sabato 25 aprile 2026

Mamme che soffrono. Una proposta che coinvolge la politica dal Forum Famiglia Veneto


Non lasciamo sole le mamme dopo la nascita dei loro figli. 
Costruiamo attorno a loro un villaggio solidale, che salva come serve alla crescita di bambine e bambini. 

L'anonimato o la fretta dei servizi sanitari, anche qualificati e generosi, già carichi di impegni e sempre più penalizzati dai vari provvedimenti,  va supportato con l'empatia e la solidarietà di tutti coloro che incontrano le madri e i padri, ma soprattutto con l'attenzione di chi vive loro accanto.

Però... C'è un però.

Occorre agire. Subito. 

Per esempio il Forum Famiglia Veneto sollecita la politica: 

La salute mentale delle mamme non può più essere un tema secondario

“Visitare a domicilio le neomamme per prevenire drammi...”

È questo il messaggio forte del pediatra Giorgio Tamburlini, che richiama dati che non possiamo ignorare:

👉 la depressione post partum riguarda circa il 12% delle madri

👉 ed è una condizione in crescita, soprattutto tra le generazioni più giovani

Secondo Tamburlini, molte situazioni critiche potrebbero essere prevenute con programmi strutturati di visite domiciliari postnatali, già raccomandati a livello internazionale ma ancora poco diffusi in Italia.

📌 Non è solo sanità.

È:

* sostegno alle donne

* supporto alle famiglie

* tutela dei bambini

* benessere della comunità

👉 Ed è qui che vogliamo essere molto chiari.

Nella nostra proposta di politiche regionali per il Veneto avevamo previsto proprio questo:

️ percorsi di accompagnamento alla genitorialità

️ visite post partum a domicilio da parte di personale qualificato

Una direzione concreta, che oggi trova conferma anche nella comunità scientifica.

❗ Una proposta che non ha ancora trovato pieno accoglimento

ma che continuiamo a mettere al centro con determinazione.

Perché non basta dire “lo avevamo detto”. 

Serve agire.

💬 Le famiglie lo vivono

💬 La scienza lo conferma 

💬 I fatti ce lo ricordano

👉 Ora tocca alla politica regionale fare un passo avanti.

Il Veneto ha bisogno di:

️ più prevenzione

️ più prossimità

️ più sostegno reale 

Ci vuole coraggio. 

Ma questa è la strada.

Fonte: Avvenire, 24 aprile – Giorgio Tamburlini, “Visitare a domicilio le neomamme per prevenire drammi ...”

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Pubblicato da Annamaria Gatti

gatti54@yahoo.it

lunedì 20 aprile 2026

I nostri figli diseducati all'empatia

Immagine della sera della fiaccolata a Massa in memoria di Giacomo Bongiorni foto da Avvenire/FOTOGRAMMA

Propongo l'intervento dello psicoterapeuta  Alberto Pellai pubblicato su Avvenire il 19 aprile scorso. 

Anche questo fatto ci interroga e ci obbliga a fermarci per saper leggere, capire, trovare soluzioni, alleanze, lavorare, proporre, condividere, avere cura... e c'è molto da fare per tutti. 

Nell'omicidio di Massa a far inorridire è il blackout dell'empatia

di Alberto Pellai

... Cosa ci strazia dell’orribile omicidio di un padre di famiglia avvenuto a Massa Carrara ad opera di un gruppo di adolescenti e giovani adulti? Più o meno tutto: l’età dei protagonisti, la dinamica dei fatti, la futilità delle motivazioni che lo hanno reso possibile. 

Tutto ciò che ci ha raccontato la cronaca sembra fuori dal principio di realtà. «Non è possibile, una cosa così» viene da dire, a noi, esterni ai fatti, che ne veniamo a conoscenza dai mass media. Ma la stessa incredulità appartiene anche ai genitori degli indagati, che raccontano di non riconoscere i loro figli negli autori di quei fatti di cui tutti i media parlano. 

Siamo tutti straziati, di fronte a fatti così. Lo siamo come adulti della comunità educante: che cosa abbiamo sbagliato per trasformare la crescita in un’età indifferente al dolore, al valore della vita, alla capacità di rispettare limiti non oltrepassabili, tra l’altro sanciti dalla legge che – se quei limiti non sai riconoscerli e rispettarli – te ne chiederà conto e cambierà per sempre la traiettoria del tuo futuro?

Ma c’è uno strazio che ci avvolge e coinvolge che nasce da un elemento ancora più profondo, che è la dis-umanità di cui questo omicidio è testimonianza, una disumanità della cui origine, causa, procedure non riusciamo a capacitarci. Ci viene da credere ai genitori degli indagati, il cui pensiero suona più o meno così: «Non possono essere i nostri figli ad aver fatto una cosa del genere. A casa nostra, noi non celebriamo la violenza, non li percepiamo desiderosi di provocare la morte altrui, non possiamo credere che dentro di loro abiti un istinto omicida che aspetta solo il momento giusto, la vittima inconsapevole per emergere e agire». 

Come è possibile che soggetti che stanno ancora abitando il primo tempo della loro vita siano capaci di produrre crimini tanto efferati rimanendo indifferenti e insensibili? È proprio questa la domanda che continua a girarmi in testa da giorni, perché in questa storia mi ha colpito la totale mancanza di freni inibitori nell’aggredire un adulto che ha di fianco a sé il proprio figlio undicenne. 

Se c’è un minore vicino, gli esseri umani sanno fare (o dovrebbero essere capaci di farlo) due passi indietro, qualsiasi sia l’intenzione che ti muove. Ancora di più se quel minore ha pochi anni meno di te. Anche tu eri undicenne nel recente passato, anche tu hai camminato col tuo papà per le strade della tua città. Come è possibile che vedere un tuo quasi coetaneo a fianco del padre che stai massacrando, sentirlo urlare di fermarti, vederne l’angoscia e l’impotenza non provochi in te una retroazione correttiva, non intervenga sul tuo impulso violento, inibendolo?

La scena di questo crimine è inconcepibile, perché ci mostra un gruppo di ragazzi che massacrano senza una reale ragione il padre di un quasi loro coetaneo, che è lì, di fianco a loro, che guarda tutto, che urla, che piange, di cui dovrebbero sentire il dolore e l’angoscia, empatizzando con la sua condizione. 

In fin dei conti lui è quasi come loro. 

Invece non sentono nulla. 

Agiscono indifferenti a tutto. Di fronte a un padre e a suo figlio, trattano quell’uomo come se fosse una bambola di pezza, da abbattere. E quel figlio che assiste è per loro un essere di cui disinteressarsi, del cui dolore non avere alcuna cura. Si muovono sulla scena di un crimine orrendo come si muoverebbe dentro un film in cui gli attori sono chiamati a recitare un ruolo, sapendo che ciò che verrà ripreso dal regista serve a realizzare una fiction che non ha alcuna ricaduta sulle vite reali di chi agisce quella scena. 

