Benvenuti ai genitori...e ai bambini!

Questo blog nasce dal desiderio di condividere "lievemente" le gioie, le speranze, le sorprese, le favole e i dubbi che...
rallegrano e stimolano le scelte quotidiane dei genitori.

mercoledì 30 giugno 2010

STARE INSIEME 3



















TRA MILLE ALTRE OCCUPAZIONI I BAMBINI PREFERISCONO SENTIRE LEGGERE.
OLTRETUTTO SONO RISULTATI I LETTORI PIU' FEDELI IN ITALIA (statistiche recenti alla mano!!!) ...grazie alla scuola e ai suoi percorsi di educazione alla lettura? ...grazie ai genitori sempre più sensibili?


MI LEGGI UNA STORIA? Ovvero: stai con me?
PRIMA PUNTATA
di Annamaria Gatti
fonte: Città Nuova
Illustrazione di Altan: la dolcissima PIMPA.


Per esempio una sera…

Da bambina ho letto molto e ho goduto dei racconti che hanno popolato tranquille serate senza televisione, poiché il “tutti a letto dopo carosello”, voleva dire “adesso vi leggo una storia…”

Quando sono diventata mamma, è stato normale leggere o raccontare un po’ di tutto…da subito e soprattutto ovunque: prima di dormire, giocando insieme, con gli amichetti del quartiere, durante i frequenti viaggi in automobile, mangiando, combattendo l’influenza…

Qualsiasi oggetto poi, in continuità con le letture, poteva trasformarsi in un personaggio parlante e animato di sentimenti più o meno buoni, pronto ad affrontare avventure e accadimenti, sobillando oscuri destini, comunque destinati poi a sera, a sfumare in un sonno pacificatore. Spesso però, lo ammetto, arrivava prima il “mio” abbandono nelle cosiddette braccia di Morfeo, dopo un’intensa giornata da mamma… e altro! Allora il racconto o il libro si facevano muti e continuavano le mie figlie la storia, mentre nel dormiveglia percepivo frasi del tipo:

Piano, piano… altrimenti mamma si sveglia!”

Il momento della sera! Magico e intrigante, attimo del raccontarsi, capace di convogliare il vissuto di una giornata, con le sue piccole scoperte, le delusioni e le battaglie. Capace di rendere così vero il perdono, se necessario, e la possibilità di ricominciare, liberi da zavorre inutili. Esperienza preziosa per la serenità dei piccoli!

Diventa però anche il momento della lettura, che poi si perpetua da adulti: chi non ha sul comodino un libro? Magari anche un giornale a fumetti? E quanti vorrebbero avere la possibilità di dedicare più tempo alla lettura serale, spento il televisore, il cellulare e le voci di casa?

Per esempio per i bambini la lettura serale (o il raccontare) dell’adulto e poi personale è un cerimoniale graditissimo: l’importante è cominciare, cominciare presto, da piccolissimi, ad entusiasmarli alla presenza di queste piccole miniere di vita, che fra l’altro oggi hanno formati e presentazioni adeguate all’età, ricche di stimoli artistici e creativi.

mailtomailtgatti54@yahoo.it



martedì 29 giugno 2010

LA TV ALTERNATIVA...in un libro






















Da "TV CHE PASSIONE"

di Annamaria Gatti

illustrazioni di Laura Cortini
Effatà Edizioni


LA TELEVISIONE DI FILIPPO
Filippo ha deciso di costruirsi una TV tutta sua e ...ha capovolto il suo quartiere, invitando tutti a collaborare al progetto. Poi tutte le sere di vacanza, tutti in piazza a vedere una tv speciale, fatta da ragazzi, genitori, nonni e amici! Recita con Filippo la filastrocca di pubblicità, creata da protagonista e dalla sua amica Elisa: TELEVISIONE, CHE PASSIONE

Or ti racconto la tv

ne ho vista tanta, l’hai vista anche

tu?

Vieni a vedere…

un’avventura tutta speciale

però con il sole, il cielo e il mare,

i personaggi più divertenti

con i buoni più potenti,

i principi ricchi di saggezza

e i soldati sempre in festa,

i cavalieri più paurosi,

gli orchi e i maghi più spassosi.

Nella mia scatola di cartone

c’è il “tiggì” di cose buone.

Non passa violenza, non passa l’inganno

in nessun mese dell’anno…

e poi cosa rara, novità: non c’è mai

pubblicità.

