Perchè i genitori sono definiti equilibristi? E cosa rappresenta la nave?
Lo piscologo Iavarone in "Educare viene prima... " (E. Aceti, M. De Beni, M. Iavarone - Editrice Città Nuova 2026), regala un'altra immagine casualmente già condivisa in altre occasioni in questo blog: l'equilibrista.Dopo fragole e gamberi, per descrivere la forza e la fragilità del compito educativo nel bellissimo e terribile tempo dell'adolescenza, non teme di allarmare i genitori scrivendo di acrobati alle prese con esercizi funamboleschi e navi destinate comunque a veleggiare fra marosi e bonacce.
"Un genitore abbastanza buono è un equilibrista di opposti: separazione in equilibrio con appartenenza, chioma con radici, ali per volare e piedi per tornare.
Se c'è la certezza che ci sarà sempre un porto al quale tornare la nave può avere il coraggio di salpare. Gli adulti responsivi sono quelli che mettono i figli di fronte alle sfide dopo averli preparati e li lasciano andare, pur sapendo che esistono rischi: una nave sta sicura nel porto, ma non per questo è stata costruita."
Dopo averli preparati... qui si gioca tutto.
Ma i genitori che hanno più probabilità di vincere la sfida sono coloro che non temono, che si mettono in gioco, che sanno di dover attrezzarsi senza timori perchè l'avventura è iniziata e durerà una vita... di senso e di bellezza.
Funamboli attenti, alleati affidabili, alchimisti lungimiranti e capaci di autorevolezza perché i paletti con cui costellare il percorso siano solidi e trasparenti.
Buon cammino!
Pubblica Annamaria Gatti
foto: DivertiViaggio
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