Invece, a Massa Carrara, non c’era un set e non c’erano attori: tutto era vero. Era vero il dolore, era vera la morte che è arrivata senza chiedere il permesso, era vero il doloroso sgomento di un figlio undicenne che davanti al proprio padre morto è l’unico a sperare di essere dentro un film e implora al proprio padre di alzarsi, come se – una volta finito di girare la scena – fosse possibile rimettere tutto a posto, ricomporre tutto, senza alcuna conseguenza per nessuno.

La banalità del male oggi sta in una miriade di azioni che vengono compiute assecondando un impulso che non viene sottoposto al filtro del pensiero, che non riflette sulle implicazioni e le conseguenze che derivano dall’agirlo – quell’impulso – perché non sai frenarlo, placarlo, addomesticarlo e significarlo. Sta accadendo che si arriva alla maggiore età, avendo immerso il proprio cervello in un brodo di sovrastimolazione ed eccitazione, dove il valore della potenza e della velocità sopravanza – di gran lunga – quello del pensiero e del significato. Moltissimi videogiochi ti rendono un campione e un super-eroe della loro classifica, se uccidi tanto e in fretta. Per ore, agisci un impulso omicida per gioco, poi esci fuori nel mondo e dovresti fare l’esatto contrario, ovvero preoccuparti di proteggere chi ti sta davanti. Ma dentro di te, quella spinta ad agire in modo indifferente e potente contro l’altro può essere diventata molto più allenata di quella che invece serve nel principio di realtà: ovvero il bisogno empatico e protettivo che nell’altro non vede qualcuno da far fuori, ma qualcuno di cui occuparsi in modo amorevole e solidale.

Nelle vite dei nostri figli è fragilissima la loro empatia, la loro capacità di guardare l’altro in modo soccorrevole, di de-centrarsi dal proprio sentire per sintonizzarsi su ciò che c’è nella mente e nelle emozioni di chi ci sta a fianco. 

Noi adulti non ci siamo accorti che il brodo socioculturale e digitale in cui abbiamo immerso il loro cervello in crescita li educa più alla violenza che all’empatia, più alla logica del branco che alla cooperazione della squadra. 

Siamo tutti, come i genitori, degli indagati: increduli perché anche noi pensiamo che i nostri figli non possono essere quelli che compiono azioni così tremende. Il dato di fatto è che anche i ragazzi del branco, oggi, messi di fronte al principio di realtà che li obbliga a pensarsi come assassini, probabilmente raccontano che loro non avrebbero mai voluto che le cose andassero in questo modo; che loro non ci avevano pensato che dare quei pugni e quei calci avrebbe ucciso un padre; che tutto è degenerato senza che loro se ne rendessero conto. Invece, quel sapersi assassini, oggi dovranno impararlo. Perché nella realtà le cose vanno diversamente da ciò che accade in un film o in videogioco. 

È da qui che tutti noi, genitori, educatori docenti e adulti, dobbiamo ripartire.


pubblicato da Annamaria Gatti

gatti54@yahoo.it


domenica 12 aprile 2026

"Voce di Mamma" un libro, un gioiello

 


VOCE DI MAMMA

di Lorenza Farina 

illustrazioni di Lucia Ricciardi

Edizioni MIMebù

Quasi una recensione di Annamaria Gatti

"Un canto a due voci,

un posto sicuro,

dove si sta bene

e si rimane per sempre." 

da Voce di Mamma

Ci sono gioielli che son fatti di carta, di caratteri alfabetici, dove le parole si rincorrono fra pagine preziose, creando sfumature di perla che incrociano il cuore e accarezzano la mente... Di colori che sanno di cielo e di mare e di forme magiche, che si attardano e si nascondono in un gioco poetico intrigante.

E "Voce di Mamma" è proprio questo, una splendida occasione per accedere a una nuova esperienza da vivere  intorno alla figura materna, che racconta e svela a bambine e bambini, ma che coinvolge profondamente  anche gli adulti accanto a loro. 

Infatti le emozioni suscitate dal recentissimo lavoro del fortunato e consolidato sodalizio fra la scrittrice Lorenza Farina e l'illustratrice Lucia Ricciardi, sono una occasione per rivivere, sia nella lettura ai bambini, sia nell'immersione nelle grandi pagine illustrate, ricordi assopiti della relazione con la madre.



Emerge davvero ciò che autrice e illustratrice sottolineano all'unisono: questo albo è frutto di un'intesa felice, laboriosa e lungimirante per offrire il meglio ai destinatari della loro arte: la voce della mamma torna e ritorna, la riconosci sempre come un'impronta che non può essere cancellata nella tua vita. E' un sospiro o un imperativo, una risata o una nenia... nulla cancella la sua profonda verità: essere stati ed essere amati. 

Ed è questa consapevolezza che fa bene all'infanzia, e non solo, per poter essere protagonisti di giorni gentili, di gesti di pace e di speranza.

Pubblicato da Annamaria Gatti

gatti54@yahoo.it




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mercoledì 25 marzo 2026

I bambini ci osservano, i giovani insegnano.

 


In questi giorni sembra che la vita dei bambini scorra senza novità particolari.

Eppure, a ben pensarci, sono giorni in cui tutto viene assorbito, con l'estrema capacità di filtrare e di intuire che i bambini talvolta non perdono o che tengono ben custodita.

Fra le altre vicende, a cui dovremmo risparmiarli, ci sono anche alcune considerazioni a cui i più grandicelli  possono accedere per trarne vantaggi. 

Sono le piccole o grandi notizie positive, i fatti in cui gli adulti fanno qualcosa di buono e di bello per questa umanità travagliata, e sono tante davvero, anche se i media non le pubblicano.

Poi ci sono le notizie che riguardano i giovani, che in questi giorni hanno dato un esempio a tanti adulti assenti dalla consultazione elettorale.

Come tanti, spero, sto sempre dalla parte dei giovani, un tesoro immenso, che meritano molto, ma molto di più, dagli adulti e dalle istituzioni. 

Intanto il rispetto e la valorizzazione e la promozione. 

Grazie allora a loro che hanno espresso la loro scelta di andare al seggio, intanto, sia per un, sia per un no e poi grazie perchè hanno dato un segnale importantissimo ed epocale: i care, sembrano dire le scelte apposte sulla scheda, e tutto non può essere come prima.

Grazie per  aver scelto poi un no che aiuta a crescere nella democrazia, che dovrà essere fatta di dialogo, di collaborazione tesa al bene comune,  di ascolto, di scelte per i fragili e i deboli, con uno sguardo intenso al desiderio di pace e di giustizia.