Nella tv fatta da me, l’amico vale

più del re!!!


lunedì 28 giugno 2010

STARE INSIEME 4


SPECIALISSIMO!
Ai bambini di oggi e di ieri, che pubblicano post su questo blog, Margherita e Peter Kostner mandano una veduta dal loro balcone.
Il fatto curioso è che il loro balcone appartiene alla loro casa
e la loro casa ad Ortisei, gode di un panorama mozzafiato! Diciamo meglio dei programmi tv...
Grazie mille!

Pubblicato da Annamaria Gatti
foto di Peter Kostner

domenica 27 giugno 2010

REGOLE PER STARE BENE ANCHE CON LA TV





















IL LORO DECALOGO

Senza scomodare Karl Popper, che ben tuonava a difesa dei bambini, esposti alla violenza di una televisione inadeguata o forse più propriamente sciagurata e propugnava una "patente" per lavorare alla programmazione e alla realizzazione delle offerte tv, mi piace proporre il "DECALOGO PER SOPRAVVIVERE ALLA TIVU'".
E' un documento preparato da bambini di nove e dieci anni, alla fine di un percorso pedagogico, con l'obiettivo di crescere consapevoli...
...Anche se la regola aurea, come la chiama il Movimento non violento che la pone come prima regola nel suo decalogo, è proprio la consapevolezza dei genitori di essere modello per i loro figli, sentiamo come "regolano" dei ragazzini questo rapporto con l'elettrodomestico più invadente delle nostre famiglie!
SENZA REGOLE ABBIAMO CAPITO CHE NON SI PUO' CRESCERE, PERCIO' ALLA FINE DEL LAVORO INTERESSANTE FATTO A SCUOLA, ABBIAMO VOTATO QUESTE REGOLE PER VIVERE MEGLIO CHE SI PUO' LA TV:
1) guardare la tv un'ora al giorno, di più è troppo,
2) scegliere il programma da vedere,
3) scegliere i programmi con mamma e papà,
4) eliminare i cartoni e i film violenti subito,
5) non guardare la tv durante i pasti: ci si incanta e non si può chiacchierare
6) eliminare il telegiornale a tavola: non è adatto per noi,
7)non guardare tv la sera subito prima di dormire: non si dorme bene,
8)non guardare tv al mattino, prima di andare a scuola perchè poi fai fatica a stare attento e ti restano impresse le immagini della tv,
9)non avere la tv in camera: chi di noi ha la tv in camera ci ha raccontato brutte esperienze,
10)se è possibile non guardare la tv da soli, sarebbe meglio con i genitori!
Non credo siano delle novità, ma riattivare un ripensamento sull'approccio alla tv mi pare una riflessione utile ai nostri bambini!
Attendiamo altri contributi!

Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
illustrazione di Anna,10 anni

venerdì 25 giugno 2010

UNA FAVOLA PER STARE INSIEME!












CHI HA DISTRUTTO
IL PIANETA TIVVU'?

di Annamaria Gatti
illustrazione di Eleonora Moretti
Fonte: Città Nuova
CHI HA DISTRUTTO IL PIANETA TIVVU’

C’era una volta il pianeta TIVVU’ che ora però non c’è più.

TIVVU’ era un posto strano, molto strano, per questo è scomparso dall’universo e non lo trovano più, in nessuna galassia.

Sul pianeta TIVVU’ i bambini appena nati venivano consegnati alle baby-tivvu’.

(Puoi andare avanti a leggere questo racconto solo se sei forte e coraggiosa o coraggioso.)

Oh…! Le baby tivvù erano dolcissime e premurose…insegnavano subito ai bambini a guardare lo schermo: al posto della testa (ORRORE!) avevano una televisione, un bel monitor, telecomando e playstation incorporati, tutto funzionante alla modulazione della voce!

Facevano un po’ impressione, ma i bambini conoscevano solo le baby-tivvù e si fidavano.

Ai bambini insegnavano a usare la voce e il pensiero, per sintonizzarsi sui canali televisivi. E se qualcuno tentava di ribellarsi… aggiungevano chili di pubblicità e li convincevano ad avere bisogno proprio della tivvù… e delle sue proposte.

Sul pianeta c’era un solo grande presidente che, con qualche collaboratore fidato, controllava centinaia di commissioni. Le commissioni erano proprio tante e curavano la programmazione degli schermi. E così i bambini crescevano buoni, buoni, fermi, fermi e imparavano tutto ciò che lo schermo trasmetteva loro.

Sul pianeta TIVVU’ le mamme e i papà erano rinchiusi a lavorare nei locali di programmazione e lavoravano sempre sempre. Non potevano stare con i loro bambini: come avrebbero potuto i piccolini imparare i programmi TIVVU’, se con loro fossero andati a passeggio nei parchi, a trovare i nonni, a giocare a pallone o con gli aquiloni, a fare castelli di sabbia sulla spiaggia del mare o a vedere le mucche in alta montagna?

