr. da "Pinocchio" di W. Disney

sabato 10 marzo 2012

Blogger


Ebbene, non sappiamo come, ma siamo diventati più di trentottomila, con un incremento, in un mese, di oltre 6000 utenze di questo blog dedicato ai bambini e ai loro genitori.
Ci sentiamo responsabili del vostro tempo e della vostra ricerca:
il tempo è così poco e va speso bene!
Perciò ci ripromettiamo un impegno:
non diamo nulla per scontato, non perdiamo occasioni.
E desideriamo starvi vicine in questo splendido cammino educativo, con tutte le sue asperità.
Con leggerezza!
Un caro saluto a tutti voi!
Maddalena e Annamaria


pubblicato da Annamaria
foto di Annamaria

venerdì 9 marzo 2012

Punizioni? Riflessione 1




Un fatto di cronaca ci ha interrogato sulle punizioni e c'è il desiderio di comunicare.
Non è semplice parlare di punizioni: non esistono indicazioni che vanno bene sempre e per chiunque.
Alcuni punti fermi però li possiamo condividere, perchè la punizione:
  • deve correggere, senza umiliare,
  • deve aiutare,
  • deve essere autorevole,
  • deve essere ferma,
  • deve essere sostenuta da fiducia,
  • deve comunque essere lungimirante e promuovere l'autostima,
  • non deve mai rifiutare la persona del bambino,
  • non dovrebbe mai essere corporale,
  • deve sempre essere aperta al perdono,
  • non deve essere un trasferimento di lacerazioni e insuccessi degli educatori,
  • ..............................
Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto di Giovanni