Spieghiamolo ai più grandicelli, spieghiamolo nelle scuole. 

Grazie ragazzi!


pubblicato da Annamaria Gatti

foto adnkronos


sabato 21 marzo 2026

Festa del papà il giorno dopo. Un' occasione mancata per le famiglie.

 

 


Pensiero bambino...

Peccato non aver dato seguito 

ai congedi parentali per i padri. 

https://www.avvenire.it/famiglia/la-bocciatura-del-congedo-paritario-

e-la-cura-dei-figli-come-questione-femminile_105236

Un'occasione mancata per fare il bene della famiglia, di tutta la famiglia.

Non c'erano i finanziamenti. 

Ci sono finanziamenti per molte altre cose

(decisamente meno importanti, costruttive e lungimiranti 

della qualità della vita delle famiglie, 

visto l'allarme educativo, la denatalità, ecc ecc).

Era più importante altro...?

E cosa?

L'Italia è amica delle sue bambine e dei suoi bambini?

E delle loro mamme?

Speriamo ci ripensino e ci lavorino su...


Pubblicato da Annamaria Gatti

foto da  blogmamma



mercoledì 18 marzo 2026

Festa del papà: colui che si prende cura, con dolcezza.



In occasione del giorno di San Giuseppe, in cui si festeggiano tutti i papà, una riflessione dello psicologo Ezio Aceti e un video a partire dal volume “Giuseppe di Nazareth marito e padre” (Città Nuova) fonte: cittanuova.it

Il padre, un uomo che si prende cura

Oggi è la festa di San Giuseppe, la festa del papà. 

Nei suoi sogni Giuseppe ha ricevuto dall’angelo quasi sempre un unico messaggio: prendi con te tuo figlio e sua madre a va’ dove ti indicherò.

Ecco, San Giuseppe si è preso cura: questo è quello che deve fare un padre oggi, in un tempo che papa Francesco definisce “un tempo cattivo”. 

Un padre non deve gridare, urlare, arrabbiarsi, come tanti purtroppo fanno: è un padre che serve, che si prende cura. Come può fare questo? 

Usando le buone maniere, la pazienza, l’onestà, l’intelligenza, la gentilezza.

Apparentemente sembra che tutto ciò sia fonte di debolezza, ma non è così. 

Per parlare del padre mi viene in mente la scena di San Pietro, quando nell’ultima cena Gesù spiazza tutti mettendosi in ginocchio e lavando i piedi e Pietro si ribella: Gesù invece dice «Questa è la via», il servizio.

Cari papà, c’è bisogno di noi, di uno sguardo verso il futuro: ma è uno sguardo che si nutre della gentilezza, della dolcezza. Facciamolo trionfare questo servizio, facciamo trionfare la dolcezza, in un mondo dove tutti vogliono avere ragione, dove tutti si arrabbiano. Invece il padre è colui che diventa servo di tutti, per portare tutti ad essere un’unica grande famiglia.

Da non perdere:

A questo link è possibile vedere il video del dialogo tra Ezio Aceti e Luca Gentile “Papà dove sei”, in occasione dell’uscita del libro “Giuseppe di Nazareth marito e padre” (Città Nuova)

https://www.youtube.com/watch?v=VskNhdjJBwk


Pubblicato da Annamaria Gatti

foto da Città Nuova 

martedì 17 marzo 2026

Contro il male: passa il favore.


Sarà che i media, troppi! ignorano persone, volontari, onlus, amministratori, professionisti, aziende, politici...  che lavorano per la pace e le scelte che rompono la barriera della logica guerrafondaia e della litigiosità a prescindere, vien voglia proprio di capovolgere questo clima diffuso, che vorrebbe tutti nel girone della prevaricazione e della litigiosità, per approdare su spiagge pulite e visitate dalla speranza. 

Non è buonismo becero o ingenuo. 

E' desiderio di improntare ogni piccolo gesto quotidiano alla pace, all'accoglienza, alla compassione, per trovare motivo di coraggio e forza per abbattere i muri. 

Ecco perchè alcune animatrici di gruppi giovanili mi hanno stupito con "passa il favore", mutuato da un film, neppure troppo famoso credo, ma che lascia un'impronta là dove passa, appunto!

La narrazione posa l'attenzione su un ragazzino che trova il modo perchè il mondo cambi e in meglio.

Se ciascuno che riceve un favore, lo "passa" ad altre tre persone, e di conseguenza le tre persone lo ricambiano ad altre tre, ecco: la moltiplicazione degli aiuti cambierebbe tutto il clima delle relazioni umane di questo povero e acciaccato pianeta.  

E non ci sarebbe posto per i poveri pazzi che fanno o vorrebbero fare la guerra, come nelle migliori filastrocche per bambini, e per adulti.

"Passa il favore", dal film Un sogno per domani

 https://www.youtube.com/watch?v=uSj-FZ4dK3A

mercoledì 4 marzo 2026

Un'altra favola di Paolina per raccontare la speranza e la bellezza: Paolina primavera

                              

PAOLINA PRIMAVERA

di Annamaria Gatti

Illustrazione di Eleonora Moretti 

Fonte:  Città Nuova Marzo 2022

dedicata a Sofia

Paolina era stata in letargo nella sua tana e ora si stava svegliando.

“Oh, che dormita. Chissà cosa farà ora Sandro…” stava pensando, proprio mentre la voce dell’orsetto l’aveva invitata.

“Paolina esci, ho una fame! Facciamo colazione?”

L’orsacchiotta aveva afferrato l’inseparabile peluche orsobimbo e si era precipitata fuori.

Si era stropicciata gli occhi perché il sole era già alto e splendente.

“Cavolo! Orsobimbo, guarda com’è diventato magro Sandro e il bosco non è più rosso e giallo come nel mio bel disegno! Ci sono foglioline nuove sui rami dei larici e l’abete ha gli aghi verde chiaro!”

“Il bosco è diverso, ma cosa è accaduto?” aveva chiesto Sandro.  

“Ops! Sono inciampata in una zolla fiorita… Sono primule. E ohi,  stavo per schiacciare una bellissima farfalla gialla! ”

“Queste sono margheritine, ma chi ce le ha messe? E le formiche hanno ripreso a fare lunghe file per procurarsi qualche seme” aveva aggiunto Sandro stupito.

“Dobbiamo scoprire chi ha fatto queste bellissime cose.” Paolina era decisa e voleva capire. Intanto si stiracchiava e pensava alla colazione: il pancino suo e di Sandro brontolavano. Solo orsobimbo era pacifico come sempre, chissà perché.

Fu allora che un fringuello sfiorò Paolina con un frullio d’ali: “Paolina, ben svegliata! PISTAAAAAA, devo preparare il nido per i miei piccolini.”