Ma un bel giorno il presidente di TIVVU’ fece un errore di distrazione. Qualcuno riuscì a mandar in onda una vecchia inchiesta: COSA FA UNA MAMMA?

“Mamma, cos’ è una mamma?” si chiese Paolina, una delle bambine di TIVVU’.

“Io non lo so proprio.” rispose Marco, suo vicino di schermo. E all’improvviso, forse perché erano malati, sentirono una grande curiosità.

E infatti nel servizio trovarono le risposte.

“La mamma” spiegava la voce fuori campo “cura i suoi bambini, fa la maestra, la cantante, l’infermiera, la cuoca, l’attrice, la parrucchiera, l’estetista, la sarta, la stiratrice… Gioca con i suoi bambini, racconta e legge loro le storie più belle, ride e scherza con loro, qualche volta si arrabbia e bisogna obbedirla…Ci tiene molto che siano educati e rispettino le regole del vivere civile! Porta i suoi bambini in piscina, alle giostre, al cinema e a teatro, dal pediatra, dal dentista o dal parrucchiere… Va alle riunioni della scuola perchè vuole aiutare i maestri a crescere bene i suoi figli. Con i suoi bambini cucina e prepara dolci e pizzette. Li sgrida, se necessario e li corregge. Li difende dai pericoli e se hanno un problema li aiuta. Li ascolta quando hanno un dolore o una preoccupazione. Resta sveglia tutta la notte se hanno la febbre o se fanno un brutto sogno e poi li abbraccia 9 volte al giorno, prima o anche dopo i pasti, come una medicina, per far loro sentire che sono amati e importanti. La mamma è davvero una gran cosa!

“E dove sono le nostre mamme?” si chiesero Paolina e Marco. E avvisarono tutti gli altri bambini del pianeta. Ci fu un sommesso subbuglio, tutti fecero parte della setta segreta per la ricerca delle mamme di TIVVU’.

Con la modulazione della voce si misero in contatto con la centrale emittente e lanciarono il messaggio: troviamo le mamme!

Ma “troviamo le mamme” era la parola – virus e tutta la programmazione andò in tilt!!!

Le commissioni andarono in confusione, il presidente perse il controllo del pianeta e si aprirono i bunker dove lavoravano le mamme e i papà, che uscirono subito in gran fretta.

“Oh meraviglia!” gridarono i bambini buttandosi fra le braccia delle mamme. Nessuno potè resistere a quell’abbraccio e, mentre il presidente e i suoi collaboratori cercavano di ripristinare il controllo sui programmi danneggiati, papà e mamme, con i loro figli, salirono sulle astrotivvù e partirono per cercare un pianeta più giusto e vivibile, nella galassia.

Del pianeta TIVVU’, ve l’ho già detto, non si seppe più nulla, forse sarà scoppiato o chissà dove è finito…

Se conoscete qualcuno che pensa-pubblicità o non riesce a staccarsi dalla televisione, o dalla playstation o dal computer…avvisatemi. Potrebbe essere un alieno del pianeta TIVVU’!


mercoledì 23 giugno 2010

STARE INSIEME 2. CON LA TV?



TV, CHE PASSIONE!
Certo, può essere che si scelga di so-stare con i nostri... proprio davanti alla televisione! Condividendo con loro uno spettacolo di animazione, un documentario, un film...
Non illudiamoci!
Se chiedi ai bambini di indicare a quali occupazioni preferiscono dedicarsi dopo la scuola, ti rispondono di tutto, tranne quella di seguire la televisione e le sue proposte.
Il rapporto bambini-tv è molto critico, per le implicanze pedagogiche, per lo sviluppo cognitivo, socioaffettivo e per lo sviluppo fisico e l'educazione alimentare. Esso è stato spesso oggetto di studi internazionali, di indagini, statistiche quindi, e interventi presso gli educatori e soprattutto i genitori. La relazione ragazzi-tv è anche oggetto di salutari percorsi scolastici di buona educazione, a cui i bambini rispondono sempre con entusiasmo e grande coerenza.
I bambini...
...Che poi trascinano in settimane "senza tv" i loro genitori e i risultati, anche in esperienze recenti con cui sono stata in contatto, sono strabilianti!
La qualità delle proposte televisive è andata sempre più deteriorandosi nel tempo e i bambini di oggi ci sembrano ancora più esposti ai disagi e ai pericoli imposti da questo ...elettrodomestico, a cui qualcuno, in una infelice battuta , chiedeva di rispettare il proprio turno nel riordino della cucina, vista la realtà di membro stabile della ... famiglia, (momento ludico, ..."educativo", baby sitter...) purtroppo!

Eppure un elettrodomestico si accende e si spegne secondo una volontà ed educare all'esercizio della volontà è un obiettivo sorretto da un preciso e coraggioso progetto educativo. Questa di oggi, solo una piccola riflessione. Cosa rappresenta oggi la tv in famiglia? Abbiamo abbassato la guardia, sconfitti o rassegnati?
Come gestire la tv con i bambini? Quali esperienze positive possiamo mettere in comune? Alternative?
Infinite!

Dal non acquistarla proprio (vi assicuro non se ne sente la mancanza!), alla scelta dei programmi secondo criteri fissi e condivisi e visti insieme, alla gestione di altre fonti e altri strumenti video autogestite, alla scoperta del mezzo come strumento utile e positivo, quando lo è e lo diventa.

Se poi usiamo bene noi adulti la tv, la useranno bene anche loro: è sempre un problema di coerenza.
E i bambini ci guardano, più che ascoltarci, come ci raccontavamo in un post precedente (23 marzo)!

pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
illustrazione di Laura Cortini da:
A. Gatti "Tv che passione!" Effatà Editrice


lunedì 21 giugno 2010

Sognare, dire, fare...INSIEME CONVIENE


Insieme… da soli

Meglio insieme che da soli

di Annamaria Gatti

illustrazione di Eleonora Moretti

fonte: Città Nuova

Cello, il violoncello, aveva un’aria triste e forse arrabbiata.

Voleva andarsene via perché, quando suonava, la sua voce si diffondeva così armoniosa che aveva pensato: sono tanto bravo da solo, non ho bisogno della mia famiglia.

La sua famiglia era un quartetto famoso in tutto il paese. Era composto da Lino il violino, dal trillo incantevole, Viola la viola, dal suono vibrante e misterioso e Asso, il contrabbasso dal vocione profondo e possente.

Ma cosa si è messo in testa Cello?” chiese Viola.

Dice che suonerà sempre da solo, che non ha bisogno di noi!” le rispose Asso.

Oh, non è possibile!” esclamò Lino trillando un la minore di uno stupore triste.

Cello se ne andò e un raggio di sole, forando curioso una nuvola grigia, lo sorprese:

Cosa fai, Cello?”

Vedi? Suono da solo!”

Le note si rincorrevano nel cielo allegre o tenere, poi sempre più rotte.

Il sole tornò ad accarezzare Cello che suonava una cosetta malinconica e sottile:

Uh, che musica triste!”

Sono stanco di stare da solo: suono, suono, ma la mia musica sembra si spezzi…” sospirò Cello, con una grande nostalgia nelle corde.

Il sole balenò di soddisfazione e Cello si mise in viaggio: era un viaggio di ritorno.

Dove sono andati i miei amici?” chiese appena entrato in paese.

Erano qui pochi giorni fa” spiegò il ma

estro di musica da camera, “poi sono partiti per cercarti…”

Perché?

Perché senza di te non riuscivano più a trovare l’armonia: i concerti facevano pena, senza il tuo canto da tenore!”

Cello rimase senza note e anche il fiato gli mancò.

Poi si scosse e riprese la sua ricerca, cantando:

Lino dove sei? Asso, Viola dove siete?”

Ma nessuno rispondeva e intanto era scesa la notte.

Nel buio Cello continuava a chiamare i suoi amici, finchè un’armonia dolce e anche un po’ triste lo colpì e sentì vibrare tutte le corde.

Riconobbe le voci degli amici e anche il suo concertino preferito. Mancava proprio la voce del violoncello.

Asciugatosi una lacrima sulla cassa panciuta, prese ad accompagnare i suoi amici da lontano. Sapeva che lo avrebbero sentito e nel buio luccicavano non solo le corde e gli archetti. Ma anche i cuori degli strumenti.

Si ritrovarono, commossi tutti e quattro, sulla spianata del parco.

Impossibile suonare un concerto da soli.

Impossibile vivere in armonia pensando solo a se stessi.

Siamo fatti per fare l’unità, in famiglia” esclamarono Cello e i suoi tre amici.

In tanti si erano radunati lì per ascoltarli e tutti applaudirono all’unità.

Anche tu hai fatto un’esperienza come quella di Cello?

Vuoi raccontarcela?

Scrivici!