“Oh bella, ma che succede?” Ma l’uccellino era già volato via.

“Non vedi orsetta? E’ arrivata la primavera!” aveva spiegato una capinera di passaggio.

“Prima-cosa?!”era sbottato Sandro.

“P - R - I - M -A- V -E -R -A, Sandro. Quella cosa che c’è più luce e calore e…”

“…E scoiattolo Rossino si risveglia e ricomincia ad arrampicarsi e a borbottare?”

“Ecco proprio così, ma non so chi combina tutto questo. Vieni, facciamo colazione da nonno Gianni così chiediamo a lui.”

Si incamminarono verso la dimora di nonno Gianni e quando furono lì, finalmente il mistero fu…quasi svelato.  

“Cari orsacchiotti, cara nipotina, è l’amore il responsabile di tutta la primavera. La natura obbedisce all’amore che l’aiuta a mettere nuovi frutti, foglie e nuove creature. Non è meraviglioso?”

Aveva un sguardo birichino e dolce il nonno, da dietro le lenti degli occhiali posati sul suo nasone di vecchio orso. Quante cose sanno i nonni!

Paolina e Sandro restarono a bocca aperta increduli. Poi orsobimbo partì alla ricerca dell’amore per ringraziarlo di quella bellezza.

Pubblicato da Annamaria Gatti

gatti54@yahoo.it



 



martedì 3 marzo 2026

Genitori efficaci in tour: puoi conoscere il metodo Gordon negli appuntamenti vicini a te.

 


Thomas Gordon 
(1918-2002)
Thomas Gordon è stato uno psicologo statunitense e collega di Carl Rogers. È ampiamente riconosciuto come un pioniere nell'insegnamento delle abilità di comunicazione e dei metodi di risoluzione dei conflitti a genitori, insegnanti, leader, donne e giovani

La meridiana è da sempre sensibile editrice di opere dedicate al mondo educativo ed è curatrice da decenni delle pubblicazioni che diffondono il metodo Gordon. Attualmente, in questa importante emergenza educativa, ha rivolto ai genitori alcune proposte molto concrete: sta  curando appuntamenti on line e in presenza, sparsi in Italia, con un calendario in continuo aggiornamento, sul metodo stesso,  avvalendosi di collaborazioni di un certo prestigio ed autorevolezza.

Qui sotto una breve presentazione e gli appuntamenti, con un invito alle librerie disposte ad accogliere l'invito.

Genitori efficaci in tour

Di città in città per conoscere il Metodo Gordon

Un tour di presentazioni nelle librerie d’Italia per scoprire il Metodo Gordon attraverso il libro “Genitori Efficaci” di Thomas Gordon (edizioni la meridiana) e il corso Gordon a esso abbinato, a cura di PARLIAMOCI: un invito a incontrare idee, parole e strumenti che possano accompagnare i genitori nel loro cammino quotidiano.

NB: Il calendario è in continuo aggiornamento.

Borgomanero (NO) | Brescia | Genova | Merate (LC) | Milano | Novara | Oleggio (NO) | Sesto Fiorentino (FI) | Tirano (SO) |

Borgomanero (NO) | Libreria Mondadori

Brescia | Libreria dei ragazzi

Genova | Il Librificio del Borgo

Merate | Libreria La Cicala

Milano | Ancora Store

Novara | Libreria La Talpa

Oleggio (NO) | Piccola Officina del libro

Sesto Fiorentino (FI) | Libreria Rinascita – Ubik

Tirano (SO) | Libreria Tiralistori

I webinar di Genitori efficaci

Momenti formativi online per genitori e futuri genitori

a cura dell’associazione Parliamoci

prossimo webinar: Meno ricette, più relazione | 5 marzo 2026

INFORMAZIONI

Sei una libreria e vuoi unirti al progetto, ospitando una presentazione?

Scrivi a info@lameridiana.it

Contatti

edizioni la meridiana | info@lameridiana.it | www.lameridiana.it | cell. 376 123 1656

Parliamoci | info@parliamoci.org | www.parliamoci.org | 328 931 3582 (whatsapp)

Essere genitori oggi. Metodo Gordon: un'occasione di formazione

Essere genitori di un adolescente, o sapere di diventarlo, significa muoversi in un territorio complesso, dove le vecchie “ricette” educative spesso non funzionano più. 💻 Il webinar Meno ricette, più relazione, ispirato ai principi del metodo di Thomas Gordon, offrirà strumenti pratici per:

✅ migliorare la comunicazione

✅ gestire i conflitti 

✅ favorire responsabilità e autonomia nei figli

🔍 Attraverso esempi concreti e riflessioni guidate, l'obiettivo sarà quello di costruire relazioni solide, fondate su ascolto, rispetto reciproco e autorevolezza.

📅 Giovedì 5 marzo 2026 • ore 18-19:30

📍 Online su Zoom

👥 Per genitori e futuri genitori di adolescenti, ma anche counselor, pedagogisti ed educatori

Iscriviti 👉👉 https://formazione.edizionilameridiana.it/prodotto/meno-ricette-piu-relazione-competenze-relazionali-per-crescere-gli-adolescenti-con-consapevolezza-5-marzo-2026/


pubblicato da Annamaria Gatti

lunedì 2 marzo 2026

Ma davvero non si salva nessuno?


Sono sempre sconcertata dal fatto oggettivamente riscontrabile da tutti di quanto il male, la grettezza, la falsità e l'invidia e l'aggressività popolino le pagine web, i media, i social...

E fin qui nulla di nuovo.

Ma quello che spiace sono le valutazioni  negative continue alla famiglia e ai genitori in particolare. Anche qui nulla di nuovo, ma qualcuno si rammarica di questo continuo martellamento.

Alcuni nomi illustri di psicologi affollano teatri, sale tv e social con affermazioni di giudizio pesanti verso le figure genitoriali.  E anche dei giovani.

I genitori più attenti, ma anche  pedagogisti e psicologi, meno trascinati dall'emotività suscitata da loquaci  interventi, sentono che il clima creato attorno a quelle espressioni resta di allarme e sfiducia, tali da scoraggiare la ripresa, la costruzione di relazioni, la ricerca delle proprie risorse per fronteggiare le complessità.

Ho raccolto in questo senso molte espressioni di mamme e papà perplessi, che si chiedono se per formarsi, per diventare consapevoli e preparati, sia la strada giusta quella che, per rendere palese e consapevole la società dell'assenza educativa o la mala educazione,  va in discesa, direttamente a demolire l'autostima e l' effettiva conoscenza dei propri punti di forza che servono al compito genitoriale. 

Idem per i giovani. 

Si conoscono, a volerli vedere, perchè non trovano molto spazio nei tavoli televisivi e divulgativi..., giovani e una moltitudine di ragazzi  in gamba (come anche in questo blog si riporta), nonostante facciano notizia i  tragici avvenimenti di cui spesso sono attori e che non si ignorano certo, nè si vuol educolorare la realtà, che è difficile. 

E a volerli vedere e sottolineare , ecco una schiera di genitori che si formano, là dove è possibile!!!, che si confrontano e studiano per conoscere i loro figli, che crescono con molta attenzione e soprattutto amore. Tessendo relazioni e non solo cercando formule e strategie ad hoc.


Certo! Molto resta da fare, le scuole per genitori sono troppo poche e spesso non gratutite e le realtà educative e sociali che si affiancano ai genitori, sono frequentemente lasciate al volontariato, mentre dovrebbero entrare di sistema nel sociale con più efficacia e rigore.

E' una riflessione parziale, e per nulla ingenua, allineata però ai numerosi studi e appelli a riprendersi il compito educativo, perchè non è vero che non si salva nessuno...  

Pubblicato da Annamaria Gatti

gatti54@yahoo.it

foto:Tuttogreen

martedì 24 febbraio 2026

Abbonamenti a riviste quasi gratuiti per le scuole? Eccoli!

 

             

Scuole, ultimi giorni per abbonarsi (quasi gratis) a riviste e giornali cartacei e digitali

di Sara Fornaro

Fonte Città nuova

Stanziati 2 milioni di euro. Lo Stato rimborserà fino al 90% della spesa sostenuta dalle scuole.

Le scuole italiane hanno tempo fino al 28 febbraio 2026 per acquistare un abbonamento a giornali, quotidiani, periodici e riviste scientifiche o di settore, in formato cartaceo o digitale, ricevendo dallo Stato un rimborso fino al 90% della spesa effettuata (leggi qui la nota esplicativa del Ministero dell’Istruzione e del Merito) 

https://informazioneeditoria.gov.it/media/ybunxgxa/nota_mim_1_10_25.pdf

Successivamente, avranno tempo fino al 16 marzo 2026 per chiedere i rimborsi. Il progetto rientra nell’ambito delle iniziative per la promozione della lettura in classe e prevede uno stanziamento di complessivi 2 milioni di euro. «L’inserimento in classe di quotidiani, periodici e riviste scientifiche, anche in formato digitale, offre – si legge sul bando – occasioni di lettura capaci di arricchire il patrimonio lessicale ed espressivo, rafforzando al contempo comunicazione, collaborazione, alfabetizzazione mediatica e pensiero critico. L’iniziativa si propone di valorizzare la lettura su carta e la riflessione come strumenti essenziali per lo sviluppo cognitivo, linguistico e relazionale delle nuove generazioni, favorendo un equilibrio tra saperi tradizionali e innovazione tecnologica».

Costituisce requisito di ammissibilità della spesa la delibera del Collegio dei docenti che individua, nell’ambito dei prodotti editoriali ammessi al contributo, le testate riconosciute come utili ai fini didattici. 

Le domande di rimborso dovranno essere inviate dal dirigente scolastico esclusivamente per via telematica. Le fatture prese in considerazione saranno quelle emesse tra il primo settembre 2025 e il 28 febbraio 2026.

Le proposte di Città Nuova per le scuole

Il giornalino Big Bambini in gamba

Per i bambini della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e dei primi anni delle medie si propone il giornalino Big bambini in gamba. Big sostiene e promuove la lettura dei bambini con fumetti, racconti, storie vere, esperimenti e curiosità e nel 2022 ha ricevuto la «menzione speciale per la qualità dei giochi e per il contributo all’educazione alla pace» nell’ambito del premio nazionale Città di Chiavari per il miglior giornalino per ragazzi. In ogni numero c’è un inserto destinato agli educatori che approfondisce le tematiche trattate nel giornalino. Dal 2024 si stanno approfondendo le life skills, per aiutare i bambini a sviluppare le proprie capacità relazionali e comportamentali.

Rivista trimestrale Teens

Per i ragazzi degli ultimi anni delle scuole medie e delle scuole superiori si propone la rivista bimestrale Teens, fatta dai ragazzi per i ragazzi. La rivista tratta argomenti di attualità, scienza, scuola, intercultura, sport, film, con testimonianze italiane e internazionali nella prospettiva dell’unità, del dialogo e del confronto tra i ragazzi e tra diverse generazioni e culture. Vuole essere uno sguardo sul mondo con l’obiettivo di dare voce alle tante buone notizie, “good news”, realizzate da e per i ragazzi. Nel 2022 Teens ha ricevuto il «premio per le migliori rubriche, per il coinvolgimento dei lettori a livello redazionale e per l’attenzione alla multiculturalità e alle tematiche ambientali» nell’ambito del premio nazionale Città di Chiavari per il miglior giornalino per ragazzi.

Romanzi PassaParola

Per gli studenti delle scuole medie e superiori Città Nuova propone in abbonamento anche i romanzi della collana Passaparola. Autori affermati o promettenti esordienti raccontano storie, alcune ispirate a fatti veri, scritte per immedesimarsi, emozionarsi e sognare. Sono storie da far passare di mano in mano, di cui raccontare o da leggere e rileggere e su cui confrontarsi.

 Rivista mensile Città Nuova

Per gli studenti delle superiori il Gruppo editoriale propone inoltre la rivista Città Nuova. Il mensile analizza e approfondisce i grandi temi al centro della discussione sociale, ma anche fatti, attualità, tendenze e storie di vita dalla prospettiva del dialogo interculturale e interreligioso, della pace e dell’accoglienza. Propone focus su temi come ambiente, pace, politica interna e internazionale, istituzioni europee… Alla rivista Città Nuova sono allegati 3 Dossier l’anno, che approfondiscono temi di attualità e al centro del dibattito sociale.

Per informazioni: abbonamenti@cittanuova.it

Pubblicato da Annamaria Gatti





giovedì 19 febbraio 2026

Prima i bambini... e le loro mamme. Così racconta Ester

 




Nel post precedente https://attentiaibambini.blogspot.com/2026/02/cosa-accade-ad-una-societa-che-ignora.html è stato segnalato un video che propone due riflessioni importanti sulle condizioni dei bambini nelle nostre città, puntando i focus soprattutto sulle scelte culturali a cui è urgente fare riferimento. 
Ho raccolto la  semplice, ma intensa esperienza di Ester, che ha il famoso sapore del "villaggio che serve per crescere un bambino sereno", là dove le difficoltà di saper so-stare con i bambini viene elaborata insieme, magari anche alle altre generazioni.

La giovane madre era indaffarata con un bimbo di alcuni mesi, irrequieto, che non le permetteva di fare la spesa nel grande supermercato. Ester l'aveva sfiorata con lo sguardo, senza essere invadente nè giudicante,  come qualche volta accade per gli adulti, in alcuni analoghi contesti.
Erano un bimbo con delle necessità e una mamma a cui volere bene ed Ester sentiva  chiaramente di essere dentro a ciò che aveva ascoltato e visto in un video a un incontro di formazione e condivisione: Costruire una cultura dell'infanzia nelle città, a cura di Riccardo Bosi ed Elena Granata.

Ester era nonna e bisnonna... Eppure quegli interventi così attuali e specifici avevano davvero coinvolto lei e il marito Luigi che sempre l'affiancava. Si sentivano, anche loro come molti,  impotenti di fronte a problemi così grandi, ma erano convinti che occorresse dare voce ai bisogni-bambini proprio partendo dalle piccole cose della vita di tutti i giorni. Erano invitati a non far passare inutilmente ogni incontro dove, interfacciarsi con un bambino, poteva fare la differenza per loro, per la famiglia e per la società.

Sembrava fatta apposta ora quella circostanza: lasciare quella mamma nel suo mondo di fatica o interagire?
Prendersene cura! aveva concluso Ester, che aveva preso a sorridere e a parlare al bambino che, sorpreso forse dalla nuova voce, si era calmato. A quella vista la mamma si era confidata, raccontando di come fosse difficile lavorare, accudire il figlio e tutto il resto e lei aveva reagito confermandole la sua comprensione. 

L'empatia creatasi poteva però trovare uno sbocco e restituire senso a quell'incontro inaspettato. E infatti, quando Ester aveva snocciolato con garbo e a grandi linee il suo quadro famigliare, 5 figli, 19 nipoti e una pronipote, la giovane mamma aveva esclamato sbalordita: "Che bella è la famiglia!" e aveva intrecciato con quella sposa, madre e nonna un tenero dialogo fatto anche  di tante domande. 

La conclusione di quel momento ha il sapore di una favola, ma invece è la realtà, là dove si fa unità e si incrociano gli sguardi e i cuori.  
La donna aveva concluso: "Sto pensando che per il mio bambino essere figlio unico è davvero poco, quindi,  nonostante le difficoltà  a cui andremo incontro, se ce l'avete fatta voi, ce la faremo anche noi."

Essere testimoni di speranza, essere attenti e non girare lo sguardo altrove aiuta e rende consapevoli che questa società deve, nelle sue diverse espressioni, farsi vicina alle donne, alle famiglie, a madri e padri che stanno imparando ed esercitando l'accudimento, come espressione di umanità e dignità. L'unica speranza di futuro.

Attenti ai bambini quindi, come recita questo blog... ma anche alle loro mamme e ai loro papà !


Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it
foto da Noi nonni


sabato 14 febbraio 2026

Cosa accade ad una società che ignora bambine e bambini?



Un video con due autorevoli interventi, un pediatra e una docente di urbanistica, per ricordare quanto i diritti dell'infanzia siano ad oggi ancora disattesi, nella nostra società, anche nelle città. 

La nostra società non è amica dei bambini (e neppure delle loro madri, delle donne)...
Cosa succede in una realtà di adulti che non vedono più i bambini? 

Cosa accade al bambino che non vive la realtà intorno a sè, che non "esce" a cercare e a provarsi autonomo e creativo? Che non sperimenta il dono della natura e delle relazioni?
Che non fa esperienza di essere incontrato e visto davvero?

"Costruire una cultura dell'infanzia nelle città"  è un momento che in meno di 40 minuti aiuta a mettere a fuoco con rigore le priorità che il rispetto dei diritti delle bambine e dei bambini impongono agli adulti. 
Ma anche invita ad  acquisire la consapevolezza che condividere la vita con i bambini e per i bambini, aiuta ogni adulto ad imparare una capacità di cura che alla fine salva l'umanità.

A questo link i due interventi agili e appassionati, capaci di coinvolgere su questi aspetti complessi con chiarezza e convinzione.  Non parole ma fatti. 


Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it

venerdì 13 febbraio 2026

Il metodo Gordon per la genitorialità: un webinar gratuito.

 



Sempre con maggior urgenza si profila la necessità di accompagnare i genitori nel complesso compito di crescere figlie e figli sereni. 
Serve un metodo, serve incontro, consapevolezza, scelte di vita...
Comincia lunedì 16 febbraio un percorso a cura della editrice la meridiana,  che coinvolgerà  diverse città italiane e le case di quanti vorranno esserci in web. 

giovedì 12 febbraio 2026

Un milione di bambine e bambini seduti in silenzio... la pace, un gesto quotidiano, un presagio

 



Un milione di bambini in silenzio

C’è qualcosa di profondamente terrestre e insieme celeste in questa immagine

Bambini (ndr: e bambine) che non chiedono nulla, che non rivendicano nulla, che non alzano la voce: semplicemente si fermano. E nel fermarsi, aprono un varco.

Un milione di bambini seduti a terra, in silenzio, come se il Paese avesse trattenuto il respiro per un istante più lungo del solito. La Thailandia li ha raccolti così: non in una celebrazione, non in una parata, ma in un gesto che somiglia a un ascolto. 

Cinquemila scuole, un’unica quiete. E dentro quella quiete, un’intenzione: lasciare che la pace non fosse un’idea, ma un corpo che respira.

C’è qualcosa di profondamente terrestre e insieme celeste in questa immagine...

È avvenuto davanti al tempio di Shammakaya Phra. La meditazione, che di solito è un gesto privato, qui diventa un coro muto, un’onda che non fa rumore ma cambia la forma dell’aria. 

È come se il Paese avesse deciso di insegnare ai più giovani non come si vince, ma come si ascolta; non come si corre, ma come si resta.

La Thailandia non mette la meditazione ai margini del suo sistema educativo: la porta al centro, come si porta al centro ciò che deve reggere il peso del futuro. 

Insegna ai bambini che la mente non è un luogo da riempire, ma da attraversare con cautela. 

...Che la calma non è un lusso, ma un muscolo. Che la pace non è un premio, ma un lavoro quotidiano, un gesto che si ripete finché non diventa naturale come respirare.

E allora questa immagine — un milione di piccoli corpi immobili — smette di essere un evento e diventa un presagio. In un mondo che si muove troppo in fretta, che parla troppo forte, che confonde il rumore con la presenza, questi bambini ricordano che esiste un’altra forma di forza: quella che nasce dal raccoglimento, dalla cura, dalla capacità di non reagire subito, di non farsi travolgere.

La loro meditazione non cambia il mondo nell’istante in cui accade. Ma lo prepara. Perché la pace non arriva come un annuncio: cresce come una radice. E ogni bambino seduto in silenzio, è una radice che si allunga nel futuro, cercando un terreno più morbido, più umano, più capace di reggere ciò che verrà.

 articolo e foto da RSI                                                                                           

giovedì 5 febbraio 2026

Carnevale: Chi ha rubato i colori ad Arlecchino?

 


favola di Annamaria Gatti

illustrazione di Eleonora Moretti

Fonte Città Nuova

Arlecchino dorme tranquillo nel suo letto, quand’ecco una voce lo sveglia di soprassalto:
“Arlecchino! Dove sei? Svegliati, è l’ora di andare al mercato!”
Arlecchino è proprio assonnato e stanco.
“Voglia di mercato, saltami addosso!” bisbiglia appena. Si veste con calma e poi ha un brivido.
“Brr, fa freddo! Torno a letto.”
E si tuffa nel piumone soffice.
“Arlecchino! Vieni qui aiutami ti prego!”
“Arlecchino! Angiolino ti aspetta per aggiustare la gabbietta del canarino.”
“Arlecchino! La signora Elvira deve sistemare il giardino…”
Ma lui dormicchia…
“Arlecchino… Arlecchino! Sempre di me c’è bisogno? Io oggi sto sotto le coperte.”
Arlecchino si riappisola sotto le coperte, poi apre un occhio e subito dopo l’altro, piano piano, senza fretta. Subito però li richiude spaventato.
“Ma… sono tutto grigio!”
Si guarda nello specchio dell’armadio grande: dov’è finito il suo bel vestito multicolore? Che sia uno scherzo di Carnevale?
Apre la finestra e giù nella strada è già cominciato il Carnevale: le maschere si preparano alla festa e un’occhiata di sole le sollecita già agli scherzi!
“E adesso come faccio?” si dispera Arlecchino. “Non posso certo presentarmi così, con queste pezze grigie. Guarda anche il cappello e la maschera sono grigiastri”
Un pettirosso ha ascoltato il lamento di Arlecchino e impietosito lo rassicura:
“Non ti disperare amico! E’ il grigiore dell’animo che intacca l’abito e l’umore. Dimmi cosa hai combinato stamattina di così strano?”
“Niente, non ho fatto niente. Beh, ho proprio deciso di chiudere il cuore…se proprio lo vuoi sapere!”
“Vedi tu!” sospira il pettirosso.
Arlecchino fa un balzo, non per paura, né per sconforto: riprende possesso del suo cuore, spazza tutto il buio e sorride a se stesso. Poi recita la sua filastrocca:
Arlecchino è a colori
un insieme di tesori
pronto a vivere contento,
della vita ogni momento.
Pronto a dare il suo aiuto,
anche a te ogni minuto,
perché al tristissimo grigiore
preferisce i colori dell’amore.

“Arlecchino! Per favore!”
“Vengo, vengo!”
E avviandosi alla porta, passa davanti allo specchio dell’armadio grande, dove si ferma: i colori stanno ritornando più vivaci di prima, su, su, dalle scarpe al cappello.
Anche lo stomaco riprende a brontolare. Allora, rivolgendosi all’Arlecchino multicolore riflesso nello specchio e prostrandosi in un bell’inchino, decide:
“Prima farò un’abbondante colazione: coi colori mi è tornato l’appetito! La vita e’ proprio bella! ”
“E’ sempre il solito!” fischietta allegro il pettirosso svolazzandogli appresso.

 


mercoledì 4 febbraio 2026

Maria Rita Parsi: prima di tutto i bambini. E non è un addio.

 



Rilancio l'articolo di Avvenire del 2 febbraio, a firma di Viviana Daloiso, dedicato alla grande figura di Maria Rita Parsi, che ci ha lasciati improvvisamente appunto due giorni fa, che ben sintetizza il contributo importante dato da questa professionista alla lettura della realtà dell'infanzia e dell'adolescenza in particolare. Un aiuto per tutti gli adulti a comprendere con autorevolezza e con attenzione l'essere umano, una serie di interventi e collaborazioni importanti in difesa dei bambini a livelli istituzionali e mediatici.


"Non è stata soltanto una delle psicologhe e psicoterapeute più autorevoli del nostro tempo, Maria Rita Parsi; è stata, prima ancora, una coscienza vigile del Paese, capace di attraversare i fatti – anche i più oscuri della cronaca – senza cedere alla semplificazione o al moralismo, riportando sempre il discorso là dove, per lei, doveva stare: sui bambini, sugli adolescenti, sui giovani feriti prima ancora che devianti.

Del loro modo di vedere la realtà, e dei sempre più complicati rapporti con gli adulti, aveva parlato con il suo tradizionale entusiasmo ancora domenica pomeriggio in televisione, all’interno del programma di approfondimento Check Up su Raiuno.

E forse anche per questo la notizia stamattina della sua morte, a Roma, per un malore, ha lasciato tutti senza parole. Anche noi, qui ad Avvenire, che per tanti anni (i suoi primi interventi sul giornale risalgono al 1993) abbiamo avuto con lei un rapporto di amicizia intellettuale e di dialogo franco. 

Maria Rita Parsi, che era nata proprio nella capitale il 5 agosto del 1947, ha dedicato d’altronde l’intera esistenza allo studio, alla tutela e alla difesa dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, intrecciando in modo raro e coerente l’attività clinica con l’impegno istituzionale, la ricerca scientifica con la divulgazione, la formazione con la sensibilizzazione sociale.

 Un lavoro instancabile, condotto con rigore e passione, che l’ha resa un punto di riferimento non solo in Italia, ma anche a livello internazionale. Dopo una lunga carriera come docente, psicopedagogista e psicoterapeuta, Parsi ha elaborato e messo a punto una metodologia operativa originale, la “psicoanimazione”, applicabile in ambito psicologico, socio-pedagogico e terapeutico.

Un approccio di matrice umanistica, orientato allo sviluppo del potenziale umano, capace di trasformare i concetti teorici in strumenti concreti di aiuto e di crescita.

Attorno a questa visione ha fondato e diretto la Scuola italiana di psicoanimazione (Sipa), un istituto di ricerca che ha formato generazioni di operatori.


Nel 1992 ha dato vita all’Associazione onlus Movimento per, con e dei bambini, divenuta dal 2005 Fondazione Movimento Bambino onlus, oggi uno dei principali centri di riferimento per la diffusione della cultura dell’infanzia e dell’adolescenza, impegnato nel contrasto agli abusi e ai maltrattamenti e nella tutela giuridica e sociale dei minori. 

La sua visione era semplice, dirompente: ascoltare davvero i più piccoli, riconoscerne i bisogni, garantire protezione e strumenti di crescita, prima che le ferite diventino destino. 

Accanto al lavoro clinico e istituzionale, Maria Rita Parsi ha sempre saputo parlare anche al grande pubblico. Ha partecipato a numerose trasmissioni televisive come esperta, ha condotto programmi come Junior Tv e, già nel 1986, si era cimentata anche nella sceneggiatura televisiva collaborando alla serie Professione vacanze. Dal 1995 era iscritta all’Ordine dei giornalisti del Lazio come pubblicista e ha collaborato con continuità a molte testate nazionali – Il Messaggero, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione, Oggi, Donna Moderna, Starbene – con uno stile capace di coniugare solidità scientifica e chiarezza divulgativa. Con Avvenire, si diceva prima, una lunga frequentazione. Anche negli ultimi giorni: appena giovedì scorso l’avevamo intervistata nell’ambito di un approfondimento che pubblicheremo nel corso della settimana sul bullismo, affrontando un tema spesso rimosso, quello del bullismo che nasce dentro le mura domestiche, quando sono i genitori a esercitare forme di sopraffazione sui figli, lasciando ferite profonde e durature (qui sotto pubblichiamo il testo integrale): un lascito ulteriore della sua capacità di vedere dove altri distolgono lo sguardo. 

Non era la prima volta che, sulle pagine del giornale, Maria Rita Parsi aiutava a leggere il presente. L’ultima ampia intervista risaliva al 2023, firmata da Lucia Bellaspiga, all’indomani dell’assassinio di Giulia Cecchettin: un dialogo lucido e doloroso sulla fragilità del maschile, sulle radici culturali e affettive della violenza, sulla necessità di un’educazione emotiva che parta dall’infanzia e interroghi il mondo adulto.

Il suo impegno istituzionale è stato altrettanto rilevante. Dal 2021 faceva parte del gruppo di lavoro istituito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sulla Child Guarantee; dal 2020 era esperta dell’Osservatorio per l’infanzia e l’adolescenza presso il Dipartimento per le Politiche della famiglia. Nel 2012 era stata eletta al Comitato Onu per i diritti del fanciullo, a Ginevra, contribuendo a definire politiche e standard di tutela a livello globale. 

In Italia è stata consulente tecnico del Tribunale civile di Roma, della Commissione parlamentare per l’infanzia, membro di comitati contro l’abuso sessuale dei minori e di organismi di autoregolamentazione pubblicitaria e televisiva. Autrice prolifica, ha pubblicato oltre cento libri tra saggistica scientifica, divulgazione e narrativa. Da Le mani sui bambini a S.O.S. Pedofilia a Maladolescenza fino al più recente Manifesto contro il potere distruttivo, il filo rosso della sua scrittura è rimasto sempre lo stesso: dare parole a chi non ne ha, smascherare le forme invisibili della violenza, difendere i più fragili. 

Numerosi anche i riconoscimenti, dal titolo di Cavaliere al merito della Repubblica al Premio Paolo Borsellino, dal Premio Hemingway al Premio Eccellenza Donna. Ma il segno più profondo resta forse quello ricordato oggi dal mondo della ricerca, dall’Ordine degli psicologi, dalle istituzioni tutte: per tutti una voce capace di «parlare al cuore e alla coscienza del Paese», un insegnamento che la comunità professionale si impegna a custodire e a far vivere. 

Maria Rita Parsi d’altronde lascia un’eredità esigente: chiede agli adulti di non voltarsi dall’altra parte, di non usare i bambini come alibi o come schermo e di riconoscere che ogni disagio ha una storia e ogni violenza un’origine educativa. Ciò che interpella tutti, ben oltre il mondo della psicologia"

Pubblicato da Annamaria Gatti

foto da Avvenire

domenica 1 febbraio 2026

Un libro-schede sempre apprezzato: apprendimento L2 per l'inclusione

 

Benvenuto in classe! - Volume 1

Percorsi di letto-scrittura e di apprendimento intensivo della L2 per bambini stranieri

di Annamaria Gatti

Edizioni Erickson

Bentrovati!

Ecco alcuni dati che questo libro, che precede il secondo volume, ha raccolto in numerosi anni di presenza nel catalogo, in molte scuole, ricerche e segnalazioni autorevoli.

Valutazione recensioni: 4,7/5

10.660 recensioni dalla prima edizione

912 recensioni negli ultimi 12 mesi

Il libro, recentemente aggiornato,  è nato dall’esperienza diretta  di  molti anni di lavoro per l’accoglienza e l’inclusione di alunni di lingua madre straniera, condividendo metodologia e pratiche accanto a insegnanti e genitori.

La preparazione psicologica poi  mi ha permesso di studiare come coniugare i bisogni didattici e pedagogici e quelli psicologici, in un percorso che ha reso  il volume pioniere nell’approccio che fonde l’apprendimento, l’inclusione e il benessere psicologico.

Ecco perchè prima della sezione delle schede di lavoro per bambine e bambini, è contemplata una proposta di riflessione e di indicazioni per la corretta inclusione dell'alunno.

Vediamo più nel dettaglio la proposta.

E’ un corso di italiano L2 per accompagnare gli alunni di madre lingua non italiana nei momenti iniziali dell'apprendimento della lingua funzionale e del processo di letto-scrittura e facilitare la loro integrazione anche in classi successive alla prima della scuola primaria.

Molti degli alunni  che cominciano a frequentare la scuola nel nostro Paese non possiedono ancora un'adeguata conoscenza della lingua italiana e per questo non riescono a comunicare con gli insegnanti e con gli altri bambini, rischiando di restare esclusi dalla normale vita scolastica.

Oltre a suggerire proposte operative efficaci e motivanti, questo libro aiuta anche a riflettere sul modo migliore di accogliere e favorire l'inserimento dell'alunno nella classe, sostenendolo in questa complessa fase della sua crescita.

In sintesi: uno strumento iniziale per gli alunni stranieri che, avendo già una scolarizzazione pregressa, sono inseriti nelle classe successive alla prima della scuola primaria, ma che non possono utilizzare i volumi di apprendimento intensivo di L2 a causa della mancata alfabetizzazione in lingua italiana.

In Benvenuto in classe! - Volume 1 viene elaborata una metodologia fonematica-funzionale che accompagna l'alunno nell'accostamento del grafema con il fonema corrispondente, per giungere all'autonoma composizione di parole significative, perché scoperte nell'ambito di una contestualizzazione finalizzata all'apprendimento della lingua italiana a livello funzionale.

Attraverso divertenti schede operative e un utile alfabetiere a colori i bambini potranno facilmente arricchire il loro vocabolario e acquisire a poco a poco maggiore sicurezza nella nuova lingua, aiutati anche dai loro compagni, che potranno essere coinvolti in maniera attiva dagli insegnanti.


Pubblicato da Annamaria Gatti
gatti54@yahoo.it